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dic 12

Massimo Bottura a Eataly Roma: arte, genio e follia

Alla fine ce l’ho fatta! Ho cenato da Bottura!¬† Per l’ultima puntata del “Grande Romanzo della Cucina Italiana in 11 puntate”, ideato da Stefano Bonilli, sono tornata a Eataly Roma, con la mia inseparabile compagna di avventure Sabrina Somigli (Volete sapere che tempo far√† a Roma? Chiedetelo a noi e vi accontenteremo ;-))

Ci siamo fatte questo regalo di Natale ad agosto, si lo so che state pensando che non siamo normali, ma non capita mica tutti i giorni di mangiare i piatti preparati dal Massimo Nazional-Mondiale. O meglio io un paio di volte ci avevo gi√† provato, ma ho sempre preso “picche”, una volta tre anni fa al Degustibooks a Firenze, dove c’erano la “razdora” Lidia Cristoni “, la moglie Lara e Taka, e l’altra volta al carcere di Volterra, dove c’era sempre Taka! Meno male questa volta l’ha lasciato a Modena all‘Osteria Francescana“! Qualcuno deve mandare pur avanti la baracca… ;-)

Fa piacere sentirlo parlare il “genio”, mentre discorre di sessantani della cucina italiana insieme a Bonilli e Oscar Farinetti: si alternano piatti, ricordi, profumi di altri cuochi, per arrivare al Massimo Bottura di oggi che con un pizzico di “follia” da una trattoria nei dintorni di Modena √® arrivato a essere un 3 Stelle Michelin.

Dopo i ricordi, siamo passati ai sapori, una cena a quattro mani realizzata insieme a Massimo Sola di Eataly Roma: buono l’inizio con gamberi crudi e salsa bouillabaisse per iniziare il percorso. Poi siamo passati all’”arte” nel “Viaggio sul P√≤ dall’Adriatico a Modena” con sale di Cervia, porri, scalogno e tartufo, una regione in un cucchiaio. Risotto cacio e pepe, con al posto del Pecorino Romano, un¬† Parmigiano Reggiano di 30 mesi e uno spruzzo di 6 pepi distillati per dare origine a una incredibile acqua di pepi.

Il ritorno di Sola con la sua lingua cotta alla perfezione, prima di arrivare al camouflage :un percorso ardimentoso tra dolce e salato da fare assolutamente con la punta delle dita, dove tra una nocciola piemontese, un cioccolatino al sale e un morso di torta sbrisolona, dovevi addentrarti in un “bosco”di civet arricchito da foie gras sormontato da caff√®, cioccolato,¬†radici, alghe disidratate, spezie¬† resi in polvere sottile.

Unico appunto a chi era alla serata e ha rimandato indietro qualche piatto: a cene del genere bisogna osare, se non piace l’arte, bisogna rimanere a casa e lasciare il posto a qualcun altro…

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