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La Finestra di Stefania

L'enogastrogiardiniera

Archive for gennaio, 2013

Andrea Pagliantini, io il vino lo faccio così

gennaio 31st, 2013 | Category: Abili Artigiani,Evento Di Vino

Post tratto dal bellissimo articolo di Francesca Ciancio, LA GUERRA DEL ( E AL) VINO NATURALE, sul  settimanale economico Tre Bicchieri del Gambero Rosso.

“Io il vino lo faccio così”

Mi immagino come avrebbe reagito il Maestro Giulio Gambelli (fautore di alcuni dei più famosi rossi toscani a base di uva sangiovese, ndr) ad una domanda stile: “cosa ne pensa dei vini naturali?”.

Avrebbe alzato le ciglia, sporto la testa in avanti, alzato le spalle, aperto il pollice, l’indice e il medio verso l’esterno e avrebbe detto:” si vanno bene”.

Si parte dalla potatura della vite in questo momento dell’anno, si pota a cordone o a guyot, che io preferisco chiamare a capo e razzolo. Si rinnova di poco la pianta lasciando due gemme nel razzolo più dritto nel cordone.
Nel capo e razzolo si taglia il capo a frutto dell’anno precedente lasciando sul nuovo capo otto, nove gemme.
Le potature (sarmenti) si trascinano via e si bruciano, o si tritano per compostare con vinaccia, raspi ed erba.
Per quanto riguarda la gestione del suolo è meglio se si è seminato qualcosa da sovesciare per fissare l’azoto nel terreno per ridar fiato alla vite che ripartirà in primavera.
A maggio va fatto il primo trattamento per coprire le foglioline nuove: una base di soluzione di rame e zolfo. I successivi dipenderanno dalla stagione e non da un calendario fisso.
Si mettono i tralci dentro le gabbie di fil di ferro, si sfemminella, non si fanno trattamenti di alcun tipo quando l’uva è in fiore, perché si rischierebbe di trovare rame nell’acino o compromettere l’allegagione.
Con dell’uva sana e a posto bastano 6/8 grammi di metabisolfito a quintale (non si parla di hl), si procede con fermentazione in barili aperti da 3 quintali, per non avere fermentazioni troppo calde e consentire al colore di fissarsi in presenza dei tannini naturali del legno.
Si passa a manipolazioni per rompere il cappello delle vinacce e alla macerazione a seconda dell’uva e della sua sanità. Svinatura, vino in barrique usate, 2 grammi/hl di metabisolfito e via cosi per un paio di settimane.
Travaso successivo per levare la feccia più grossolana e di nuovo nello stesso contenitore.
Appena arriva il freddo si aprono le finestre e lo si fa sentire al vino che così si spoglia di tartrati e sostanze proteiche. A primavera parte la fermentazione malolattica, ad aprile-maggio si travasa con 2 grammi di metabiosolfito ad hl, nuovo travaso a settembre.
A questo punto assaggio ogni 20/30 giorni e via a riposare nel legno, finché il vino non è pronto per la bottiglia.
Controllo la solforosa libera da portare intorno ai 20 mg/l, filtraggio a cartone con pannello sgrossante a grana larga, bottiglia, riposo di sei, otto mesi, infine vendita.
Questo, il vino a grandi linee.
Andrea Pagliantini, vignaiolo di Vertine, Gaiole in Chianti.

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Bando di partecipazione al “Palio dello Stufato”

gennaio 30th, 2013 | Category: Cibo Chef e Cuochi,Contest,Eventi di Cibo e Spettacolo

In occasione dello svolgimento della IV edizione del “Palio dello Stufato alla Sangiovannese” che si svolgerà a San
Giovanni Valdarno domenica 17 febbraio 2013, il Comune di San Giovanni Valdarno indice un concorso gastronomico  “informale”
per la premiazione della migliore realizzazione della ricetta tradizionale dello “Stufato alla Sangiovannese”.

REGOLAMENTO

1.  Il concorso è aperto a tutti i residenti nel Comune di San Giovanni Valdarno che abbiano compiuto il 18° anno di
età alla data del 01 gennaio 2013 ed è riservato alla preparazione dello “Stufato alla Sangiovannese”  secondo la
ricetta tradizionale;

2.  Il piatto dovrà essere esclusivamente casalingo, preparato all’interno della propria abitazione; non saranno accettate
produzioni professionali o industriali, pena la squalifica dalla gara;

3.  Per poter partecipare al concorso occorre presentare il modulo di partecipazione compilato in ogni sua parte,
indirizzato all’Ufficio Promozione del Territorio del Comune di San Giovanni Valdarno, consegnato presso
l’Associazione Pro Loco  – piazza Cavour, 3 entro e non oltre le ore 12.00 di lunedi 4 febbraio 2013.
a.  Il modulo di partecipazione è reperibile presso l’Associazione Pro Loco “Roberto Costagli” e ai seguenti
indirizzi web:
b.  www.comunesgv.it;
c.  www.prolocosangiovannivaldarno.it

4.  La Giuria Tecnica nominata dall’Amministrazione Comunale, composta da personaggi del mondo
enogastronomico e da rappresentanti della realtà cittadina, procederà nella giornata del Palio agli assaggi presentati
in forma anonima formulando una classifica, assegnando una votazione da 1 a 10 per ogni criterio di valutazione;
la Giuria deciderà collegialmente con giudizio insindacabile.
5.  Alla valutazione della Giuria Tecnica saranno ammessi n. 6 degustazioni. Nel caso in cui le domande di
partecipazione presentate siano superiori a tale numero, la gara finale sarà preceduta da una selezione dei
partecipanti che avverrà in collaborazione con l’emittente televisiva Valdarno Channel in data da stabilire,
comunque non oltre il 10 febbraio 2013. I concorrenti quindi dovranno essere disponibili a partecipare a riprese
televisive, previa liberatoria, a pena di esclusione dalla gara. L’organizzazione procederà a strutturare una serie di
riprese televisive di carattere promozionale dei partecipanti anche nel caso di domande di partecipazione pari o
inferiori a sei.

6.  I criteri di valutazione utilizzati il 17 febbraio dalla Giuria saranno i seguenti:
a.  Aspetto visivo (colore)- Profumo e aroma- Compattezza- Gusto- Equilibrio di gusto e sapori.
7.  I piatti dovranno essere presentati presso i Saloni della Basilica (Piazza Masaccio) entro le ore 12.00 del 17
febbraio per essere sottoposti alla valutazione della Giuria che decreterà il vincitore del Palio dello Stufato
Edizione 2013.
8.  Al vincitore sarà assegnato un riconoscimento simbolico da parte dell’Amministrazione Comunale e
dall’Associazione Pro Loco “Roberto Costagli”;

9.  Il vincitore non potrà partecipare ad altre eventuali edizioni del Palio dello Stufato alla Sangiovannese.

10.  E’ vietato l’utilizzo di qualunque sostanza emulsionante, edulcorante, colorante, conservante o additivo chimico,
nonché prodotti contenenti qualsiasi traccia di O.G.M., di preparati e semilavorati di tipo industriale.

La partecipazione alla selezione comporta l’implicita conoscenza e accettazione del presente regolamento.

E’ POSSIBILE PARTECIPARE ALL’EDIZIONE 2013 DEL PALIO ANCHE COME PUBBLICO. SARÀ
OFFERTO UN PRANZO COMPLETO CON PIETANZA PRINCIPALE  A BASE DI STUFATO ALLA
SANGIOVANNESE. COSTO DI ISCRIZIONE: EURO 25,00 . ISCRIZIONE E INFORMAZIONI PRESSO LA
PROLOCO.

INFO:
Servizio Turismo
055 9126251 /287 istruzione.eventi@comunesgv.it
Associazione Pro Loco “Roberto Costagli” – Piazza Cavour 3 Tel. 055 943748 – info@prolocosangiovannivaldarno.it

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La basilica dei Servi a Siena

Se, passeggiando per Siena, precisamente poco dopo l’imbocco del Casato (dalla via dove il Palio entra in Piazza), e notate tante persone ferme ad ammirare e fotografare qualcosa, lasciatele ripartire e poi affacciatevi in cima al vicoloed ammirate! Ammirate l’imponenza della Basilica dei Servi, con la campagna senese che l’abbraccia tutto intorno e il vile di cipressi che la incornicia,  siete davanti ad uno dei panorami più belli che la città senese offre.

I frati Servi di Santa Maria, arrivarono a Siena intorno al 1250. Dopo un primo periodo trascorso fuori dalle mura, extra moenia, a sud della città, furono invitati dal comune a costruire il loro convento, all’interno della cinta muraria, sul colle di Castel Montorio. L’Ordine dei Frati Servi di Maria, sorto come espressione di vita evangelico-apostolica, è una comunità di uomini riuniti nel nome del Signore Gesù che si impegnano a testimoniare il Vangelo in comunione fraterna, originato dall’esperienza di vita comunitaria di sette laici fiorentini. La chiesa dei Servi nasce sull’area della preesistente e allora fatiscente chiesa di san Clemente.

I “Servi”, come amano chiamare i senesi questa basilica, si leva alla sommità di un alta gradinata, su un solitaria piazza dominata da imponenti cipressi secolari. La facciata del quattrocento, non è mai stata terminata, si presenta semplice ed austera, con un solo portale, sormontato da due rosoni. L’interno si sviluppa su una pianta a croce latina, ed è l’accorpamento di più stili: alto rinascimentale nelle tre navate, gotico nel transetto e nell’abside, barocco negli altari laterali. La chiesa è stata consacrata nel 1533 con il titolo di “dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria Protettrice e Ausiliatrice” della Città  e della Repubblica di Siena. La sua torre campanaria, di epoca romana, è visibile da lontano: è costituita da quattro ordini di finestre, che vanno da monofore a quadrifore. A metà degli anni venti del secolo scorso, ha subito l’innalzamento delle cuspidi che conferiscono ad essa l’aspetto attuale molto più slanciato, simile a quello del campanile del Duomo di Siena. Al suo interno una ricchezza infinita di opere d’arte: a destra del secondo altare si trova la bellissima Madonna del Bordone, opera duecentesca di Coppo da Marcovaldo. Al quinto altare c’è la movimentata Strage degli Innocenti di Matteo di Giovanni, autore anche della Madonna nella lunetta. Nella seconda cappella a destra della maggiore all’altare, si trova la “Madonna del Popolo” di Lippo Memmi.

Pietro Lorenzetti ha dato il suo contributo nell’abbellimento della chiesa con la parete dove è raffigurata nuovamente una “Strage degli Innocenti”, e gli affreschi con il “Banchetto di Erode” e il “Transito di San Giovanni”.Magnifico l’altare  sormontato dall’Adorazione dei Pastori del pittore Taddeo di Bartolo, la statua della Madonna Addolorata completamente in carta pesta. Inoltre sono custoditi all’interno della chiesa l’urna con il corpo incorrotto del Beato Francesco Patrizi OSM e il reliquario e l’urna del Beato Gioacchino Piccolomini OSM.

 

Stefania Pianigiani articolo scritto per Toscana & Chianti News

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Calicanto d’inverno, l’albero del pettirosso

Il calicanto luteus, chiamato calychantus fragrans o praecox,   è quella meraviglia di pianta che produce fiori gialli in inverno, dal profumo gradevole. Ha la foglia caduca ed è noto per i suoi fiori che compaiono sui rami nudi da dicembre a febbraio. Predilige un esposizione soleggiata e al riparo dal vento.

La potatura, può consistere semplicemente nell’eliminazione delle parti che appaiono più danneggiate o sfiorite. Nel linguaggio dei fiori, un fascio di rami di calicanto, promette a chi lo riceve un affettuosa protezione.

La leggenda narra che un giorno d’inverno un pettirosso, stanco e assiderato dal gelo, cercava un ramo solido che gli consentisse di riposare per qualche ora, al riparo delle ultime foglie ingiallite e non ancora strappate dal vento, prima di riprendere il volo verso climi più miti. Molti alberi però rifiutarono di ospitare l’uccellino infreddolito. Il calicanto impietosito, lo chiamò dicendogli di posarsi sui suoi rami, e che le sue foglie che lo avrebbero riscaldato. Il “Signore“, ammirato da quel gesto caritatevole volle ricompensare il generoso arbusto facendo cadere sui rami una pioggia di stelle splendenti e profumate che si trasformarono in fiori.

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I giovani in cucina: cuochi d’eccezione i ragazzi della scuola media

gennaio 25th, 2013 | Category: Cibo Chef e Cuochi,Eventi di Cibo e Spettacolo

i giovani in cucinaSegnalo questa simpatica iniziativa in programma per domani mattina, sabato 26 gennaio a Villa Severi ad Arezzo.

La Delegazione di Arezzo  dell’Accademia della Cucina Italiana, organizza, in collaborazione con il Centro Nutrizionale Mangia e Gioca, il Convegno ” I giovani e le tradizioni della Cucina Italiana”. Il fine di questo incontro è quello di stabilire un filo conduttore tra le nostre tradizioni alimentari e lo stile di vita moderno. Alla fine del convegno ci sarà il pranzo, “cucinato” dagli allievi della 2A della scuola media dell’Istituto Comprensivo Farncesco Severi.

Per maggiori informazioni: vignadipallino@tenutasetteponti.it

Per il programmacompleto leggetevi il volantino sottostante

programma convegno ed interventi

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Sangiovese Purosangue a Roma e le signore in rosso

gennaio 24th, 2013 | Category: Evento Di Vino,Uncategorized

Sono emozionata perchè partecipo anche io con il mio blog a questo importante evento: saranno 37 i produttori protagonisti della nuova edizione di Sangiovese Purosangue, promosso dall’Enoclub di Siena per sabato 26 e domenica 27 gennaio a Roma (Exed Luxury Events, Piazza della Repubblica, 64-66). L’evento vedrà protagonisti produttori ed appassionati per celebrare i grandi vini fatti con uve Sangiovese, questa volta in simbiosi con altri vitigni per esprimere al meglio le sue potenzialità. Ogni produttore presenterà vecchie e nuove annate, dimostrando la grandezza del vitigno e le capacità di invecchiamento. Saranno due giorni ricchi di eventi con banchi di assaggio, laboratori di abbinamento enogastronomico e seminari di approfondimento.

QUì TROVATE TUTTI GLI ORARI DEI SEMINARI DI DEGUSTAZIONE

E una particolare attenzione va alle produttrici e vignaiole segnate in rosso, come Angela Fronti, Emanuela Stucchi Prinetti, Charlotte Horton Green, Jessica Pellegrini, Serena Coccia, Susanna Grassi e la GUEST STAR Alessia Salvioni.

Questi i produttori e le varie interpretazioni che saranno protagonisti a Roma:

Sangiovese di Carmignano: Fattoria di Bacchereto – Terre a Mano; Sangiovese di Radda in Chianti: Barlettaio; Caparsa; Istine; L’Erta di Radda; Montevertine; Poggerino; Pruneto; Val delle Corti; Sangiovese di San Casciano Val di Pesa: Villa del Cigliano; Sangiovese della Val d’Elsa: Castello di Monsanto; Ormanni; Sangiovese di Lamole: Podere Castellinuzza; Castellinuzza&Piuca; I Fabbri; Fattoria di Lamole; Sangiovese di Panzano: Fontodi; Vecchie Terre di Montefili; Sangiovese di Castellina in Chianti: Bibbiano, Castello La Leccia, Villa Rosa; Sangiovese di Monti in Chianti: Badia a Coltibuono, San Giusto a Rentennano; Sangiovese di Castelnuovo Berardenga: Felsina; Sangiovese di San Gimignano: Il Colombaio di Santa Chiara; Sangiovese di Murlo: Campriano; Sangiovese di Sarteano: Palazzo di Piero; Sangiovese di Montalcino: Col d’Orcia; Corte dei Venti, Fattoria del Pino, Il Marroneto, Loacker; Sangiovese di Montepulciano: Le Casalte; Sangiovese di Cinigiano: Campinuovi; Sangiovese dell’Amiata: Castello di Potentino; Sangiovese di Montiano: Montecivoli; Sangiovese di Scansano: I Botri di Ghiaccioforte

 

Ingresso euro 20 (15 in prevendita su www.sangiovesepurosangue.it)
Info: 349 4506087
info@sangiovesepurosangue.it

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Olio Officina a Milano

gennaio 23rd, 2013 | Category: Eventi di Cibo e Spettacolo

olio officina a Milano
TUTTI UNITI INTORNO ALLA GRANDE O DELL’OLIO

Appassionati ed esperti si danno appuntamento il 24, 25 e 26 gennaio al Palazzo delle Stelline a Milano. Nel capoluogo lombardo prende corpo un grande movimento culturale nato per mettere in evidenza i condimenti e, in particolare, l’ olio da olive. E’ il lato femminile dell’olio e del cibo il tema portante della seconda edizione del grande happening sui condimenti ideato e diretto da Luigi Caricato

Tanti i focus su temi chiave che saranno presi in considerazione. Vastissimo il programma, che parte da un’area strettamente legata agli usi dei condimenti in cucina, con la presenza di chef, maestri di cucina, ma soprattutto di biochimici, nutrizionisti, oleologi e tante altre figure che ruotano intorno all’olio da olive e ad altri condimenti, l’aceto in primis.

PER CONSULTARE IL PROGRAMMA: CLICCARE QUI

PER ISCRIVERSI: CLICCARE QUI

PER SCRIVERCI: CLICCARE QUI

Orari di apertura
25 gennaio: ore 9.00-21.00
26 gennaio: ore 9.00-22.00

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Grande successo allo IED di Firenze per il Master in Marketing Territoriale, si chiude con il botto

Pubblico volentieri questa notizia, perchè al masterhanno partecipato cari amici, care amiche lo hanno ideato e ci hanno insegnato, poi perchè potete gustare dei panini d’autore! 😉
IED Firenze, mercoledì 23 gennaio dalle 15 alle 19, celebra la chiusura della prima edizione del Master in Marketing Territoriale il primo corso di alta formazione in Italia che affronta tematiche di grande attualità guardando al territorio e alle sue risorse. E non solo il territorio Toscano ma tutti i territori che caratterizzano la realtà italiana attuale. Il Master si propone di formare esperti di marketing e comunicazione per la promozione di prodotti e servizi nel settore enogastronomico e turistico e per la gestione di eventi connessi ai prodotti tipici del territorio.

Il turismo, la cultura, l’enogastronomia, la moda, “il gusto” sono la nostra vera ricchezza ma l’improvvisazione non basta più a garantire risultati: servono professionisti sempre più qualificati pronti a confrontarsi con il mondo.A celebrare il successo di questa prima edizione del master due personaggi che hanno messo a frutto la passione e le doti di management, esempi concreti di marketing territoriale che sono stati in grado di portare lo “stile toscano” a dialogare con il mondo: Alessandro Frassica, patron di Ino, e Marco Stabile, Chef del Ristorante Ora d’Aria.
In particolare, per l’occasione si potranno assaggiare: “Il volo pindarico di Pilsner Urquell”, un panino gourmet che mescola le culture e che Marco Stabile ha pensato con una gelatina della celebre birra Pilsner Urquell, guancia di cinta senese affumicata, crema di mascarpone e lime e topinanbur; e il “Pan’ino del “cavolo””: fette di pane toscano con pecorino stagionato, pesto di cavolo nero e profumatissimo olio nuovo (Ino).
Il tutto sará accompagnato dalla pregiata birra boema, la prima chiara al mondo che proprio quest’anno compie 170 anni e che da sempre fatto della della ricerca della qualità il suo punto di forza.

Ingresso libero

IED VIA BUFALINI 6

FIRENZE

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