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La Finestra di Stefania

L'enogastrogiardiniera

Archive for novembre, 2017

Siena e dintorni: 4 mercati gastronomici da non perdere

il-mercato-dipiazza-del-campo, Siena quando c'è il mercato in Piazza del Campo

E come da tradizione, con l’avvicinarsi delle festività natalizie, Siena e la sua provincia, mettono in scena dei mercati gastronomici di alto livello. Segnatevi le date in agenda. Poi per la dieta ci pensate dopo il 6 di gennaio.

come partecipare come espositore al Mercato nel Campo a Siena

SIENA 2 e 3 DICEMBRE

A Siena il Mercato nel Campo festeggia la decima edizione riportando tutta la magia delle feste in Piazza del Campo, in occasione della due giorni dedicata alle eccellenze dell’enogastronomia e dell’artigianato. L’appuntamento con il “Mercato Grande”, che quest’anno è dedicato ai ‘Borghi autentici d’Italia’, torna nella sua tradizionale veste invernale, sabato 2 e domenica 3 dicembre.

Mercatini di Natale nel Chianti
VILLA A SESTA 2 e 3 DICEMBRE

Tornano le giornate dedicate alla solidarietà verso le popolazioni colpite dal terremoto che ha scosso il Centro Italia.

Dopo il successo dello scorso anno, i nostri volontari sono tornati nelle zone terremotate per acquistare direttamente sul posto norcinerie ed altri prodotti culinari, per farvi passare un Natale Solidale.
Dove trovare i prodotti di Amatrice
PROGRAMMA DELLE GIORNATE
🎄SABATO 02 DICEMBRE
dalle ore 15:00 alle ore 21:00
🎄DOMENICA 03 DICEMBRE
dalle ore 10:00 alle ore 21:00 – Circolo ARCI di Villa a Sesta

🎁Mercato di norcinerie ed altri prodotti culinari acquistati direttamente da imprenditori colpiti dal sisma.
🍴Degustazione di piatti tipici di Amatrice e Norcia.

⭐AMATRICE⭐
Pasta, marmellate, e formaggi

⭐MONTAGNA MARCHIGIANA⭐
Pasticceria natalizia, vini e ciauscolo

⭐NORCIA⭐
Salumi, lenticchie, legumi, miele e zafferano.

Inoltre ci sarà la possibilità di fare un’escursione con il gruppo del GEB, il sabato pomeriggio, che vi porterà alla scoperta del Ponte Leopoldino.
mercatini-a-castelnuovo-Berardenga.jpg
CASTELNUOVO BERARDENGA 9 E 10 DICEMBRE
Castelnuovo Berardenga per le festività natalizie presenta un goloso mercatino. Le associazioni paesane Assinfesta, hanno organizzato per sabato 9 e domenica 10 dicembre i Mercatini di Natale.Oltre 60 standisti affolleranno le vie del paese alle porte del Chianti; tra questi, artigiani, artisti e produttori delle eccellenze enogastronomiche del territorio con la possibilità di farsi confezionare i cesti natalizi.

Sarà presente anche la condotta Slow Food di Siena, che venderà i prodotti delle zone terremotate: da Arquata del Tronto arriveranno zuppe, conserve e lenticchie, da Visso, ciauscolo, guanciale e prosciutto, da Amatrice, stracchino stagionato, caciotte e pasta fatta da Masciarelli per Casale Nibbi, e da Campotosto arriveranno formaggi e salumi vari tra cui il Caciofiore Aquilano e la Mortadella di Campotosto. Il ricavato servirà per acquistare un macchinario in una delle aree colpite dal terremoto, e per far ripartire le attività.

chef da tutta Italia ad AscianoASCIANO 8 E 9 E 10 DICEMBRE

Dal 8 al 10 dicembre 2017 ritorna ad Asciano la terza edizione della Mostra Mercato Del Tartufo Bianco Delle Crete Senesi organizzata da Comune di Asciano, associazione Tartufai Del Garbo, Consorzio Vino Chianti Classico, con la collaborazione di Terretrusche Events.

Per due giorni Asciano sarà il centro della Cucina Italiana: 18 chef provenienti da ogni parte d’Italia, 6 chef stellati, tra i quali Pino Cuttaia e Claudio Sadler, si cimenteranno tra due cene di gala, show cooking, Chianti & Tartufo: degustazioni guidate con esperti sommelier, cani campioni nella ricerca del tartufo, mostra mercato con pregiati tartufi delle Crete.

Un diamante bianco per le stelle della cucina, chef d’Italia ad Asciano per il Tartufo Bianco delle Crete Senesi.

Per informazioni e prenotazioni:

Online:

Passione Tartufo – Asciano, 8 dicembre 2017
Sua Eccellenza Tartufo Bianco – Asciano, 9 dicembre 2017

Box Office Terretrusche:

Tel. 0575 606887
Orari: Lunedì-Venerdì, 9:00-18:30

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Firenze e dintorni: 5 cene speciali da segnare in agenda

dove mangiare a Firenze

Firenze e i suoi dintorni, stanno vivendo un periodo d’oro tra nuove aperture, eventi a quattro mani e nuovi menu nei ristoranti. Ecco una piccola selezione di cene a Firenze e dintorni, davvero imperdibili.

dove mangiare qualcosa di veloce a FirenzeMERCOLEDì 29 NOVEMBRE

JOHNNY BRUSCHETTA

Mercoledì 29, invece, in collaborazione con Prinz e con un’ospite di eccezione dietro al bancone, Sabrina Gallori, barlady e brand ambassador di Prinz, in calendario la serata “I love Johnny” con il cocktail Love is in the air a base di gin Gordon, cordial lime, bergamotto ed infuso alla rosa che sposerà la bruschetta Pietrasanta con salmone norvegese, crema all’erba cipollina, lattuga e glassa di balsamico, il tutto condito con musica pop anni 70’/’80.

Mercoledì 6 dicembre una serata a tutto gin, con la possibilità di degustare varie tipologie di un distillato sempre più amato e popolare. Nel bicchiere, proposto con la bruschetta Pienza con melanzane, zucchine peperoni grigliati e fonduta di pecorino il drink John…NY Collins con gin, succo di limone, sciroppo, soda ed angostura, questa volta a ritmo di musica anni 20/40.

Mercoledì 13, invece, per augurare buon Natale ai partecipanti, l’appuntamento sarà dedicato al vermuth: anche in questa occasione sarà possibile degustare vari tipi di vermuth, oltre a provare l’abbinamento tra il cocktail L’opposto con Vermuth rosso, bitter campari, prosecco ed angostura e la bruschetta Kebab alla Toscana con arrosto di scamerita, cipolla stufata e yogurt alla menta. Il ritmo, per questa data, sarà scandito da musica italiana, con una selezione dei migliori dischi nazionali.

Per le serate il costo dell’abbinamento cocktail più bruschetta da 20 cm sarà di 10 euro.

ogni mercoledì, una serata dedicata all’arte del pairing animerà l’area bar di Johnny Bruschetta,

con un abbraccio tra spirits, bruschette e musica

Johnny Bruschetta – via de’ Macci 77/r – Firenze

 

pizza gourmet di Paolo Pannacci

GIOVEDì 30 NOVEMBRE

La Mixology di Four Seasons Firenze arriva nel Chianti

 Le PIZZE ideate dall’incontro tra la cucina di Vito Mollica e gli impasti di Paolo Pannacci
incontrano i COCKTAIL di Edoardo Sandri di Four Seasons Firenze

 Giovedì 30 novembre Lo Spela presenta Pizza e Cocktail con Edoardo Sandri, Master Mixologist dell’Atrium bar di Four Seasons Firenze, e VKA, la prima vodka 100% toscana, per una serata all’insegna del pairing tra cocktail e pizza.

la mixology del four seasons di Firenze

Menù – LE FOUR SEASONS

 

Primavera della Gherardesca

Pizza: farina di canapa / giardino fiorito / fonduta

Cocktail: VKA, Vermut dry La Canellese, succo di lime, ginger beer, polvere di capperi, Fiori edibili.

Estate romana

Pizza: farina di farro / cacio e pepe /crema di gamberi / calamari.

Cocktail: VKA, bloody mary mix, spuma di bufala, origano, basilico, olio.

Autunno del Bosco

Pizza: semi e cereali / carpaccio di cervo cotto a bassa temperatura 7 crema di castagne / muschio di broccoli.

Cocktail: VKA, Vermut chinato La Canellese, lambrusco Allegria Grasparossa di Castel vetro, bitter al cioccolato.

Inverno lucano

Pizza: impasto con acqua di pomodoro / borzillo / butirri / zafarani cruschi.

Cocktail: VKA, Vermut bianco la Canellese, colatura di alici, acqua tonica, essenza di pepe nero.


TUTTI I COCKTAIL SONO STATI IDEATI IN COLLABORAZIONE CON VKA – VODKA BIOLOGICA TOSCANA


19.30 aperitivo con Edoardo Sandri e Paolo Pannacci – 20.00 inizio Cena


INFO E PRENOTAZIONI: tel. 055.850787 – info@lospela.it


* Evento a prenotazione – Tavoli conviviali – 30 euro € con degustazione cocktail, acqua, caffè e piccolo dessert compresi

 

 

dove cenare a Firenze, where to dine in florence

VENERDì 1 DICEMBRE

The Reds & The White

Venerdì 1 Dicembre 2017

The Reds & The White al Four Seasons di Firenze

Grandi Sapori e Profumi

L’eccellenza e l’eleganza dei grandi rossi toscani incontra sua mestà il tartufo bianco in una serata unica. Cena con menù esclusivo creato dallo Chef stellato Vito Mollica in abbinamento ai pregiati tartufi bianchi di Savini Tartufi, con la partecipazione di Elisabetta Geppetti e dei migliori vini di Fattoria Le Pupille.

EURO 170 A PERSONA (vini inclusi e tavoli conviviali) 

Per prenotazioni: 055 2626450;
ilpalagio@fourseasons.com
Cene speciali a la Tenda Rossa
IN MESCITA A BICCHIERE I GRANDI VINI DEL MONDO al ristorante LA TENDA ROSSA.

La filosofia del “wine sharing” ossia la preziosa bottiglia sarà condivisa tra tavoli che non si conoscono e al tuo tavolo puoi avere anche solo 1 bicchiere – solo su prenotazione e pagamento anticipato.

INFO E CONDIZIONI
• non è obbligatoria la vendita a tutto il tavolo – puoi comprare anche solo 1 bicchiere
• se bottiglia da 0,75 cl. sarà divisa in 6 bicchieri (120 ml. ciascuno)
• se magnum da 1,5 L sarà diviso in 12 bicchieri (120 ml. ciascuno)
• conferma della prenotazione solo al raggiungimento del numero di tutti i bicchieri venduti
• la vendita si intende per il solo bicchiere quindi non c’è un menù abbinato ma si può scegliere dal menù del giorno quello che preferisce.

1 dicembre Cena degustazione con Silvana e Cora
dell’azienda friulana LE DUE TERRE

ECHEZEAUX DRC 2007 ⇒ sabato 2 dicembre  → euro 460
MARGAUX 1995 ⇒ giovedì 7 dicembre  → euro 180
MASSETO 2001 ⇒ sabato 16 dicembre  →  euro 140
DOM PERIGNON magnum 1992 ⇒ sabato 23 dicembre  →  euro 50
CHATEAU CHEVAL BLANC 1986 ⇒ venerdì 29 dicembre  →  euro 150

la tenda rossa-prenota grigio

solo su prenotazione ♠ info@latendarossa.it | 055 826132
inviaci una mail per ricevere i prezzi e disponibilità

abbinare il pesce alla grappa<h3 “”=”” id=”yui_3_16_0_ym19_1_1511804754970_6660″>IN MESCITA A BICCHIERE I GRANDI VINI DEL MONDO<h3 “”=”” id=”yui_3_16_0_ym19_1_1511804754970_6660″>IN MESCITA A BICCHIERE I GRANDI VINI DEL MONDO
MERCOLEDì 6 DICEMBRE

Al ristorante Konnubio a Firenze una serata dedicata al pesce ed alle preziose etichette dell’Istituto Tutela della Grappa del Trentino

 

Mercoledì 6 dicembre dalle ore 20.30

Ristorante Konnubio – Chef Beatrice Segoni

Via dei Conti 8R – Firenze

Ogni piatto sarà abbinato ad un vino e ad una grappa

Tartar di ricciola con spaghetti di grappa e porcini marinati

Tortello di baccalà mantecato alla grappa

Trancio di storione marinato alla grappa ed agrumi con carciofi fritti e non

Semifreddo alla grappa, crumble di spezie e sorbetto di pere e zenzero

Acqua, vino, grappe in abbinamento e caffè – 50 euro

gli-eventi-di-obica
Obicà, il primo Mozzarella Bar al mondo, ha in serbo gustose sorprese per il mese dicembre. Prima tra tutte il nuovo Speciale del Mese che punta sull’assoluta qualità delSalmone Selvaggio, ingrediente raffinato, appetitoso, con tante proprietà benefiche. Un omaggio alla tradizione natalizia, che
vede il salmone protagonista sulla tavola degli italiani.
Nella calda atmosfera del Mozzarella Bar è possibile assaporare la
bontà del Salmone Affumicato, all’interno di tre piatti eleganti e sfziosi al tempo stesso, quali:
Tagliolini Freschi all’Uovo con Salmone Affumicato, Limone,
Aneto e Salsa allo Yogurt
Pizza con Mozzarella di Bufala Affumicata, Salmone Affumicato,
Stracciatella Pugliese, Limone e Aneto
Obicà
Via de’ Tornabuoni, 16,  Firenze
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La mostra di Picasso alla conquista di Genova

Cosa fare a Genova per il Ponte dell'Immacolata, 47/5000 What to do in Genoa for the Bridge of the Immaculate

La “Superba”, ne ha trovate un’altra delle sue, portare i capolavori dal Museo Picasso di Parigi, nelle sale di Palazzo Ducale. Ebbene si, fino al 6 di maggio Genova, ospita la mostra di Picasso.

 

La mostra di Picasso a Palazzo Ducale, Exhibition of paintings by Picasso in Genoa

Ogni occasione è buona per visitare la città, ma se ci mettiamo in conto  più di 50 opere di Picasso e numerose fotografie, il viaggio a Zena, acquista ancor più valore.

Mostra dei quadri di Picasso a Genova, Genoa for turist

Pensate, che il quadro simbolo della mostra genovese, in una riproduzione sta appeso anche nel mio salotto, il celebre Portrait de Marie-Thérèse (Paris, 6 gennaio 1937). Che sia destino questo Picasso a Genova?

La particolarità di qusta mostra, è che i prestiti del Museo Picasso di Parigi,  sono tutte opere da cui il pittore non si è mai separato fino alla morte nel 1973.

Quali mostre vedere a Genova

Quali sono le opere di Picasso in mostra a Palazzo Ducale? Tra i suoi quadri, spiccano Autoportrait, Les Baigneuses, Femme assise devant la fenêtre, Portrait de Nusch Eluard .

Quanto dura la mostra di Picasso, Cosa fare a Genova con i bambini

Picasso a Genova, è un percorso artistico del genio catalano, attraverso i diversi periodi e i vari stili dell’artista dall’inizio del Novecento fino agli anni Settanta.

La mostra Picasso a Genova è adatta ai bambini? Certo!

«Genova è una città straordinaria e per sei mesi si trasforma in un piccolo Museo Picasso», dice Luca Bizzarri, l’attore comico che fa coppia con Paolo Kessisoglu, da pochi mesi è il presidente-testimonial della Fondazione Palazzo Ducale.

E per i ragazzi ci sono anche i laboratori!

Dove hai messo il naso?

A dipingere così (non) sono capaci tutti

LABORATORI

Durata: ca 1h30′
Costo: 4,50 € a studente (solo laboratorio)

Quanto costa la mostra di Picasso a Genova

Su iniziativa del Musée National Picasso-Paris, l’esposizione di Genova, è un percorso nel lavoro dell’artista e nei luoghi che l’hanno ispirato, e rappresenta una particolare esperienza culturale, dedicata a rinsaldare i legami tra i Paesi che si affacciano sulle sponde del Mediterraneo.

Cosa fare a Genova per le vacanze di Natale, What to do in Genoa with childrenSe avete idea di passare il Capodanno a Genova, ricordatevi che la mostra è aperta.

CAPODANNO IN MOSTRA

Il 31 Dicembre le Mostre “Rubaldo Merello, tra divisionismo e simbolismo” e “Picasso. Capolavori dal Museo Picasso, Parigi” rimarranno aperte fino alle ore 2:00, inclusivo di brindisi a mezzanotte.

mostra testamenti dei grandi italiani a Genova

Inoltre a Palazzo Ducale, fino al 10 dicembre c’è anche la mostra “Io qui sottoscritto”, i testamenti dei grandi italiani.

Orari mostra Picasso a Genova

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Stefania Calugi e le piante che nutrono i tartufi

novembre 25th, 2017 | Category: Abili Artigiani,Toscana voglio vivere così

i tartufi di Stefania Calugi

Qualche giorno fa, sono stata a trovare Stefania Calugi, nella sua azienda di Castelfiorentino, dove ha inaugurato “La strada del tartufo“, per festeggiare i suoi trent’anni di attività.

E’ dal 1987 che Stefania, ha  intrapreso la vendita del tartufo fresco, provvedendo a selezionare il prodotto da una rete di tartufai di fiducia individuati e valutati dal padre Renato.  Stefania ha sempre valorizzato  il territorio e la filiera della sua regione, la Toscana, con l’obbiettivo di costruire nel tempo un’eccellenza del Made in Italy.

Dove trovare i tartufi in Toscana, Where to find truffles in Tuscany

Per celebrare questa ricorrenza, è stato allestito fuori dall’azienda, un piccolo percorso sensoriale, per far capire alle persone, quali sono le piante adatte alla crescita dei tartufi. Una piccola anticipazione di quella che sarà una vera e propria “Truffle Journey”, ovvero poter vivere l’esperienza della
caccia insieme al tartufaio e al cane nelle tartufaie biologiche di proprietà di Stefania Calugi.

piante dove nascono i tartufi, plants where truffles are born

Il percorso racconta di come i tartufi per crescere, si devono nutrire, hanno bisogno di piante buone. In particolare, il tartufo bianco, il Tuber magnatum Pico, ha bisogno di una peculiare combinazione tra ambiente, composizione chimica del suolo e le giuste piante simbionti.

Durante il percorso, troverete una Roverella, un pino domestico e un leccio. Tre piante che vi raccontano la simbiosi perfetta tra loro e i tartufi.

piante di cui si nutrono i tartufi

Al tartufo bianco, piace stare in compagnia della Farnia (Quercus Robur), della Roverella (Quercus Pubescens), del Pioppo Nero (Populus Nigra), del Salice Bianco (Salix Alba), il Carpino Nero (Ostrya Carpinifolia), il Nocciolo (Corylus Avellana), il Tiglio (Tilia Platyphyllos), il Cerro o Leccio (Quercus Cerris) e il Rovere (Quercus Petraea).

Mentre al Tartufo Nero, piacciono tutte queste piante, tranne il Rovere, il Salice Bianco, ma è goloso di Cisto (Cisto SPP).

pino domestico dove cresce il tartufo

Il pino domestico  (Pinus Pinea) invece produce prevalentemente tartufi bianchi, come il Tartufo Bianco di Alba.

quercus ilex o leccio sempreverde

Il leccio (Quercus Cerris), è la quercia sempreverde più diffusa in Toscana, e produce in prevalenza i tartufi neri come il Tartufo Uncinato, il Tartufo Nero invernale, lo Scorzone, il Tartufo nero Pregiato, chiamato comunemente nero di Norcia.

zone italiane vocate al tartufo bianco, Italian zones with white truffles

Con il tartufo, si possono preparare un sacco di piatti, dove valorizzarlo al meglio. Per l’occasione, Diego Spatari Tironi ha creato un menu molto sfizioso, dove ha utilizzato sia il pregiato tubero, che altre specialità gastronomiche, che hanno fatto di Stefania Calugi, un nome importante nel campo gastronomico.

come utilizzare il tartufo in cucina, how to use truffle in the kitchen

Fagottini di pasta fillo in sorpresa di carciofo su patata viola e dadolata di zucca gialla al miele di acacia, cialde di polenta al cavolo nero in glassa di burro tartufato.
–Mousse tiepida di patate al Parmigiano Reggiano DOP 30 mesi con affettato di tartufo e croutons di segale al timo.
– Degustazione delle creme di verdure con varie tipologie di pane e cruditè di vegetali.

Linguine di Campofilone al tartufo mantecate alla zucca gialla con tartufo fresco, fonduta di Parmigiano Reggiano DOP e nocciole tostate.

Tartare di Chianina battuta a coltello su salsa Bearnaise al profumo di zafferano, meringata salata e affettato di tartufo.

Crumble di amaretti con pasticcera di mandorle e tartufo, Cialda di Montecatini e gelée di balsamico Modena DOP.

 

bosco perfetto per i tartufi, plant for truffleMa ricordiamoci, che anche le “Piante Comari”, sono importantissime per la crescita dei tartufi. Le piante comari sono generalmente degli arbusti che vivono in prossimità della pianta simbionte, contribuiscono  a creare quel microambiente necessario al micelio dei tartufi per produrre il corpo fruttifero.

Vicino alle tartufaie, quindi troverete:

Ginepri (Juniperus communis, Juniperus oxycedrus)

Ciliegio canino (Prunus mahaleb)

Ginestra (Spartium junceum)

Pruno (Prunus spinosa)

Biancospino (Crataegus monogyna, Crataegus oxyacantha)

Corniolo (Cornus mas)

Fumana (Fumana procumbens)

Cisti (Cistus albidus,Cistus incanus,Cistus)

Sanguinello (Cornus sanguinea)

Ligustro(Ligustrum vulgare)

Fusaggine (Evonymus europaeus)

Lauro (prunus laurocerasus)

Rose (rosa canina, rosa gallica)

Vite (vitis vinifera)

Sambuco (sambucus nigra)

Quindi se siete amanti del tartufo, andate a trovare Stefania, e immergetevi in questo percorso sensoriale.

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Arezzo e la magia del Natale

novembre 18th, 2017 | Category: Cosa fare e dove andare a,TOSCANA

cosa fare ad Arezzo per le vacanze di Natale, what to do in Arezzo for Christmas holidays

Arezzo, è una città tutta da scoprire, che possiede arte, storia e gastronomia. Una storia che si respira e si ascolta, ammirando la Piazza Grande, dove una volta operavano e vivevano artisti dal calibro di Piero Della Francesca, Francesco Petrarca e Giorgio Vasari, e di quest’ultimo possiamo ammirare la sua casa-museo.

La Piazza Grande è il fulcro della città, delineata dalle bellissime Logge del Vasari, la Pieve di Santa Maria, con il campanile delle cento buche, e ospita la più importante Fiera Antiquaria d’Italia, ogni prima domenica del mese e il sabato antecedente, e due volte l’anno le sue lastre accolgono la “Giostra del Saracino”, un antico gioco cavalleresco, dove i cavalieri degli antichi quartieri, Porta del Borgo, Porta Crucifera, Porta Sant’Andrea e Porta del Foro devono colpire lo scudo della sagoma corazzata del Saracino. La giostra si disputa due volte l’anno: in notturna, il penultimo sabato di giugno in onore di San Donato, patrono della città, e la prima domenica di settembre.

Lasciata la Piazza Grande si devia per Via dell’Orto, per vedere la casa del Petrarca, dove si narra che sia nato e vissuto, quindi l’itinerario prosegue fino al Passeggio del Prato, il giardino pubblico più elevato della città dal quale si raggiunge sia la fortezza che il bellissimo Duomo. Dopo la visita alla cattedrale e al Mudas, il museo diocesano che ospita importanti crocifissi antichi e l’affresco staccato del San Girolamo Penitente, una sosta a San Domenico è d’obbligo per vedere il crocifisso di Cimabue, poi l’itinerario torna a scendere fino alla piccola chiesa di San Francesco, famosa perché al suo interno c’è “La leggenda della vera croce” di Piero della Francesca. Poco fuori dalla città, non perdetevi la bellissima chiesa di Santa Maria delle Grazie, con all’interno il pregiato altare in terracotta e marmo di Andrea Della Robbia.

cosa vedere ad Arezzo e dove mangiare, what to see in Arezzo and where to eat

Ma Arezzo oltre all’arte, ha anche una bellissima tradizione gastronomica: qui, trovate un itinerario dove andare a provare sia le migliori pasticcerie e gli aperitivi più di tendenza, sia dove andare a scovare i piatti della tradizione come le pappardelle alla lepre o al sugo di locio, i bringoli (pasta simile ai pici e agli strangozzi) al sugo finto, i grifi fatti con parti del muso di vitello e il gattò aretino, un dolce tipico a forma di tronchetto, fatto con il Pan Di Spagna, bagnato nell’Alchermes e farcito con crema al cioccolato.

cosa fare con i bambini ad Arezzo, what to do with children in Arezzo

Se andate durante il periodo delle feste, vi ricordo che in Piazza Grande, c’è il mercatino natalizio. Il villaggio è formato da 32 caratteristiche casette di legno, curate dagli stessi operatori che animano i più famosi mercati natalizi italiani e stranieri, da Merano e Bolzano a Salisburgo e Francoforte. Vi si possono trovare i migliori prodotti artigianali ed enogastronomici tipici del periodo natalizi

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Gourmet Food Festival a Torino, gli eventi imperdibili

novembre 13th, 2017 | Category: Cibo Chef e Cuochi,EVENTI,Eventi di Cibo e Spettacolo

Gourmet food Festival a Torino

Estremamente bella, golosa, alla moda e intellettuale, Torino rappresenta la città della tradizione culinaria senza tempo, e si presta ad ospitare la prima edizione del Gourmet Food Festival, in programma al Lingotto Fiere, dal 17 al 19 novembre.

Un grande evento, il Gourmet Food Festival, che vuole essere una tre giorni rivolta al mondo dei foodies, degli amanti dei prodotti enogastronomici italiani di qualità e degli operatori di settore. La manifestazione, sarà un grande oceano di sapori e colori, dove il pubblico potrà partecipare ad eventi, degustazioni, dibattiti e workshop con chef ed esperti del Gambero Rosso, e comprare i prodotti delle botteghe artigiane, e il programma del Festival sarà incentrato su tre focus principali: La lista della spesa, Quando il cibo fa spettacolo e L’arte dell’assaggio.

Gli eventi che non vi dovete perdere sono davvero tanti, con protagonisti, vini, chef e grandi pasticceri italiani. Noi ne abbiamo selezionati alcuni, per prenotarli, e conoscere il programma completo degli eventi, cliccate qui 

Gli eventi del Gourmet Food Festival

Venerdì 17 novembre

Alle ore 17.00, in “Sala Prodotti & Cucina”, Carlo Cracco, vi guiderà alla scoperta degli ingredienti giusti per fare un risotto perfetto. Cremoso e mai brodoso, deve essere il risotto buono. Un viaggio tra i risi più adatti per cucinare uno dei piatti simbolo della tradizione italiana.

Sempre alle 17.00, se siete golosi di dolci, potrete vedere come si fa la Torta Caprese di Sal De Riso. La Costiera Amalfitana ha trovato tanti anni fa uno dei suoi più virtuosi e appassionati interpreti in un grande pasticcere: Sal De Riso, che ha saputo esprimere e tradurre in dolci raffinati i migliori prodotti del suo territorio e a raccontarli oltre confine, in Italia e all’estero.

Pizza fritta, si può. Suona quasi come uno slogan eppure negli ultimi anni stiamo assistendo a una vera e propria rinascita di questo alimento, tanto popolare quanto goloso e persino gourmet. Gino Sorbillo, il celebre pizzaiolo, dell’omonima pizzeria napoletana, alle 18.30, ripercorre le tappe di un percorso luminoso che ha portato la pizza fritta al successo anche fuori dalla sua patria di origine, Napoli. E svelerà i segreti e gli accorgimenti per una ripiena o una montanara ben fatta anche a casa.

Conoscete la cucina circolare di Igles Corelli? Da oltre trent’anni Igles Corelli, lo chef del ristorante Atman di Villa Rospigliosi a Lamporecchio (PT), movimenta come una rockstar la scena della cucina d’autore italiana. Maestro di tanti grandi nomi, vederlo cucinare è l’occasione per saperne di più sulle tecniche contemporanee, assistendo a un vero e proprio show cooking.

La giornata, finisce alle 20.00, con tutti i segreti del Vermouth. Vermut, vermutte o vermouth? Vermut di Torino o semplicemente vermut? Fatto con l’originale Moscato o un semplice vino bianco? Sono molte le domande, e altrettante le risposte, che ruotano attorno a questo prodotto. Cercheremo di scoprirne di più con Rosalba Graglia e il barman Mirko Turconi.

cosa vedere a Torino

Sabato 18 novembre

Peppe Guida, apre la mattinata con la prova cottura della pasta. Alle 10.30 lo chef dell’Antica Osteria Nonna Rosa a Vico Equense vi farà scoprire la resa in cottura della pasta, farà il test dello spaghetto, vi racconterà quali sono i formati da risottare, il salto in padella, al chiodo o al dente: saper scegliere tra alto artigianato e ottimi compromessi da supermercato.

Siete appassionati di gelato? Allora alle 13.30, non perdetevi “Bontà sotto zero”: gelato, come riconoscere quello buono. Colore, consistenze, sapori e materie prime. Perfino temperatura. Tutto quel che c’è da sapere per riconoscere un buon gelato. Intervengono i maestri gelatieri, Davide Ferrero, della gelateria Mara dei Boschi di Torino, Alberto Marchetti , Emanuele Monero e Giulio Rocci, Massimiliano Scotti e Marco Serra.

Stufi del cioccolato fondente? Alle 15.00, ci sarà la rivincita del cioccolato al latte. Le preferenze del consumatore evoluto e gourmet vanno verso il fondente, considerato il vero autentico cioccolato, dove si possono apprezzare le infinite sfumature del cacao pregiato, fine e aromatico, riconoscerne le provenienze, avvertire i molteplici aromi. Quello al latte, invece, è da sempre considerato roba da bambini, da palati semplici, non educati. È ancora così o qualcosa è cambiato nel mondo del milk chocolate? Lo scopriremo insieme al Maestro Cioccolatiere, Guido Castagna, e a Nicola Batavia, chef del ristorante torinese Birichin. Interverranno durante l’arte dell’assaggio, Claudio e Claudia Pistocchi, Stefania Siragusa, Marco Serra, Pasquale Marigliano e Andrea Monti.

Alle 19.00, lo chef stellato Cristiano Tomei, dell’Imbuto di Lucca, accoglie la sfida di cucinare con soli 3 ingredienti, per preparare un intero menu. Ne vedremo delle belle!

cosa mangiare di tipico a Torino

Domenica 19 novembre

La domenica mattina si apre in dolcezza con i “Giandujotti”, ovvero il genio goloso torinese. La giornalista del gambero Rosso, Rosalba Graglia, alle 10.30 vi porta alla scoperta del cacao, che abbraccia la soave delicatezza della nocciola e diventa il tipico cioccolatino a forma di spicchio.

Volete scoprire tutti i segreti di Igino Massari? Alle 12.00 in punto, il Fondatore dell’Accademia dei Maestri Pasticceri Italiani e di CAST Alimenti, scuola di cucina con sede a Brescia, sarà a disposizione del pubblico per svelare tutti i segreti della pasticceria. Allenatore e Presidente della squadra italiana che ha vinto la Coppa del Mondo di pasticceria, a Lione nel 1997 e nel 2015, e a Roma nel 2002, è il titolare della Pasticceria Veneto, la prima in Italia a essere entrata nell’esclusiva catena Relais Desserts, di cui è membro consigliere.

Gli appassionati di pizza, alle 14.00, avranno l’occasione di incontrare Simone Padoan, della Pizzeria I Tigli di San Bonifacio. Padoan, è stato il primo a rivoluzionare il concetto di pizza e pizzeria in Italia. A realizzare un disco unico, per materie prime, fragranza e digeribilità, che ospitasse al meglio delle vere e proprie creazioni di alta cucina.

Conoscete la cucina liquida? No? Non vi resta che scoprirlo alle 15.00, con Marcello Trentini, lo chef del ristorante torinese Magorabin, e Massimo D’Addezio, barman e patron del Chorus di Roma. C’era una volta l’abbinamento o meglio, c’era una volta quello che i gaudenti frequentatori di tavole d’autore credevano essere il significato univoco di abbinamento: a ogni piatto il suo vino, o al massimo, la sua birra artigianale o il suo cocktail.

Alle 17.00, nella sala Pane e Pizza, Stefano Callegari, abile pizzaiolo, e autore di tonde uniche cotte in forno a legna e dell’ormai famoso Trapizzino, svelerà tutti i segreti per realizzare al meglio la pizza in teglia, simbolo dell’arte bianca capitolina.

Concludono la giornata Matteo Baronetto, chef del ristorante Il Cambio di Torino e Patrick Ricci, pizzaiolo e patron di Pomodoro & Basilico di San Mauro Torinese. Alle, 18.00, il cibo diventa spettacolo con il binomio perfetto. Baronetto e Ricci, declinano i soliti ingredienti preparando un piatto e una pizza gourmet per il pubblico.

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La marmellata di mele cotogne alias cotognata

novembre 11th, 2017 | Category: Le Ricette Mie, delle Amiche e degli Amici...

come fare la marmellata di mele cotogne, Confiture de coings

La mia nonna per descrivere il melo cotogno, diceva sempre che era brutto nel muso (riferendosi alle mele), e fatto male addosso, ma che produceva fiori profumatissimi e le sue mele davano vita a un marmellata eccellente.

La marmellata di mele cotogne, detta anche cotognata, a me è sempre piaciuta. Fin da bambina, attendevo l’autunno per andare a cogliere nel campo quei frutti un po’ deformi e gialli, che da li a poco avrebbero prodotto un’autentica prelibatezza.

ricetta veloce per cotognata

In Toscana,per fortuna se ne trovano ancora, di meli cotogni, e rallegrano campi e giardini, prima di entrare nell’inverno più cupo.

come usare la confettura di mele cotogne

Crude, le mele cotogne sono amarognole, quindi vi lascio una ricetta semplice per fare la confettura, che potrete usare per guarnire crostate, oppure semplicemente da mangiare sopra alle fette biscottate per colazione che per l’ora del tè.

albero di frutti antichi

Vi serviranno 1,5 Kg di mele cotogne, 1,5 Kg di zucchero di canna Masconado delle Filippine, o altro zucchero di canna “grezzo”, non trattato, mezzo bicchiere di succo di limone, della pectina e 1 litro d’acqua.

A questo punto, siete pronti per cominciare a fare la vostra marmellata di mele cotogne.

teatime marmelade

Lavate le mele, sbucciatele e tagliatele a pezzetti piccoli. Quindi sterilizzare 8 vasetti di vetro in acqua bollente per 5 minuti.
Mettete le mele in una casseruola dai bordi alti e aggiungete l’acqua. Portate la cotognata a bollire, abbassate la fiamma, mettete il coperchio e lasciate cuocere a fuoco basso per 15 minuti.

 Aggiungere lo zucchero di canna e il succo di limone, portate a bollire, mescolando spesso. Aggiungere la pectina e far bollire la marmellata ancora per 1 minuto, senza smettere di mescolare il composto.  Togliere dal fuoco e rimuovere la schiuma che si è formata. Versare nei barattoli sterilizzati e caldi. Chiudere i barattoli con i coperchi e sterilizzarle in acqua bollente per 10 minuti.

 

Lasciate raffreddare, et voilà la marmellata di mele cotogne è pronta da gustare.

 

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Bruco del cavolo! Che cavolaia hai fatto!

novembre 08th, 2017 | Category: Consigli pratici di giardinaggio

Aiuto! ho il cavolfiore pieno di bruchi!

Oltre al giardino, mi capita ogni tanto di aiutare amici nell’orto. Quelle che vedrete più sotto, non sono nuove varietà di cavolfiore dalle foglie diverse. Sono foglie mangiate dai bruchi.

Proprio un bruco del cavolo, viene da esclamare!

la cavolaia maggiore del cavolfiore

Che cavolaia hai fatto, mi viene da dire al mio amico! Non vedi che questi cavolfiori non hanno quasi più foglie? Che fai ti avvantaggi per pulirli, come fanno le donnine al supermercato?

piéride du chou, Pieris brassicae

Zitta, zitta, non mi ci far pensare! Qualche giorno in più senza venire all’orto, e con queste temperature calde, e zac, la farfalla bianca ha deposto le sue uova!

Già, e ora dalle uova sono nati questi brutti bruchi verdi! I bruchi mangia tutto, hanno spazzolato via ogni cosa!

cavolaia maggiore su cavolfiore giovane

Se proprio gli vogliamo dare un nome più serio, ladefiniscono Pieris Brassicae, Pieride del Cavolo o Cavolaia Maggiore. Pieris Brassicae dal nome nobile, che invece è un ignorante e basta! Guarda quelle povere palline di cavolfiore come sono ridotte!!

bruco verde Pieride del Cavolo o Cavolaia maggiore

Hai ragione Stef, mi sono dimenticato di guardare le foglie dietro,e non mi sono accorto che le farfalle, hanno depositato le uova, che poi si sono trasformate in bruchi.

Ora è troppo tardi per rimediare?

Salviamo il salvabile!

perché i bruchi mangiano le foglie del cavolfiore?

Devi stare attento quando le vedi girare nell’orto queste farfalle!
La farfalla, bianca cremosa con un caratteristico punto nero su ogni ala, pone diverse dozzine di uova gialle  sulla parte inferiore delle foglie delle piante della famiglia Cruciferae, insomma gli piacciono i cavoli a questa!!!

come eliminare i bruchi dal cavolfiore

La prevenzione è il modo migliore per combattere, la cavolaia, soprattutto promuovendo la biodiversità nel giardino e nell’orto e installando piante di accompagnamento ai piedi delle piante a rischio.

come eliminare i bruchi del cavolo in modo naturale

Come si elimina il bruco del cavolo?  Ci dovevi pensare prima! Devi sempre guardare se ci sono le uova sotto le foglie e toglierle! Dovevi  trattate le piantine con il ramato e bagnare anche il retro della foglia perché è proprio lì che la farfalla deposita ke sue uova, che si trasformeranno poi in bruchi.

Ma oramai la pianta è già stata attaccata , lo posso dare il rame?

Si, oppure puoi usare gli scarti della potatura del pomodoro per fare un infuso insetticida biologico.

Perchè in Sicilia il cavolfiore è verde?

Foglie di pomodoro? E come si fa questo trattamento contro i bruchi?

Devi mettere due manciate di foglie di pomodoro in un contenitore, e versarci sopra due litri di acqua bollente. Dopo un paio d’ore, a infuso freddo, lo spruzzi sulle foglie dei cavoli e sul terreno circostante, senza diluirlo.

la cavolaia è una malattia del cavolfiore con bruchi

Una volta appreso come eliminare i bruchi dei cavoli, le vostre piante saranno rigogliose e avrete dei cavolfiori meravigliosi!

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