La Finestra di Stefania

L'enogastrogiardiniera

Archive for the 'Appunti e Curiosità di Geografia' Category

I “Kläuse” di San Silvestro: gli uomini albero di Appenzell

I “kläuse” di San Silvestro celebrano il nuovo anno con una tradizione quasi esclusivamente confinata all’area che circonda il villaggio di Urnäsch, nel semi-cantone di Appenzello esterno in Svizzera. In un piccolo cantone elvetico, ogni anno si ripete un rito propiziatorio: bacche,  licheni e fronde vengono usati per manifestare tipiche espressioni umane.

I “Kläuse” più famosi indossano maschere femminili o maschili e costumi con enormi campanacci da mucca al collo oltre a imponenti copricapi su cui sono raffigurate scene locali tipiche. Questi sono conosciuti come i “Kläuse belli“. Di “Kläuse” ne esistono però altre due varianti: i “brutti“, che indossano maschere demoniache arricchite a volte da enormi corna e abiti grezzi fabbricati con fogliame e rami secchi, e i “Kläuse della foresta” con costumi fatti solo di fogliame.

I Kläuse, tutti uomini, marciano in piccoli gruppi di fatttoria in fattoria dove, esibendosi in una sorta di canto yodel, portano gli auguri di buon anno.

I “Silvesterkläuse” celebrano l’inizio del nuovo anno il 13 gennaio, secondo il calendario giuliano che è sfalsato di 13 giorni rispetto al calendario gregoriano. Gli abitanti di Appenzello, a maggioranza protestanti, rifiutarono nel 1582 la riforma del calendario decretata da papa Gregorio XIII, e che vedevano come un’imposizione di Roma. (Per dovere di cronaca, il semi-cantone protestante di Appenzello esterno accettò finalmente il calendario gregoriano nel 1798.)

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Civitella del Tronto e la magnificenza della sua fortezza

Abruzzo, terra di gente semplice, di sapori e di tradizioni, così marcate che alcune volte  sembra di essere fuori dal mondo, in un altro tempo. Tutte le volte che varco il Tronto, ho questa sensazione di benessere data dalla bellezza della natura e della laboriosità della gente.

Civitella del Tronto, poco distante da Teramo, è punteggiato di antichi edifici medievali, e sul paese si impone la maestosa “Fortezza“, una delle più imponenti opere di ingegneria militare italiane.  Costruita su una cresta rocciosa, si estende per oltre mezzo km di lunghezza e da lassù si vede un panorama senza precedenti, anzi se vi portate il binocolo è ancora meglio.

Vi consiglio di parcheggiare la macchina, affrontare la salita che porta in cima a Civitella, visitare la fortezza e dopo  aver respirato l’aria abruzzese, ridiscendere in paese, perdendovi tra le vie e mangiando un piatto di “ceppe” al ragu. Se questi luoghi, hanno rapito anche Carlo Macchi ci sarà un perchè ;-)

L’orario nei mesi di novembre e dicembre, gennaio e febbraio: 10:30 – 15:30

marzo e ottobre
10.00 / 18.00
aprile, maggio e settembre
9.00 / 19.00
giugno, luglio e agosto
10.00 / 20.00

LA VISITA GUIDATA è compresa nel prezzo del biglietto, con partenza ogni ora

civitelladeltronto@sistemamuseo.it

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Mappe d’Italia

ottobre 09th, 2012 | Category: Appunti e Curiosità di Geografia

La mia definizione ufficiale sarebbe “l’enogastrogiardinieraGEOGRAFICA“, poi per mancanza di spazio la versione si è accorciata, ma nonostante questo la mia viscerale passione per la geografia rimane. Sono dell’opinione che un “navigatore” serve per muoversi in città, nelle vie più sconosciute, ma per i grandi viaggi rimango sempre dell’idea che la cartina stradale è meglio.

Ora poi con l’avvento delle nuove tecnologie, non c’è il problema del cartaceo, di quellacartina stradale che si ripiega male, dellamappa che non ha i posti minuscoli,  difatti un gruppo di baldi giovani, quelli della GEOGRAPHIKE, hanno studiato un sistema delle mappe d’Italia davvero all’avanguardia tramite una APP.

Mappe d’Italia permette di utilizzare sul proprio iPhone, iPad o iPod carte geografiche di qualità, a disposizione per il download sul negozio on-line. Una volta scaricate, le mappe possono essere consultate in modalità off-line. Grazie alle funzionalità di posizionamento dei dispositivi mobili è possibile individuare in carta la propria posizione e segnalare punti di interesse.
Mappe d’Italia uno strumento utile per chi si muove sul territorio per svago o per interesse professionale. Mappe d’Italia verrà costantemente arricchita con l’aggiunta di nuove carte e funzionalità.
MAPPE D’ITALIA è realizzata dalla Litografia Artistica Cartografica di Firenze, casa editrice cartografica dal 1949. Ogni mappa presente sul negozio, disponibile anche in versione stampata su carta, deriva dal lavoro di uno staff di cartografi professionisti ed è quindi particolarmente curata dal punto della rappresentazione grafica e della selezione dei contenuti.

PER SAPERNE DI PIù DATE UN OCCHIATA QUI

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Venezia: crolla il campanile di San Marco. E i veneziani lo rifanno!

Non tutti sanno che il 25 aprile è San Marco, patrono di Venezia, e quale miglior occasione per farvelo scoprire proprio oggi? Poi il post è anche per informarvi, visto che non tutti lo sanno, che il campanile di San Marco è crollato nel 1902. I veneziani non hanno perso tempo e dopo varie vicissitudini, nel 1912 lo hanno finalmente terminato il nuovo campanile. Se in questi giorni di festa siete a Venezia, non perdetevi questa mostra.

Dal 24 aprile al 25 maggio 2012
Cssa di Risparmio di Venezia , Campo San Luca
Ingresso libero 

Mostra documentaria in occasione dei cento anni della ricostruzione del Campanile di San Marco.

Fino al 25 maggio 2012 saranno esposte nel salone della banca una sessantina di fotografie d’epoca scelte da Claudio Franzini con Cristina De Roit dalla collezione dell’archivio fotografico della Fondazione presso il Museo Fortuny. Completano l’esposizione alcuni preziosi e suggestivi reperti, come frammenti di mattoni, riviste e giornali dell’epoca, medaglie commemorative, francobolli e cartoline provenienti dalla collezione personale dello scrittore veneziano Alberto Toso Fei, che ha anche scritto per l’occasione un breve testo che narra alcuni aneddoti e curiosità dal sapore di leggenda che ruotano attorno al crollo del Campanile.

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L’altra Venezia: per scoprire una città alternativa e gustosa

Io Venezia la adoro! Mi piace quando ci vado perdermi per calli e campielli, andare ai giardini di Santa Lucia, scoprire nuovi bacheri…ogni tanto pubblico qualcosa di Venezia sul mio blog, perchè spesso organizzano eventi insoliti e interessanti e così leggendo e commentando ho conosciuto Walter!

Walter, è una guida un pò fuori dai soliti canoni lagunari, ti porta a vedere la città con gli occhi di un veneziano, proprio come farei io con Siena, le cose più nascoste, insolite e preziose…

Tra i vari itinerari che Walter propone c’è ne uno molto curioso LA STORIA DELLA CUCINA VENEZIANA, che volendo può essere abbinato a questo progetto goloso:

Vivere Venezia dal suo lato più gustoso: la tavola!

 L’obiettivo è offrire la possibilità di apprezzare la cucina veneziana non in un ristorante ma in una casa privata.

Queste le proposte:

- Una pausa: che può essere un caffè, un tè o un aperitivo, in una casa privata, chiacchierando di e su Venezia – e non solo –, o per ricevere qualche informazione in più sulla città, che magari è andata perduta nel fiume turistico.

- Un pasto (pranzo o cena) veneziano: organizzata nella quiete di una casa privata. Menu casalingo tipicamente veneziano con qualche sfumatura ricercata e un’accurata attenzione alla soddisfazione dei palati esigenti.

- Un pasto (pranzo o cena) etnico: in una casa privata, ricette dalle antiche colonie in giro per il mondo

- Corso di cucina veneta: un incontro al mercato per fare la spesa al mattino, spesa portata a casa e si cucina il comperato per il pranzo, poi si mangia ciò che si è cucinato.

 Ciascuna delle proposte sopra descritte possono essere realizzate ad hoc, ma in ogni caso per minimo 4, massimo 6 persone, eccetto per la cucina etnica che è per minimo 2, massimo 4

Questi i costi:

 

- Pausa caffè/tè: 20 euro a persona

- Pranzo cucina veneta: 50 euro a persona

- Cena cucina veneta: 75 euro a persona

- Pasto cucina etnica: 25 euro a persona

- Corso cucina: 160 euro a persona

 http://www.laltravenezia.it/home.php

Per info e prenotazioni: info@laltravenezia.it

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Rito dello Stollo e Focarazza a Santa Caterina di Roccalbegna

Siccome oggi è Santa Caterina d’Alessandria, mi sembrava carino segnalare questo evento, magari chi non dista troppo da Roccalbegna  (GR) o si trova nei paraggi, ci può fare un salto.

Il 24 novembre, vigilia del giorno dedicato alla patrona Santa Caterina d’Alessandria, sulla collina che domina il borgo di Santa Caterina, nel comune di Roccalbegna, si celebra uno dei riti più interessanti del Monte Amiata, ricco di simbolismi legati al fuoco.

A ricordo di una vittoria contro i senesi avvenuta appunto nel giorno di Santa Caterina d’Alessandria, la mattina del 24 novembre viene issato un tronco di cerro, lo “stollo”, attorniato da una catasta di scope e fascine di erica, la “focarazza”, che vengono benedetti dal parroco durante la santa messa.
Alla sera, dopo la benedizione, viene appiccato il fuoco e, una volta che le fascine sono completamente bruciate e rimane solo lo stollo incandescente, inizia una competizione estremamente agguerrita tra le contrade.
I rappresentanti di ogni contrada tentano di sradicare lo stollo e, la contrada che riesce nell’intento deve portarlo fino al proprio rione correndo per le vie del paese evitando di farsi sottrarre lo stollo dagli altri contradaioli che fanno di tutto per impossessarsene.
Una volta arrivati nella contrada, lo stollo viene issato sulla facciata di una delle case diventando intoccabile.
Lo stollo viene a questo punto diviso in tanti pezzi quanti sono coloro che hanno partecipato alla sua conquista e i pezzi vengono successivamente bruciati spargendo poi le ceneri nei campi come augurio di fertilità.

 

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La Roggia di Udine-La Roie di Udin

Uno passeggia per Udine, e ogni tanto nota un piccolo canale o un fiumiciattolo con delle strane piante acquatiche che sembrano perennemente inchinate al passaggio dell’acqua, questa è la meraviglia della Roggia, Roie in dialetto friulano. Una canalizzazione che si divide in due: la Roggia di Palma, la più antica, e la Roggia di Udine.

La Roggia è un sistema di approvigionamento idrico, fatto costruire in seguito alla continua crescita della città , è alimentato dalla deviazione e dalle canalizzazione del torrente TORRE.

Una rete di canali inconsueta, e se vi trovate a passare per la città friulana, andate a scovarla, concorderete con me che è davvero un “acqua” particolare.

Cliccate sulle immagini per ingrandirle e godetevi lo spettacolo….

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In Secchieta in tutte le stagioni e in inverno torniamoci a sciare!

Tanti si fermano al Saltino, poi vanno a Vallombrosa e si fermano….Invece, basterebbe percorrere ancora qualche chilometro, ora che la strada è asfaltata di nuovo e raggiungere Secchieta.

In primavera e in estate si può far trekking, passeggiare o prendere il sole, se siete bravi potete trovare le varie insalate di campo. In autunno si raccolgono castagne, marroni e funghi. Le merende, si fanno tutto l’anno!

In inverno si POTREBBE SCIARE! Un ricordo d’infanzia mi riporta alle piste da sci ed a una semispecie di skilift: fino a venti anni fa c’erano le piste da sci più vicine a Firenze. C’erano tre piste per lo sci alpino e una lunghissima per lo sci di fondo. Poi il buio…..

Basterebbe trovare in accordo tre le province di Arezzo e Firenze, che fanno capo rispettivamente ai comuni di Montemignaio e Reggello e riportare lo sport invernale in Secchieta….

Per cominciare, basterebbe un campo scuola per bambini e risistemare una pista già esistente e convertirla allo snowboard….Il resto verrebbe da se, e la gente tornerebbe ad animare questo crinale, dal quale si gode di un panorama mozzafiato, con la fortuna di veder il mare nelle giornate limpide…

Amministrazioni, comunali, provinciali, Regione e Corpo Forestale dello Stato, sarebbe l’ora di scaldare i motori su Secchieta.

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