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La Finestra di Stefania

L'enogastrogiardiniera

Archive for the 'Fotografie & Immagini' Category

Non buttate via i crisantemi dal cimitero, dategli una nuova vita

i crisantemi tolti dal cimitero si piantano in giardino

Avete letto il titolo di questo post e siete rimasti un attimo perplessi vero? Si lo so, ma è venuto spontaneo scrivere: non buttate via i crisantemi dal cimitero, dategli una seconda vita! Perchè questo titolo? Perchè la gente quando torna al camposanto dopo la festa di “Ognissanti” non sa cosa farci con i crisantemi dopo la fioritura, purtroppo li butta direttamente nel cassonetto, sbagliando completamente tutto! Quindi ve lo dico io cosa ci potete fare, li potete piantare in giardino e vederli fiorire di nuovo.

Ve ne avevo gia parlato in questo articolo e di come è sbagliato associarle solo ai morti, le piante di crisantemo, perché in giardino in autunno vi daranno quella sferzata di colore che animerà il grigio delle giornate.

cosa fare con i crisantemi dopo la sfioritura

Ma come si possono mantenere i crisantemi una volta sfioriti e riportati via dal cimitero? Avete ben due soluzioni.

La prima è quella di lasciarli nel solito vaso e tagliarli i fiori secchi, lasciandogli ancora le foglie. Metterete poi il vaso in un luogo buio e fresco fino alla primavera. Durante il periodo invernale, potrete accorciare gli  steli ancora un po’.  A primavera, cambiate il terriccio, e mettete i vasi fuori in terrazzo o in un angolo del giardino e vedrete che piano piano si formeranno nuove foglie e la nuova fioritura.

La second soluzione è quella di togliere i crisantemi dai vasi e piantarli subito nel vostro giardino. Prima di metterli nel terreno, vi dovrete ricordare di mettere a bagno la zolla con le radici in un secchio d’acqua, quindi procederete con un coltello appuntito ad allargare un po’ le radici dalla zolla, e a questo punto, scaverete una buca in giardino e pianterete il crisantemo. Ricordandovi di bagnarlo una volta messo a dimora. E non vi resterà che aspettare e godervi la nuova fioritura, perchè ricordate che i fiori sbocceranno ogni anno.

 

 

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Le palline rosse natalizie dei meli da fiore

malus o melo da fiore con frutti rossi commestibili

Purtroppo in questi giorni il tempo è un po’ bizzarro e la terra ballerina. Spero che la stagione si stabilizzi un po’ e la smetta con questi sbalzi di umore, che non giovano per niente ne a noi ne alla terra, e purtroppo ne vediamo le conseguenze. Detto questo, oggi che è una bella giornata di sole, quindi vi voglio parlare dei frutti rossi dei meli da fiore.

le meline piccole si possono mangiare

In questo periodo state vedendo degli alberi ricolmi di piccoli frutti rossi che si stagliano contro il cielo, creando un effetto ottico sorprendente. Sembrano dei piccoli alberi con le palline di Natale, addobbati prima del tempo vero? Bene queste piccole meline sono commestibili, ci potete fare delle marmellate, abbinandole anche alle noci, oppure usarle per le composizioni natalizie, visto che la loro durata sull’albero è prolungata fino all’inverno inoltrato.

malus alberi ornamentali con frutti rossi

Le varietà di meli da fiore sono davvero tante, ma una delle più usate qui da noi è senza dubbio il Malus Evereste, pianta rustica e molto decorativa.

Piantare in giardino un melo da fiore è bello, perchè in ogni stagione vi darà qualcosa: in primavera i suoi bellissimi e profumati fiori abbelliranno il giardino, d’estate le foglie vi faranno ombra e in autunno e in inverno i suoi frutti coloreranno le giornate. Si raggruppano in circa una venicinquina di specie, che incrociate e innestate tra di loro, hanno dato il via a un infinita varietà di meli da fiore, e la loro chioma può essere sia di forma arrotondata che piangente. Se vedete che le vostre mele sono durature, mettete le lucine natalizie sull’albero, farete un figurone e avrete un albero di Natale davvero originale.

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Giallo a Montevertine: Ambra Dolce di Andrea Gigliotti

libro ambientato a Montevertine con vino Pergole Torte

Ambra Dolce è un libro che ho veramente divorato e letto a tempo di record. Ve ne parlo ora perchè è un momento speciale, è il momento della vendemmia. Pensate che sia un nome di un vino passito? Sbagliato! Ambra Dolce è un romanzo, anzi un romanzo giallo chiaro per la precisione, scritto da Andrea Gigliotti, il cantiniere dell’azienda Montevertine a Radda in Chianti.

Andrea Gigliotti scrittore e cantiniere di Montevertine

La particolarità di questo giallo, ambientato proprio nel tempo di vendemmia chiantigiano, ha proprio tutte le caratteristiche che si rispettino: il morto, i sospettati, la ricerca dell’assassino, le prove. Vi state chiedendo quale è la particolarità? I personaggi del libro sono tutti, ma proprio tutti quelli che lavorano a Montevertine, dal proprietario alla cuoca! E’ stato davvero divertente leggere queste pagine e dargli un volto vero ai protagonisti, perchè conoscendoli tutti e conoscendo l’azienda, è stato proprio come farne davvero parte, mentre leggevo la storia.

magazzino del vino Pergole Tortee

Martino Manetti, il Boss, ha ripreso la tradizione di famiglia, che oltre a fare vino, stampa libri propri con le Edizioni di Montevertine, e non poteva che “riprincipiare” giocando in casa, con l’abile penna di Andrea Gigliotti, il cantiniere.

Lo staffa della cantina di Montevertine

Chi è Andrea Gigliotti? Un cantiniere-sognatore, con l’abilità di catturare tutti i particolari delle cose che lo circondano e trasferirle su carta. Appassionato di giardini, natura e archeologia, ha messo in queste pagine tutta la sua conoscenza e la passione per le cose che ama, e l’abilità del cantiniere.

etichette vino Pergole Torte

Ottobre è il momento giusto per leggere Ambra Dolce, perchè vedrete come nel Chianti, la vigna cambia colore, come si respira l’odore di vinaccia, sentirete il bollire dei tini, insomma vi verrà normale tuffarvi dentro il libro ed esserne protagonisti anche voi.

nomi e cognomi del libro Ambra Dolce di Montevertine

Se siete curiosi di scoprire di più sul libro,  sabato 15 ottobre a Montecatini Terme, durante la presentazione della guida di Slow Wine, potrete far domande su questo giallo, visto che Montevertine ha ottenuto la prestigiosa chiocciola nella guida enoica, e sarà presente alla degustazione.

Per maggiori informazioni sul libro info@montevertine.it

Andrea Gigliotti, Ambra Dolce, romanzo giallo chiaro. Le Edizioni di Montevertine, pp 299, 18 €

A Radda in Chianti, lo trovate anche alla Bottega di Giovannino

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La Lagerstroemia bianca che fa il solletico al cielo

lagerstroemia blanche

Domanda: conoscete la “Lagerstroemia Bianca“?

What? Ce qui est? Cosa hai detto?

Lo sapevo, che avreste risposto così… Ogni tanto mi domando: ma quando sceglievano i nomi per le piante, le persone a cosa stavano pensando? Spesso nomi così articolati, che se ti ricordi alla prima come si scrivono, sei bravo. La Lagerstroemia, ne è una prova, anche se si chiama così per un motivo:  prende il nome dal direttore della Compagnia delle Indie, un certo Magnus Von Lagerstroem, che la inviò al  botanico Carlo Linneo per farla classificare. Quest’ultimo la chiamò lagerstroemia  in onore del suo scopritore.

albero dai fiori bianchi

Del resto non è che Linneo poteva scrivere “albero da fiori rosa, rossi o bianchi” che fiorisce da agosto a fine settembre, oppure “Lillà delle Indie“, era troppo facile, non trovate? Quindi dopo questa spiegazione, vi vengo in soccorso io, dicendovi che questa pianta dal nome impronunciabile, in giardino ci sta molto bene.

Ho fotografato questa dai fiori bianchi, la “Kimono”, perchè è meno comune, rispetto alle piante rosa o a fiori rossi. Po mi piaceva questo contrasto con l’azzurro del cielo, pare che se ne stia li a farsi fare il solletico, vero?

albero dai fiori bianchi in estate

La Lagerstroemia bianca, la trovate sia in versione albero che a cespuglio, e in estate presenta una vegetazione molto vigorosa. Data la sua rusticità, la potete piantare dal mare alla città, l’importante è che abbia tanto sole, si vuole abbronzare, capito?

Siccome come albero non cresce troppo, si adatta anche ad essere messo in un vaso nel terrazzo o sul balcone. Ricordatevi solo che in inverno si spoglia, e che vuole essere sempre potata, basta “scornettarla”, ovvero  va fatto la potatura  dalla metà di febbraio, procedendo ad accorciare i rami dell’anno precedente. I rami vanno tagliati a circa un terzo della loro altezza.

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L’anemone del Giappone che fiorisce a settembre

anemoni che fioriscono in estate

“Sei proprio invadente!”

“Ma non avevi detto che dovevo essere, bella, alta slanciata e puntuale?”

“Si avevo detto così, cara Anemone del Giappone, dai fiori rosa, ma non che mi avresti rubato la scena!”

“Senti io sono legata a Max Vogel, e lui mi ha dato queste caratteristiche…”

Anche le piante parlano, e questo è un dialogo immaginario in un aiuola in giardino, tra piante, fiori e erbacee perenni.

L’Anemone del Giappone, ovvero questa pianta dai fiori rosa, che state vedendo emergere in tante aiuole da metà estate, dovete sapere che è molto invasiva, ma bella, rustica e ogni anno rinasce.

Anemone del Giappone Max Vogel, particolare del fiore

La più diffusa che si vede in giro è la varietà rosa dai fiori semplici, la Max Vogel, un Anemone del Giappone che viene molto alta tra la sua specie. A me piace tanto, anche perchè poi le sue foglie hann un profumo molto particolare, lo riconoscerei ovunque.

In giardino ci vuole fantasia

Una volta sfiorita, l’anemone comincia a seccarsi naturalmente, e quando sarà tutta secca, con le forbici la taglierete al pari del terreno. Al momento opportuno, sarà lei a svegliarsi, e a fare un nuovo processo vegetativo.

fiori rosa che fioriscono adesso, come si chiamano?

Gli piace stare al sole, al massimo in mezz’ombra, e credetemi nelle aiuole fa una bellissima figura, come potete vedere dalle foto.

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Toscana da scoprire: Castiglion Fiorentino

Borghi da scoprire in Toscana, Castiglion Fiorentino

Anche se io vivo in Toscana, ancora devo ammettere di non averla finita di girare tutta la regione, tante le cose che sono ancora da vedere. Oggi vi parlo del bellissimo borgo di Castiglion Fiorentino, situato a metà strada tra Arezzo e Cortona, e che si affaccia sulla verdissima Valle di Chio.

Ci fanno un presepe vivente bellissimo durante le festività natalizie, e la terza domenica di giugno, si corre il “Palio“.

Logge del Vasari con vista sulla valle di Chio

Se siete dei viaggiatori curiosi, vi segnalo volentieri questa gita domenicale, fatta dall’amica Carolina Rindi, domenica 11 settembre.

La partenza del tour, sarà alle ore 11 con ritrovo davanti la chiesa di San Francesco, con la possibilità di vedere opere del Vasari. Durante la  gita, potrete ammirare   la Pieve di San Giuliano sede del museo, l’area archeologica del Cassero, ( torre del Cassero, museo archeologico, scavi e Pinacoteca), le cosiddette logge del Vasari con il panorama sulla Valle di Chio (se vi piace camminare ci sono itinerari da fare molto interessanti).

Il costo della giornata sarà 15€ a persona . Il prezzo non prevede eventuali biglietti per gli ingressi al museo e neppure il pranzo . I ragazzi non pagano fino a 18 anni, gli studenti universitari pagheranno 5€ simboliche . Data ultima per prenotarsi il 5 settembre.

Parte del ricavato della gita, sarà dato alle persone che sono state interessate dal terremoto tra Amatrice, Accumoli, Arquata e Pescara del Tronto.

Per informazioni e prenotazioni

Carolina Rindi

Tel 338 3133398

carolina.rindi@virgilio.it

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Verbena Bonariensis l’effetto è assicurato

piante perenni che fioriscono a lungo

Qualche volta penso che il mio sia masochismo, visto che non contenta di essere stata a lavoro tutta la settimana sotto il sole di agosto a levare sfioriture a migliaia di rose, mi ritrovo a scrivere nel blog di nuovo di fiori! Che ci volete fare, si chiama passione per il verde, e ora che la Verbena Bonariensis è nella sua piena fioritura, ve la dovevo far conoscere anche a voi.

Considerata resistente alla siccità, la Verbena Bonariensis è una erbacea perenne, che cresce veloce, sta fiorita a lungo, in autunno si taglia quasi al piede, rinasce e cresce. Che volere di più?

verbena bonariensis o verbena di Buenos Aires

Conosciuta anche come la Verbena di Buenos Aires, fa questi fiori viola racchiusi in grandi bolle, una pianta a pois!

Gli piace prendere parecchio sole, quindi non compratela se il vostro giardino è in ombra.

aiuola con piante rustiche

La Verbena Bonariensis è perfetta se dovete fare degli addobbi o delle composizioni floreali con fiori un po’ più rustici.

fiori rustici che non appasiscono per addobbi e composizioni

La potete piantare anche in vaso, ma il suo habitat perfetto è in giardino, per macchie di colore d’impatto e per dare allegria al vostro angolo verde.

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L’Elicriso che sa di liquirizia

pianta a fiori gialli e foglie grigie che sa di liquirizia

Quante volte vi sarete imbattuti specie nelle regioni del centro e del sud Italia, in quelle piante dalle foglie grigie e dai fiori gialli e dal forte profumo di liquirizia e non sapete come si chiama? Tante vero? Vi vengo in soccorso dicendovi che è l’Elicriso, chiamato anche Elicriso Liquirizia o Helichrysum italicum.

pianta ideale per ambienti aridi

L’Elicriso è una pianta molto rustica, che ricorda le foglie della lavanda, e viene usata spesso per giardini rocciosi o luoghi un po’ aridi. Nel bacino del Mediterraneo sono almeno una dozzina le specie di Elicriso presenti, e la maggior parte di loro sono arbusti nani.

pianta dai fiori gialli che ricorda la liquirizia

Le foglie essiccate che i suoi fiori essiccati si usano in cucina per insaporire minestre, pesce, pollame e insalate, sia le foglie che i fiori gialli ricordano un po’ il profumo del curry oltre che della liquirizia, in particolar modo quando si alzano le temperature estive.

Essendo una pianta molto rustica, l’Elicriso, potete provare anche voi a riprodurla in autunno mediante talea, Basta che stacchiate dei rametti e li mettete dentro a dei vasi con terra mista a terriccio e sassolini di Leca.

Inoltre i fiori se li fate seccare, in quanto conservano il colore, sono ideali per composizioni di fiori “semprevivi”.

 

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