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La Finestra di Stefania

L'enogastrogiardiniera

Archive for the 'GIARDINAGGIO' Category

Bruco del cavolo! Che cavolaia hai fatto!

novembre 08th, 2017 | Category: Consigli pratici di giardinaggio

Aiuto! ho il cavolfiore pieno di bruchi!

Oltre al giardino, mi capita ogni tanto di aiutare amici nell’orto. Quelle che vedrete più sotto, non sono nuove varietà di cavolfiore dalle foglie diverse. Sono foglie mangiate dai bruchi.

Proprio un bruco del cavolo, viene da esclamare!

la cavolaia maggiore del cavolfiore

Che cavolaia hai fatto, mi viene da dire al mio amico! Non vedi che questi cavolfiori non hanno quasi più foglie? Che fai ti avvantaggi per pulirli, come fanno le donnine al supermercato?

piéride du chou, Pieris brassicae

Zitta, zitta, non mi ci far pensare! Qualche giorno in più senza venire all’orto, e con queste temperature calde, e zac, la farfalla bianca ha deposto le sue uova!

Già, e ora dalle uova sono nati questi brutti bruchi verdi! I bruchi mangia tutto, hanno spazzolato via ogni cosa!

cavolaia maggiore su cavolfiore giovane

Se proprio gli vogliamo dare un nome più serio, ladefiniscono Pieris Brassicae, Pieride del Cavolo o Cavolaia Maggiore. Pieris Brassicae dal nome nobile, che invece è un ignorante e basta! Guarda quelle povere palline di cavolfiore come sono ridotte!!

bruco verde Pieride del Cavolo o Cavolaia maggiore

Hai ragione Stef, mi sono dimenticato di guardare le foglie dietro,e non mi sono accorto che le farfalle, hanno depositato le uova, che poi si sono trasformate in bruchi.

Ora è troppo tardi per rimediare?

Salviamo il salvabile!

perché i bruchi mangiano le foglie del cavolfiore?

Devi stare attento quando le vedi girare nell’orto queste farfalle!
La farfalla, bianca cremosa con un caratteristico punto nero su ogni ala, pone diverse dozzine di uova gialle  sulla parte inferiore delle foglie delle piante della famiglia Cruciferae, insomma gli piacciono i cavoli a questa!!!

come eliminare i bruchi dal cavolfiore

La prevenzione è il modo migliore per combattere, la cavolaia, soprattutto promuovendo la biodiversità nel giardino e nell’orto e installando piante di accompagnamento ai piedi delle piante a rischio.

come eliminare i bruchi del cavolo in modo naturale

Come si elimina il bruco del cavolo?  Ci dovevi pensare prima! Devi sempre guardare se ci sono le uova sotto le foglie e toglierle! Dovevi  trattate le piantine con il ramato e bagnare anche il retro della foglia perché è proprio lì che la farfalla deposita ke sue uova, che si trasformeranno poi in bruchi.

Ma oramai la pianta è già stata attaccata , lo posso dare il rame?

Si, oppure puoi usare gli scarti della potatura del pomodoro per fare un infuso insetticida biologico.

Perchè in Sicilia il cavolfiore è verde?

Foglie di pomodoro? E come si fa questo trattamento contro i bruchi?

Devi mettere due manciate di foglie di pomodoro in un contenitore, e versarci sopra due litri di acqua bollente. Dopo un paio d’ore, a infuso freddo, lo spruzzi sulle foglie dei cavoli e sul terreno circostante, senza diluirlo.

la cavolaia è una malattia del cavolfiore con bruchi

Una volta appreso come eliminare i bruchi dei cavoli, le vostre piante saranno rigogliose e avrete dei cavolfiori meravigliosi!

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A Firenze rinasce il più antico orto medico del mondo

ottobre 23rd, 2017 | Category: EVENTI,I Giardini delle Meraviglie

Piante medicinali a Firenze dove trovarle

Quando leggi una notizia del genere, a un giardiniere non può che riempirsi il cuore di gioia: a Firenze, rinasce  il più antico orto medico del mondo.

L’attesa inaugurazione  del percorso botanico-medicinale dell’Ospedale di Santa Maria Nuova, si terrà mercoledì 25 Ottobre 2017  alle ore 12.00.

Nell’ambito del percorso di ricerca scientifico e culturale sul rapporto tra uomo e natura che Aboca da sempre porta avanti, si inserisce la realizzazione del percorso botanico-medicinale dell’Ospedale di Santa Maria Nuova a Firenze, in collaborazione con la Fondazione Santa Maria Nuova e con l’Università degli Studi di Firenze – Museo di Storia Naturale/sezione Orto Botanico.

 

Il percorso botanico-medicinale al chiostro delle Medicherie nasce con l’obiettivo di diffondere la conoscenza delle proprietà curative delle erbe nella storia e del loro ruolo nello sviluppo delle moderne scienze farmaceutiche, restituendo alla città di Firenze un luogo-gioiello di grande valore storico e sociale attraverso la rinascita del più antico Orto Medico del mondo, esattamente là dove è nato alla fine del XIII secolo.

Infatti è proprio dal primo Orto Medico di Santa Maria Nuova che è partita l’evoluzione della ricerca farmacologica, in stretta connessione con l’antica spezieria che utilizzava le piante medicinali, i “semplici”, coltivati in un pezzo di terreno adiacente alla “Croce ospedaliera”. In quello stesso terreno, ora denominato “Chiostro delle Medicherie”, è stato ricostruito oggi l’antico Orto Medico di Santa Maria Nuova.

Il percorso dell’Orto dell’Ospedale di Santa Maria Nuova è composto da 26 piante medicinali, le più importanti per la storia dell’uomo. Tutti gli esemplari, dagli alberi di grandi dimensioni come l’Arancio e il Melograno, fino ai più piccoli come Sedum, Mandragola e Belladonna, sono corredati da testi che ne descrivono sia l’utilizzo nella storia che l’impiego attuale in farmacologia.

Il percorso si sviluppa all’interno dell’itinerario museale di Santa Maria Nuova ed è liberamente fruibile tutti i giorni anche dal pubblico esterno.

 

 

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Lo sai che se fai il giardino o il terrazzo nuovo, lo puoi scaricare dalle tasse?

ottobre 22nd, 2017 | Category: GIARDINAGGIO,I Giardini delle Meraviglie

In Italia, è in arrivo il bonus verde per la cura di terrazzi e giardini, In Italy, the green bonus for the care of terraces and gardens is on the way

Guarda come gongolo, guarda come gongolo con il bonus verde! Caro Ministro Martina, finalmente hai capito l’importanza che hanno le piante nella nostra vita! Hai fatto proprio bene a creare questo bonus verde per gli italiani. Così finalmente potranno spendere i loro soldi per un nuovo giardino oppure un terrazzo, e li potranno detrarre dalle tasse.

Quanto si risparmia per rifare il giardino con il bonus verde? What is the green bonus?

Ci saranno giardini dei sogni, terrazzi ben curati, perché questo “Bonus Verde“, prevede una detrazione del 36% delle spese per il recupero, la messa a verde e l’irrigazione di aree private e storiche. Italiani siete avvisati, potrete avere un giardino bello e curato e risparmierete.

Nella bozza della legge di Bilancio, appena approvata dal Governo e da sottoporre al voto del Parlamento, è stata inserita l’inedita agevolazione, che è davvero una rivoluzione per quanto riguarda il nostro paese.

L’Italia e i suoi giardini storici finalmente, non avranno più scuse per non essere tenuti alla perfezione! Così come il tuo vicino di casa, caro mio lettore. Se non si decide a tagliare la siepe che invade il tuo giardino, gli potrai raccontare del bonus! Si precipiterà a potarla all’istante, vedrai!

Cosa è il bonus verde? Quanto si risparmia per fare un nuovo giardino o un nuovo terrazzo?

Praticamente questo bonus verde fa bene a tutti. Tutti, potremmo detrarre il 36% delle spese documentate per la sistemazione a verde di terrazzi e giardini, anche condominiali, di pertinenze e di recinzioni annesse ad abitazioni private singole e raggruppate. L’agevolazione sarà applicabile anche ai lavori di recupero di giardini di interesse storico e per fare  impianti d’irrigazione.

Questo progetto, serve oltre che per abbellire paesi e città, anche a favorire la diffusione di parchi e giardini in città, capaci di catturare le polveri e di ridurre il livello di inquinamento.

Bellezza e utilità, quindi se ne vanno a braccetto! Cominciate ad andare nei vivai e nei garden center, per vedere quante bellissime piante ci sono da piantare. E se da soli avete un po’ di timore, ci siamo sempre noi giardinieri pronti ad aiutarvi!

Più bonus verdi, per tutti!

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Venezia è giardino: tre giorni immersi nel verde della “Serenissima” per il Festival dei Giardini

Venenice's Garden, giardini della Giudecca

Li conoscete i giardini di Venezia? Non mi vorrete mica dire che a parte i Giardini della Biennale, non ne conoscete altri? Venezia è piena di giardini, basta cercarli.

i giardini più belli di Venezia, the most beautiful gardens in Venice

Il mio recente viaggio a Venezia, mi ha permesso di scoprirne alcuni, veramente curiosi, e il prossimo anno, mi organizzerò per andare al Festival dei Giardini in ottobre. Ma voi che andrete a Venezia il prossimo weekend, non vi dovrete perdere “VENEZIA È GIARDINO / VENICE IS GARDENS”, il FESTIVAL DEI GIARDINI 2017, organizzato dal Wigwam Club Giardini Storici Venezia con il sostegno di DFS / T Fondaco dei Tedeschi, da venerdì 6 a domenica 8 ottobre con visite guidate, performance, conversazioni con autori, paesaggisti, giardinieri ed artisti che affiancheranno esperti e volontari dell’associazione veneziana.

incontri di giardinaggio a Venezia, gardening meetings in Venice

Tra gli eventi da non perdere, mercoledì 27 settembre,  ore 18.30 presso T FONDACO DEI TEDESCHI l’esposizione fotografica con immagini di Gabriele Kostas – tratte dal libro Guida ai Giardini di Venezia di Mariagrazia Dammicco (La Toletta Edizioni) – e di Francesca Saccani.

Hassan Khan, composition for a public park Venice

Non immaginavate vero, che a città di Venezia, fosse così legata ai giardini. Il Festival che si arricchirà del nuovo progetto 100 IRIS PER VENEZIA, con incontri di giardinaggio fra rito e performance di Cristina Mostosi, che ha raccolto l’eredità botanica del padre Luigi fondatore del giardino Le Iris di Trebecco (Bergamo), sottolineati da letture che Oreste Sabadin dedicherà ad ogni singolo giardino.

giardini pubblici di Venezia

Saranno una decina i giardini che si potranno visitare all’interno di palazzi privati, silenziosi conventi, spazi di arte e cultura, orti condivisi. Tanti appuntamenti per scoprire luoghi spesso non accessibili al pubblico, ma anche per apprezzare gli interventi di restauro iniziati quest’anno grazie alla donazione di un socio danese che ogni anno era solito soggiornare a Venezia con il suo compagno.

Club di progetto Wigwam

Queste le visite e passeggiate guidate: giardino dello Spazio Thetis all’Arsenale; giardino e chiostro della Scuola Vecchia della Misericordia; vivaio Laguna Fiorita; giardino di palazzo Barnabò; giardino del palazzo Grimani ai Servi; orto-giardino di Ca’ Morosini del Giardin; giardino del palazzo Rizzo Patarol, Boscolo Venice Hotel; giardino e piano nobile del palazzo Nani Bernardo; l’orto del Campanile della chiesa dei Carmini.

composizioni di fiori a VeneziaPer non perdervi nulla, leggetevi il programma completo e segnatevi tutti gli appuntamenti.

terrazza a Venezia. panoramic terrace, GiudeccaI giardini di Venezia, VENEZIA È GIARDINO / VENICE IS GARDENS” è anche il nome del progetto nato nel 2015 dalla storia d’amore di una coppia di avvocati di Copenhaghen, mancati fra 2014 e 2015, un pensiero generoso per esprimere riconoscenza alla bellezza di Venezia e dei suoi giardini che tante volte visitarono in qualità di soci del Wigwam Club.

pergole in città

Mettetevi scarpe comode, e girate per i giardini di Venezia. Ubriacatevi di osmanthus, innamoratevi dei cortili veneziani, perdetevi tra calli zeppe di vasi di fiori. Buon fine settimana.

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Ocra, gombo o okra, come coltivarla in giardino e usarla in cucina

Come è fatta l'ocra

Passeggiando nell’orto-giardino di un mio caro amico, mi sono imbattuta in una pianta dalle foglie che ricordano la zucca, i fiori che ricordano quelli di hibiscus e i frutti che somigliano a dei peperoncini verdi. Tutta questa accozzaglia di specie, è l’ocra, chiamata anche gombo oppure okra.

Fiore di ocra simile all'hibiscus

In effetti tutto questo concentrato di cose, rende l’ocra una pianta molto decorativa, e non poteva che avere i fiori gialli, come il famoso colore “giallo ocra”. Vi dico che mi sono innamorata dell’ocra, okra, oppure gombo, decidete voi come chiamarla.

Come è fatta l'ocra

L’ocra è fatta di una parte un po’ appiccicosa che la rendono un addensante naturale per fare degli stufati e delle zuppe. E come facciamo a coltivarla? Ricordatevi che cresce bene, dove l’estate è lunga e calda.

Come coltivare l'ocra, okra o gombo

Per fortuna le varietà che troviamo oggi in commercio, sono prive di spine e tra le più facili da reperire ci sono il “Cajun Delight” e l’Annie Oakley, mentre la varietà Burgundy, produce frutti rossi, che sono buonissimi fritti. Una cosa molto importante, ricordate che i frutti di ocra vanno consumati velocemente, conservateli in frigo massimo 2/3 giorni.

Se abitate in zone un pochino più fredde, è consigliabile che piantate i semi dell’ocra prima in vaso. E per favorire la germinazione, immergete i semi del gombo in acqua per almeno 24 ore. Quindi fate dei vasetti riempiti con della torba e metteteci due semi di okra per vaso. Appena spuntano le piantine mettetele al sole. Ricordatevi che l’ocra ha bisogno di spazio, perché può crescere fino a un metro e mezzo. Se invece abitate in zone calde potete seminare l’ocra direttamente in giardino oppure nell’orto, a una distanza di almeno 50 cm tra una pianta e l’altra. I baccelli dell’ocra sono pronti quando raggiungono una lunghezza di massimo 8 cm. Non lasciate i baccelli maturi sulla pianta, raccoglieteli via via che sono pronti.

Ocra, gombo oppure okra, come avete visto è una pianta decorativa e in giardino ci farà proprio un figurone e vi ricordo che è anche commestibile, quindi come si cucina?

Prima di tutto pulite i frutti di ocra con un tovagliolo di carta, lavateli, e tagliate la punta e il gambo prima di cucinarli. Se si desidera usarli come addensanti di zuppe i frutti, una volta cotti si possono tagliare a rondelle. Si mangia sia cruda che cotta l’ocra, e sta benissimo insieme ai pomodori, le cipolle, le melanzane e i peperoni. Si può emulsionare con limone, aceto, curry, origano e coriandolo per ottenere un condimento speciale per verdure al vapore oppure per l’insalata. Da sola, è ottima cotta a vapore per un massimo di 15 minuti, oppure fritta.

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Plumbago e Dipladenia Bianca, i fiori dell’Onda

compositions of white and blue flowers. i colori della contrada dell'Onda

Fiori bianchi e azzurri, il colore del cielo e la forza del mare, i colori della Contrada dell’Onda, che ha vinto il Palio di Siena del 16 agosto 2017. Plumbago e dipladenia bianca, un accostamento delicato e che farà un figurone sul vostro balcone.

quali sono i fiori bianchi e blu resistenti al sole, which are the sunny white and blue flowers

Azzurro plumbago e dipladenia, sono delle piante molto belle e se avete la fortuna di abitare in zone non troppo fredde, sono anche longeve.

lust for wedding with plumbago and white flowers, addobbo per matrimonio con plumbago e fiori bianchi

I fiori bianchi della dipladenia durano tutta l’estate e vengono prodotti in grande quantità. Si può dire che la dipladenia è una pianta autopulente, le sfioriture cadono da sole, e così non c’è da perder tanto tempo a pulirle come per i parigini. Vi ricordo oltre che bianca, la dipladenia la trovate anche rosa e rossa.

Il cittino è dell’OndaIl cittino è dell'Onda

Come vedete sia il plumbago che la dipladenia, ricordano i colori della contrada dell’Onda. E questa foto che ho scattato sul sagrato del Duomo, a Palio corso, il 16 agosto del 2017, conferma che “Il cittino è dell’Onda”, come direbbero a Siena.

idee fiorite per vasi con colori bianco e azzurro, floral ideas for pots in white and blue colors

Mentre il plumbago produce tantissimi fiori azzurri che durano per tutta l’estate. C’è anche la versione con i fiori bianchi, ma quelli blu, sono molto più coreografici.

immagini del palio di agosto 2017 vinto dalla contrada dell'onda, images of the August 2017 stake won by the wave contrada

Il Palio, vinto dal fantino Carlo Sanna, detto Brigante, sul cavallo Porto Alabe, viene portato in trionfo dai contradaioli dell’Onda al Duomo di Siena. Un trionfo di bianco e azzurro.

cascate di fiori bianchi e blu, cascades of white and blue flowers

Vi ricordo due semplici cose: la Dipladenia ha uno sviluppo veloce, quindi ed è bene rinvasarla ogni anno in un vaso più grande. Mentre il plumbago, lo potete anche interpretare come un rampicante, se vi piace, vedere i suoi fiori su per un muro.

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In Emilia Romagna arriva Borgo Plantarum per gli appassionati della natura

eventi di giardinaggio a settembre, Gardening events in Italy in September

Torno a scrivere dopo qualche giorno nel blog, e lo faccio scrivendo di giardini e di verde. #ConIlVerde è di tendenza oggi su Twitter, ma per me è di tendenza tutti i giorni, quindi vi parlo volentieri di Borgo Plantarum, un evento di giardinaggio in arrivo a breve.

Ho fatto progressi in questi giorni: sto prendendo il cappuccino senza zucchero e piano piano sto prendendomi una pausa da Facebook. Entro su FB, una volta al giorno, mi pare che c’è troppa cattiveria in giro. Quindi mi riprendo la mia vita, parlo di fiori e giardini che sono la mia grande passione, e mi tengo fuori dalle polemiche.dove imparare a fare giardinaggio

Come vi dicevo, sta arrivando Borgo Plantarum, si svolgerà sabato 16 e domenica 17 settembre a Borgo Antico Le Viole, tra Reggio emilia e Modena e sarà curato da curato da Carlo Contesso, designer e collaboratore del Corriere della Sera e di Gardenia.

L’evento, ospiterà i migliori vivaisti e produttori italiani che porteranno in Emilia Romagna,  la propria competenza e offrire collezioni di piante particolari, spesso rare, e di grande qualità. Se, dunque, uno stand risplenderà con migliaia di capolini di settembrini e anemoni ibride, in un altro troveremo le fucsie da giardino, le dalie, i peperoncini, le ninfee, le restionaceae, le rose e tanto ancora.

Diventare giardiniere tra Modena e Reggio Emilia

Non vi dovrete perdere alcune chicche verdi:  il vivaio “Il giardino delle essenze perdute” presenterà in anteprima a Borgo Plantarum nuove varietà di Fucsia rustiche, come la bianco-rosata ‘Grayrigg’ e la più vistosa ‘Query’ con il suo calice violaceo, mentre le splendide Phalaenopsis botaniche e ricercati Bulbophyllum saranno tra le novità presentate in anteprima da “Le Orchidee del Lago Maggiore” che insieme ad altre specie provenienti dalla Malesia arricchiranno l’offerta di rarità presenti a Borgo Plantarum, gioielli botanici non solo per collezionisti.

Rare plants with purple flowers

Inoltre, Maurizio Vecchia, il più grande collezionista e ibridatore di passiflore racconterà tutti i colori che queste piante possono assumere. Daniele Dallai, Ricercatore di Botanica sistematica presso il Dipartimento del Museo di Paleobiologia e dell’Orto Botanico dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, affronterà il tema delle piante che stanno scomparendo dal territorio dell’Emilia.

Tutto il calendario degli eventi lo trovate qui.

Borgo Plantarum sarà aperto dalle 9.00 alle 19.00

Biglietti: intero €6 – bambini sotto i 12 anni gratuito

Parcheggio gratuito

Borgo Antico le Viole, Telarolo di Castellarano, Reggio Emilia

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Tableaux Vivants nel giardino della Villa Reale di Marlia

Rievocazione settecentesca, costumi del 700

La mia amica Barbara, adora queste cose, partecipare ai Tableaux Vivants, e sicuramente il 17 settembre non si perderá questo appuntamento alla Villa Reale di Marlia, in Lucchesia.

Di cosa sto parlando? Domenica 17 settembre l’appuntamento al parco di Villa Reale di Marlia è con il ritorno alla storia con la sua iniziativa Il ‘700 rivive con i Tableaux Vivant. Per la prima volta il Giardino dei Limoni e il Teatro di Verzura torneranno ai fasti del barocco, quando la villa era la raffinata dimora dei nobili lucchesi Orsetti.

Per tutta la giornata l’ Associazione Culturale piemontese Le Vie del Tempo in collaborazione con il Parco Villa Reale di Marlia, avrà il piacevole compito di raccontare attraverso “quadri viventi”, tanto apprezzati anche all’epoca, le spensierate giornate in cui i padroni di casa, alla ricerca di frescura, ricevevano nel loro splendido giardino, i loro eleganti ospiti.

Il visitatore sarà così partecipe di una ricostruzione storica senza precedenti in Toscana, e passeggiando nel parco potrà incontrare giocosi innamorati, ascoltare la voce argentina di una raffinata cantante, osservare il lavoro del pittore, le frivole letture di un’allegra brigata, ma anche farsi abbagliare da cristalli e porcellane della tavola imbandita dove verranno presentate le golosità che si solevano gustare.

La Villa Reale di Marlia, è stata, nel corso di molte generazioni e molti passaggi di proprietà, la residenza di nobili famiglie e di grandi mecenati d’arte.
Nel 2015 una giovane coppia, essendosi perdutamente innamorata del complesso ormai trascurato, acquistò la proprietà accettando la sfida di riportare la Villa Reale di Marlia al suo antico splendore commissionando importanti lavori di restauro sia degli edifici sia dei giardini. Oggi fa parte del Network Grandi Giardini Italiani.

Parco della Villa Reale di Marlia
Via Fraga Alta, 2
55014 Marlia, Capannori (LU)

Tel. +39 0583 30108

Il ‘700 rivive con i Tableaux Vivant
domenica 17 settembre 2017, dalle 10 alle 18

Ingresso
Intero: € 9,00
Ridotto: € 7,00
Gruppi scuole (elementari e medie): € 5,00
Bambini (0-13 anni): gratuito
Guide turistiche: gratuito

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