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Archive for the 'Mangiare in Contrada' Category

Il Ricettario Senese scritto da Giovanni Pellicci in regalo con La Nazione

Domenica 3 marzo con La Nazione, esce il Ricettario Senese, ricette della tradizione della cittĂ  del Palio, scritte da Giovanni Pellicci, giovane giornalista di piglio, e con la passione per la buona cucina.

Il ricettario si compone di  24 schede (4 antipasti, 8 primi, 8 secondi e 4 dolci)  e ripercorre le tradizioni culinarie senesi, favorendo la riscoperta di ricette semplici, schiette e genuine. Proprio come quelle preparate dalle nonne e dalle mamme ma oggi “a rischio”, viste le frenetiche abitudini quotidiane.

I crostini con la milza, la panzanella, la zuppa di pane, la tegamata, la trippa, l’arrosto morto e altri piatti che saranno presentati in abbinamento gratuito all’edizione di Siena del quotidiano La Nazione.

Ciascuna ricetta si arricchisce dell’abbinamento ad un vino del territorio senese con schede tecniche molto dettagliate.

Dopo la prima uscita prevista domenica 3 marzo, la distribuzione proseguirà con 3 uscite settimanali, nei giorni del martedì, giovedì e sabato

Non perdetevelo, ci saranno davvero delle belle sorprese culinarie ;-)

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Vino & Contrade nel Bruco

A Siena, martedì 4 settembre torna Vino  e Contrade e stavolta si sposta nello spazio verde della Contrada del Bruco, SocietĂ  L’Alba, Via del Comune 44. L’iniziativa, al terzo anno di svolgimento, si diffonde per volontĂ  dell’Enoclub Siena, in collaborazione con le SocietĂ  di Contrada che liberamente aderiscono, con la finalitĂ  di divulgare l’uso consapevole e la cultura del vino del nostro territorio.
Serata di pesce, costo euro 25.
Telefono SocietĂ  l’Alba: 0577-286021

Elenco di produttori che parteciperanno alla serata:

Colombaio di Santa Chiara – San Gimignano
Signano – San Gimignano
Fattoria di Lamole – Lamole/Greve in Chianti
Campriano – Murlo
Le Chiuse -Montalcino
Le Ragnaie – Montalcino
Villa del Cigliano – San Casciano Val di Pesa
INIZIO CENA ORE 20.00MenĂą di pesce:
Mousse di baccalĂ 
Crema di ceci con frutti di mare
Maltagliati di scampi con pesto di rucola
Tonno in crosta di pistacchi con insalatina mista
Mousse di panforte
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La Pania nel Nicchio, ecco il programma della fiera gastronomica

 

Dal 28 luglio al 9 agosto c’è ”LA PANIA” nella contrada del Nicchio a Siena.

 Il profumo del braciere inebrierà tutta la zona sud di Siena, i tavoli del Rustico accoglieranno volentieri famiglie, ragazzi, anziani, insomma tutti coloro che vorranno uscire dai loro caldi appartamenti e cenare al fresco scegliendo
di mangiare come a casa.

Per coloro che …“la dieta la comincio lunedì”, l’angolo dell’Unto è pronto ad offrire pesce e carne di prima qualità appena usciti dalla padella!

Gli amanti dell’Osteria saranno accontentati in un ambiente caloroso ed allegro dove comunque i migliori piatti della tradizione senese la fanno da padroni!
All’orto di Ottaviano la solita atmosfera a fare da cornice ai piatti tradizionali Toscani, quest’anno impreziositi dall’ottima cucina del Contradaiolo Simone Corbelli, che in molte seratefarà gustare i manicaretti della sua “Trattoria 46”.
La Pizza della Pania! Qualcuno l’aspetta tutto l’anno!  La “Brigata 51” allieterà la maggior parte delle  serate anche se  in quattro sere tre ristoranti, che ormai sono un cult per la Pania, non faranno mancare la loro presenza.

Inoltre sabato 28 luglio e sabato 4 agosto l’Enoclub Siena, organizza ”VINO E CONTRADE” (speriamo senza le polemiche dello scorso anno ;-) ). Tra le aziende presenti il Castello di Potentino, Le Casalte, Poggerino, Pian dell’Orino.

Questo il programma completo con tutti i nomi dei ristoranti e i menu delle varie serate!

Nobile Contrada del Nicchio

SocietĂ  La Pania 0577 222666

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Bao Bello Chef 2012 il programma per spassarvela alla grande nei giardini del Bruco

Ci siamo con luglio, il Palio appena corso, la festa titolare del Bruco e l’estrazione in Piazza del Campo delle contrade per il Palio di agosto, l’appuntamento godereccio che inaugura le feste in contrada è il Bao Bello Chef.

Fino al 20 luglio, nei giardini della Nobil Contrada del Bruco, (quella di Porta Ovile), tutte le sere il goloso avrĂ  da scegliere tra succulenti menu di pesce o carne al ristorante, l’happy hour, le invitanti bistecche del braciere, l’American Bar e tante altre cose sfiziose…e poi c’è la DISCOTECA ALL’APERTO TUTTE LE SERE! E IL PALIO DEI BARBERI!

Lo scorso hanno ho scritto un articolo riguardo al BAO BELLO, leggetevelo e capirete cosa è, e perchè è importante!

 Il Motto del Bruco è Come rivoluzion sóna il mio nome
Titolo: La Contrada si fregia del titolo di “Nobile” per aver posto il Monte del Popolo al potere nella sommossa capeggiata da Francesco d’Agnolo detto Barbicone (1371) e per il valore delle sue milizie nello scontro alla Croce del Travaglio contro Carlo IV di Boemia (1369)
Simboleggia: IndustriositĂ 

QUì TROVATE TUTTO IL PROGRAMMA COMPLETO DELLE VARIE CENE

PRENOTAZIONI

0577 286021

339 3631636

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Frittelle di San Giuseppe: tanti auguri babbo!

Oggi è San Giuseppe, la festa del papà, la festa del babbo in Toscana, la festa di mio babbo Giorgio! Tanti auguri babbo!!

A Siena è anche la tradizione delle frittelle di riso, in Piazza del Campo, all’Acquacalda in Massetana Romana.

A Siena, oggi si festeggia San Giuseppe nella contrada dell’Onda: a Siena per San Giuseppe, giĂą per la scesa dell’Onda, c’è una larga scalinata, dove vengono sistemati tutti i “carretti di legno” delle contrade che hanno per ruote le pine “turgide” di pinoli. I giovani senesi si divertono a farli correre per le vie della cittĂ  e per i corridoi di casa, e alla fine, quando l’usura  del carretto incombe si mangiano i pinoli.

Questo è il mio articolo sulle frittelle di riso per Dissapore, leggetevelo…

http://www.dissapore.com/cucina/frittelle-di-san-giuseppe-minutaglie-ghiotte-da-leccarsi-i-baffi-oltre-che-le-dita/

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Risotto col Buristo alla Silvio Gigli

Dopo la frittata al buristo, perchè non provare a farci il risotto? Detto fatto ecco come è andata la ricetta, seguendo di nuovo Giò Renti…Ormai è il mio Guru! ;-)

Il buristo è un insaccato senese, preparato con le cotenne della testa, del muso, delle zampe, impastato con il sangue del maiale,insaporito con le spezie del panforte (cannella, noce moscata, qualche chiodo di garofano) e poi tutto bollito. Il miglior buristo è quello “in cuffia”, cioè quello preparato entro lo stesso stomaco del maiale, usato come contenitore.

RISOTTO COL BURISTO ALLA SILVIO GIGLI

2 hg di buristo tagliato a fette sottili

4 pugni di riso Arborio o Vialone ( se non lo avete usate il Basmati)

1/2 cipolla bionda

1 bicchiere di Chianti Colli Senesi

pecorino senese grattugiato q.b

brodo vegetale q.b

dragoncello

pepe

peperoncino

Prima di tutto preparate il brodo e mettete da parte. Togliete la “buccia” al buristo, tagliate le fette sul tagliere a pezzi grossolani. Mettete il buristo a soffriggere in una padella antiaderente, bagnandolo con poco brodo, insieme a un trito di cipolla chiara e dragoncello.

Quando il grasso sarĂ  sciolto, unire il riso, quando comincerĂ  ad assorbire il condimento,bagnate con il brodo, unire un pizzico di pepe e uno di peperoncino. Portare a cottura aggiungendo ancora del brodo e un bicchiere di vino rosso. Quindi una volta pronto, spolverizzare con un abbondante macinata di pecorino stagionato.

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Copate di Siena, la ricetta antica di Giò Renti fatta da Adelina

Siena e i suoi dolci…Alcune volte penso che se non esistessero le mandorle, il patrimonio dolciario senese sarebbe vacillante…, ma per fortuna esistono, e dopo pan coi santi, panforte, frittelle di San Giuseppe e ricciarelli stavolta toacca alle “copate”…Forse sono un pò la “Cenerentola” dolciaria, ma a me piacciono e ve le voglio far conoscere.

La ricetta è presa dal Mangiare in Contrada di Giovanni Righi Parenti, questa è la versione delle copate bianche

COPATE SENESI
 
500 gr di miele extrafino e mettilo in un recipiente a fondo concavo meglio se di rame (se vuoi puoi aggiungere il 10-15% di zucchero per rendere il composto piĂą friabile).
 
Lasciare cuocere il miele fino al color caramello, a questo punto si incorporano circa 300 gr di gherigli di noce tostati e tritati molto finemente e 100 gr di mandorle dolci anche loro tostate e tritate molto finemente.
 
Si procede impastando tutto a caldo, creando un composto che verĂ  usato per farcire delle ostie rotonde, del diametro di almeno 6 cm. Ogni dose sarĂ  di circa 20-25 gr.
 
Bisogna stare molto attenti nel riempire le copate, perchè mentre si accoppiano le ostie con il composto che è bollente c’è rischio di scottarsi. Si consumano ben raffreddate, con la farcitura solidificata come un “croccante”.
 
QUESTA INVECE LA VERSIONE SEMPRE DEL RIGHI PARENTI  NEL LIBRO LA CUCINA TOSCANA
 
COPATE NERE ( che ha fatto la Balzana?) ;-)
 
Le dosi sono le solite delle bianche e il procedimento similare.
Si fa cuocere il miele e si addiziona di  mandorle e noci tritate e tostate. A questo punto si aggiunge del cacao amaro,si “rimestola” e si va a mettere il composto tra le due ostie.
Per altre delucidazioni sulle copate leggete quì
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Ricetta originale dei “Ricciarelli di Siena” fatti da Adelina

Perchè parlare dei Ricciarelli senesi?, Perchè è Natale?
SBAGLIATO!! A SIENA I RICCIARELLI SI MANGIANO TUTTO L’ANNO, QUINDI LA RICETTA LA POTETE FARE SEMPRE, NON SOLO NEL PERIODO NATALIZIO!
 
 
Poi, perchè i Ricciarelli di Siena, hanno finalmente ottenuto l’IGP, quì ne parla ampiamente Stefano Tesi dell’argomento, tutelando finalmente il nome del dolce senese per eccellenza insieme al Panforte (questo speriamo che prenda l’IGP a breve, anche se la lotta è dura!!)
Poi perchè la mitica Adelina, che normalmente trovate in ” La cucina di Adelina” intenta a dividersi tra ricette di arancini, panettoni e sarde a beccafico, ha fatto questa bontĂ . E visto che in questo blog ci sono giĂ  delle ricette dedicate ai dolci senesi come il Panforte, il Pan co’ Santi e Le Frittelle di San Giuseppe dell’Onda, i Ricciarelli che ha ripreso anche il mitico Giovanni Righi Parenti in uno dei suoi libri, ci stavano a pennello.
Il Righi Parenti è il famoso gastronomo che tra i suoi libri ha scritto anche il mitico “Mangiare in Contrada“, da dove io ho ripreso la famosa “frittata con il buristio“!!
RICETTA DEI RICCIARELLI SENESI
 
 
Passare nel mixer: 400gr di mandorle (pelate e asciugate 10 min in forno a 50°), 300gr di zucchero semolato, aggiungere piano piano la buccia grattata di 4 arance e 50 gr di farina debole. Mescolare bene il tutto in una ciotola capiente insieme a  qualche goccia di estratto naturale di mandorla amara (in alternativa si può usare 1 fialetta di aroma di mandorle).
CONSIGLIO: Usare ad intermittenza il mixer altrimenti le mandorle gettano il loro olio.
 
Setacciare 20 gr di farina, 20 gr di zucchero a velo, 1/2 cucchiaino raso di ammoniaca per dolci (si trova in farmacia), 1/2 cucchiaino raso di lievito per dolci (praticamente la punta di un cucchiaino). Mescolare tutti questi ingredienti.  
   
Preparare uno sciroppo, mettendo in un pentolino 45 gr di zucchero semolato e versando dopo 14 gr d’acqua; mettiamo a fuoco basso senza rimestare mai, fino a che lo zucchero si scioglie. Appena lo zucchero è sciolto togliere dal fuoco e versarlo sull’impasto delle mandorle, amalgamare velocemente e aggiungere gli ingredienti passati al setaccio. Impastare bene. (il risultato sarĂ  un composto umido non legato, va bene così). Coprire con un panno umido (non deve toccare l’impasto) e lasciare riposare 12 ore.
Passato questo tempo aggiungere 20 gr di zucchero a velo vanigliato e 2 albumi sbattuti rapidamente. Impastare con le mani fino ad ottenere un impasto compatto.  
A questo punto, spolverare il piano di poco amido di grano e zucchero a velo vanigliato. Formare uno alla volta dei grossi salami, della grossezza di circa 4,5 cm. e tagliarli a fette di 1 cm. l’una.
Dare con le mani una forma piĂą possibile romboidale e arrotondata. I ricciarelli dovranno pesare 25 grammi l’uno.
Spolveriamo il ricciarello ottenuto, sul fondo con la miscela di zucchero a velo/amido di grano, e sulla superficie di solo e abbondante zucchero a velo.
Posizionare i ricciarelli ottenuti, su una teglia coperta di carta forno oppure ognuno su un’ostia. Infornare per 10/20 min a 150/160°.
Saranno cotti quando si formeranno delle leggere crepe. (non guardare solo il tempo) Appena si crepano via dal forno, saranno morbidi, sono perfetti così! Lasciare raffreddare e conservare in scatole di latta ben chiuse.
 
Io ho spolverato il piano di lavoro con solo lo zucchero a velo (l’amido di grano non l’ho trovato) e sono venuti bene lo stesso. Le ostie non le ho usate perchĂ© ho letto che fanno venire i ricciarelli piĂą compatti e non li fanno fare le crepe. Come  si vede dalla foto ho arrotolato i “salami” fatti nello zucchero a velo.
Dimenticavo! Si possono usare anche qualche mandorla amara, basta una quindicina da togliere al totale e magari non usare la fialetta.
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