Castello della Paneretta, il castello di-vino
Il mio articolo sulla rivista Toscana & Chianti News sul Castello della Paneretta.
C’è un lembo del territorio del Chianti Classico nel comune di Barberino Val d’Elsa, e proprio qui, non lontano dal celeberrimo luogo di Monsanto, lungo la via che porta verso Olena, sorge il Castello della Paneretta.
Il fortilizio, sorge su un crinale e fu costruito dopo la battaglia di Montaperti tra senesi e fiorentini del 1260, dopo che i ghibellini abbandonarono il vicino mastio di Cepparello. All’inizio era soltanto un antica torre medievale,  poi impreziosita e allargata nel tempo da torri angolari, mura massicce e merlate.
In una delle torri angolari è presente la cappella, ed è grazie a Ludovico Capponi, sul finire del millecinquecento, che fu intrapresa l’opera di trasformazione. Ampie zone aperte nella facciata e nel 1596 il Poccetti ne affrescò il loggiato.
Nel 1669 il ramo della famiglia Capponi si estinse e per matrimonio il castello passò ai Riccardi che ne rimasero proprietari fino al 1871 quando, completata la sua definitiva trasformazione in villa, divenne proprietà degli Strozzi.
Il castello oggi è la sede di un importante azienda vinicola che ha scelto di utilizzare solo vitigni autoctoni come Sangiovese, Canaiolo e Colorino
Stefania Pianigiani
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No commentsOlio, l’oro del Mediterraneo dall’Antichità ad oggi
Qualche sabato fa, sono stata a Castellina in Chianti a vedere la mostra “Sull’Olio: oro del Mediterraneo dall’antichità ad oggi“. La mostra è all’interno del Museo Archeologico del Chianti Senese e proseguirà fino a giugno. L’olivo simbolo di pace e di vittoria.
La Mostra si compone di quattro teche allocate nel suggestivo atrio della Rocca, proprio al termine del percorso espositivo permanente del Museo, con reperti che testimoniano le diverse tipologie di utilizzo dell’olio da parte dell’uomo, sin dall’antichità , e da alcuni pannelli didascalici che ofrono un contributo storico-scientifico.
Tra questi, ve ne è uno che riporta la storia e la situazione attuale della produzione olearia nel territorio chiantigiano, realizzato in collaborazione con il Consorzio della DOP Olio Chianti Classico.
Domenica , 21 aprile il museo festeggia i sette anni e per l’occasione, il direttore del Museo, Marco Firmati, ha organizzato un incontro dal titolo “Il Chianti degli etruschi: agricoltura e territorio“, al quale parteciperanno, in qualità di relatori, anche Maurizio Carnasciali e Lea Cimino, docenti dell’Università per Stranieri di Siena.
L’inizio è previsto alle ore 17 e l’ingresso è libero. Al termine della conferenza, il personale del Museo offrirà a tutti i partecipanti una degustazione di vino e olio locali, grazie alla collaborazione dell’associazione dei Viticoltori di Castellina.
Per ulteriori informazioni: 0577 742090 – info@museoarcheologicochianti.it – pagina facebook Museo archeologico del Chianti senese.
Disegna tu l’etichetta del Castello di Querceto di Castellina in Chianti
Mi sono imbattuta per caso in questo concorso artistico e mi sembra doveroso parlarne.
Pittori, sarti, disegnatori, artisti sia per mestiere che per passione, ecco l’iniziativa che fa per voi..
L’idea è venuta a Jacopo Di Battista, titolare a Castellina in Chianti (SI) dell’azienda vinicola ed agriturismo QUERCETO DI CASTELLINA che attraverso questa originale iniziativa offre la possibilità di personalizzare l’etichetta di una selezione speciale appositamente realizzata, un Igt Toscana uvaggio di sangiovese e merlot con affinamento in barriques francesi di 16 mesi, sorprendendo con un regalo davvero unico ed esclusivo
Come? Semplicissimo! Basta collegarsi al sito aziendale a questo link e seguire le istruzioni relative a formato e dimensioni della vostra etichetta per vedersi recapitate direttamente a casa vostra le bottiglie desiderate, ovviamente griffate del “vestito” da voi creato. Spazio allora alla fantasia, che potrete esprimere con disegni, fotografie, immagini, dediche speciali… nella maniera che più vi piace insomma!
Ma non è finita. Chi lo volesse potrà infatti iscrivere la propria “creatura” al concorso “LA MIA ETICHETTA”: i lavori raccolti diventeranno protagonisti di una “esposizione virtuale” su sito e profilo facebook di Querceto di Castellina (https://www.facebook.com/QuercetodiCastellina?ref=ts&fref=ts), dove potranno essere votati dal pubblico. Le votazioni termineranno a fine aprile 2013: l’etichetta con più preferenze diventerà il “vestito” ufficiale di un vino speciale a tiratura limitata che entrerà per un anno nella gamma aziendale, e il suo autore ne riceverà 36 bottiglie omaggio.
Le votazioni termineranno a fine aprile 2013
1 commentChianti Classico Collection 2013: incominciamo a parlare di vino e del lavoro dei produttori, invece del nuovo marchio del Gallo Nero!
L’Anteprima del Chianti Classico 2013, o per gli “enofighetti” la Chianti Classico Collection, ha appena chiuso il sipario sulla Leopolda di Firenze. Sono state giornate intense per appassionati, buyer, produttori e giornalisti…Io da neo-giornalista quest’anno potevo scegiere di andare il martedì con la stampa, ma ho fatto come tutti gli anni, sono andata lunedì, con gli operatori: trovi un sacco di amici, l’atmosfera è più distesa e i produttori sono più rilassati.
E sono a scrivere questo post per parlarvi dei vini in degustazione e del lavoro dei produttori. Non parlerò del restauro del marchio del Gallo Nero (ma serviva veramente?) e della “Gran Selezione”, perchè? Perchè lo hanno scritto tutti! Anche chi non scrive mai di vino ha parlato di questo rinnovo del marchio, che diciamocela tutta, hai voglia a cambiare, pompare, semplificare, se le persone non capiscono bene il territorio del Chianti Classico, quello vero, uno può fare tutti i “chicchirichì” che vuole…tanto…
Scrivo solo due righe e poi passo ai vini degustati, sul premio Giulio Gambelli, assegnato ai giovani enologi, promosso da IGP e da ASET (Associazione Stampa Enogastroagroalimentare Toscana) e che è andato al giovane Fabrizio Torchio. Per saperne di più, leggetevi il bell’articolo di Carlo Macchi.
E ora passiamo ai vini: premetto che San Giusto a Rentennano, Cigliano, Poggerino, Badia a Coltibuono, Caparsa, Istine, Podere Castellinuzza, I Fabbri, Castellinuzza e Piuca, Val delle Corti e company, non gli ho assaggiati. Perchè? Perchè sono i produttori che erano a Roma a Sangiovese Purosangue venti giorni fa, e gran parte sono amici, quindi conosco bene i “capolavori enoici” che riescono a fare. Ho fatto eccezione per Monteraponi, che nella capitale non c’era, assaggiando il Baron Ugo 2009 e il campione da botte 2011 che già comincia a farsi notare. In compenso ho fatto tante belle scoperte: Villa Pomona e la Riserva Bandini 2010, 100% Sangiovese, quel pizzico di Cabernet Sauvignon che non guasta nel Chianti Classico 2010 della Villa di Geggiano. Solatione alle ” quattro vie” per Greve, e quel petit- sentore d’oltralpe nell’annata 2008.
Setriolo di Castellina in Chianti, una piacevole sensazione al palato con l’annata 2010. Gaia Capitani, la “Donna Angelini” e la Riserva 2008 Monsenese. E se Gaia sta ad Angelini, Ilaria Chianucci è la super donna per Capannelle e la Riserva 2010. L’annata 2009 di Renzo Marinai, il toscano sorvegliato da un pò di Francia. Curioso lo Zac 2009 Principe Corsini, sangiovese in purezza con un bel piglio. Andando su Radda in Chianti, segnalo Il Barlettaio Chianti Classico 2010 di Francesco Bertozzi, puro Sangiovese chiantigiano.
Monterotondo, l’ultimo lembo chiantigiano, prima del “termine” Valdarno, nel territorio di Gaiole: i vini di Saverio Basagni, sono maturati, hanno fatto un pel percorso evolutivo sia nella Riserva Seretina 2010, che nell’annata 2010 Vaggiolata. Restando nel comune di Gaiole in Chianti, scopro i Mannucci Droandi e in particolare il loro IGT, il Foglia Tonda 2009, fatto con il 100% di Foglia Tonda, ammirevole. Sorprendente il “Retromarcia” 2010 di Montebernardi, un vino, sangioveto in purezza, da tenere sotto osservazione.
La Fattoria Le Fonti nelle terre poggibonsesi, e la Riseva le Fonti 2010, da mettere in cantina e conservarla gelosamente ancora per un pò. Fuori dagli schemi, in senso positivo, la Fattoria di Vegi e le sue botti in castagno, ottimo conservante per la Riserva Sivio Chiostri 2006. E ancora il Castello La Leccia e la Riserva Bruciagna 2009, il 2010 annata e Riserva del Castello di Radda, con la mano santa di Castelli, l’IGT Haiku 2009 del Castello di Ama con “punti di vista” sul Sangiovese e Bordeaux, la Fornace di Ridolfo dei fratelli Cantalici, nuova realtà gaiolese che sta facendo grandi risultati.
Si mormora che il prossimo anno non ci sarà l’anteprima, chissà , magari la sposteranno in primavera, legandola a Chianti Classico è e al territorio, staremo a vedere, intanto prendete nota dei vini che dovete assolutamente mettere in cantina…Nell’attesa che il Consorzio di decida a registrare L’Erta di Radda di Diego Finocchi! Si sentiva la mancanza del nuovo Radda che avanza…
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Andrea Pagliantini, io il vino lo faccio così
Post tratto dal bellissimo articolo di Francesca Ciancio, LA GUERRA DEL ( E AL) VINO NATURALE, sul settimanale economico Tre Bicchieri del Gambero Rosso.
“Io il vino lo faccio cosìâ€
Mi immagino come avrebbe reagito il Maestro Giulio Gambelli (fautore di alcuni dei più famosi rossi toscani a base di uva sangiovese, ndr) ad una domanda stile: “cosa ne pensa dei vini naturali?”.
Avrebbe alzato le ciglia, sporto la testa in avanti, alzato le spalle, aperto il pollice, l’indice e il medio verso l’esterno e avrebbe detto:” si vanno bene”.
Si parte dalla potatura della vite in questo momento dell’anno, si pota a cordone o a guyot, che io preferisco chiamare a capo e razzolo. Si rinnova di poco la pianta lasciando due gemme nel razzolo più dritto nel cordone.
Nel capo e razzolo si taglia il capo a frutto dell’anno precedente lasciando sul nuovo capo otto, nove gemme.
Le potature (sarmenti) si trascinano via e si bruciano, o si tritano per compostare con vinaccia, raspi ed erba.
Per quanto riguarda la gestione del suolo è meglio se si è seminato qualcosa da sovesciare per fissare l’azoto nel terreno per ridar fiato alla vite che ripartirà in primavera.
A maggio va fatto il primo trattamento per coprire le foglioline nuove: una base di soluzione di rame e zolfo. I successivi dipenderanno dalla stagione e non da un calendario fisso.
Si mettono i tralci dentro le gabbie di fil di ferro, si sfemminella, non si fanno trattamenti di alcun tipo quando l’uva è in fiore, perché si rischierebbe di trovare rame nell’acino o compromettere l’allegagione.
Con dell’uva sana e a posto bastano 6/8 grammi di metabisolfito a quintale (non si parla di hl), si procede con fermentazione in barili aperti da 3 quintali, per non avere fermentazioni troppo calde e consentire al colore di fissarsi in presenza dei tannini naturali del legno.
Si passa a manipolazioni per rompere il cappello delle vinacce e alla macerazione a seconda dell’uva e della sua sanità . Svinatura, vino in barrique usate, 2 grammi/hl di metabisolfito e via cosi per un paio di settimane.
Travaso successivo per levare la feccia più grossolana e di nuovo nello stesso contenitore.
Appena arriva il freddo si aprono le finestre e lo si fa sentire al vino che così si spoglia di tartrati e sostanze proteiche. A primavera parte la fermentazione malolattica, ad aprile-maggio si travasa con 2 grammi di metabiosolfito ad hl, nuovo travaso a settembre.
A questo punto assaggio ogni 20/30 giorni e via a riposare nel legno, finché il vino non è pronto per la bottiglia.
Controllo la solforosa libera da portare intorno ai 20 mg/l, filtraggio a cartone con pannello sgrossante a grana larga, bottiglia, riposo di sei, otto mesi, infine vendita.
Questo, il vino a grandi linee.
Andrea Pagliantini, vignaiolo di Vertine, Gaiole in Chianti.
La maglia nera
Lo Stanzone delle Apparizioni presenta
LA MAGLIA NERA, domenica 16 dicembre presso l’Auditorium Ex-Cantine Ricasoli di Gaiole in Chianti (SI), lo spettacolo verrà messo in scena alle ore 17.00 ed alle ore 21.00. Lo spettacolo è scritto e interpretato da:Massimo Poggio, Matteo Marsan e Gualtiero Burzi
Luigi Malabrocca è nato a Tortona, negli stessi anni e nelle stesse terre di Fausto Coppi ed era soprannominato “Il Cinese” perché aveva gli occhi un po’ a mandorla come Costante Girardengo. Come i due Campionissimi, Malabrocca è diventato un ciclista perché aveva fame. Anche lui è stato un Campionissimo ma le sue, non erano corse normali, erano corse al contrario. Lui correva per arrivare ultimo. E’ stato il Campionissimo degli ultimi. Malabrocca incarnò alla perfezione l’immagine dell’eroe perdente: ultimo nel Giro d’Italia del ’46 a quattro ore da Bartali, ultimo nel Giro del ’47 a quasi sei ore da Coppi, venne “battuto” nel ’49 solo da Carollo dopo una storica battaglia per arrivare… ultimi.
Cena con il produttore e vinci un ciclo di lezioni in cantina
Venerdì 30 novembre – Ristorante Da Burde (Via Pistoiese 154)
CINQUE BIG DELL’ENOLOGIA TOSCANA SI INCONTRANO A FIRENZE
PER UNA CENA SPECIALE DEDICATA ALLA CULTURA VINICOLA
Badia a Coltibuono, Boscarelli, Fattoria Selvapiana, Podere 414 e Tenuta Capezzana
presentano al pubblico il nuovo corso di formazione inVite.
La partecipazione alla serata, con i vini delle aziende in assaggio raccontati dagli stessi produttori,
permetterà con un breve quiz di vincere un ciclo di lezioni in vigna e cantina.
Venerdì 30 novembre, alle ore 20.30, si terrà nella storica Trattoria da Burde a Firenze (Via Pistoiese 154), conosciuta anche per l’attenzione rivolta al mondo del vino, una cena speciale che vedrà coinvolte in prima persona 5 grandi aziende toscane.
Saranno proprio i titolari di Badia a Coltibuono, Boscarelli, Fattoria Selvapiana, Podere 414 e Tenuta Capezzana a presentare al pubblico il nuovo progetto di cui sono protagonisti assoluti: inVite (www.in-vite.it), in collaborazione con Cescot Firenze srl, agenzia formativa accreditata dalla Regione Toscana, è il nuovo corso di formazione per una nuova generazione di conoscitori di vino che partirà a gennaio e terminerà ad ottobre 2013.
Due le novità proposte: lo svolgersi di lezioni nella vigna, con i vignaioli nei panni di docenti, e le lezioni in aula, a cura di esperti del settore come enologi, agronomi, degustatori e giornalisti, con degustazioni alla cieca ed approfondimenti sulle più importanti tematiche vinicole.
Ogni azienda porterà in assaggio, in occasione di questa cena speciale, un’etichetta che verrà abbinata ad un piatto del menù ideato ad hoc dallo chef Paolo Gori e dedicato all’autunno. Andrea Gori, giornalista, degustatore e tra i docenti delle lezioni in aula, attraverso un quiz proposto ai presenti decreterà un vincitore che sarà premiato con un ciclo di lezioni nella vigna.
Il menu della serata
(Costo cena e vini: 35 euro tutto compreso)
Torta pecorino e nocciole tonde del Piemonte
Zuppa di zucca e Pancetta croccante
Tagliatelle alle castagne al sugo d’anatra
Capocollo di Cinta senese alle melegrane
Soufflé di marroni del Mugello e gelatina di cachi
Per informazioni sulla serata: 329.9293459 – 347.0613646
Per prenotare la cena: 055.317206
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Castello di Ama e l’installazione LE CHEMIN DU BONHEUR, gli “smarties” di Pascale Marthine Tayou
E’ stata appena inaugurata la dodicesima installazione al Castello di Ama, in collaborazione con la Galleria Continua di san Gimignano, si tratta dell’opera di Pascale Marthine Tayou ” LE CHEMIN DU BONHEUR“.
L’opera “LE CHEMIN DU BONHEUR†nasce in situ ovvero in stretta connessione col qui e ora. Questo nuovo progetto è concepito dall’artista come celebrazione della vita e dell’esperienza relazionale con il tutto, ovvero con il luogo, le persone, la cultura, la storia, la materia e gli oggetti che popolano quel mondo.
Nell’installazione per Ama, i colori della sua Africa diventano un codice semantico, un decrittatore delle emozioni e una sorta di “Filo d’Arianna†dell’anima. Sembrano tanti “smarties” di pietra, quelli che si snodano tra le vie del borgo, pietre colorate, che se guardate bene richiamano a una figura. A voi lascio il compito di decifrarle, perchè la fantasia in un uomo è tutto e ricordate “cette proposition est une nouvelle aventure sur la voie des ritualisations contemporaines”.
Inoltre segnalo che al Castello di Ama, si possono fare degustazioni in abbinamento con le opere d’arte. I suoi vini più noti, sono Vigneto Bellavista, un Chianti Classico entrato nell’olimpo dei grandi vini del mondo, Vigneto La Casuccia, il primo vino che esalta il connubio Sangiovese Merlot nel Chianti Classico, L’Apparita, dal 1985 a base di Merlot in purezza e il Vin Santo, un vino a base dei migliori grappoli di Malvasia Bianca e Trebbiano. A questi, nel 2009, si è aggiunto il nuovo vino Il Chiuso, un assemblaggio in percentuali diverse di Sangiovese e Pinot Nero, dalle caratteristiche di grande freschezza; il 2011 ha visto la nascita di Haiku, un matrimonio tra Sangiovese, Cabernet Sauvignon e Cabernet
Franc.
LOVE, LIEBE, AIME, AMA
Informazioni www.castellodiama.com
Email: info@castellodiama.com
tel +39 0577 746031
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