Mercato di San Lorenzo o Mercato Centrale a Firenze:come perdere la testa tra profumi, colori e sapori
Il Mercato di San Lorenzo, detto anche il Mercato Centrale, è uno di quei posti dove ci si innamora all’istante. L’apoteosi del gusto fiorentino, dove gente comune, appassionati, massaie, gourmand e cuochi, vengono quì per fare la spesa e portarsi a casa le migliori carni, il miglior pescato, tutto l’assortimento del quinto quarto, ovvero trippe, lampredotto, centopelli e via dicendo….
Burri rari, grappe, vini, formaggi, bistecche, frutta e fiori…Il meglio del meglio per far sviluppare i cinque sensi….i colori di frutta, della verdura e dei fiori, i profumi dei formaggi, del pesce, della carne, i colori e le forme, i suoni delle mele che scivolano nel sacchetto, quello della carta che protegge le pietanze, il toccare con mano una delle più belle realtà gastronomiche della città …
Finito il giro del mercato e fatta la spesa, un panino con il lampredotto da Nerbone, oppure nel chiosco fuori il mercato da Lupen E Margo è obbligatorio!!!
Mettetelo in agenda il mercato la prossima volta che fate un salto a Firenze! C’è anche chi si è organizzato e fa delle piccole degustazioni di olio, vino e altre prelibatezze!
L’unico dubbio che resta è: ma che ci faranno al piano superiore del mercato? Caro Renzi, fatti venire una bella idea per sfruttarlo al massimo e non solo per due eventi all’anno!
La guerra delle sagre
Mi scappa da ridere quando leggo l’articolo apparso su Italia a Tavola, che trovate quì, dove Attilio Marucelli, presidente della Confcommercio mugellana, e titolare di un locale, si sfoga, contro le sagre selvagge che tolgono lavoro ai ristoranti, prendendo a esempio la provincia di Pistoia che ha una media di 34 sagre all’ANNO!
Ma io mi domando, queste persone, sono mai state nelle Marche? Specialmente nel fermano, dove le sagre nel mese di agosto sono 34 in un settimana e la maggior parte di quelle assurde? Allora cosa direbbero? E voi a quale sagra più stramba avete visto o mangiato? Ancora in Toscana siamo fortunati…ricordatevelo
Ho scritto un articolo su Dissapore al riguardo…LEGGETEVELO, poi mi dite…
1 commentTorta dei Fieschi: un dolce matrimonio tra Lavagna e Siena
A Lavagna non è estate senza la Torta dei Fieschi. Anche quest’anno si rinnova l’appuntamento con la rievocazione storica capace di richiamare nella cittadina rivierasca non meno di 15.000 persone: l’appuntamento è per sabato 13 e domenica 14 agosto.
L’evento, ideato 63 anni fa da Yvon Palazzolo e portato avanti dall’associazione Sestieri di Lavagna, ricorda le nozze tra il duca Opizzo Fieschi e la nobildonna senese Bianca de’ Bianchi, realmente avvenute nel lontano 1230. Il matrimonio rappresentò un momento importante per la casata ligure, visto che saldò ancora di più il legame con i banchieri senesi Bonsignore, già alleati dei Feschi negli intrecci economici e politici del tempo.
La manifestazione si prefigge quindi di ricordare le nozze del duca e soprattutto la grande torta che gli sposi donarono per l’occasione ai loro sudditi di Lavagna. E anche le date sono rimaste immutate nei secoli: 13 e 14 agosto. La sera di sabato 13 avviene, davanti alla Basilica di San Salvatore dei Fieschi (Cogorno), l’annuncio delle nozze e l’Addio do fantin: una sorta di addio al celibato ante litteram festeggiato tra banchetti storici, danze e musiche d’epoca, giochi d’arme, di bandiera e di tiro con l’arco.
La sera successiva, domenica 14, Opizzo Fieschi e Bianca de’ Bianchi, interpretati come sempre da due lavagnesi estratti a sorte, si sposano nella Basilica di Santo Stefano. Dalla chiesa parte quindi il corteo storico composto da centinaia di figuranti (soldati, giullari, nobili ecc.) e sbandieratori. Così i due sposini arrivano in piazza Vittorio Veneto, dove sono pronti un palcoscenico e, soprattutto, un dolce di circa tredici quintali coperto da un gigantesco drappo.
La duchessa legge l’antico proclama del matrimonio e taglia il nastro che tiene il velo sopra la torta. Così ha inizio la festa. Sul palco si esibiscono duellanti, sbandieratori dei Sestieri, e danzatori.
Il pubblico è invece coinvolto nel gioco della torta. Ciascuno può acquistare un foglietto con su scritta una parola di fantasia. Per ottenere una fetta di torta bisogna trovare un’altra persona, rigorosamente del sesso opposto, col foglietto identico
1 commentIl giardino delle cicadee: dai tropici all’Orto Botanico di Firenze
IL MIO ARTICOLO SUL MENSILE Â TOSCANA & CHIANTI NEWS
Definirlo solo “Orto Botanicoâ€, è riduttivo, visto che questo “Giardino dei Sempliciâ€, situato proprio nel cuore della città di Firenze, è uno dei più antichi del mondo insieme a quello di Padova e a quello di Pisa. Una volta, veniva definito anche il “Giardino delle Stalle ,in quanto collocato vicinissimo alle “Scuderie†reali. Varcando l’ingresso del giardino dal lato di Via Micheli, ci troviamo subito di fronte ad un ampio tratto di terreno regolarmente suddiviso in aiuole, intersecate da viali e vialetti, fiancheggiati da alberi anche ultracentenari
. Nelle piccole serre calde si trovano numerose piante esotiche notevoli sia per la loro rarità che per il loro alto valore scientifico. Poste lungo un lato dell’edifico sono la serra calda, attualmente in restauro e la grande serra fredda detta anche tepidario, adorna da enormi finestre che spiccano sulle pareti giallo ocra e da un tetto in vetro. E’ qui dentro che è custodita la numerosa collezione delle “Cicadeeâ€. La possiamo definire la collezione più preziosa, e la maggior parte degli esemplari sono stati donati all’Orto Botanico all’inizio del 1900 da G. Garbari. Altre acquisizioni significative, sono state effettuate in tempi recenti per mezzo del personale dell’Orto Botanico , sia da semi provenienti dalle zone di origine che da donazioni da parte dei privati.
Attualmente la collezione è costituita da trentanove specie appartenenti a nove degli undici generi esistenti, per un totale di 141 esemplari tutti in vaso. Le “Cicadee†comprendono specie tropicali e subtropicali, sono piante legnose dal fusto generalmente corto e tuberoide, avvolto in una sorta di rigida corazza legnosa, formata nel tempo dal sovrapporsi delle basi fogliari. Particolare bellezza, viene conferita a questi esemplari di piante dalle foglie: normalmente sono riunite in ciuffi nella parte superiore del fusto, donandogli l’aspetto di una felce arborea oppure di una palma. Tra gli esemplari più significativi come non citare il Diooon Edule, originario del Messico, oppure la cicadea dal nome “bruttoâ€, ovvero la Encephalartos Horrydus che viene dall’Africa Meridionale con delle singolari foglie munite di spine rigide e durissime, oppure la Cycas Revoluta, facilmente riconoscibile per le grandi foglie pennate e lucenti. Più avanti, prima di arrivare alle palme, troviamo ben disposta la collezione degli agrumi.
Qui notiamo colori vivaci, profumi inebrianti e soprattutto due mandarini molto particolari, provenienti dal Giappone. Proseguiamo ancora e arriviamo nell’area dedicata alle palme con i loro fusti slanciati e flessuosi, oppure assai corti, a seconda della specie. La regina è senza dubbio la palma “Agathis Robustaâ€, donata a Firenze nel lontano 1885 dall’Orto Botanico di Pisa, e date le sue dimensioni si narra che è stata trasportata nella città “gigliata†lungo l’Arno.
 In fondo alla serra, dove le palme, formano un grande spazio armonico, si può ammirare l’ultima collezione del tepidario, quella delle “Agaveâ€. Le “Agaviâ€, sono piante caratteristiche dei climi aridi e desertici dell’America Meridionale. Sono caratterizzate da foglie grandi e carnose con i margini armati di rigidi denti e culminano all’apice con una spina dura e pungente.
Stefania Pianigiani
No commentsI profumi di Boboli
 Comincia oggi e prosegue fino a domenica 22 ” PROFUMI DI BOBOLI“:una vetrina di produttori selezionati, profumi, saponi, candele, profuma-ambienti, olii essenziali, cosmetici, estratti da erbe aromatiche, spezie, fiori e piante profumate, tessuti, stampe, arredi da giardino, accessori e complementi.
E dalle colline toscane, un’esclusiva linea di bellezza con olio extravergine di oliva Toscano IGP biologico.
Inoltre lino, acqua di anemone e giglio marino nella fragranza elitaria di una linea di saponi naturali di nicchia da sempre in vetrina.
Evento collaterale, al Museo di Storia Naturale (sezione Zoologia La Specola), Oniricum Natura tra sogno e realtà , mostra a cura di Angelo Pieroni sulla capacità dell’Uomo di riscoprire la sua appartenenza alla Natura.
Da gio 19 a dom 22 – Giardino di Boboli – Orto della Botanica inferiore - info 055 2260738 – orario 10-20 (ultimo ingresso ore 19) – 6 euro, gratuito residenti nel Comune di Firenze (con documento di identità ) -
Poi visto che ci siete andate ad ammirare le rose, gli agrumi e le peonie sparsi per il giardino……
1 commentIl giardino dell’Iris a Firenze
Se questo giardino di Firenze è conosciuto e acclamato in tutto il mondo, un motivo ci sarà …Visto che lo scorso hanno è piovuto per tutto maggio, sabato, approfittando del bel sole, pian piano da San Niccolò, mi sono incamminata verso il Piazzale Michelangelo (adoro questa passeggiata), per andare a vedere il Giardino dell’Iris!
Questo giardino è l’unico al mondo creato appositamente per un concorso internazionale dell’iris: IL PREMIO FIRENZE: nato nel 1957, quest’anno è arrivato alla 55a edizione. Il giardino è curato solo da volontari, e la mia guida d’eccezione è stata CARLO CENCETTI, fotografo, appassionato di iris ma soprattutto con un passato da GIARDINIERE! Una persona squisita che mi ha insegnato molte cose, cercatelo nel giardino, farete una visita molto interessante!
Carlo vi parlerà dei vecchi concorsi, che le piante vengono piantate tre anni prima di essere giudicate, vi dirà cosa sono i BB e gli iris barbata alta! E sul perchè ancora non siano riusciti a ibridare un iris rosso oppure nero! Per mantenere il giardino,oltre ai volontari, una mano davvero grande è stata e viene tuttora data dai ragazzi dell’Associazione TRISOMIA 21, gli ANGELI DEL BELLO, che aiutano a pulire le erbacce, inverniciano le panchine e molto altro.
La sua nascita risale al 1954, e quì ogni anno vengono piantati “rizomi” provenienti da ogni parte del mondo. Una giuria che va da 5 a 7 esperti giudica i migliori esemplari: i criteri di valutazione si basano sulla caratteristica della pianta e dal numero degli steli, dalla resistenza alle malattie e dal numero di fiori che ogni stelo produce. Per il fiore si giudica la forma, la consistenza, il colore e il profumo.
AFFRETTATEVI A VISITARLO, PERCHè IL 20 MAGGIO CHIUDE! E FINO AL PROSSIMO ANNO, NON AVRETE L’OPPORTUNITà DI RIVEDERLO! FIORENTINI, TOSCANI, ITALIANI E TURISTI MONDIALI ACCORRETE NUMEROSI!
PIAZZALE MICHELANGELO
FIRENZE
ORARIO 10.00-12.30Â 15.00-19.30 aperto tutti i giorni fino al 20 maggio.
INGRESSO GRATUITO!
bus 12-13 da Piazza della Stazione, oppure a piedi dalle scale di San Niccolò!
IL GIARDINO HA BISOGNO DI VOLONTARI PER TUTTO L’ANNO E DI FARE UNA NUOVA “CARTELLINATURA” ALLE IRIS PERENNE! CHI FOSSE INTERESSATO A DARE UNA MANO MI CONTATTI!
Non dimenticatevi dei GIAGGIOLI……….
QUESTA è SOLO UNA PICCOLA SELEZIONE DI FOTOGRAFIE….FRA BOBOLI E QUì HO FATTO OLTRE 350 FOTO….E MI SONO LIMITATA!
Giardino di Keukenhof: la distesa di tulipani più spettacolare del mondo
Il giardino più bello del mondo? Quello di Keukenhof in Olanda! Per quasi due mesi oltre quattromilioni di bulbi di tulipani, animeranno questa striscia di terra dei Paesi Bassi.
Il più bel parco primaverile del mondo Keukenhof è un parco storico che si estende su oltre 32 ettari di terreno pieno di tulipani in fiore, giacinti, narcisi e altre bulbose. Una delizia per gli occhi, proprio come le esposizioni floreali, uniche nel loro genere, che vengono organizzate nei vari padiglioni. Immersi in uno straordinario sfarzo di splendidi colori troverete anche pregiati oggetti d’arte.
Keukenhof è sorprendente per i giovani e i meno giovani. Da quasi 60 anni è una delle mete olandesi più popolari ed è famosa in tutto il mondo. Qui potrete trovare la giusta ispirazione e al tempo stesso rilassarvi in uno splendido parco, in cui si snodano sentieri pedonali per un totale di 15 chilometri. Per i bambini è un emozionante parco giochi con un grande labirinto e un parco animali. Keukenhof è un’esperienza unica e garantisce le foto più belle.
Da alcuni anni il Keukenhof sceglie ogni stagione un nuovo tema, ispirato ad un determinato paese che così ottiene un ruolo di spicco nel Parco e gode di molta pubblicità . Nel 2011 non ci allontaniamo molto da casa: dal 24 marzo al 20 maggio i nostri “vicini” tedeschi saranno protagonisti del tema “Germania, paese di poeti e pensatoriâ€.
Nel Keukenhof, oltre alle bulbose, ai fiori recisi e alle piante, si possono ammirare le orchidee. Con circa 25.000 specie, le orchidee formano la più vasta famiglia di piante sulla terra e si trovano in tutto il mondo, ad eccezione delle regioni polari. Nel padiglione che porta il nome della regina d’Olanda, Beatrice, su una superficie di 1000 m² sono esposti centinaia di fiori e di piante esotiche, con i colori e le specie più spettacolari. Dall’inaugurazione fino alla fine dell’esposizione il padiglione accoglierà anche la Bromelia e l’Anthurium.
Nella Regione dei bulbi, il 16 aprile si snoderà il la più famosa parata floreale dei Paesi Bassi, che si estenderà da Noordwijk fino ad Haarlem (40 km), attraversando il “Viale del Corso Keukenhofâ€. Questo corso è anche chiamato “il volto della primaveraâ€. Il corteo si compone di circa una ventina di carri allegorici e più di trenta auto di lusso e particolari, riccamente addobbate con decorazioni floreali. Una festosa carovana partirà in anticipo, scortata da diverse bande musicali.
Dal 12 al 20 maggio 2011 si potranno ammirare più di 30.000 gigli di 300 varietà diverse durante la più grande esibizione al mondo di gigli nel Padiglione Willem Alexander.
Orario di aperture 2011:
Dal 24 marzo al 20 maggio incluso, tutti i giorni
dalle ore 08:00 alle ore 19:30
(la cassa è aperta fino alle ore 18:00)
A Pieve e Sant’Andrea di Compito con le camelie
Anche quest’anno a Pieve e Sant’Andrea di Compito, per tre fine sttimana, torna la “Mostra deLle antiche camelie della Lucchesia”.
La mostra valorizza il patrimonio artistico e paesaggistico del capannorese, presentando la pianta simbolo in tutte le sue varianti. Tra gli eventi in programma, la mostra del fiore reciso, la collezione di oltre 500 camelie antiche della Toscana, la visita alla piantagione sperimentale del tè all’Antica Chiusa Borrini.
Inoltre verranno effettuati percorsi del gusto attraverso l’abitato con i prodotti del territorio, visite alle camelie secolari dei giardini di Villa Orsi e Villa Borrini e laboratori artistici. Non perdetevi il nuovo parco delle camelie alla fine del paese: è ancora in crescita ma è bello muoversi tra nuove aiuole e piccoli corsi d’acqua.
Per quanto riguarda la macchina, lasciatela giù al parcheggio e prendete la navetta per salire, al ritorno visto che è tutta discesa, fatevi una bella passeggiata tra il verde e i profumi dei fiori. Se pretendete un pasto caldo al ristorante, vi merita prenotare subito appena arrivati al borgo, per evitare lunghe attese, altrimenti ci sono panini e necci in giro.
ANTICHE CAMELIE DELLA LUCCHESIA
PIEVE E SANT’ANDREA DI COMPITO LUCCA
12-13 19-20 26-27 MARZO
Leggi anche i miei post sulle CAMELIE
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