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La Finestra di Stefania

L'enogastrogiardiniera

Toscana terra di presepi

terre di presepi in Toscana

Fin da piccina, da buona toscana, oltre l’albero di Natale, a me è sempre piaciuto fare il presepe. Andare a cercare la borraccina, mettere i rametti di quercia a fare gli aberi insieme a il pungitopo. E mi è sempre piaciuto andare in giro per la Toscana a vedere i presepi, e quest’anno ce ne sono davvero tanti da non perdere.

Terre di Presepi, é un coordinamento fatto da presepisti, parrocchie, enti ed associazioni, che ha messo in rete Vie dei presepi, presepi artistici, esposizioni presepiali, musei del presepe, presepi viventi per una proposta accattivante per il tempo di Natale.


Ecco dove andare a vederli: a Usigliano di Lari (Pi), è visitabile l’unico Museo permanente del presepe regionale e accoglie nelle cantine dell’antica fattoria Castelli una collezione pregevoli con quaranta realizzazioni del presepista Claudio Terreni. A Porcari di Lucca è allestita una  mostra di presepi e diorami con opere di scultori italiani e spagnoli, a Siena, un’ampia collezione di presepi provenienti da tutto il mondo, a Tavarnelle val di Pesa (Fi) un percorso presepiale.


Chi vuol apprezzare tante realtà presepiali in un’unica visita deve recarsi a Castelfiorentino (Fi) dove è allestita la via dei presepi caratterizzata da oltre cinquanta rappresentazioni artistiche di cui alcune di grandi dimensioni.
A Cerreto Guidi la via dei presepi che interessa il paese è caratterizzata (accanto al presepe nel campanile) da un realizzazione da record. Si tratta del presepe all’uncinetto più grande mai realizzato.


A San Miniato la via dei presepi si snoda sui due chilometri del crinale della città ed è caratterizzata dal Calendario dell’Avvento, una mostra collettiva sul tema della misericordia realizzata da trenta artisti sulle finestre dello storico seminario, dall’esposizione artistica dei presepi in arte povera realizzata con materiali di riciclo realizzati da Roberto Cipollone in arte Ciro, dalla passeggiata campestre alla scoperta dei presepi lungo i vicoli carbonari, al presepe artistico di Mario Rossi, situato in una nuova location, ai tanti presepi artistici e tradizionali.


Poi ci sono i presepi artistici, vere e proprie opere d’arte di grandi dimensioni. A San Romano si tratta di un presepe che occupa l’intero chiostro del convento, una vera e propria opera monumentale per ingegno e realizzazione. A Cigoli, il presepe tra i più tecnologici d’Italia, avrà ancora maggiori suggestioni, a Petroio, presso Vinci, nella terra di Leonardo, il presepe meccanizzato, allestito esternamente, occupa un’intera collina. Nella vicina Sovigliana al presepe artistico e affiancata una esposizione di diorami.
A Lecore nella piana di Signa, Sauro Mari realizza un presepe artistico e contemplativo; quest’anno ha come tema: “Profumo di vita dove tutto diventa pane” e viene sviluppato con materiale povero come le scatole di cartone e materiali naturali.

Meditazione e riflessione anche al presepe di Oste di Montemurlo. Ha come titolo “Venne tra i suoi, e i suoi non l’hanno accolto” (Gv. 1,11) e pone l’attenzione all’accoglienza dei tanti migranti che giungono in condizioni disperate nelle nostre coste, senza mancare i forti richiami al Giubileo della Misericordia.
A Nicosia di Calci (Pi) a pochi chilometri dalla Certosa, al “Presepio che cresce” i personaggi sono realizzati in gesso lavorato e pitturato e i vestiti con tessuti adatti all’epoca.

A Montignoso (Gambassi Terme – Fi) il presepe racconta in un suggestivo itinerario le scene dell’intera vita di Gesù, a Montopoli il presepe è tradizionale nella sacrestia della pieve e ha una veste nuova:un fondale panoramico che raffigura gli angoli più caratteristici del piccolo borgo,situato nella campagna toscana.
Presepe in grotta in località Convalle di Pescaglia in provincia di Lucca. Si tratta di un presepe realizzato dal Gruppo Speleologico dell’Alta Val Freddana sin dal 1994 all’interno in una grotta naturale.
All‘Isolotto di Firenze ai Bassi, il presepe artistico, recentemente rinnovato, è meccanizzato, mentre alla parrocchia di Legnaia di Firenze ricalca la tradizione.
Ad Empoli viene allestito un presepe napoletano allestito nell’ex ospedale San Giuseppe, mentre presso la parrocchia di San Giovanni Evangelista accanto al presepe artistico va in scena da alcuni anni il presepe vivente in parole, danza e musica.
A Poggibonsi in un capannone è allestito il presepe animato dei vecchi mestieri. Si tratta in un percorso illustrato di circa 50 raffigurazioni di antichi mestieri, fra i quali il falegname, il barbiere, le donne che tessano la lana, il macellaio, il fabbro (vincitore alla mostra dei presepi di Verona)
A Tizzana di Quarrata, il presepe, di stile tradizionale, ha come particolarità il luogo di allestimento: l’antica cantina della canonica. Alla parrocchia di Traversagna, (Massa e Cozzile) il presepe poliscenico è animato con tre fasi, sincronizzato con commento e colonna sonora con personaggi in movimento. A San Miniato Basso il presepe è vivente. In esso sono coinvolti ogni anno oltre trecento figuranti per una rappresentazione scenica di notevoli dimensioni arricchita dalle principali scene di vita al tempo della nascita di Gesù.
Ma ci sono anche molte altre realtà che stanno preparando presepi suggestivi come la parrocchia di Castelfranco di Sotto e i borghi di Marti, Ponte a Elsa nel sanminiatese.
www.terredipresepi.blogspot.it

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Le foglie morte in giardino si possono riciclare in tanti modi

dicembre 16th, 2014 | Category: Consigli pratici di giardinaggio,Utile e Dilettevole

Le foglie hanno una loro vita, nascita, crescita e morte, anche se alla fine non muoiono, sanno riciclarsi per tante cose nuove.

E come sono belle con i loro colori che vanno dal rosso al giallo oro, non è vero? Si lo so che poi vanno raccolte, ma trovate il lato positivo, ginnastica all’aria aperta a costo zero! Allungamenti, addominali e sollevamento pesi, per una sana attività fisica e per lo più gratis.

Ma invece di buttarle nel cassonetto del verde, ci potete fare tante cose utili.

Prima di tutto abbiate l’accortezza di buttare via le foglie malate, da quelle sane. Mettetele in un contenitore nella parte più lontana del giardino per farci il compost, che vi servirà in futuro per concimare in modo naturale le piante.

Quelle foglie, togliete dall’erba se non fatele il compost, e usatele per pacciamare le radici delle piante più delicate, se sistemate a modo, sono anche decorative.

E quelle rosse dell’acero, le potete usare per fare dei cordoni natalizi per addobbare la casa durante le feste.

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Coppette di panettone alla crema di kaki

Facendo la giardiniera, in questo periodo in molti giardini che curo, ci sono alberi di kaki (cachi, pomi o diosperi), belli carichi di frutti. Sono un albero di Natale alternativo se ci mettete le luci, oppure con i frutti maturi oltre che a mangiarli “nature”, ci potete fare questa ricetta semplice che vi risolverà il dolce per le feste di Natale, oppure quando vi ritroverete con gli avanzi del panettone finite le feste e non vi basterà più inzupparlo nel caffelatte.

Nonostante sia toscana, ho sempre avuto una grande passione per il panettone, e quando ero piccola, tutte le volte che  nevicava con il mio babbo ce ne mangiavamo uno intero. Il record l”abbiamo battuto nelle vacanze di Natale 1984-1985, il grande inverno, o meglio la grande ghiacciata, dove nel Chianti non siamo andati a scuola per quasi un mese.

Sapete che mi piace mangiare parecchio, e anche se cucino non posto spesso ricette, ma ogni tanto mi diverto a farlo, e questa volta facciamo un dessert a base di panettone. Che dite siete curiosi? Come panettone ho scelto quello di Sartori, che ha davvero la scorza dura e l’interno morbido come vuole la tradizione. L’ho usato per fare questa ricetta e poi ci ho fatto colazione, e se non lo metto via, ne rimaneva ben poco. 😉 Ecco, è meglio passare alla ricetta…

ricetta-con-panettone-avanzi

Coppette di panettone alla crema di caki

Ingredienti per quattro coppette:

4 fette di panettone Sartori

4  kaki maturi belli grossi

140 gr di zucchero semolato

250 ml di latte

80 gr di farina di riso

2 uova intere

vanillina q.b

pezzettini di stecca di cannella per guarnire

Lavate i kaki,  puliteli e tritateli con un grosso coltello fino a spappolarli bene (in alternativa usate il frullatore, ma visto che i frutti saranno parecchio maturi, non vi servirà). In un pentolino sbattete le uova con lo zucchero, aggiungete la vanillina, e la farina di riso, sbattete bene con una frusta aggiungendo il latte, e per ultima la purea di  caki. Mettete il pentolino sul fuoco basso,  e continuando a mescolare, portate a bollore. Fate bollire fino a quando la crema, si sarà addensata, continuando a mescolare, quindi quando è pronta, toglietela dal fuoco e fatela raffreddare.

Con un bicchiere o uno stampino rotondo ricavate dei dischi dalle fette di panettone. Adagiate un disco nella coppetta, ricoprite con la crema, quindi mettete un nuovo disco di panettone, ancora della crema. Lasciate riposare in frigorifero per almeno un ora, servite le coppette guarnite con dei pezzettini di cannella.

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Il Natale a Siena dura due mesi: mercato nel campo, visita ai musei di contrada, e tante sorprese

E come da tradizione il primo dicembre, per Sant’Ansano, il patrono della città, si sono accese le luci su “Tutto il Natale di Siena“, che ha un ricco programma di eventi.

Vi ricordo che avete ancora tre giovedi’ (compreso stasera), per andare a vedere il museo civico, ascoltare musica e degustare vino, per “Sette note in sette notti”.

Poi sabato 6 e domenica 7 dicembre, la Piazza del Campo, torna ad animarsi con il “Mercato nel Campo: Un moderno mercato della tradizione e delle eccellenze senesi con una proiezione “ideale” di quello che era il mercato settimanale al tempo della Repubblica di Siena. 
Con oltre 140 banchi vendita dislocati nella conchiglia di piazza del Campo, il cuore di Siena tornerà per due intere giornate ad essere area di commercio e di relazioni sociali. I prodotti saranno esposti su supporti per la vendita che si rifanno a quelli del passato, in sintonia con il decoro della piazza. Gli artigiani eseguiranno lavorazioni dal vivo, coinvolgeranno adulti e bambini in laboratori agroalimentari, riprodurranno le particolarità della vita rurale. La maestria degli artigiani affiancherà l’estro di artisti figurativi e musicisti, la professionalità dei ristoranti cittadini, l’eccellenza delle aziende vinicole.

VINARTE – Musica, arte e degustazioni sotto la Torre del Mangia

Il 6 e 7 dicembre ai Magazzini del Sale dalle 10 alle 22 spazio alle eccellenze vinicole del nostro territorio con possibilità di degustazioni accompagnate da tanta buona musica con gli allievi della Siena Jazz University e dell’ ISSM “Rinaldo Franci”.

Il prossimo 6 dicembre ci sarà il primo appuntamento, In CONTRADA, un progetto promosso e ideato dall’Assessorato al Turismo del Comune di Siena e dal Magistrato delle Contrade che,  intende proporre per la prima volta, un percorso attraverso l’arte, la storia, la tradizione dei 17 rioni senesi  utilizzando i contenuti multidisciplinari che tali itinerari offrono.ti multidisciplinari che tali itinerari offrono.

La visita partirà dal Cortile del Podestà per spostarsi attraverso i Magazzini del Sale fino alla Sala dei Costumi (mai aperta al pubblico) dove sono esposti i costumi del corteo storico  appartenenti all’autorità comunale di Siena. Uscendo sulla Piazza del Mercato inizia la visita  ai territori contradaioli, un rione per ogni giornata in programma.

IN CONTRADA è un progetto rivolto a coloro che sono interessati ad approfondire la cultura della città e verrà inaugurato con la prima visita ufficiale il giorno sabato 6 dicembre alle ore 15:00 con partenza dal Cortile del Podestà a cui seguiranno la seconda visita domenica 7 e la terza lunedì 8 dicembre. Il percorso durerà circa tre ore e si ripeterà ogni sabato e domenica fino al 25 gennaio nei seguenti orari: sabato dalle ore 15:00 alle ore 18:00 e la domenica dalle ore 10:00 alle ore 13:00. Diciassette giornate per diciassette rioni in cui Siena e le sue contrade si apriranno con la voglia di raccontarsi nuovamente al mondo.
Le visite potranno essere prenotate telefonando al 0577/286300 o via mail a incontrada@operalaboratori.com.

Per info www.magistratodellecontrade.it

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Sette note avvolgono Siena per sette notti di magia

programma-Natale-Siena

Siccome lo scorso anno i senesi si sono trovati bene ad andare al Santa Maria della Scala, per sette giovedi’ di seguito ad ascoltare musica, bere vino buono e mangiare prodotti tipici, quest’anno si ritenta il fortunato connubio,  fortemente voluto e sostenuto da Sonia Pallai, cambiando però luogo, spostando “Sette note in sette notti” al Museo Civico in piazza del Campo.

A partire dal 6 novembre, tutti i giovedì fino al 18 dicembre con un programma ogni volta diverso, ci sarà un racconto a puntate del Museo Civico, ideato e narrato direttamente dalle storiche dell’arte del Museo, Veronica Randon e Paola Gepponi, che da anni si occupano del patrimonio storico artistico comunale.

In programma per giovedì prossimo con inizio alle ore 21,15 la visita monografica alla Sala del Mappamondo dal titolo “Simone Martini e la Maestà dei Nove”. Un racconto sulla figura della Madonna in una delle opere più importanti della civiltà senese che si sviluppa e si materializza nei secoli.

A seguire una pausa di gusto con l’assaggio di Chianti Colli Senesi (Docg) a cura di Enoteca Italiana che attraverso le Docg e le Doc delle Terre di Siena, ogni volta diverse, ci guiderà alla scoperta del nostro patrimonio legato al mondo del vino. A conclusione, dalle 22,15 alle 23, musica con la Fondazione Siena Jazz che proporrà al pubblico un intrattenimento dedicato a Chet Baker (1929-1988), trombettista e cantante statunitense che seppe elaborare un suo originale lirismo derivato dal Cool Jazz. Interpreti della serata: Alessandro Giacher (pianoforte), Tommaso Jacoviello (tromba) e Francesco Lo Savio (contrabbasso).

Costo del biglietto € 6 e, nel caso di acquisto contemporaneo di altri due ingressi successivi, € 4,50. Ridotto per studenti € 4,50. E’  gradita la prenotazione  tramite mail da inviare a museocivico@comune.siena.it. Info: Ufficio Cultura  Tel. 0577 292223 – 292226

 

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Cosa fare con i bambini nel fine settimana? Si portano al Vecchio Molino la fattoria didattica

Molti genitori il sabato non sanno come far divertire i loro bambini, e visto che ci stiamo avvicinando al Natale, segnalo volentieri queste due belle iniziative al Vecchio Molino, vicino a Siena.

15 novembre: LANTERNATA DI SAN MARTINO dalle ore 15 laboratorio di creazione di lanterne per i bambini, laboratorio di canto corale per adulti nella sala della macina (canti di San Martino e non solo). Al tramonto passeggiata cantata nel bosco, per bambini e genitori alla luce delle lanterne  

29 novembre: SPIRALE DELL’AVVENTO dalle ore 14 passeggiata nei boschi a raccogliere rosa canina, biancospino, pungitopo, fronde di pino … per allestire e decorare una spirale gigante nella sala delle macine. Laboratorio di produzione di candele. Merenda. Appena farà buio si aprirà e si percorrerà la Spirale dell’Avvento con candele e canti di Natale, bambini e genitori insieme.

Ogni incontro avrà il costo di 15 euro
Numero minimo di partecipanti: 15 bambini
Prenotazione sino a 5 giorni prima

VECCHIO MOLINO

Strada Radi, Ville di Corsano, 3309
 Monteroni d’Arbia (SI)

Tel: 0577 – 377187

molino@poderesantamargherita.it

http://www.santamargherita.toscana.it/molino/index.html

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Phlomis, che sembra una salvia pelosa dai fiori gialli o rosa, detta anche salvia di Gerusalemme

In molti mi domandano, Stefania, ma come si chiama quella pianta che ha le foglie pelose come la salvia e fa i fiori gialli? E io rispondo è il phlomis! Poi andando in vacanza alle Channel Islands ho scoperto che c’è anche la varietà con i fiori rosa, la “Tuberosa Amazone”.

Per fortuna la Salvia di Gerusalemme, è l’unica pianta che mi da un pò di fastidio, quando la poto. Capita, quando taglio i fiori secchi, che la pianta per difesa emetta una polverina. Vi consiglio di mettervi una mascherina per poter così respirare bene, e di tenere una maglia a maiche lunghe. I fiori da secchi sono molto belli e decorativi, adatti per composizioni, e addirittura, visto che sono legnosi, si possono anche colorare.

Il Phlomis fruticosa, la varietà più comune, è un arbusto perenne che forma grandi ciuffi di fiori gialli, con foglie grigie e pelose. Fiorisce in estate.

La tuberosa Phlomis  Amazone’ è la varietà a fiori rosa, molto bella, e sta bene  nelle aiuole del giardino, perchè sempreverde e ben si adatta ai terreni.


Il russeliana Phlomis, noto anche come il Phlomis Russell ha fiori giallo pallido, che compaiono sulla pianta all’inizio dell’estate. A differenza dei suoi cugini, questo arbusto, ama un terreno ricco e fresco, ma non troppa acqua. Cresce al sole o in parte all’ombra, insieme a rose, campanule e nepetas alchemilla.

 

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La fiaccolata di Natale, io che l’ho fatta vi posso dire che non è una passeggiata da Monteriggioni ad Abbadia Isola

 

A casa mia è tradizione festeggiare il Natale il 25, quindi di solito la Vigilia, fatta eccezione di un punto fermo ovvero la messa, di solito è costituita da una cena semplice, prima di recarmi alla liturgia eucaristica.

Da un decennio vado alla messa ad Abbadia Isola o Badia a Isola, la chiesa romanica sulla Via Francigena, fatta eccezione per un anno dove sono andata alla messa a Siena in Duomo: per chi non fa il cenone della Vigilia del 24 dicembre la messa delle undici (alle 23.00) è più facile da seguire rispetto a quella in duomo di mezzanotte.

Tornando ad Abbadia Isola, la caratteristica è quella della fiaccolata organizzata dal Cai di Siena e che ogni anno parte dal castello di Monteriggioni e arriva lungo un sentiero di bosco alla chiesa. Sono sempre rimasta affascinata da questi camminatori che arrivavano con le fiaccole in mano dinnanzi alla chiesa, così quest’anno complice la temperatura mite mi sono decisa a farla anche io.

Sono arrivata a Monteriggioni poco prima delle 21 e sappiate che il parcheggio sotto le mura, anche se è inverno si paga tutti i giorni fino alla 24, cifra minima 2 euro, fatta eccezione del primo parcheggio. Su tutti i comunicati e i vari portali si legge che la fiaccolata è gratuita, salvo scoprire una volta arrivati al banchetto che le fiaccole costano 3 euro: un cartello riporta che i soldi servono alla manutenzione del sentiero e noi ci crediamo.

Tra una cosa e l’altra partiamo alle 21.35 minuto più minuto meno, in quattrocento scendiamo la strada sterrata del castello per attraversare la Cassia fino alla chiesa. La camminata a passo abbastanza svelto dura quasi un ora tra le varie peripezie del vento che alimenta le fiaccole e della cera che cola, insomma tenere la fiaccola è abbastanza impegnativo, bisogna stare attenti a mille accortezze, ma credetemi che alla fine ne vale la pena. Arrivati ci si può rifocillare con le salsicce alla brace oppure andare alla messa e mangiare dopo, questo sta a voi deciderlo.

Per tornare c’è la navetta gratuita che vi riporta al parcheggio, anche se è un impresa titanica salirci sopra al primo viaggio, vi merita fare un salto al rinfresco del Cai nel chiostro restaurato prima 😉

 

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