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La Finestra di Stefania

L'enogastrogiardiniera

Osteria de l’Ortolano a Firenze, apre anche la sera a cena

aprile 23rd, 2014 | Category: Recensioni di Ristoranti, Osterie & Trattorie

Qualche sera fa sono stata alla presentazione del nuovo menu primaverile all‘Osteria de l’Ortolano a Firenze. Massimo e Marta li avevo conosciuti di persona a una degustazione di vini, per poi rivederli durante il Taste dove esponevano la loro torta Martarè con le varianti.

La trasformazione de l’Osteria de l’Ortolano da gastronomia, all’aggiunta dei pasti caldi a pranzo, fino all’apertura a cena è stata graduale, ma alla fine ha raggiunto l’obiettivo prefissato, quello di proporre piatti legati alla stagionalità e prodotti di qualità, come il pane Lenti di Grottaglie fatto con il grano Senatore Cappelli e usato nel millefoglie di melanzane e pomodorini confit, abbinato a un “Nebbiolo” Metodo Classico Rosè di Ettore Germano.

La sorpresa della serata è stata quella di abbinare un distillato  alla pastasciutta: la O de V, una vodka di origine vinosa,  ovvero una acquavite ottenuta da vino e uva, trasformata in vodka, molto profumata e gentile al palato. E’ stata lei che ha dato filo da torcere al  “Carbonaro Nero“, un merluzzo molto pregiato, dalle carni bianchissime, usato insieme agli asparagi e del curcuma per condire la pasta.

Per secondo, rollè di faraona ripiena di verdure e scamerita cotta in forno con una riduzione di Montecarlo, un piatto d’altri tempi, quando le massaie si ritiravano in cucina per ore e far ripieni e a cucire carni.

Per finire, la variazione della torta Martarè: cioccolata in tazza, in crema e torta. La Martarè è  fatta con quattro varietà di cacao in proporzioni non uguali, e con l’aggiunta di burro, uova, zucchero e un goccio di Rhum della Giamaica. A temperatura ambiente si conserva dieci mesi e in seguito sono nate delle varianti  della torta, quella al thè,  all’aceto balsamico e la vegana che sostituisce burro e uova con crema di nocciole e peperoncino.

Nel menu ufficiale ci sarà anche il baccalà in tre versioni (fritto, mantecato e al vapore), la crema di ceci e miglio con pancetta tostata, l’avena risottata e altre sfiziosità. L’osteria, fa anche da bottega, con una bella selezione di vini, tra cui il Recioto della Valpolicella, Roccolo Grassi 2002, salse, conserve e pasta.

Osteria de L’ Ortolano
Via degli Alfani n° 91/r – 50121 Firenze

WWW.OSTERIAFIRENZE.COM 

TEL.: 055 2396466

INFO@OSTERIAFIRENZE.COM

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Eataly Firenze, le mie impressioni più strette di questo luogo “stretto”

Premessa ho già visto Eataly a Roma ben due volte,  Eataly Bologna,  Eataly Torino sia quella al Lingotto che quella in centro, quindi parto con un enorme vantaggio, forse anche troppo sulla mia visita a Eataly Firenze. Per la prima volta i bagni non sono accanto alla birra e già quì il  nuovo tempio gastronomico fiorentino, come lo hanno definito in tanti, si differenzia dalle altre sedi.

Pieno centro, a due passi dal Duomo, nella sede che fu della Libreria Martelli, all’entrata presenta subito la gelateria e il gran caffè Illy e gli scaffali con la merce che si susseguono in stretti spazi. Mi sono messa per un attimo nei panni di un disabile, e il primo pensiero che mi è saltato alla mente è stato: ma uno in carrozzina se capita nelle ore di maggiore affluenza come si muove? Forse avrei messo la verdura all’ingresso che magari ce ne stava un pò di più, peccato che non sia tanta, visto che viene anche da un azienda non troppo lontano dalla città. Praticamente il negozio “mangiabile” è tutto concentrato sul primo piano, quello “bevibile” al piano superiore.

Penso di fare scorta di gianduiotti Gubino o di Guido Castagna come a Torino, per regalare, ma se voglio mi “devo” accontentare solo di Baratti e Milano. C’è tutto, pasta, pomodori, scatolame di qualità, ma in quantità limitata, mentre uno spazio bello grande lo hanno riservato al forno del pane dove sono protagoniste molte farine pregiate. La pasticceria come da altre parti è quella di Luca Montersino, che mette in vetrina piccoli capolavori. Poi c’è l’angolo del lampredotto di Luca Cai, quello delle zuppe di Burde dei Fratelli Paolo e Andrea Gori, la pizzeria, il ristorantino del pesce, delle verdure, quello della carne.

Belle le ceste dei legumi, dove per un attimo mi sono sentita Ameliè, affondandoci la mano dentro, che soddisfazione toccare fagioli con l’occhio e altre piccole golosità.

Il termine ristorantino è azzeccato, perchè intorno alle postazioni “fisse” sono pochi i posti a sedere, viene tutto concentrato al piano rialzato dove uno si può mettere a sedere e ordinare quello che vuole. Così se vuoi la tartare di “granda” insieme a una farinata di cavolo nero te la portano al tavolo senza problemi, invece che mangiare prima una cosa e dopo l’altra davanti al ristorantino specifico. AVVERTENZA SE POTETE PER MANGIARE EVITATE LE ORE DI PUNTA! Meglio mangiare a mezzogiorno che alle due dopo aver fatto 40 minuti di fila 😉

Alle pareti hanno messo diverse “toscane”, da quella delle cultivar degli olivi a quella dei prodotti Dop e Igp, un modo di fare informazione ben fatto, mentre uno attende le pietanze. Ci sono cose che si mangiano a tutte le ore come il lampredotto, mentre altre vengono servite solo nei classici orari dei pasti.

Al piano superiore c’è un piccolo terrazzo all’aperto dal quale si intravede il campanile di Giotto, prima di addentrarci nella zona “bere”  composta da birre artigianali, vini italiani, toscani e l’Osteria del Vino Libero, per chi conosce un pò Farinetti c’è molto di “suo” nel campo “beverage” ;-). Peccato per lo spazio che non c’è, dovremmo immaginarceli tanti vini e tante birre che avremmo voluto nell’Eataly Toscana, sono fiduciosa nel futuro…

Con l’anno nuovo apriranno la zona didattica per i corsi e il “ristorante a la carta” gestito dallo chef  Enrico Panero e sono convinta che a Firenze faranno delle belle cose, perchè in fatto di materie prime sono avanti e non solo in quelle, nella città di Lorenzo il Magnifico, le idee non mancano.

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Caffè Desiderio a Settignano, una chicca sulle colline fiorentine

Fuoriporta, ma di poco, sopra Firenze, costeggiando Coverciano fino al Castello di Vincigliata, per poi arrivare a Settignano nella piccola Piazza Tommaseo (non  il PM di Montalbano) e trovare il Caffè Desiderio, un indirizzo che già dal nome invita a una pausa rilassante.

Fuori una piccola terrazza per le giornate di sole, dentro un unica sala che fa da osteria, bar e bottega tutto contemporaneamente. Io ci sono capitata per caso, o meglio senza programmarlo, cercavo insieme a due care amiche un posto per un pranzo veloce e nel parlare è saltato fuori il Caffè Desiderio.

Pochi tavoli in legno dove mangiare o fare colazione fino a tardi, dove prendere l’aperitivo o fare merenda, dove scegliere tra un tagliere di salumi o gustare una zuppa calda, in mezzo a una cantina piccola ma ben ricercata e tante specialità gourmande di nicchia. Una cosa non casuale, ma studiata con passione da Michele Busanero e la moglie Francesca, lui fiorentino lei dalla Valtellina con furore.

Ricerca di prodotti e di materie prime di qualità sia nei vini che nel cibo e per questo anche se i piatti sono elencati in un numero giusto, la scelta pare difficile. Optiamo per un tagliere di salumi, ma di quelli particolari come la “mortadella di prato” servita su crostone caldo insieme alla spuma di ricotta e pistacchi, la mocetta di capra con il carpccio di mele e il fiocco con i pomodorini secchi. Prima di venire servite ci facciamo un assaggio di olio nuovo sul pane da brave toscane!

Tra i primi spiccano le tagliatelle ai marroni con pecorino al tartufo, la chitarra al sugo di capriolo, ma alla fine all’unisono decidiamo per la crema di patate Vitellotte, cavolfiore e fiocchi di gorgonzola, davvero buonissima. Leggo anche peposo  e seppie in inzimino, ma siamo di fretta, giusto un pasto veloce, provvederemo la prossima volta. C’è anche il vino a “scroscio” e una bella selezione di birre artigianali, ma siccome era un pranzo veloce, ma speciale noi abbiamo scelto un Trebbiano d’Abruzzo “anforato”, quello di Cirelli, azzeccatissimo.

Salumi sui 9 euro escluso i prosciutti (Pata Negra, Cinta Senese), primi sui 9 euro, secondi 10 euro.

CAFFè DESIDERIO

 PIAZZA N.TOMMASEO 5R

SETTIGNANO (FIRENZE)

CHIUSO IL LUNEDì

055 697687

 

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Il Borro Tuscan Bistrò a Firenze, la campagna si tasferisce lungo l’Arno per emozioni quotidiane dalle 10 alle 22!

Andrea Campani è uno e trino, perchè non solo è lo chef dell’Osteria Il Borro, in quel di San Giustino Valdarno (Ar), non solo è supervisore del Vincafè, sempre nella medesima località, addirittura esporta la sua “campagna” a Firenze, in Lungarno Acciaiuoli a due passi da Ponte Vecchio. Siccome il suo risotto alla barbabietola e burrata con nocciole è rimasto memorabile, sono curiosa di cosa combinerà a Firenze.

Un progetto fortemente voluto dalla famiglia Ferragamo, Il Borro Tuscan Bistro, è l’osteria che diventa bottega o semplicemente un winebar, con i prodotti quasi esclusivamente dei dintorni di Loro Ciuffenna, paese tanto caro allo chef, e i vini della tenuta Il Borro e alcuni Champagne. In sala c’è anche il bravo Leonardo Lazzerini, e anche lui farà su e giù tra la campagna e la città insieme ad Andrea. Del resto squadra che vince non si cambia, e se ci aggiungiamo anche la dinamica Bianca Bisaccioni, che coordina tutto il binomio cibo-vino, siamo apposto.

Inaugurato da pochi giorni, il locale è composto da una prima sala con un banco pieno di formaggi e salumi, ci sono anche dei tavoli e intorno vetrine di prelibatezze, quì ci si ferma per un bicchiere di vino o uno spuntino veloce, o anche per comprare il prosciutto e portarselo a casa. Se poi si ha più tempo, ci si accomoda nella seconda sala con cucina a vista dove c’è la brigata di cucina all’opera. Una cucina “spaziale”, ma al tempo stesso attenta al risparmio energetico attraverso le luci e i piani cottura. Aperto dalle 10 di mattina alle 22 di sera, tra i piatti il bistrot ha in carta Zolfini del Pratomagno, la zuppa con pane arrostito all’olio de Il Borro ed aglio, La Chianina arrostita, servita con patate al sesamo ed insalata, Insalata caprese con acciughe di Cantabrico, e tante altre proposte sfiziose.

IL BORRO TUSCAN BISTRò

LUNGARNO ACCIAIUOLI 80 FIRENZE

tEL 055290423

 

 

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Dim Sum a Firenze, ristorante cinese di qualità con i noodles fatti a mano

Firenze si tuffa nella nuova Cina con il ristorante Dim Sum, tanto che a mio avvisto è il ristorante cinese più buono di Firenze. Lasciate perdere nuvolette di drago, riso alla cantonese e pollo alle mandorle, quì si parla di tutta altra storia, della cucina popolare e non di quella imperiale. Banditi i tovagliati e i piatti folcloristici, i tavoli della sala sono apparecchiati in modo essenziale, abbellite da bianchi servizi in porcellana e dal servizio per il tè, che accoglie il commensale.

Prima di tutto quì si fa la cucina espressa, con tanto di chef in postazione a vista che preparano a mano ravioli e noodles (parenti dei nostri pici visto che sono fatti di acqua e farina) e il risultato è un fascinoso angolo gourmet in zona Santa Croce.

Questi noodles  in genere vengono serviti in brodo o saltati nel wok, comunque preparati al momento. Ci sono i noodles al manzo (in brodo o stir fry)  tirati a mano con carne di manzo, funghi e verdura di stagione oppure con straccetti di maiale, ma anche al profumo di mare.

La carta è un sunto di diversi sapori, un viaggio di caratteri , fra sapidità agrodolci, speziate, appena piccanti o fortemente pepate. Poi ci sono i “ravioli”: quelli classici al vapore  con carne di maiale e spezie oppure quelli alle verdure. In menu anche gamberetti al lime,che ho preso dopo la zuppa piccante per “addolcire” il palato,  straccetti di maiale Si Chuan, simpatica l’idea di mettere il simbolo del “peperoncino nel menu” per segnalare i piatti piccanti. La mia zuppa di noodles in brodo era necesariamente piccante per me, non so quanto tè ho bevuto 😉

Interessante farci un salto la pausa pranzo, dove potete scegliere il menu a 9 euro dove potrete scegliere tra un piatto di noodles o riso a scelta nel menù è compresa acqua naturale o gassata e caffè o quello a 12 euro con  un antipasto e un primo piatto a scelta nel menù  acqua  e caffè. Inoltre da bere una tazza di tè verde, un infuso di fiore di tè e il vino, penso che è il primo ristorante cinese che vedo con i vini 😉

 Dim Sum

Via de’Neri Firenze  tel.055.284331

GUARDA COME FARE I NOODLES

 

 

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In attesa della pizza di Franco Pepe a Firenze, nuovi pizzaioli crescono a Siena

In attesa dello sbarco di Franco Pepe a Firenze il prossimo 21 gennaio, con la pizza più buona d’Italia, a Siena giovedì 17 gennaio c’ è la consegna dei diplomi dei nuovi pizzaioli che hanno fatto il corso della “Cescot” ovvero il “Progetto Pizza“.

Ore 12.00: Dimostrazione degli allievi che accompagnati dal docente del corso “Professor Angelo Petrone” prepareranno un buffet aperitivo.

Ore 12.45: Presentazione del corso, degli allievi e consegna degli attestati.

Ore 13.00: Buffet per gli ospiti con le pizze realizzate dagli allievi e chiusura del corso

L’inizio  della  preparazione  delle  pizze per  la  dimostrazione  ed  il  buffet  finale avverrà alle ore 9.00,  l’accesso all’aula di cucina e  la dimostrazione al pubblico sarà alle ore 12.00 nella fase delle
preparazioni.  Per  chi  lo  desiderasse  è possibi le partecipare all ’ intera mattinata.

PER ASSAGGIARE LA PIZZA RIVOLGERSI A:

Martina Bellini
Telefono: 0577 252234
Fax: 0577 252284

m.bellini@confesercenti.siena.it
formazione@confesercenti.siena.it
www.cescot.siena.it

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Le Scuderie de l’Antinoro a Montelupo Fiorentino

dicembre 28th, 2012 | Category: Recensioni di Ristoranti, Osterie & Trattorie

Le ”Scuderie dell’Antinoro” sono un piccolo pezzo della storia italiana, in quanto la struttura fu costruita per volere della famiglia Antinori ai tempi di Firenze “capitale” per far sostare il re. Il Ristorante si trova a metà strada tra Montelupo Fiorentino e Lastra a Signa, lungo la provinciale e il fiume Arno.

Appena si entra nel locale, non si può non notare l’enorme forno a legna per la pizza con piano girevole, svoltando l’angolo si accede alla sala con camino: bella, imponente, dove starsene in relax d’inverno a fine cena, magari sorseggiando un distillato. Data l’imponenza del salone si è ben pensato di sfruttar la parte alta della struttura in mezzo alla stanza, dove è stato ricavata una saletta più piccola dove fare piccoli eventi.Mentre in estate, apparecchiano fuori, nella corte che costeggia il curatissimo giardino.

Per mangiare si sceglie tra pizza, pesce e  carne: Nella lista degli antipasti  si trovano: mille foglie di zucchine, pappa al pomodoro, tortino di verdure di stagione con fonduta ai formaggi. Io ho scelto l’abbondante degustazione rustica con: olive schiacciate, crostini misti con il pane tagliato in verticale, una selezione di salami locali, prosciutto, finocchiona e pecorini vari. Come primo buone le tagliatelle paglia e fieno con zucchine e fiori di zucca: la particolarità di questo piatto si nota nel leggero uso del pesto e dei fiori di zucca che vengono proposti al “naturale”. Si può scegliere anche le pappardelle al ragout di cortile con erbette aromatiche o le bavette alla viareggina. I primi di terra vengono 8 euro, quelli di mare 10-11 euro.

Trovare la brace vera è un impresa, ma alle Scuderie c’è e fatta come Dio comanda, la griglia è un istituzione e la bistecca è tenerissima, se poi vogliamo possiamo anche assaggiare il galletto oppure il coniglio. Tra i secondi di pesce, catalana di crostacei oppure l’insalata di polpo al vapore . Si finisce con un profumato budino al gianduia e albicocche caramellate, oppure con una crostata di pesche.

La carta dei vini spazia dai Super Tuscan e alle Docg toscane come il Brunello di Montalcino di Biondi Santi,  i bianchi e i “primitivi” pugliesi.

LE SCUDERIE DE L’ANTINORO

VIA TOSCO ROMAGNOLA NORD 6

MONTELUPO FIORENTINO (FIRENZE)

TEL 0571 913079

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Vin Cafè La Corte al Borro da Ferragamo

Il Vin Cafè è il piccolo ristorante nella Tenuta di Ferragamo, Il Borro, da poco entrato a far parte della prestigiosa catena Relais & Chateaux, proprio accanto alla SpA La Corte.

Superata la porta d’ingresso, la prima cosa che appare è l’imponente banco del bar, sovrastato da mestoli “scacciapensieri” che verrbbe la voglia di suonarli. Un unico grande spazio con tavoli lungo le pareti e divanetti effetto “struzzo” per stare belli comodi, coccolati dalle imponenti finestre che riscaldano l’ambiente insieme alle originali luci “incastonate” nella magnum di vino della Tenuta Il Borro.

In cucina c’è il giovane chef Gabriele Senesi, mentre in sala Leonardo Lazzerini, pensa a portare i piatti e a controllare che il servizio sia perfetto. Nel menu, che funziona da pranzo al tardo pomeriggio, e che per alcune occasioni sarà esteso anche a cena, si trovano piatti sempre originali nella loro semplicità. Mentre in estate, complice la terrazza all’aperto con vista, vengono organizzati aperitivi al tramonto.

Si parte con la schiacciata fatta in casa da accompagnare al prosciutto di “Grigio del Casentino”, rigorosamente tagliato a mano. Da manuale l’uovo alla carbonara: tuorlo d’uovo croccante con la chiara montata, vellutata di parmigiano e guanciale croccante. Buone le tagliatelle ai funghi, che mettono tutti daccordo se fatte a dovere e come secondo le costine d’agnello cotte a bassa temperatura, sono perfette e si sposano bene con le patate viola. Il dolce…non ce l’ho fatta, confesso che ero piena ;-). I vini sono quelli della Tenuta il Borro,  si ordinano anche al calice, io ho preso il Polissena 2009, 100% di Sangiovese.

VIN CAFé Località Borro 1
San Giustino Valdarno (AR)
Tel. : + 39 055 977 053
Fax : + 39 055 977 055

Aperto a pranzo, a cena su prenotazione

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