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La Finestra di Stefania

L'enogastrogiardiniera

Firenze, Berberè e la pizza gourmet

Dove mangiare la pizza buona a FirenzeE’ proprio il caso di dirlo, che la pizza sta vivendo un periodo d’oro. Tra i luoghi da citare a Firenze, vi parlo di Berberè, che i fiorentini direbbero: è la pizzeria gourmet “diladdarno“! La particolarità di questa pizza è che quì si fa uso di lievito madre e “farine vive“. A capo delle pizze c’è Andrea, e mi ha raccontato che tutti i giorni ci sono le pizze con la farina macinata a pietra e altre che possono variare di giorno in giorno, fatte con farine miste o di farro o quelle con le farine antiche, poi ci sono gli impasti speciali con semola, kamut, e farina di Enkir, in particolare nel fine settimana. Ed è una delle pizzerie dove oltre ad esserci il forno a legna per cuocere la pizza, per ottimizzare la digeribilità della pizza, da Berberè hanno sperimentato con successo un inedito metodo di fermentazione totalmente privo di lievito, basato sul processo fisico di idrolisi degli amidi. 

dove mangiare una pizza gourmet a FirenzeVolendo prima che arrivi la pizza, si può ingannare l’attesa prendendo un “cicchetto“: ci sono di diversi tipi, anche vegetariani come quello con gorgonzola naturale, pere e noci, oppure si può andare sul piattino di salumi con pane caldo, la vellutata di finocchi, salmone, aneto, barbabietola e pepe e altre ghiottonerie. Questi stuzzichini, che poi sono un vero e proprio antipasto, vanno dai 4€ agli 8€, in base a quello che si ordina. Io ho scelto il piattino di salumi, dove il pane viene portato caldo e condito con dell’olio extravergine, ingrediente giusto per accompagnare lo speck, il prosciutto e la mortadella.

Ma veniamo alle pizze, la preferisci bianca o rossa? Mi fa un po’ sorridere questa voce nel menu, perché per noi toscani la pizza è quella con il pomodoro, mentre non diciamo pizza bianca, ma schiacciata, ciaccino, focaccia ecc…Ma siccome da Berberè funziona così io ho assaggiato una gustosa pizza rossa con pomodoro, acciughe di Cetara e origano. In carta ci sono anche la pizza al pomodoro Fiaschetto di Torre Guaceto, capperi di Salina, fiordilatte, origano, basilico e pepe, quella pomodoro, ‘nduja di Spilinga e caciocavallo e molte altre. I prezzi variano da 6.50€ a 11€. E le pizze senza pomodoro quali sono? Sarebbero state da prendere tutte, ma alla fine ricordandomi di Brisighella e della Romagna, sono andata dritta dritta su quella con Mortadella di Mora Romagnola, broccoli, asiago stagionato e fiordilatte, semplicemente una goduria, anche se devo essere sincera ero combattuta se prendere o no quella con radicchio saltato, Taleggio Dop, riduzione di vino e fiordilatte. Le pizze senza pomodoro sono diverse e vanno dai 12 ai 14€. Se siete particolarmente curiosi, quì trovate il menu completo!

pizza gourmet tradizionale

Se all’occhio la pizza appare più piccola, è solo perché viene stesa meno, e in questo modo l’impasto è libero di sviluppare pienamente i suoi alveoli in fase di cottura, per un risultato croccante all’esterno e soffice dentro. Se vi posso dare un consiglio, se non siete da soli, quando andate da Berberè, prendete una pizza per volta, così  tagliata a spicchi, ve la gusterete meglio.

Si respira una bella “identità di sala“: i ragazzi tutti giovani, guidati da Alessandro, hanno una bella preparazione, non recitano le cose a memoria, anzi quando gli chiedi dell’impasto oppure degli ingredienti, sono preparati e ognuno di loro ci mette del suo nel rispondere alla domanda fatta. Per quanto riguarda la voce “bere“, hanno una selezione di birre artigianali, vini al calici biologici e biodinamici e il curioso “biofiasco“.

Non si finisce mai una cena senza dolcino e tra i dessert in carta trovate la creme caramel, il sorbetto al mandarino con panna e scagliette di cioccolato, la Linzertorte con panna acida, e la panna cotta agli agrumi con salsa al cacao e nocciole tostate…Riuscite a capire dalle foto quale dolce mi sono mangiata io?

come è fatta la pizza  gourmetBerberè, Craft an Beer

Piazza de Nerli, 1 (Oltrarno)

Firenze

ORARI

Aperto tutte le sere dalle 19.00 alle 24.00
venerdì, sabato e domenica anche a pranzo dalle 12.30 alle 14.30

PER PRENOTARE

Tel +39 055 2382946

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Appetiti Estremi debutta a CookStock sabato 5 settembre

tefania Pianigiani e Sabrina Somigli, Appetiti estremi

 

Appetiti Estremi, lo posso riassumere così: è il libro, anzi il “librino” nato dall’amicizia e dalle risate a tavola con l’amica per caso Sabrina Somigli. Questa è la prova che se uno vuole e crede in qualcosa prima o poi il sogno si avvera.

Appetiti Estremi, non è un romanzo! Sono racconti vivi, con protagonisti tanti amici che involontariamente,  si ritrovano a zonzo per i luoghi della Toscana minore, infarciti di cibo e vino, da mise e situazioni improbabili, e storie d’amore parecchio sui generis e qualche volta quasi un pò hard! Una sorta di “guidaracconto” che fa conoscere tante cose belle e fa tanto ridere!

libro buffo da regalare

Ci abbiamo lavorato parecchio io e Sabrina, non tanto nello scrivere le storie, quella è stata la cosa più facile, ma nel cercare di mettere su carta tutte quelle situazioni e quelle sensazioni che noi abbiamo vissuto per davvero, fantasia e verità che si amalgamano! Un connubio di cose, che Aldo Fiordelli ha saputo cogliere al volo e trasferirle nella sua bellissima prefazione!

Un grazie speciale va a Massimo Pianigiani di Ara Edizioni, il nostro “Editor“, che ha voluto e creduto tanto in questo progetto, e non sapeva che si sarebbe trovato tra le mani due pazze scatenate. E noi non siamo sole, Appetiti Estremi, è accompagnato nelle pagine dai disegni di Rakele Tondini, che si è buttata a capofitto insieme a noi nel completamento del libro. E grazie anche a tutto lo “staff” di Ara Edizioni, che anche stando dietro le quinte ha dato una svolta importante al manoscritto, sorvegliando tutti i passaggi della realizzazione. E come in un film, anche nel libro c’è la partecipazione straordinaria di cinque chef: Marco Stabile, chef stellato e presidente dei JRE Italia, Paolo Gori della trattoria da Burde, Giovanni Santarpia che fa la pizza più buona che ci sia, Simone Municchi della gelateria l’Antica Delizia, e la famiglia Pallai del ristorante K2 di Abbadia San Salvatore.

libro da regalare idee

Il libro, lo presentiamo in anteprima nazionale, sabato 5 settembre alle 17.30 a Pontassieve (Firenze), all’interno di  “Bocconi e Parole nell’ambito della manifestazione gastronomica “CookStock” in piazza Vittorio Emanuele II, e vi aspettiamo in tanti! In alternativa lo trovate nelle migliori librerie e potete ordinarlo anche online qui sopra!

 

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Chef and Blogger on the Road: in qualunque posto saranno, lasceranno sempre un’emozione

Quando l’amicizia è quella vera, indistruttibile, di quelle che attraversano il cuore, lascerà sempre un’emozione che non se ne vorrà andare più via.
Non so dire come, ma ogni volta che c’è “Chef on the Road” ed è il caso di cambiare titolo questa volta in “Chef e Blogger On The Road”, succede che tante persone provenienti da regioni diverse e realtà culinarie totalmente differenti, riescono a fare insieme un volo che le porta in alto. E non c’è distanza che tenga, in qualunque posto saranno al richiamo dello Chef Luca Borghini, tutti accorrerano e si ritroveranno vicini, tutti ai fornelli, uno accanto all’altro.

La strada li ha portati ancora una volta all’Osteria di Rendola, dalla Franca e da Simone Baldi, che insieme a Beppino (autore di una porchetta da urlo), sono il motore di questa bella realtà nel Valdarno, vicino a Montevarchi (AR). I padroni di casa, hanno fatto cambiare cucina agli chef e ai blogger, aprendogli quello che è diventato il nuovo ristorante di Rendola, e loro non hanno avuto paura, hanno trovato tutto l’occorrente per fare i “piatti della tradizione”.

Da Fossano, nel cuneese è tornato Willi La Paglia, che insieme a Luca Borghini hanno imbastito i  tortellacci con patate e formaggi al sugo rustico di patate e salsicce, (aiutati dalla vulcanica Maria Rosaria De Luca  del blog “Cucina Casereccia”), sia i maltagliati di semola al ragù rosso di Chianina. E se Luca è il punto di riferimento, il suo braccio destro è sempre Shady Hasbun  che si è divertito nel preparare le zuppe come l’acquacotta di Moggionaa base di pane, pomodoro e salsiccia, la zuppa lombarda con i fagioli zolfini e la zuppa di cipolle gratinate e non poteva mancare la pappa al pomodoro e la ribollita, quest’ultima nata anche grazie alle mani di un giovane, Giuseppe Lo Presti, che ha per la testa un progetto ambizioso, del quale sentirete presto parlare, se vi piace il pesce e la cucina vegana, seguitelo e scoprirete molte cose interessanti.

A far da cornice a tutto questo ben di Dio, la favolose decorazioni e l’allestimento delle pietanze di Serena Menci, giovanissima e già pronta a portare la sua pasticceria in giro per il mondo.
 E non dimentichiamo che insieme al companatico ci sta bene il pane, quello buono di  Vincenzo Petrizzelli. Anche lui è un veterano di questa brigata globetrotter,e finalmente ha coronato il sogno di aprire un suo locale, l’Osteria Da I’Pelo e dalle sue mani e da quelle di Flora Rondoni, sono nati i taralli pugliesi fatticon la semola di grano duro rimacinata, la schiacciata con la salvia a base di latte e ricotta, e la focaccia pugliese con origano e pomodoro, e una capatina a a d Oriente, ma imbottito d’Occidente, ovvero il pane indiano ripieno di finocchiona e gorgonzola.

Altra sorpresa la sbriciolata di ricotta di Francesco Gallo, che ha portato la Sicilia antica e sconosciuta ai più, dentro un dolce dalle forti emozioni, dove ricotta, farina di mandorle e cannella sono gli ingredienti principi di questo dolce  dall’impasto particolare…Senza dimenticare il tiramisù rivisitato di Rosa Cinque, blogger dallo spirito partenopeo.

Cosi’ il plotone  gastronomico vestito da “Solo Chef”, in qualunque posto sarà, non avrà confini, saranno sempre degli amici più vicini in cucina, e io so che loro ci credono, non hanno dubbi, che l’amicizia in cucina non finirà mai, sempre vivrà.

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Osteria de l’Ortolano a Firenze, apre anche la sera a cena

aprile 23rd, 2014 | Category: Recensioni di Ristoranti, Osterie & Trattorie

Qualche sera fa sono stata alla presentazione del nuovo menu primaverile all‘Osteria de l’Ortolano a Firenze. Massimo e Marta li avevo conosciuti di persona a una degustazione di vini, per poi rivederli durante il Taste dove esponevano la loro torta Martarè con le varianti.

La trasformazione de l’Osteria de l’Ortolano da gastronomia, all’aggiunta dei pasti caldi a pranzo, fino all’apertura a cena è stata graduale, ma alla fine ha raggiunto l’obiettivo prefissato, quello di proporre piatti legati alla stagionalità e prodotti di qualità, come il pane Lenti di Grottaglie fatto con il grano Senatore Cappelli e usato nel millefoglie di melanzane e pomodorini confit, abbinato a un “Nebbiolo” Metodo Classico Rosè di Ettore Germano.

La sorpresa della serata è stata quella di abbinare un distillato  alla pastasciutta: la O de V, una vodka di origine vinosa,  ovvero una acquavite ottenuta da vino e uva, trasformata in vodka, molto profumata e gentile al palato. E’ stata lei che ha dato filo da torcere al  “Carbonaro Nero“, un merluzzo molto pregiato, dalle carni bianchissime, usato insieme agli asparagi e del curcuma per condire la pasta.

Per secondo, rollè di faraona ripiena di verdure e scamerita cotta in forno con una riduzione di Montecarlo, un piatto d’altri tempi, quando le massaie si ritiravano in cucina per ore e far ripieni e a cucire carni.

Per finire, la variazione della torta Martarè: cioccolata in tazza, in crema e torta. La Martarè è  fatta con quattro varietà di cacao in proporzioni non uguali, e con l’aggiunta di burro, uova, zucchero e un goccio di Rhum della Giamaica. A temperatura ambiente si conserva dieci mesi e in seguito sono nate delle varianti  della torta, quella al thè,  all’aceto balsamico e la vegana che sostituisce burro e uova con crema di nocciole e peperoncino.

Nel menu ufficiale ci sarà anche il baccalà in tre versioni (fritto, mantecato e al vapore), la crema di ceci e miglio con pancetta tostata, l’avena risottata e altre sfiziosità. L’osteria, fa anche da bottega, con una bella selezione di vini, tra cui il Recioto della Valpolicella, Roccolo Grassi 2002, salse, conserve e pasta.

Osteria de L’ Ortolano
Via degli Alfani n° 91/r – 50121 Firenze

WWW.OSTERIAFIRENZE.COM 

TEL.: 055 2396466

INFO@OSTERIAFIRENZE.COM

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Eataly Firenze, le mie impressioni più strette di questo luogo “stretto”

Premessa ho già visto Eataly a Roma ben due volte,  Eataly Bologna,  Eataly Torino sia quella al Lingotto che quella in centro, quindi parto con un enorme vantaggio, forse anche troppo sulla mia visita a Eataly Firenze. Per la prima volta i bagni non sono accanto alla birra e già quì il  nuovo tempio gastronomico fiorentino, come lo hanno definito in tanti, si differenzia dalle altre sedi.

Pieno centro, a due passi dal Duomo, nella sede che fu della Libreria Martelli, all’entrata presenta subito la gelateria e il gran caffè Illy e gli scaffali con la merce che si susseguono in stretti spazi. Mi sono messa per un attimo nei panni di un disabile, e il primo pensiero che mi è saltato alla mente è stato: ma uno in carrozzina se capita nelle ore di maggiore affluenza come si muove? Forse avrei messo la verdura all’ingresso che magari ce ne stava un pò di più, peccato che non sia tanta, visto che viene anche da un azienda non troppo lontano dalla città. Praticamente il negozio “mangiabile” è tutto concentrato sul primo piano, quello “bevibile” al piano superiore.

Penso di fare scorta di gianduiotti Gubino o di Guido Castagna come a Torino, per regalare, ma se voglio mi “devo” accontentare solo di Baratti e Milano. C’è tutto, pasta, pomodori, scatolame di qualità, ma in quantità limitata, mentre uno spazio bello grande lo hanno riservato al forno del pane dove sono protagoniste molte farine pregiate. La pasticceria come da altre parti è quella di Luca Montersino, che mette in vetrina piccoli capolavori. Poi c’è l’angolo del lampredotto di Luca Cai, quello delle zuppe di Burde dei Fratelli Paolo e Andrea Gori, la pizzeria, il ristorantino del pesce, delle verdure, quello della carne.

Belle le ceste dei legumi, dove per un attimo mi sono sentita Ameliè, affondandoci la mano dentro, che soddisfazione toccare fagioli con l’occhio e altre piccole golosità.

Il termine ristorantino è azzeccato, perchè intorno alle postazioni “fisse” sono pochi i posti a sedere, viene tutto concentrato al piano rialzato dove uno si può mettere a sedere e ordinare quello che vuole. Così se vuoi la tartare di “granda” insieme a una farinata di cavolo nero te la portano al tavolo senza problemi, invece che mangiare prima una cosa e dopo l’altra davanti al ristorantino specifico. AVVERTENZA SE POTETE PER MANGIARE EVITATE LE ORE DI PUNTA! Meglio mangiare a mezzogiorno che alle due dopo aver fatto 40 minuti di fila 😉

Alle pareti hanno messo diverse “toscane”, da quella delle cultivar degli olivi a quella dei prodotti Dop e Igp, un modo di fare informazione ben fatto, mentre uno attende le pietanze. Ci sono cose che si mangiano a tutte le ore come il lampredotto, mentre altre vengono servite solo nei classici orari dei pasti.

Al piano superiore c’è un piccolo terrazzo all’aperto dal quale si intravede il campanile di Giotto, prima di addentrarci nella zona “bere”  composta da birre artigianali, vini italiani, toscani e l’Osteria del Vino Libero, per chi conosce un pò Farinetti c’è molto di “suo” nel campo “beverage” ;-). Peccato per lo spazio che non c’è, dovremmo immaginarceli tanti vini e tante birre che avremmo voluto nell’Eataly Toscana, sono fiduciosa nel futuro…

Con l’anno nuovo apriranno la zona didattica per i corsi e il “ristorante a la carta” gestito dallo chef  Enrico Panero e sono convinta che a Firenze faranno delle belle cose, perchè in fatto di materie prime sono avanti e non solo in quelle, nella città di Lorenzo il Magnifico, le idee non mancano.

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Caffè Desiderio a Settignano, una chicca sulle colline fiorentine

Fuoriporta, ma di poco, sopra Firenze, costeggiando Coverciano fino al Castello di Vincigliata, per poi arrivare a Settignano nella piccola Piazza Tommaseo (non  il PM di Montalbano) e trovare il Caffè Desiderio, un indirizzo che già dal nome invita a una pausa rilassante.

Fuori una piccola terrazza per le giornate di sole, dentro un unica sala che fa da osteria, bar e bottega tutto contemporaneamente. Io ci sono capitata per caso, o meglio senza programmarlo, cercavo insieme a due care amiche un posto per un pranzo veloce e nel parlare è saltato fuori il Caffè Desiderio.

Pochi tavoli in legno dove mangiare o fare colazione fino a tardi, dove prendere l’aperitivo o fare merenda, dove scegliere tra un tagliere di salumi o gustare una zuppa calda, in mezzo a una cantina piccola ma ben ricercata e tante specialità gourmande di nicchia. Una cosa non casuale, ma studiata con passione da Michele Busanero e la moglie Francesca, lui fiorentino lei dalla Valtellina con furore.

Ricerca di prodotti e di materie prime di qualità sia nei vini che nel cibo e per questo anche se i piatti sono elencati in un numero giusto, la scelta pare difficile. Optiamo per un tagliere di salumi, ma di quelli particolari come la “mortadella di prato” servita su crostone caldo insieme alla spuma di ricotta e pistacchi, la mocetta di capra con il carpccio di mele e il fiocco con i pomodorini secchi. Prima di venire servite ci facciamo un assaggio di olio nuovo sul pane da brave toscane!

Tra i primi spiccano le tagliatelle ai marroni con pecorino al tartufo, la chitarra al sugo di capriolo, ma alla fine all’unisono decidiamo per la crema di patate Vitellotte, cavolfiore e fiocchi di gorgonzola, davvero buonissima. Leggo anche peposo  e seppie in inzimino, ma siamo di fretta, giusto un pasto veloce, provvederemo la prossima volta. C’è anche il vino a “scroscio” e una bella selezione di birre artigianali, ma siccome era un pranzo veloce, ma speciale noi abbiamo scelto un Trebbiano d’Abruzzo “anforato”, quello di Cirelli, azzeccatissimo.

Salumi sui 9 euro escluso i prosciutti (Pata Negra, Cinta Senese), primi sui 9 euro, secondi 10 euro.

CAFFè DESIDERIO

 PIAZZA N.TOMMASEO 5R

SETTIGNANO (FIRENZE)

CHIUSO IL LUNEDì

055 697687

 

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Il Borro Tuscan Bistrò a Firenze, la campagna si tasferisce lungo l’Arno per emozioni quotidiane dalle 10 alle 22!

Andrea Campani è uno e trino, perchè non solo è lo chef dell’Osteria Il Borro, in quel di San Giustino Valdarno (Ar), non solo è supervisore del Vincafè, sempre nella medesima località, addirittura esporta la sua “campagna” a Firenze, in Lungarno Acciaiuoli a due passi da Ponte Vecchio. Siccome il suo risotto alla barbabietola e burrata con nocciole è rimasto memorabile, sono curiosa di cosa combinerà a Firenze.

Un progetto fortemente voluto dalla famiglia Ferragamo, Il Borro Tuscan Bistro, è l’osteria che diventa bottega o semplicemente un winebar, con i prodotti quasi esclusivamente dei dintorni di Loro Ciuffenna, paese tanto caro allo chef, e i vini della tenuta Il Borro e alcuni Champagne. In sala c’è anche il bravo Leonardo Lazzerini, e anche lui farà su e giù tra la campagna e la città insieme ad Andrea. Del resto squadra che vince non si cambia, e se ci aggiungiamo anche la dinamica Bianca Bisaccioni, che coordina tutto il binomio cibo-vino, siamo apposto.

Inaugurato da pochi giorni, il locale è composto da una prima sala con un banco pieno di formaggi e salumi, ci sono anche dei tavoli e intorno vetrine di prelibatezze, quì ci si ferma per un bicchiere di vino o uno spuntino veloce, o anche per comprare il prosciutto e portarselo a casa. Se poi si ha più tempo, ci si accomoda nella seconda sala con cucina a vista dove c’è la brigata di cucina all’opera. Una cucina “spaziale”, ma al tempo stesso attenta al risparmio energetico attraverso le luci e i piani cottura. Aperto dalle 10 di mattina alle 22 di sera, tra i piatti il bistrot ha in carta Zolfini del Pratomagno, la zuppa con pane arrostito all’olio de Il Borro ed aglio, La Chianina arrostita, servita con patate al sesamo ed insalata, Insalata caprese con acciughe di Cantabrico, e tante altre proposte sfiziose.

IL BORRO TUSCAN BISTRò

LUNGARNO ACCIAIUOLI 80 FIRENZE

tEL 055290423

 

 

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Colori ad alta quota al K2 di Abbadia San Salvatore

Colori ad alta quota di Stefano SardelliArte e cibo sono un binomio sempre più unito, e se siete appassionati di entrambi, non lasciatevi sfuggire questa mostra di Stefano Sardelli al Ristorante K2 ad Abbadia San Salvatore sul Monte Amiata.

Dal 20 luglio la Famiglia Pallai Vi aspetta, anche solo per guardare le coloratissime opere, per prendere un caffè nella  terrazza in mezzo ai castagni o per un pranzo o una cena fatta ad arte da Mariella, la proprietaria e padrona di casa.

Si mangia pasta fatta in casa, cacciagione carne alla griglia e una meravigliosa zuppa di cipolle 😉

 


Per info e prenotazioni Hotel Ristorante K2 – Tel 0577 778609

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