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La Finestra di Stefania

L'enogastrogiardiniera

La marmellata di mele cotogne alias cotognata

novembre 11th, 2017 | Category: Le Ricette Mie, delle Amiche e degli Amici...

come fare la marmellata di mele cotogne, Confiture de coings

La mia nonna per descrivere il melo cotogno, diceva sempre che era brutto nel muso (riferendosi alle mele), e fatto male addosso, ma che produceva fiori profumatissimi e le sue mele davano vita a un marmellata eccellente.

La marmellata di mele cotogne, detta anche cotognata, a me è sempre piaciuta. Fin da bambina, attendevo l’autunno per andare a cogliere nel campo quei frutti un po’ deformi e gialli, che da li a poco avrebbero prodotto un’autentica prelibatezza.

ricetta veloce per cotognata

In Toscana,per fortuna se ne trovano ancora, di meli cotogni, e rallegrano campi e giardini, prima di entrare nell’inverno più cupo.

come usare la confettura di mele cotogne

Crude, le mele cotogne sono amarognole, quindi vi lascio una ricetta semplice per fare la confettura, che potrete usare per guarnire crostate, oppure semplicemente da mangiare sopra alle fette biscottate per colazione che per l’ora del tè.

albero di frutti antichi

Vi serviranno 1,5 Kg di mele cotogne, 1,5 Kg di zucchero di canna Masconado delle Filippine, o altro zucchero di canna “grezzo”, non trattato, mezzo bicchiere di succo di limone, della pectina e 1 litro d’acqua.

A questo punto, siete pronti per cominciare a fare la vostra marmellata di mele cotogne.

teatime marmelade

Lavate le mele, sbucciatele e tagliatele a pezzetti piccoli. Quindi sterilizzare 8 vasetti di vetro in acqua bollente per 5 minuti.
Mettete le mele in una casseruola dai bordi alti e aggiungete l’acqua. Portate la cotognata a bollire, abbassate la fiamma, mettete il coperchio e lasciate cuocere a fuoco basso per 15 minuti.

 Aggiungere lo zucchero di canna e il succo di limone, portate a bollire, mescolando spesso. Aggiungere la pectina e far bollire la marmellata ancora per 1 minuto, senza smettere di mescolare il composto.  Togliere dal fuoco e rimuovere la schiuma che si è formata. Versare nei barattoli sterilizzati e caldi. Chiudere i barattoli con i coperchi e sterilizzarle in acqua bollente per 10 minuti.

 

Lasciate raffreddare, et voilà la marmellata di mele cotogne è pronta da gustare.

 

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Il calendario del cibo italiano: 365 giorni dedicati al gusto

luglio 16th, 2017 | Category: Le Ricette Mie, delle Amiche e degli Amici...

calendario del cibo italiano, italian's foodblogger

Dopo un po’ di tempo di latitanza dal blog, causa lavoro e caldo, la vostra “Enogastrogiardiniera” è tornata tra voi lettori. Mi siete mancati, vi ho pensato spesso, e finalmente eccomi di nuovo a scrivere. Oggi vi parlo di cibo e del “Calendario del Cibo Italiano“.

Se ancora non conoscete questo progetto, vi dico solo che lo hanno creato un bel gruppo variegato di foodblogger, tra le quali tante amiche, unite dalla passione sfrenata per il cibo italiano.

l Calendario del Cibo italiano ha l’obiettivo di diffondere la cultura e la tradizione gastronomica dell’Italia, attraverso l’istituzione di un calendario in cui si celebrano, in 366 giornate e 52 settimane nazionali.

Ci saranno i piatti e i prodotti più tipici del “Belpaese”, che saranno scelti in base alla cultura popolare e alla diffusione sul territorio. Naturalmente verrà tenuto conto della stagionalità dei prodotti e delle feste nazionali, sia quelle legate alla religione, che quelle istituzionali.

Del resto siamo italiani, popolo di santi, poeti e grandi mangiatori!

calendario del cibo fatto da foodblogger

Il Calendario del Cibo italiano si propone di coniugare il virtuale con il reale organizzando degli Eventi sul territorio durante l’intero anno: ogni giornata potrà infatti essere trasformata in un evento per celebrare, insieme alla ricetta o al prodotto o al personaggio, l’intera realtà che si muove attorno, dal lavoro dell’uomo alle risorse del territorio, passando per la storia locale e l’antropologia.

Naturalmente c’è anche la “Pagina Facebook, dove seguire in tempo reale tutte le ricette e le proposte dei Foodblogger. E domani a quale alimento sarà dedicata la giornata? Scopritelo nel calendario!

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Maggio di rose: è tempo di rosolio

maggio 28th, 2017 | Category: Le Ricette Mie, delle Amiche e degli Amici...

ricetta facile per liquore alla rosa, Easy recipe for liquor to rose petals

Eccomi, eccomi, non sono sparita! Sono tornata con una ricetta molto profumata, la ricetta del rosolio da fare in casa. Del resto maggio è il mese delle rose, e il mese perfetto per fare il rosolio.

ricette con i petali di rosa, Recipes with rose petals

Le rose, ora sono nel loro massimo splendore: belle e profumate. Naturalmente per fare questo liquore alla rosa, non dovete tagliare quelle belle in fiore, ma quelle un pochino trapassate, l’importante è che siano rose profumate e che non abbiano subito trattamenti antiparassitari.

rose commestibili, Digestive based on roses

Il mattino ha l’oro in bocca, ed è il momento giusto per andare in giardino a cogliere le rose. Prendete un cesto oppure una borsa di tela, e metteteci le corolle tagliate. Poi rovesciate tutto su un tavolo, e scegliete i petali più belli. Questa ricetta di rosolio è per un litro di alcool, i petali devono essere abbondanti.

liquore fatto in casa, Homemade roasted liqueurPrendete una garaffa di vetro da un litro, metteteci un po’ di petali di rose, quindi aggiungete un po’ di alcool, continuate con i petali, ricordandovi ogni tanto di premere con un mestolo di legno, i petali di rosa sul fondo. Ripetete l’operazione fino a quando non arriverete in cima al vaso. Chiudete il barattolo e lasciate macerare i petali nell’alcool per quindici giorni, ricordandovi di agitarlo almeno un paio di volte al giorno.

Dopo due settimane, preparate una soluzione con 400 gr di acqua e 400 gr di zucchero e versare il tutto sulla preparazione di rose. Chiudere ermeticamente e lasciare macerare ancora per una settimana. Trascorso questo tempo, filtrate il tutto nelle bottiglie per mezzo di un colino a maglie fitte, tappate e mettete il rosolio al buio. Lasciatelo riposare almeno un paio di mesi, prima di aprirlo. Sarà una bontà.

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Flan Bretone, il dolce della soddisfazione!

ottobre 11th, 2016 | Category: Le Ricette Mie, delle Amiche e degli Amici...

la ricetta del fan breton senza prugne

Far Breton o Flan Bretone? Poco importa, basta che sia flan, bello alto e con un discreto strato di crema! Che abbia o no le prugne, anzi les pruneaux, non mi importa, perchè io lo mangio in entrambi i modi, basta che sia flan!

Ben ventisei anni di viaggi annuali in terra di Francia (una mia grande passione), mi hanno fatto provare tanti dolci francesi, torte di mele in ogni modo, éclaire, torte al rabarbaro, ma se devo essere sincera ho una passione viscerale per il Far Breton, e che sia in pasticceria o in boulangerie, io lo devo provare! E deve avere la crema bella densa e alta, che si deve mangiare a morsi e con le mani!

Vi lascio una ricetta di una amica che bazzica la Charente, e che non vi deluderà! Evviva il flan!

Ingredienti:

750 ml di latte intero

200 gr di farina 00

250 gr di zucchero (potete usare anche quello di canna)

3 uova

In una ciotola capiente mescolate con una frusta prima la farina con lo zucchero, poi incorporate le uova una per volta, stando attenti a non formare i grumi, e per ultimo il latte. Mescolate bene tutti gli ingredienti, poi accendete il forno e preriscaldatelo a 170° (se avete un forno ventilato). Versate il composto in una teglia da forno e cuocete per 45 minuti. Se avete una teglia rotonda meglio, perchè il flan è bello tagliarlo a fette ventagliose, come vedete nella foto.

 

 

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Food Contest con la Pesca Regina di Londa

agosto 22nd, 2016 | Category: Contest

food contest per blogger

Ogni tanto con Nadia, parliamo di giardini, piante e frutti antichi, e del resto se ho una discreta conoscenza delle collezioni medicee lo devo a lei e alle sue idee di farmi scrivere spesso articoli riguardanti giardini e giardinieri. Erano i tempi di Toscana & Chianti News in cui lei era il direttore e io che facevo i primi passi, scrivendo su un giornale. Lei è la mia “mamma giornalista”, e quando una mamma chiama, si risponde sempre. Poi quando ha delle idee geniali, mi piace ancora di più…

Insieme a Roberta Capanni, hanno creato un “food contest” per far conoscere la “Pesca Regina di Londa.

Tutto merito di un appassionato coltivatore di Londa, Alfredo Leoni, che portò alla ribalta questa cultivar di qualità pregiata scoperta casualmente e che è considerata una delle pesche a polpa bianca tardiva più buone.

Londa, ma dove è? Situato nel parco delle Foreste Casentinesi, Londa è un  paese di montagna, non lontano da Firenze, che offre percorsi naturalistici di grande interesse e prodotti di qualità a km zero, e quest’anno la Festa della Pesca Regina,  si svolgerà a Londa dal 9 all’11 settembre 2016.

food contest per blogger e ricette con le pesche

Siete pronti per partecipare al “Food Contest Pesca & Friends“?

REGOLAMENTO:
Il contest è rivolto a cuochi  amatoriali e food blogger non professionisti. Il cultivar di pesca prescelta dovrà essere indicato nella ricetta e la stessa dovrà essere interpretata e presentata ad arte.
Sono ammesse ricette di finger food, antipasti,  primi piatti, secondi piatti e dessert realizzate con pesche di coltivazione italiana.


Verranno valutati sia la tecnica e la descrizione della preparazione, sia la presentazione del piatto, l’originalità e la creatività nonché l’imprescindibile equilibrio gustativo.


Le ricette, corredate da almeno una foto dovranno essere inviate a 
pescalonda@gmail.com entro la mezzanotte del 5 settembre 2016.
Sono ammesse più ricette per ogni partecipante.


Per chi possiede un blog, deve inviare il link  dove è pubblicata la ricetta, corredata anche dal banner del contest, alla mail sopraelencata.

Al vincitore sarà consegnata una targa, prodotti offerti dagli sponsor, ed entrerà in tutta la comunicazione relativa al contest.

Seguite tutti gli aggiornamenti in tempo reale sulla Pagina Fb della Pesca Regina di Londa!

 

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Sfida la fame, ci venerdiamo in cucina!! Corsi di cucina senza glutine e di cucina sostenibile

sfidare la fame cosìIl venerdì a Firenze non sarà più come prima! Ci pensano due blogger speciali Chiara Brandi e Gaia Murarolli, che al Mercato Centrale si cimenteranno con dei corsi di cucina diversi! Un corso di cucina senza glutine e uno di cucina sostenibile. La buona cucina sposa la lotta alla fame nel mondo. Si comincia il 9
ottobre a Firenze, alla Scuola di Cucina Lorenzo de’ Medici all’interno del Mercato Centrale (in piazza del Mercato Centrale), in sostegno del lavoro di lotta alla povertà realizzato da Oxfam Italia.

Saranno otto lezioni a numero limitato che, ogni venerdì dalle 19:00 alle 22:00, guideranno gli appassionati di gastronomia alla scoperta della cucina dal mondo e di piatti e specialità senza
glutine. I corsi saranno guidati da una cara amica, Chiara Brandi autrice del blog Forchettina
Giramondo, insieme a Gaia Murarolli autrice del blog Ginger Gluten Free e sosterranno i progetti di lotta alla povertà legati alla campagna di Oxfam Italia #sfidolafame. L’operazione è promossa
dall’associazione umanitaria per sensibilizzare l’opinione pubblica, le aziende e le istituzionisull’ingiustizia della fame nel mondo e coinvolge, in prima persona, i cittadini nell’adozione di stili divita, produzione e consumo più equi e sostenibili.

4 APPUNTAMENTI SENZA GLUTINE
• 9 Ottobre – Pane e pizza
Treccia di pane con farina di grano saraceno e semi
Pizza classica con farina di mais o riso
Carciofini di pane
• 16 Ottobre – Focacce, schiacciate e snack
Focaccia di grano saraceno con pancetta e basilico
Schiacciata con patate e rosmarino
Grissini e taralli con farina di riso pomodori secchi e olive
• 6 Novembre – Dolci e frolle
Brownies fondenti piccanti con pistacchi
Mini bombe con crema al ginger
Improvvisazioni di frolla
• 13 Novembre – Gnocchi e pasta fresca
Gnocchi di patate
Maltagliati o ravioli

4 APPUNTAMENTI CUCINA CONSAPEVOLE e GIRAMONDO
• 23 Ottobre – Quinoa dall’antipasto al dolce
Tortino di quinoa e guacamole (Messico)
Zuppetta di cavolo nero e quinoa (Toscana)
Chocolate Chips di quinoa (America)
• 30 Ottobre – Vino nel piatto e nel bicchiere
Risotto al chianti e pecorino toscano (Toscana)
Maiale arrosto con bacon e gravy di vino rosso (Inghilterra)
Bread Pudding alle pere e vin santo (USA)
• 20 Novembre – Cioccolato e Caffè tra dolce e salato
Gnocchi al cacao (Italia)
Mole poblano (Messico)
Clafoutis al caffè (Francia)
• 27 Novembre – Menù di Cous-Cous
Coppette alla frutta secca (Medio oriente)
Polpettine di cous cous speziato (Medio oriente)
Torta cous cous e mandarino (Medio oriente)

Per info e prenotazioni: giramondosenzaglutine@gmail.com
Il costo dei corsi sarà di 35€ per la lezione singola, mentre sono previsti sconti per pacchetti di più lezioni. Il pagamento dell’iscrizioni dovrà essere effettuata in anticipo e direttamente sulla pagina Oxfam: http://www.oxfamitalia.org/evento/cucina-giramondo?sp_events=cucina-giramondo

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Il gelato di Firenze conquista Londra, la dolcevita di Badiani

come si fa il gelato al gusto buontalentiCon l’avvento del gran caldo si consumano sempre più gelati. E lo sapevate che un gelato di Firenze ha conquistato Londra?

Dal 26 al 28 Giugno si è svolto a Londra il London Gelato Festival all’Old Spitafields Market, tra la famosa Brick Lane e la City.

Migliaia di persone hanno potuto degustare il gelato italiano e all’interno della manifestazione si è svolta una gara per eleggere il miglior gelatiere. Tra i partecipanti gelatieri inglesi tra cui Christian Odono che con le sue 6 gelaterie a marchio Oddono’s è sicuramente il più famoso gelatiere italiano a Londra. Ad vere la meglio è stato Paolo Pomposi gelatiere fiorentino proprietario di Badiani col suo gusto rigorosamente a base di Buontalenti: La Dolcevita, ovvero una panna gelato composta da panna latte zucchero e uova, variegata con un salsa di cioccolato e nocciole.

E questa variante, ha conquistato proprio tutti, giornalisti e persone comuni. Ed è un grande successo per Firenze, che resta tra le città top nel mondo a fare gelato di qualità. È un grande traguardo per Badiani che a breve aprirà una gelateria a Londra.

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Perchè piantare un melo cotogno e come fare la marmellata

fiori del melo cotogno

Una cara amica un giorno ha detto che se fosse una stoffa, sarebbe velluto il melo cotogno.  I suoi frutti sono tra i più adatti per fare la marmellata (lo so che si dice confettura, ma io sono toscana e per noi son tutte marmellate 😉 )

fiori di melo cotogno

I suoi frutti non sono buoni da mangiare crudi, ma sono ottimi per farci la marmellata, io li chiamo i brutti ma buoni. E po questa pianta fa dei bellissimo fiori bianchi molto profumati, che aiutano a liberare la mente. I fiori di Bach all’aperto come dico io, basta avvicinarsi e inspirare per ritrovare il buonumore.

 

E’ un albero ornamentale, qualche volta un pò contorto, e la sua fragranza ha tutta la sua ntensità nel mese di maggio. Vuole essere piantato al sole e i suoi frutti si raccolgono alla fine di settembre e in ottobre, un pò come la vendemmia…

Se vi piace fare la marmellata, seguite passo dopo passo la buonissima ricetta di petitchef.

 

 

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