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La Finestra di Stefania

L'enogastrogiardiniera

Archive for febbraio, 2011

Il magico teatrino del Castello di Meleto

Il mio articolosu TOSCANA & CHIANTI News di febbraio-marzo: lo scrigno segreto di Meleto.

Un lungo viale di cipressi, scorta il visitatore fino all’entrata del castello di Meleto: siamo poco distanti dalla linea di confine  tra le antiche Repubbliche di Siena e Firenze, nel cuore del Chianti Classico, e tutto intorno si respira ancora la storia, che per secoli ha animato questo territorio benedetto da Dio, donandogli il nettare degli dei più famoso al mondo: il vino Chianti .

 Appena arriviamo al suo cospetto ci accoglie l’imponente torre cilindrica, costruita per sfuggire al tiro delle artiglierie, ma anche la grazia signorile della villa padronale, e i profumi delle piante officinali del giardino dei semplici .Meleto, è un complesso medievale, rimaneggiato in alcune parti nel quattrocento e nel settecento ,  dalla famiglia dei Ricasoli Firidolfi, ma fatto con stile raffinato e gusto: le sale del castello sono tutte affrescate con gentilezza, e il pozzo profondo del cortile rinascimentale, appare meno pauroso di quanto si potrebbe pensare.

 Il punto più attraente del maniero, resta comunque il delizioso e minuscolo teatrino, datato 1742 , e ancora fornito di sette allestimenti scenici, più alcune “macchinerie” teatrali d’epoca. Vi si accede dal cortile interno e subito veniamo rapiti dal palcoscenico: la scenografia che ci attende, sembra quella di una villa coloniale americana. Lunghe colonne doriche, fanno da cornice alla porta d’ingresso, posta al centro di una parete rosso-carminio, creando un’interessante prospettiva.

 La porta è semicoperta dal drappeggio di una tenda, quasi a proteggere l’entrata in scena degli attori. Accanto alla porta, sono stati dipinti specchi e sedie, in modo così veritiero che sembra davvero ci sia la profondità, salvo per poi scoprire un bell’esempio di trompe l’oeil,.

Nell’insieme predominano i colori chiari, che ritroviamo sia nel soffitto a cassettoni, che nel palco d’onore, dirimpetto al teatro. Il palco, dove un tempo usava sedere il Signore del castello,  è protetto da una balaustra  dipinta con delle colonne in stile falso rococò, e al centro troviamo la scritta “Panem et Circenses”.

 Ma la cosa che rende questo piccolo gioiello di teatro, unico, è la ricerca dei particolari: drappi di fiori, bassorilievi e conchiglie abbracciano la parte alta del palcoscenico, fino ad unirla in modo naturale al soffitto, rendendo armonico palco, palcoscenico e platea. Vale la pena soffermarsi un attimo a fantasticare, su quali tragedie e storie d’amore vi siano state rappresentate nel corso dei secoli.

STEFANIA PIANIGIANI

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La Boulangerie del Rifrullo a Firenze: il piacere del risveglio e non solo..

Cosa c’è di meglio che svegliarsi di domenica e decidere di concedersi uno sfizioso brunch? Alla Boulangerie del Rifrullo, concedetevi il lusso di un pigro risveglio e godetevi il piacere di una colazione capace di sorprendere.
 
 
Si entra e subito sulla sinistra appare un lungo tavolone comune, dove mangiare tutti insieme. Sulla destra sono disposte le pietanze per il brunch: bacon, uova strapazzate,  english sausage, ma anche cous cous , frittate di verdura, primi caldi e verdure saltate. Sul lato opposto, vicino al banco della caffetteria, sono ben allineati i vassoi dei dolci: cheesecake, pancake  da guarnire con sciroppo d’acero o marmellata, crostata di mele.
 
Si procede ancora avanti e un trionfo di affettati, uova sode, salmone, carpaccio…Questo è il brunch della Boulangerie: con 20 euro, potete assaporare un ricco buffet e deliziose creazioni pasticcere.  Nel buffet è compresa l’acqua, il succo di arancia e il caffè, mentre se si vuole un calice di vino, si paga a parte 3 euro. Al piano superiore troviamo tre ambienti diversi: una sala più grande, una rientranza che ospita un grande tavlo quadrato per 12 persone, e una piccola saletta più riservata, con pochi tavoli . Il tutto condito con legno e atmosfere chiare che fanno tanto Brooklyn.

Ecco come passare una domenica diversa, circondandosi delle persone care, facendo una colazione speciale. Il brunch, comincia alle 12.30 e finisce alle 15.30, quindi avete il tempo per dormire fino a tardi e dopo andare a mangiare. Nei giorni “lavorativi” invece, si comincia con la colazione, a pranzo un panino oppure il piatto caldo del giorno, fino ad arrivare all’aperitivo della sera. Una bella realtà proprio in pieno centro, frequentata da tanti fiorentini che lavorano in questa zona.

LA BOULANGERIE DEL RIFRULLO

Via de’ Rondinelli, 24 rosso

 FIRENZE

TEL 055 281658

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Azalea, Rodeodendro e Camelia: la magnificenza delle acidofile

Li vedi già i bocci di azalea, rododendro e camelia, belli gonfi, pronti per regalarci come sempre una splendida fioritura. Patria delle acidofile è il Lago Maggiore, e se vi capita andate a visitare gli stupendi giardini di VILLA TARANTO, i giardini dell’ISOLA BELLA e VILLA PALLAVICINO. Restando in Toscana, la provincia di Lucca, può far concorrenza al lago con le Ville della Lucchesia e le sue camelie secolari.

Le azalee sono arbusti sempreverdi, ad eccezione della specie “Mollis”, e possono arrivare fino a 2 mt. Quelle rustiche da giardino sono la “Mollis e la “Japonica”. Non richiedono alcuna potatura, salvo il taglio dei rami troppo lunghi o disordinati, e la pulizia delle corolle sfiorite. Fioriscono da aprile a maggio. I fiori possono essere piccoli, grandi, medi, doppi, semidoppi e profumati.

Fiori rossi come le varietà  ETNA, SANTA MARIA, FESTA DELLA MAMMA, ARABESK, ADDY VERY. Fiori rosa come ROSA KING, KERMESINA. E ancora tanti colori che spaziano dal bianco al salmone vivo, arancio passando per il viola e il porpora.

Il Rododendro, con il fogliame persistente e verde intenso e i fiori a grappoli, predilige esposizioni semiombreggiate. Il rododendro necessita di frequenti annaffiature, non si pota necessariamente, basta sopprimere con le forbici i fiori appassiti. Si suddividono in tre categorie: ibridi a grandi fiori a grande sviluppo, ibridi a grandi fiori a sviluppo limitato, ibridi a piccoli fiori nani. I colori vanno dal lilla al blu-viola, al rosa violaceo, passando per il giallo-oro sfumato di rosso ecc…I più belli e particolari sono: HUMBOLT, UNIQUE, BLUE DIAMOND, BRITANNIA, PURPLE SPLENDOUR, HUGO KOSTER.

PER LE CAMELIE, LEGGI L’ARTICOLO ” LA SIGNORIA DELLE CAMELIE“, CHE HO SCRITTO TEMPO FA….

Tutte queste acidofile, stanno bene in vaso, oppure per formare gruppi in piccole aiuole.

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Fino all’ultimo sguardo, Teatro di Rifredi

febbraio 25th, 2011 | Category: Concerti Musical & Teatri

Terre di Toscana 2011, ecco chi partecipa

 Ecco l’elenco delle aziende partecipanti alla quarta edizione di Terre di Toscana a Lido di Camaiorre, il 13 e 14 marzo.

Altesino, Argentiera, Badia a Coltibuono, Baracchi, Barone Ricasoli, Barzaghi Mattia, Boscarelli, Caiarossa, Canalicchio – Franco Pacenti, Capannelle, Caparsa, Casavyc, Castagnini Roberto, Casteldelpiano, Castell’in Villa, Castello di Bolgheri, Castello di Monsanto, Castello di Potentino, Castello di San Sano, Col di Bacche, ColleMassari, Collemattoni, Conti Costanti, Contucci, Cosimo Maria Masini, Dei, Domini Castellare di Castellina, Eredi Fuligni, Fattoria Ambra, Fattoria Colleverde, Fattoria Corzano e Paterno, Fattoria delle Ripalte, Fattoria di Montechiari, Fattoria Il Lago, Fattoria Kappa, Fattoria Selvapiana, Fontodi, Fossacolle, Frascole, Giardini Ripadiversilia, Grattamacco, I Luoghi, Il Colombaio di Santa Chiara, Il Conventino, Il Rio, Isole e Olena, La Fralluca, La Palazzetta,  Le Cinciole, Le Ragnaie, Macea, Marchesi Mazzei, Mastrojanni, Montauto, Montellori, Montenidoli, Montepeloso, Montepepe, Monteraponi, Montevertine, Montrasio – Il Colle, Petra, Piaggia, Pietroso, Pieve Santo Stefano, Pieve Vecchia, Pian dell’Orino, Podere Salicutti, Podere San Giuseppe-Stella di Campalto, Podere Còncori, Podere Fortuna, Podere Il Carnasciale, Podere Il Palazzino, Podere La Regola, Podere San Giacomo, Poggerino, Poggio Argentiera, Poggio di Sotto, Principe Corsini, Querciabella, Riecine, Rocca di Castagnoli, Ruffino, Salustri, San Felice, San Gervasio, San Giusto a Rentennano, Sant’Agnese, Satta, Sedime–Marco Capitoni, Sesti, Solatione, Tenimenti Angelini, Tenuta Col d’Orcia, Tenuta del Buonamico, Tenuta dell’Ornellaia, Tenuta di Argiano, Tenuta di Collosorbo, Tenuta di Ghizzano, Tenuta di Lilliano, Tenuta di Montecucco, Tenuta di Valgiano, Tenuta Le Potazzine-Gorelli, Tenuta Lenzini, Tenuta PoggioVerrano, Tenuta Roccaccia, Tenuta San Guido, Tenuta Sette Ponti, Tenute Niccolai–Palagetto, Terenzuola, Tiezzi, Uccelliera, Val delle Corti, Vecchie Terre di Montefìli, Ventolaio, Vignamaggio, Villa Patrizia, Villa Petriolo.


 
UNA Hotel Versilia
 Viale Sergio Bernardini già Viale Colombo, 335/337,
Lido di Camaiore (LU)
tel. 0584 012001 – fax. 0584 0122
una.versilia@unahotels.it
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VINI GIUSTI

Le stagioni dell’olio a Siena

Siena diventa capitale della cucina italiana. Domenica 27 febbraio 2011, in occasione de “Le Stagioni dell’Olio”, presso Enoteca Italiana (Ente Nazionale Vini) è in scena il “Teatro dell’extravergine: showcooking – “Da zero a duecento, le temperature dell’olio extravergine d’oliva in un giorno”.

Inoltre dalle ore 16,00 alle 20,00 nella Sala Mostra, potrete assaggiare circa 100 Oli provenienti da tutte le Regioni Italiane, accompagnate da assaggi predisposti dai Ristoratori di Girogustando.

ORE 12.00 L’OLIO IN PASTICCERIA CON LUCA MONTERSINO

ORE 13.00 OLIO FRITTURA CON VITO GIANNUZZI

ORE 14.00 OLIOCOTTURA  CON MARCO GIUBBIOTTI

ORE 15.00 OLIO NEL FORNO CON OLIVIER GLOWING

ORE 16.OO OLIO CURIOSO CON DAVIDE ZUNINO

ORE 17.OO OLIO IN PADELLA CON CARMINE CALò

ORE 18.OO OLIO SOTTOZERO  CON CARLO CRACCO

ORE 19.00 INSALATA E MAIONESE CON PAOLO LOPRIORE

INGRESSO GRATUITO

Ente Mostra Vini – Enoteca Italiana
Via Camollia, 72 – 53100 Siena
Telefono 0577.228811 fax 0577.228888

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Carnevali di Toscana

Questo è l’articolo scritto da me su Toscana & Chianti News nel numero di febbraio-marzo.

Arriva il carnevale, e Viareggio si trasforma. Anzi i viareggini si trasformano. Non è facile capire cosa succede a Carnevale, per chi non vive in questa città. Humor sottile e voglia di divertirsi si avvertono a tutte le età e scatta un meccanismo di autoironia che diventa il filo conduttore di maschere e gruppi. I viareggini con maestria e cura, preparano gli abiti e il copione delle loro mascherate, riversandosi in massa in passeggiata e sui viali a mare.

 Altra particolarità di Viareggio, è che ogni sabato, precedente al corso mascherato della domenica, ogni rione, fa la propria festa:

musica, cibo di strada, frittura, tortelli e gnocchetti di pesce accompagnano la lunga notte nei rioni. Il primo rione a cominciare la festa, è “Torre del Lago”, seguito dal rione “Marco Polo”, poi arriva il turno della “Vecchia Viareggio” e  conclude il rione “Baccanale Darsena”.

Il Carnevale a Viareggio, comincia con la cerimonia di apertura, dove si consegnano le chiavi della città a Burlamacco, e l’ultimo corso chiude con spettacolari fuochi d’artificio.

Poco distante, troviamo il “Carnevale Pietrasantino”, con la maschera simbolo che si chiama “Sprocco”. E’a partire dai primi anni del novecento, che si svolgono sfilate in maschera a Pietrasanta, e col tempo i corsi mascherati, si sono arricchiti di un altro importante evento “Lo Sprocco d’Argento”: festival che elegge la canzone regina del Carnevale.

Nel Valdarno, precisamente nella ridente cittadina di San Giovanni, i suoi abitanti, oltre a fare uno squisito “stufato alla sangiovannese”, con tanto di ricetta segreta, sono anche unici nel festeggiare il Carnevale. Gli Uffizi di Carnevale, è una manifestazione unica nel suo genere: nell’Oratorio di Santa Maria delle Grazie, le sette compagnie di suffragio, organizzano ricchi pranzi a base di specialità locali, preceduti dalla sfilata del carroccio con i paggetti in costume. I cinque “Uffizi” che tuttora sopravvivono sono: S. Antonio, S.ta Lucia, quello “dell’Industria”, quello del “Vicariato” e quello delle “Donne”.

Spostandoci nell’aretino, una nota di merito va al “Carnevale dei Figli di Bocco” a Castiglion Fibocchi: tutto nasce da un antico documento datato 1174, dove si narra di grandi festeggiamenti prima dell’inizio della quaresima, con balli e libagioni, dove signori e bifolchi, festeggiano insieme. I figuranti, indossano meravigliosi costumi e bellissime maschere e sfilano per le vie del borgo, accompagnati da musici, sbandieratori e tamburini.

 Un altro Carnevale toscano molto famoso è quello di Foiano della Chiana: la sua esistenza è documentata in uno Statuto del 1539, e tale documento fa si che questo Carnevale sia il più antico d’Italia. Ad aprire le sfilate dei quattro quartieri del paese è “Re Giocondo”, che verrà bruciato durante la cerimonia della “Rificolona” e della lettura del testamento.

Ma la Toscana, si conferma la  regione regina dei carnevali, fantasiosi sia per il nome che per i costumi: ad Arezzo è rinomato il “Carnevale dell’Orciolaia”, a Ponte a Buggiano (Pt) c’è quello dei golosi, a Bibbiena  (Ar), quello della “Mea”. E anche la costa organizza sfavillanti corsi in maschera, come il “Carnevale del Mare” a San Vincenzo, il “Baraonda” a Rosignano Solvay e il “Carnevale di Follonica”.

Stefania Pianigiani

 LEGGI ANCHE IL CARNEVALE DI VIAREGGIO

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