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La Finestra di Stefania

L'enogastrogiardiniera
Archive for febbraio 28th, 2011

Il magico teatrino del Castello di Meleto

Il mio articolosu TOSCANA & CHIANTI News di febbraio-marzo: lo scrigno segreto di Meleto.

Un lungo viale di cipressi, scorta il visitatore fino all’entrata del castello di Meleto: siamo poco distanti dalla linea di confine  tra le antiche Repubbliche di Siena e Firenze, nel cuore del Chianti Classico, e tutto intorno si respira ancora la storia, che per secoli ha animato questo territorio benedetto da Dio, donandogli il nettare degli dei più famoso al mondo: il vino Chianti .

 Appena arriviamo al suo cospetto ci accoglie l’imponente torre cilindrica, costruita per sfuggire al tiro delle artiglierie, ma anche la grazia signorile della villa padronale, e i profumi delle piante officinali del giardino dei semplici .Meleto, è un complesso medievale, rimaneggiato in alcune parti nel quattrocento e nel settecento ,  dalla famiglia dei Ricasoli Firidolfi, ma fatto con stile raffinato e gusto: le sale del castello sono tutte affrescate con gentilezza, e il pozzo profondo del cortile rinascimentale, appare meno pauroso di quanto si potrebbe pensare.

 Il punto più attraente del maniero, resta comunque il delizioso e minuscolo teatrino, datato 1742 , e ancora fornito di sette allestimenti scenici, più alcune “macchinerie” teatrali d’epoca. Vi si accede dal cortile interno e subito veniamo rapiti dal palcoscenico: la scenografia che ci attende, sembra quella di una villa coloniale americana. Lunghe colonne doriche, fanno da cornice alla porta d’ingresso, posta al centro di una parete rosso-carminio, creando un’interessante prospettiva.

 La porta è semicoperta dal drappeggio di una tenda, quasi a proteggere l’entrata in scena degli attori. Accanto alla porta, sono stati dipinti specchi e sedie, in modo così veritiero che sembra davvero ci sia la profondità, salvo per poi scoprire un bell’esempio di trompe l’oeil,.

Nell’insieme predominano i colori chiari, che ritroviamo sia nel soffitto a cassettoni, che nel palco d’onore, dirimpetto al teatro. Il palco, dove un tempo usava sedere il Signore del castello,  è protetto da una balaustra  dipinta con delle colonne in stile falso rococò, e al centro troviamo la scritta “Panem et Circenses”.

 Ma la cosa che rende questo piccolo gioiello di teatro, unico, è la ricerca dei particolari: drappi di fiori, bassorilievi e conchiglie abbracciano la parte alta del palcoscenico, fino ad unirla in modo naturale al soffitto, rendendo armonico palco, palcoscenico e platea. Vale la pena soffermarsi un attimo a fantasticare, su quali tragedie e storie d’amore vi siano state rappresentate nel corso dei secoli.

STEFANIA PIANIGIANI

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