Alberi cespugli e gruppi di piante

Olivo pianta principe di Toscana

25/11/2009

L’olivo insieme al cipresso è una delle piante simbolo della Toscana, modellato dalle avversità del tempo, ha tutte le caratteristiche per essere un elemento decorativo in uno spazio verde, o se impiegato in gruppo, per formare una bella oliveta intorno a casa.

Sono alberi sempreverdi, molto longevi e possono raggiungere un altezza di otto metri. Gli arbusti, producono fiori bianchi piccolissimi, che appaiono in primavera, lasciando il posto ai frutti. I frutti si dividono in due categorie: olive da tavola e olive da olio. In ambedue i csi, i frutti sono ovali e possono essere di colore verdastro, violaceo o rossastro.

Fra le specie da olio troviamo: il “Frantoio” detto anche coreggiolo,  con frutti grossi e buona resa di olio, il “Leccino” o leccio, molto resistente al freddo, con frutti violacei e carnosi, resiste bene all’occhio di pavone, perciò si può piantare anche in pianura o in bassa collina. Il “Moraiolo”, è molto diffuso in Toscana, i frutti sono neri e non molto grossi e producono molto olio. Il “Pendolino” è chiamato così perchè i suoi rami sono penduli, serve come impollinatore.

Inoltre, ci sono  il “Cipressino”, in Lucchesia è molto coltivato il “Maurino”, la Puglia predilige la varietà”Coratina” o “Racioppa di Corato”, e la “Taggiasca” è la regina della Liguria.

Se avete un ettaro di terreno, calcolate che all’incirca ci vanno circa 350 piante di olivo, poste in fila a 5 metri l’una dall’altra, con una percentuale di un 10% di pendolini, un 30% di leccini, un 30% di moraioli e un 30% di frantoio.

L’olivo normalmente si pota a fine inverno, e alla fine dell’estate si va a rimuovere i cosidetti “polloni” dalla base e dall’interno del fusto.

Fra le olive da mangiare, le cosidette “da mensa” troviamo: la “Uovo di Piccione”, pregiatissima con frutti rosso-nerastri, la “Grossa di Spagna”, con polpa compatta, la “Sant’Agostino” tipica della Puglia, e l’ “Ascolana Tenera”,con olive grossee un pò delicate.

La raccolta stà cambiando negli anni, prima le olive erano simbolo di freddo, vento e piedi ghiacci, mentre ora con il cambiare delle stagioni, è una bellezza stare sotto il sole e con temperature miti, sembra quasi una seconda vendemmia. Per teli si usavano i cosidetti “paracaduti” o i teli a rete, uno a pianta, mentre ora si usano lunghi teli che sono in grado di coprire più piante contemporaneamente. Prima c’era la mano dell’uomo, sostituita poi da rastrellini di plastica, fino ad arrivare a mezzi meccanici come l’abbacchiatore, il pettine elettrico e l’agevolatore per le olive.

Io ho una passione viscerale per olio e olive, mi ricordo di un mercato in Provenza che le prpoponeva in una moltitudine di varietà e sapori. Buona la bruschetta  e la pasta con l’olio nuovo, le olive all’ascolana ripiene di carne e quelle ripiene di pesce, oppure le olive in salamoia o quelle nere passate al forno, condite con le bucce di arancia. Altri modi su come usare questi frutti?

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