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Archive for the 'EVENTI' Category

Cortona: tra Chianina & Sirah sotto il sole della Toscana

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Cortona la bella, la sofisticata, la patria del Sirah toscano e la casa di Jovanotti, la Chianina e le parole e le ricette di Bramasole nel libro di Frances Mayes “Sotto il sole della Toscana”, l’arte e il cinema.

Cortona dai mille volti e dalle mille risorse e se ami la Toscana, il Syrah, la Chianina? Sei appassionato di Vino, Cucina e Musica?
Non puoi amancare a Cortona dal 12 al 14 Aprile per Chianina & Sirah!

Un programma  tutto da scoprire.

LEGGI IL PROGRAMMA COMPLETO

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Tra gli eventi da non perdere:

VENERDI 12 APRILE

20:30 CENA DI GALA STELLATA
Il Gigante Bianco sposa la Principessa Syrah
Gli chef di Cortona ospitano i maestri del gusto:
Paolo Gramaglia – Ristorante President, Pompei, chef 1 Stella Michelin;
Silvia Baracchi – Ristorante Il Falconiere, Cortona, chef 1 Stella Michelin;
Umberto di Martino – Ristorante Florian Maison, Bergamo, chef 1 Stella Michelin;
Filippo Saporito – Ristorante La Leggenda dei Frati, Firenze, chef 1 Stella Michelin;
Sergio Mei – Four Seasons, Milano, executive chef;
Massimiliano Mandozzi – Casta Diva Resort, Blevio, executive Chef;
Emiliano Rossi –Chef Osteria del Teatro Cortona
Shady Hasbun, chef ospite della Prova del Cuoco;
Emilio Signori – Locanda La Luna, Tirli, chef ospite della Prova del Cuoco;
Matteo Donati – Ristorante Donati, Castiglione della Pescaia, chef;
Marialuisa Lovari – Resort il Verreno, Ambra, chef dell’Equipe Alta Cucina Toscana;
Keoma Franceschi, chef dell’Equipe Alta Cucina Toscana;
Paolo Paciaroni – Relais Borgo Lanciano, Lanciano, executive chef;
Stefano Lorenzoni – Pasticceria Arte Dolce, Monte San Savino, pastry chef.
Sergio Dondoli: Gelatieria Dondoli San Gimignano (SI)

Solo su prenotazione euro 65,00 a persona

Cosa vedere a Cortona, What to see in Cortona

SABATO 13 APRILE
10:30 – 19:00 MOSTRA DEGUSTAZIONE
Cortona Auditorium Sant’Agostino
Il vino Syrah, la razza Chianina, il buon vivere
Degustazioni di oltre 24 cantine produttrici del territorio di Cortona, abbinate a piatti proposti da ristoranti locali e chef aderenti. Ingresso € 15 con 3 degustazioni di Chianina e degustazioni vini libere.

08:30 – 12:00
Camucia Piazza Chateauh Chinon Camucia
66° MOSTRA DEL VITELLONE BIANCO DELL’APPENIMO CENTRALE
Esposizione di oltre 100 bovini di razza chianina, animali da selezione iscritti al libro genealogico
nazionale, vitelloni da macello e femmine da carne pregiata, degli allevamenti delle province di Arezzo e Siena.

12:00 – 12:30 TALK
Presentazione del libro: La Fiorentina
Osti, macellai e vini della vera bistecca. Di Aldo Fiordelli, giornalista e critico enogastronomico.
12:30 – 14:30 DEGUSTAZIONE
Chianina & Syrah Experience
Pranzo sul Chiostro con Masterclass “Com’è la vera Fiorentina” secondo il critico enogastronomico Aldo Fiordelli, con dimostrazione di cottura della pregiata bistecca di razza Chianina con i macellai della Valdichiana.

12:00 – 14:30 SHADY’S BURGER for Chianina & Syrah
Direttamente dalla prova del cuoco lo Chef aretino ha creato uno speciale burger per la manifestazione.
In anteprima per Chianina e Syrah lo Shady’s Burger.

16:00 – 17:00 TALK
Tavola Rotonda con l’esperta Roberta Garibaldi. Modera Luca Managlia di Identità Golose:
Scopriamo insieme la ricetta del Turismo enogastronomico. La Chianina e il Syrah due eccellenze della Valdichiana.

Miglior allevatore di Chianina a Cortona

DOMENICA 14 APRILE

12:00 – 13:00 COOKING SHOW
Dimostrazione di cucina della chef Silvia Baracchi, 1 stella Michelin, ristorante Il Falconiere, Cortona, Cosa cresce sotto il Sole della Toscana?

13:00 – 15:00 DEGUSTAZIONE
Chianina & Syrah Experience
Pranzo sul Chiostro con il critico enogastronomico Leonardo Romanelli, con dimostrazione di cottura della pregiata bistecca di razza Chianina con i grandi macellai della Valdichiana.

17:00 – 17:30 TALK
Presentazione del marchio Chianina&Aglione
Il marchio che unisce due grandi eccellenze della Valdichiana per raccontare un territorio attraverso due grandi prodotti.

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Perla del Garda: l’eleganza del Lugana che conquista Siena

Lugana, wein, wine. spumante, miglior Lugana del Garda

Questa è la storia della “Vignaiola” Giovanna Prandini e del suo Lugana Perla del Garda, una terra di meraviglie che è arrivata a Siena, grazie alla conviviale organizzata al ristorante Il Mestolo dall’Union Europèenne des Gourmets delegazione di Siena/Firenze/Toscana, sempre attenta ad unire le eccellenze enogastronomiche.

Giovanna Prandini e Alessandro Bonelli

Il Console Alessandro Bonelli, ha nuovamente fatto centro, portandoci di nuovo alla scoperta del Belpaese e della buona tavola, unendo i preziosi vini di Giovanna Prandini alla delicata cucina di Nicoletta Marighella.

Giovanna Prandini, Donatella Cinelli Colombini, Laura Bucci

Giovanna Prandini ha portato in quel di Siena i colori e i profumi dei suoi Lugana dotati di grande acidità e sapidità : Lugana Perla 2018, Lugana Spumante Metodo Classico Brut Nature Millesimo 2011, il Lugana Riserva Madre Perla 2016 e Lugana Vendemmia Tardiva 2013. Vignaiola Indipentente della Fivi, ma anche orgogliosa di appartenere alle “Donne del Vino”, aperta a molteplici visioni per far conoscere il territorio del Lugana nel mondo, e che sostiene che la mente è come un paracadute, funziona solo quando è aperto, e per questo ha dato un calcio alla tranquillità e si è messa anima e corpo nel progetto di Perla del Garda, ripartendo da zero.

E tra i vari ospiti presenti alla conviviale non poteva mancare la vulcanica produttrice toscana Donatella Cinelli Colombini, al secondo mandato con elezione plebiscitaria che sarà presidente delle Donne del Vino nel 2019-21, ritratta sopra in foto, assieme alle “Donne del Vino” Giovanna Prandini e Laura Bucci.

Dove mangiare il pesce a Siena e provincia, Il Mestolo, Siena

E i piatti da abbinare ai vini della Perla del Garda, sono stati scelti con attenzione: delicata la Vellutata di ceci con crostacei, molluschi e crostini di pane fritto, equilibrato il Riso al limone candito, mantecato al caprino, con ragù di seppioline.

come impiattare un branzino al ristorante

La Spigola con verdute croccanti e soia, nella sua semplicità è stato il piatto più acclamato, segno che quando c’è una materia prima eccellente e una grande cuoca dietro i fornelli, la sostanza non è mai banale.

Ristorante il mestolo Siena

Finale con Crema chantilly, la sfoglia, i frutti di bosco abbinato al
Lugana Vendemmia Tardiva 2013, risultato un vero fermento.

Spumante, Lugana, Wein, Perla del Garda

Lugana, conosciamolo meglio: il disciplinare di produzione prevede la presenza di vitigni complementari a bacca bianca,  non aromatici, per una quota del 10%. Il Trebbiano di Lugana o Turbiana è il vitigno principe, che da vita a cinque diverse tipologie di vino: il Lugana base, il Superiore, la Riserva, la Vendemmia Tardiva e lo Spumante.

Gaetano De Martino e Nicoletta Marighella del
“Ristorante Il Mestolo” insieme al loro staff, come sempre si sono dimostrati perfetti padroni di casa, che sanno trattare il pesce in abito da sera.

Dove mangiare il pesce a Siena

Un ringraziamento speciale per il loro prezioso contributo fotografico a Tiziana Campi e Claudio Giomini de l’Union Europèenne des Gourmets, sempre attenti a cogliere i dettagli.

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Venezia e le scarpe in mostra di I’m not Cinderella

Moastra di scarpe. luxory shoes, fashion shoes

A Venezia al T Fondaco dei Tedeschi, potete fare un  viaggio nella storia della calzatura con la mostra di scarpe I’m not Cinderella, I just love shoes.

scarpe firmate da sfilata

All’ultimo piano del T Fondaco dei Tedeschi, c’è l’Event Pavillon che ospita questa bellisssima mostra di scarpe, in collaborazione con il Museo della Calzatura di Villa Foscarini Rossi.

Venice Luxory Store Fondaco dei Tedeschi, scarpe, shoes

Il T Fondaco dei Tedeschi accanto al ponte di Rialto,  è un animato emporio commerciale, un vero e proprio tempio del lusso, il cui restauro è stato firmato dall’architetto olandese Rem Koolhaas. Nell’atrio, trovate AMO, il frutto della collaborazione tra i fratelli Alajmo e il designer Philippe Starck: alla caffetteria, che accompagna gli ospiti durante l’arco della giornata, si affianca un vero e proprio ristorante, aperto a pranzo e a cena, i cui tavoli occupano il cortile interno dando l’impressione di un “salotto in piazza”. 

mostre da vedere a Venezia, mostra di scarpe in Italia

La mostra racconta quattro diversi possibili profili psicologici delle donne, a cui i curatori hanno fatto riferimento per allestire l’esposizione: Eleganza equilibrata, Ambizione grintosa, Successo estetico, Creatività audace.

Cosa vedere a Venezia? Il Fondaco dei Tedeschi

Oltre a visitare la mostra gratuita, nella sala c’è una scala che porta sul tetto,dove si affaccia una lunga terrazza che permette allo sguardo di abbracciare Venezia e tutta la laguna con un panorama a 360 gradi.

A ogni donna la sua scarpa

Ballerine, scarpe con il cinturino alla caviglia, mocassini, tronchetti, sandali, décolleté, zeppe, Mary Jane, tacchi vertiginosi, ad ogni scarpa corrisponde un’identità e uno stile. Ogni donna ha la sua personalità.

Bagni gratuiti a Venezia, Fondaco dei Tedeschi, Toilette Free Entrance VeniceLe storie dei modelli in mostra di tante celebri marche come Christian Dior, Givenchy, Emilio Pucci, Fendi, Nicholas Kirkwood, Kenzo, Loewe e Celine. ecc, suggeriscono racconti legati all’eccellenza, alla passione e all’artigianalità della produzione calzaturiera italiana.

Prada, Celine, Pucci, shoes, Venice

Questa mostra è nata per valorizzare  il lavoro artigiano  nella sua massima espressione, un  legame intimo tra arte,  creatività  e design.

Quali saranno quindi scarpe di moda per la primavera e
l'estate 2019? Scarpe da ginnastica con plateau,
scarpe a punta multicolori, décolleté a punta,
ballerine da annodare e mocassini con zeppa.

shoes, shoe, scarpe, spring-summer

L’allestimento di ‘I’m not Cinderella. I just love shoes’ è stato pensato all’interno di una “scatola bianca”, affinché la forma e l’estetica della calzatura, così come i suoi colori e la sua artigianalità risaltino.

T Fondaco dei Tedeschi, Calle del Fontego dei Tedeschi, Ponte di Rialto, Venezia.

Fermata vaporetto “Rialto”.

Da lunedì a domenica 10.00/20.00

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Come si mangia l’olio alla Compagnia dei Vinattieri

libri che parlano di olio

Neve, acqua, gelo, nulla può il tempo contro le ” “50 SFUMATURE D’OLIO”, serata conviviale tenuta alla Compagnia dei Vinattieri di Siena, dall’Union Europèenne des Gourmets delegazione di Siena/Firenze/Toscana.

carta dell'olio per i ristoranti

Giacomo Grassi, Fiammetta Nizzi Grifi e Andrea Leonardi, moderati da Alessandro Bonelli  del Consolato U.E.G, hanno portato tutti i partecipanti alla scoperta dell’Olio Extravergine di Oliva e di tutte le sue sfumature.

come abbinare olio extravergine di oliva ai piatti

Abbinare l’olio è importante, ogni pietanza richiede il suo olio, che sia forte, delicato, piccante, l’importante è incominciare a riconoscerli e combinarli.

libri abbinamento cibo olio

Un grande lavoro di ricerca è stato fatto da Andrea Leonardi, Filippo Falugiani e Marco Provinciali nella triologia “Come si mangia l’olio”: manuali pratici di abbinamento gastronomico con l’Olio Extra Vergine di Oliva. Un lavoro impegnativo e certosino, che ha coinvolto produttori di olio nazionali, chef dal calibro di Cristiano Tomei, Gaetano Trovato, Igles Corelli, Maurizio Bardotti, Marco Stabile, Roy Caceres, Enrico Bartolini e molti altri, che si sono impegnati in questo ambizioso progetto, compreso il gelatiere Vetulio Bondi. Non è un caso che lo chef Andrea Perini del ristorante Al 588 di Bagno a Ripoli sia lo chef dell’olio in carica, e Tommaso Vatti della Pergola di Radicondoli il “Pizzaiolo dell’Olio” per A.I.R.O.

Marco Certosini, patron della Compagnia dei Vinattieri, insieme al suo staff, ha creato un menu ad hoc per la serata, confermandosi come sempre all’altezza della situazione e centrando il tema della serata: l’olio protagonista in tutte le sue sfumature da abbinare al gelato, ai tortelli di baccalà su fondo di finocchi e alla faraona, e ai monovarietali di Giacomo Grassi, il produttore che ha avuto il coraggio di fare una monocultivar di Morchiaio, l’impollinatore del Moraiolo, quasi scomparso, al quale Giacomo ha dato nuova vita e autostima.

L’Olivio Bianco,  nasce dal ricordo di una storia raccontata dal nonn di Giacomo Grassi: intorno agli anni ’40 egli tentò di lavorare una partita di olive raccolte che era quasi interamente composta da frutti della varietà “Morchiaio”, un varietà autoctona minore. L’olio ottenuto era di così bassa qualità che il nonno decise di sovrinnestare tutti gli olivi con varietà di maggior pregio.

La Compagnia dei Vinattieri Siena

“Come si mangia l’olio” è un lungo lavoro di ricerca dove la comprensione passa dalla fatica della raccolta, al frantoio, al linguaggio, ai luoghi e ai cibi. Tre libri speciali, dove si spiega quanti e quali oli utilizzare, la conoscenza, l’importanza delle olive, l’equilibrio tra profumi, amaro e piccante.

Chef al 43 San Gimignano

Maurizio Bardotti, lo chef stellato del ristorante Al 43 di San Gimignano, ha creato piatti dove si esaltano gli abbinamenti gastronomici dell’Olio Extra Vergine di Oliva, come il Foie Gras con sorbetto al peperone e lampone, il Piccione al rabarbaro, falsi passatelli e salsa ponzu, la Carota con mou di scalogno, nasturzio e aceto balsamico alla cipolla e le Mezzelune con salsa aioli al bergamotto, calamaretti spillo e salsa bernese ai funghi.

produttori di olio toscano

Inoltre oltre agli abbinamenti con il cibo, è stato fatto un lungo lavoro con la “scheda di valutazione sensoriale”. Cibo e Olio dove complessità, succulenza, equilibrio, aromaticità ed altri fattori devono trovare la giusta intesa. E in occasione di “50 sfumature d’Olio”, Alessandro Bonelli, Fiammetta Nizzi Grifi e Marco Certosini, hanno trovato le monocultivar più adatte da abbinare alla cena, mettendo a confronto i commensali, e discutendo in modo intelligente, perchè la varietà Frantoio, può avere delle caratteristiche migliore del Leccino per una determinata preparazione.

Union Europèenne des Gourmets

Perché “l’olio sana ogni dolore e risolve ogni durezza: tira a se tutto l’amore, trae dell’amore la saldezza penetrando la dolcezza quanto più forte stropicci”. Lorenzo de’ Medici dai Canti Carnascialeschi.

Un ringraziamento speciale a Tiziana Campi e Claudio Giomini de l’Union Europèenne des Gourmets, per le foto.

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Venezia la ghiotta con Extraordinary Food & Wine

gennaio 23rd, 2019 | Category: Cibo,EVENTI

Eventi enogastronomici a Venezia

Venezia, si appresta a diventare per tre giorni la regina dell’eccellenza enogastronomica per la seconda edizione di Extraordinary Food & Wine che si terrà dal 26 al 28 gennaio nelle sale dell’Hotel Monaco & Gran Canal in calle Vallaresso a due passi da Piazza San Marco.

Una tre giorni, ideata e diretta dall’architetto Fausto Brozzi, con prodotti di alto livello, che vedrà coinvolti gli chef Igles Corelli, Bruno Cingolani ed il private chef e scrittore Maurizio Pelli, che si cimenteranno in golosi cooking show.

Quale saranno le aziende che parteciperanno al’evento?

 

Dove organizzare un evento a Venezia

  • Pastificio dei Campi: Svariati formati di pasta prodotta a Marchio IGP, Gragnano
  • I sapori delle Vacche Rosse: Premiato formaggio Vacche Rosse, Reggio Emilia
  • Illica: Vini Biologici territoriali piacentini, Piacenza
  • Dersut Caffe S.p.A, Cornegliano, Treviso
  • Azienda biologica Treviso
  • Zolla14: Azienda Organica, Aceto di mele, succo millesimato, sidro di Treviso
  • Bruno Cingolani: Chef della Natura; Selezione di prodotti naturali tipici del territorio italiano, Alba.
  • Agostinetto Bruno: Azienda Agricola, Prosecco DOCG, Valdobbiadene.
  • Azienda Agrigola Icardi: Barolo, Barbaresco, Langhe, Cuneo.
  • Luxury-Hotel-in-Venice.jpg
  • Mate: Olio extra vergine di oliva, Croazia
  • BrunoRoulot: Champagne La Chapelle Monthodon, France
  • Caesificio Castellan Urbano: Premiato Stracchino e formaggio di capra, Vicenza
  • Guffanti: Formaggi della tradizione familiare dal 1876, Arona
  • Amoretti Spa: Specialità alimentari; dal culatello, al pata negra, ai formaggi, Parma.
  • Vestri: Cioccolati artigiani, Arezzo
  • programma-eventi-Venezia.jpg
  • Pinel: Panificio e pasticceria, lavorazione Artigianale, Jesolo.
  • Salumificio Verza: Specialità’; Verzino al tartufo e salumi Valligiani, Vicenza
  • I Love Ostrica: Ostriche, Caviale e molto altro, Bergamo
  • Deutz: Maison dû champagne, Ay, France.
  • Flos: Colture naturali di zafferano, miele barricato e polline di fiori, Reggio Emilia
  • Poggio Grimoldi: Olio d’oliva extra vergine biologico, Sicilia
  • TeC: Tartufi e Tentazioni, Aqualagna
  • Voerzio Martini: Barolo La Morra, Cuneo
  • Flagella: Pomodoro Rosso da Amare, Abruzzo e Gragnano
  • Acetaia Ferretti Corradini: Aceto balsamico IGP, Reggio Emilia
  • Cantine Ariola: Lambrusco Grand Cru IGT, Parma

Hotel Monaco & Gran Canal

San Marco, 1332

Venezia
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Velathri: Art Food & Wine, legami incondizionati

Galleria d'Arte a San Gimignano

San Gimignano e la nuova rotta verso il bello, il buono e il sano. Contemporary Wine è il progetto ambizioso delle donne belle e intelligenti di Velathri Art Gallery, che lega cibo, vino e arte.

Ceramic Contemporary wine

Arte, gusto, sostenibilità, hanno un legame unico, che unito, possiede una forza indescrivibile.

Ristorante stellato a San Gimignano

Un esempio è portare il cibo in mezzo all’arte oppure l’arte in mezzo al cibo, come nel caso dei ristoranti Il Campaccio, Cum Quibus, Futura Osteria e l’Osteria dell’Enoteca.

San Donato Best Vernaccia in San Gimignano

Tra le aziende che fanno parte del progetto troviamo SAN DONATO, azienda di San Gimignano, biologica, e con una Vernaccia unica.

Ristoranti a San Gimignano da provarea

San Gimignano che tende la mano ai fratelli e alle sorelle vicine: Volterra, Gambassi Terme, Barberino Val d’Elsa, tra strette di idee, tessuti territoriali e visioni future.

Art & WineCesani, realtà molto importante sul territorio.

Galleria d'Arte a San Gimignano importante

Arte, vino e cibo, all’apparenza può risultare un universo complesso, invece sono tutti sintonizzati sulla medesima frequenza: persone, stati d’animo, sfumature, colori e profumi, mai scontati.

Ricette, chef Alberto Sparacino, Cum Quibus, San Gimignano

Bavarese di Foie Gras, Tamarindo e Ananas dello chef Albero Sparacino del Cum Quibus di San Gimignano, un capolavoro a tavola per gusto e presentazione artistica che rappresenta una galassia di sfumature, lasciando alla fine una profonda traccia di emozioni.

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PIETRALTA, a Gambassi Terme, in conversione al biologico.

Vino in anfora toscana, Medoro La Spinosa

LA SPINOSA, Barberino Val D’Elsa Azienda Biologica che propone il Medoro, un vino in anfora fuori dagli schemi e ben equilibrato.

Velathri Art, San Gimignano, progect

Ci sono vini che non hanno bisogno di molte parole, come la Vernaccia di San Gimignano, riconoscibile dal suo profumo immediato che non lascia spazio ai dubbi.

Azienda-Monterosola-Vino-Volterra.jpg

MONTEROSOLA, Volterra,  Azienda Biologica.

AZIENDA AGRICOLA CAMELI, Certaldo e CASA LUCII, San Gimignano.

Velathri Art Gallery

info@velathri.it

Via Cellolese 3/d, San Gimignano

Via Marconi 19, San Gimignano

Loc. Pignano 6, Volterra

 

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Siena la mostra sul manicomio di San Niccolò della Società di Esecutori di Pie Disposizioni

mostre da vedere a Siena a gennaio

Dove una volta c’era il manicomio di Siena, ora sorge una parte di Università. L’Ex San Niccolò, un esempio di ospedale pschiatrico e di architettura unico nel suo genere, da rivivere nella mostra “Società di Esecutori di Pie Disposizioni e manicomio di San Niccolò: un legame secolare. Storia dell’ospedale psichiatrico senese attraverso i progetti dei suoi edifici”.

Siena, mostra manicomio San Niccolò

Il manicomio di Siena era una vera e propria piccola città dentro la città, dove i pazienti venivano curati, ma anche educati al lavoro e all’arte.

San Niccolò il manicomio di Siena

In esposizione troverete progetti originali, foto d’epoca e documenti d’archivio che illustrano cronologicamente le principali tappe dell’espansione del villaggio manicomiale, con riferimento ai principii che ispirarono i suoi artefici (direttori medici del nosocomio, architetti ) e all’impegno profuso dall’ente fondatore.

Mostra manicomio Siena

Inotre avrete la possibilità di vedere il bellissimo museo della Società di Pie Esecuzioni e la Chiesa del Santuccio.

vignette satiriche Siena

Una sezione ricorda, anche attraverso filmati, aspetti della vita che si svolgeva all’interno del manicomio e dei rapporti di questo con la cittadinanza senese. Sapevate che all’interno del San Niccolò c’era un teatro? E che c’era pure un giornale satirico?

Museo Pie disposizioni Siena

I 200 anni del Manicomio di Siena: riflettere, capire, pensare, e non dimenticare.

disegni-arte-Siena-manicomio

La mostra resterà aperta fino al 20 gennaio 2019 nella sede della Società di Pie Disposizioni, in via Roma 71, e nell’attigua chiesa di Santa Maria degli Angeli detta del Santuccio.

 

L’ingresso è gratuito, con possibilità di visite guidate su prenotazione al 3348418736.

Mostra sul San Niccolò a Siena

Orari di apertura:

  • dal martedì al giovedì, 10.00-12.30
  • dal venerdì alla domenica, 10.00-12.30 e 16.00-18.30.

Siena mental hospital, Tuscany

E ora prendetevi un attimo e guardatevi questo bellissimo video.

 

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Ermanno Zago e la passaggiata nell’Orto Veneto

Dove mangiare bene in Veneto

Le verdure, croce e delizia di grandi e piccini! Non sapete come fare mangiare gli ortaggi ai vostri bambini? Raccontategli una favola speciale: la passeggiata nell’orto veneto di Ermanno Zago.

Le più buone verdure dell'orto veneto in inverno

La sua passione per il territorio e la sua umiltà hanno dato via a un piatto speciale a base di Chips al Prosecco, tapioca sotto l’argilla, radicchio di Treviso tardivo, zucca, Raboso, topinambur, rafano. Verdure semplici, che hanno trovato una giusta collocazione e una cottura perfetta. La “Marca Trevigiana” in tutta la sua bontà, che Ermanno oltre che in un piatto, ha saputo trasformare in una favola! Siete pronti ad ascoltarla?

Cominciamo…

ristorante Le Querce, Ermanno Zago, Ponzano Veneto

Circa una ventina di giorni fa, sono stato svegliato, come sempre, dal rumore di alcuni passi che facevano vibrare la terra sotto di me. 

Il cielo cominciava a diventare chiaro e io me ne stavo, come al solito, tra le foglie, coperto di brina assieme a tutti i miei compagni (siamo tanti sapete?). Ad un tratto mi sono sentito afferrare vicino alle radici da un paio di grosse mani, piene di calli e oh! Quale sorpresa! Mi sono trovato staccato dal suolo: dall’alto potevo vedere tutti i miei amici, comparire piano piano sotto uno strato di nebbiolina. Avevano scelto me!

Mi hanno tolto le mie foglie più esterne e imbruttite, poi mi hanno messo all’interno di una cassetta assieme a tanti miei simili. Siamo rimasti, per diversi giorni, in grandi vasche d’acqua; non so perché, ma sentivo che stava succedendo qualcosa: diventavo sempre più buono e direi anche più bello! Finché oggi, sono stato messo in una cassetta diversa e non ero solo: c’era la zucca, che abitava qualche campo più in là del nostro, c’erano il cavolo e la verza, sempre assieme come sempre, ma anche il rafano e il topinambur, che piacere vederli! 

Avevamo appena fatto a tempo a scambiarci a vicenda i saluti quando,tutt’ad un tratto, ci siamo trovati in un ambiente strano, completamente diverso da quello a cui eravamo abituati: prima di tutto faceva molto caldo, infatti c’erano dei fuochi accesi qua e la; noi stavamo su di una superficie piatta e metallica, luccicante sotto una luce che non era quella del sole; c’erano diverse persone, ma un uomo in particolare, me lo ricordo perché aveva uno strano copricapo bianco e un naso importante, ci ha osservati bene prendendoci tra le mani uno ad uno, anche queste sembravano essere mani che lavoravano molto. 

A turni ci ha passati sotto l’acqua. Lì ho incontrato anche una comitiva di fagioli: “Ehi! Da dove venite?” gli ho chiesto incuriosito: “Da Lamon! Un paese qui vicino!!” Mi hanno risposto tutti in coro, “e tu?” “Io vengo dall’orto del vicino, dall’altro lato della strada!!” “Ooooh” hanno esclamato all’unisono. 

Poi siamo stati divisi. 

Io ho aspettato a lungo in compagnia di alcune erbette profumate; sul tavolo vicino a me, stavano due bottiglie che avevano tutta l’aria di essere importanti: “Chi siete voi? Cosa portate?” Ho domandato loro, al che una della due, la più bassina con i fianchi larghi, mi ha risposto subito con tono un po’ brioso: “Ma come non mi conosci? Io sono una bottiglia di Prosecco dei Colli di Conegliano-Valdobbiadene! Sono una bollicina di fama internazionale!” E si è zittita mantenendo un’aria molto compiaciuta. La seconda invece aveva una forma longilinea e una voce rugginosa: “Io porto con me il Raboso, un vino rosso tipico della città di Treviso!! Pensa che quando è stato imbottigliato era come un bambino capriccioso ed irruento, ma adesso eh eh è molto più amabile, anche se non ha perso il suo caratterino!”. 

Non so quanto tempo sia passato, ma all’improvviso, l’uomo con il copricapo e con il naso importante mi ha sollevato per adagiarmi su di uno specchio bianco:

Rafano, sei proprio tu?! Ti ho riconosciuto solo dal sapore acidulo, ma sei irriconoscibile, sei bianco come il latte!!” “Caro radicchio, pure tu sei cambiato: ti hanno tolto tutte le foglie sporche e devo dire che hai un profumo delizioso! Ma non hai ancora visto gli altri!” Mi ha risposto lui con aria contenta. 

favola per bambini con gli ortaggi

Mi sono voltato e sono rimasto incredulo: 

Il cavolo viola aveva un colore incredibile, la verza era diventata croccante. I fagioli, li si poteva sentire ancora parlare tutti in coro, erano diventati una crema; il topinambur! Era tutto d’un pezzo, come se fosse ingessato, aveva assunto le sembianze di uno di quei sassi del fiume Piave di cui mi aveva parlato il Raboso poco prima. E lui che fine aveva fatto? Eccolo li! Sotto forma di piccole palline rosse che ne ricordano gli acini. Il Prosecco invece, aveva incontrato l’acqua e la farina integrale. La zucca, lei sembrava una caramella da quanto era dolce e bella.

Cosa stiamo aspettando? 

Manca ancora qualcuno? 

Eccomi qui!” Ha esclamato un cubetto strano: la polenta di pop corn, fatta col mais, che da sempre sfama le persone delle nostre terre, ricche o povere che siano

Ora sì che siamo al completo!”

Eravamo tutti fieri di noi: avevamo cambiato aspetto (alcuni diciamo la verità lo avevano pure migliorato) ma avevamo sempre con noi i profumi e i sapori autentici del territorio da cui venivamo. Non so per l’esattezza quale fosse il nostro compito, ma una cosa era certa, noi eravamo emozionati!” 

Maurizia Borsato

Ermanno Zago Chef

Ristorante Le Querce
Ponzano Veneto Treviso

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