Firenze è stata per quattro giorni la capitale del gusto e della creatività….
Sul palco di “Degustibooks“, hanno dato spettacolo i più bravi cuochi d’Italia, cimentandosi in “food-show” di qualità e coinvolgendo il pubblico presente…
Hanno aperto le danze Velia De Angelis e Maurizio di Mario, ovvero l'”Antipastiera” e il “Pasticcere” di “Chef per un giorno“: insieme hanno realizzato un antipasto con ricotta di pecora e fra le varie “dolcezze” tortino di pere e grissini con cioccolato e noci.
Sergio Maria Teutonico, l’altro “compare” di “Chef per un giorno”, in compagnia di Alessio ha dato profumo e sapore alla pasta..gli “Spaghetti alla Vatte Colic”, con nocciole, olio e nepitella , un piatto dell’infanzia, semplice e gustoso.
Giocava in casa Arturo Dori: il suo filetto di rombo ai funghi, accompagnato dalla “stracciatella” di bufala, è risultato un abbinamento azzeccatissimo, la croccantezza del rombo si sposava bene con la delicatezza della burrata e la morbidezza di funghi.
Massimo Bottura principe della cucina molecolare ha mandato la sua grande squadra…ovvero il passato con la “rezdora” Lidia, il presente con la moglie Lara, e il futuro con il giovane capo partita dei primi Taka…coinvolgendo una decina di persone presenti tra il pubblico, tutti insieme hanno realizzato i classici tortellini, cotti nel brodo di cappone, e successivamente conditi con una semplice e gustosa crema di parmigiano….si avete capito bene…ha vinto la tradizione della sfoglia fatta come una volta.
Filippo La Mantia, ovvero il sole di Sicilia, ha saputo abbinare i sapori decisi di acciughe, caciocavallo ragusano e capperi, con il dolce contrasto dell’uva bianca, con lui il bravissimo pasticcere Stephan Betmon, che ha unito l’esotico del lime ai più mediterranei limone e basilico, creando una spuma, o meglio una leggera nuvola di gusto.
L’eccellenza di Toscana, Italo Bassi ha reinventato uno dei classici della cucina italiana, la carbonara, omettendo gli spaghetti, e preferendo i “risoni”: la classica pasta per minestra si è trasformata in un “risotto” alla carbonara, molto cremoso e profumato.
E infine il “giovane ristoratore” di Firenze e d’Europa…Marco Stabile: il suo “panino d’autore” un San Daniele alla livornese, ha stregato tutto il pubblico, sia per la delicatezza degli igredienti, sia per come ha saputo mettere insieme il toscanissimo cavolo nero con le alghe, dando corpo e struttura a un pane croccante e allo stesso modo delicato.


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