Questo post è un omaggio a zia Nenella, la quale in una serata fredda e piovosa, in cui mi trovavo nelle Marche, mi ha spiegato come sono fatti i frascarelli. La domanda è nata da una locandina di una sagra che avevo visto fuori. E dalla spiegazione, siamo passati ai fatti, coinvolgendo tutti i presenti a colpi di acqua e farina.
Questo è un antico piatto che si usa fare prevalentemente in inverno, cambia nome in diverse parti della regione: frascarelli, frescarelli, piccisanti, granetti e brufadei.
Per i frascarelli all’antica, si impasta la farina con l’acqua in una terrina, poi si mette l’impasto su una spianatoia e con il coltello si ricavano dei pezzetini di pasta piccolissimi, si versa il tutto in una pentola d’acqua in ebollizione, si cuoce finchè la pasta non viene a galla, si gira continuamentecon il mestolo, e dopo averli scolati,i frascarelli si condiscono con il sugo finto.
Poi c’è anche la versione più moderna, che prevede l’aggiunta di riso.
Per sei persone ci vogliono 200 g di riso e 400g di farina.
Si lessa il riso in acqua salata, a metà cottura,lentamente si versa a pioggia la farina, si mescola, fino a portare il tutto a cottura. Una volta pronti, si mettono in una ciotola e si condiscono con il sugo. E voi avete qualche variante nella vostra ricetta? E voi avete altre varianti? Fatemi sapere come li fate…









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