Il cipresso, imperatore del paesaggio toscano
Se l’olivo è il principe della regione, il cipresso (cupressus sempervirens), senza dubbio, lo possiamo definire l’imperatore.
Alto e imponente, svetta sulle dolci colline della campagna toscana: i più famosi sono i cipressi di Pienza, o meglio i “cipressini di San Quirico”, ma se guardate il paesaggio, vi renderete conto, che il cipresso domina ovunque. Quelli isolati, una volta venivano piantati per delimitare il confine tra un appezzamento e l’altro.
Il cipresso si usa per formare viali alberati, siepi in ville d’epoca, oppure messo in gruppi da tre nel giardino. Anche il cipresso si pota, o meglio, si “pettina“. Per eliminare le coccole, che appesantiscono la silhouette, con le forbici da siepe, partendo dal basso verso l’alto, in senso verticale, si eliminano i ciuffi spampanati, riportando così la pianta nella sua forma eretta originale.
Consigli per l’impianto del cipresso
Esposizione
il cipresso toscano predilige posizioni soleggiate, anche se tollera la mezz’ombra. Il sole favorisce una crescita compatta e una forma più slanciata.
Terreno
Si adatta a molti tipi di terreno, ma teme i ristagni idrici. Il terreno ideale è ben drenato, anche povero o calcareo. In suoli troppo argillosi è consigliabile migliorare il drenaggio con sabbia o ghiaia.
Periodo di impianto
Il momento migliore per piantare il cipresso è l’autunno o la fine dell’inverno, evitando i periodi di gelo intenso. L’impianto autunnale permette alle radici di attecchire prima della ripresa vegetativa.















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