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“La Festa dei Tabernacoli”, ovvero la festa della “Madonna” a Siena

08/09/2010

Questo è il mio articolo apparso sul mensile “TOSCANA & CHIANTI NEWS” di settembre.

Archiviato il Palio di agosto, vinto dalla contrada della Tartuca, la città di Siena è pronta a mettersi di nuovo in moto per la “Festa dei Tabernacoli”.

Tabernacolo deriva dalla parola “taberna” che significa edicola, capanna o dimora, nella quale viene rappresentata un immagine sacra. Passeggiando per le strade di Siena è possibile ammirare tante cappellette, che testimoniano la devozione del popolo senese  alla Vergine Maria, patrona della città.

L’otto settembre  i bambini delle diciassette contrade  celebrano la “Festa della Madonna”, abbellendo i tabernacoli del proprio rione. Tutto è nato intorno alla metà degli anni cinquanta, e da allora, visto il considerevole crescendo di importanza  dell’evento, si cerca ogni anno di arricchire la coreografia con nuovi aspetti cromatici.

 La manifestazione è organizzata dall’APT delle Terre di Siena, ,  e negli ultimi anni oltre ai tabernacoli dentro le mura, è stata data la possibilità  di partecipare anche a gruppi che risiedono “extra moenia”.

La preparazione della festa comincia diversi giorni prima, con i bambini che vanno ad “accattare” le offerte per le vie della città, suonando i campanelli delle abitazioni oppure chiedendo un obolo ai passanti.

Una volta raccolto i soldi, insieme ai coordinatori dei gruppi giovani, viene scelto il tema per rappresentare la festa e il tabernacolo da decorare.

Comincia così, nei pomeriggi che precedono la “Festa dei Tabernacoli”, un lavoro di squadra, fatto di risate, di colori, di disegni: man mano gli addobbi vengono decorati, la carta modellata, i fiori intrecciati, e alla fine l’opera d’arte fatta dai piccoli prende forma.

Nel tardo pomeriggio, la commissione formata  dal “Magistrato delle Contrade”, dal “Comitato Amici del Palio”, dalla “Soprintendenza dei beni Artistici”, da alcuni rappresentanti della “Camera di Commercio”, dalla “Curia”, da giornalisti locali, dall’”APT” e dal “Provveditorato agli Studi”, percorre le vie cittadine e giudica i “Tabernacoli” per individuare e premiare l’opera più bella.

La sera stessa tutti i partecipanti, si riuniscono nelle proprie contrade per una cena propiziatoria. L’edizione 2009 è stata vinta dai “Cittini” dell’Aquila, seguita dalla Giraffa, dalla Tartuca, dall’Istrice e dall’Onda. Un in bocca al lupo a tutti i partecipanti dell’edizione 2010.

 Stefania Pianigiani

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