Il moro, morus o gelso è una delle piante tipiche toscane, in quanto ogni podere ne possedeva almeno un paio, complice la vigorosità con cui crescevano, e la bontà dei loro frutti. Se volete un albero ideale bello e che faccia ombra scegliete un gelso, in più la varietà platanifolia è adatta anche per essere “domata”, attraverso stecche di legno oppure mediante potature adeguate, creando suggestive pergole naturali.
Questi alberi, sono a foglia caduca, interessanti, per le tonalità dei verdi e dei gialli del loro fogliame a forma di cuore, che per i frutti commestibili, rustici, resistenti al mare e all’inquinamento.
La varietà ALBA, detta anche gelso bianco, ha frutti bianchi o rosati, mentre il NIGRA, detto gelso nero produce frutti rosso vivo. La specie ALBA PENDULA detta anche gelso piangente, si ottiene innestando la varietà alba. Dal punto d’innesto, i rami spiovono numerosi, sottili e aderenti al fusto, e in poco tempo arrivano al suolo. Poi abbiamo il moro alba Laciniata e il Kagayamae che però è sterile.
La varietà PLATANIFOLIA, è sempre ottenuta tramite innesto, ma in questo caso i rami si inclinano verso l’alto, andando a formare una larghissima chioma arrotondata. A differenza delle altre varietà, che presentano foglie piccole, il grandiflora ha foglie grandi, palmate, molto ornamentali.
Il gelso si impiega isolato, è adatto a formare pergole e viali alberati.
Come potare l’albero di gelso? Ecco passo dopo passo le fasi della potatura
http://andreapagliantini.simplicissimus.it/2011/02/17/la-potatura-del-gelso/
COME AL NOME DI TISBE APERSE IL CIGLIO
PIRAMO IN SU LA MORTE E RIGUARDOLLA
ALLOR CHE ‘L GELSO DIVENTò VERMIGLIO;
COSì LA MIA DUREZZA FATTA SOLLA,
VI VOLSI AL SAVIO DUCA, UDENDO IL NOME
CHE NELLA MENTE SEMPRE MI RAMPOLLA
DANTE-PURGATORIO
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