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Siena, il progetto della città del Palio, fatto dalla scuola tedesca Maria Ward Schule di Aschaffenburg

24/10/2012

Lo sapete cari lettori che sono emozionata?  Quando un blog fa nascere amicizie, e soprattutto è utile a un progetto come questo, mi sento orgogliosa. Orgogliosa nel senso, che alcune volte basta poco, una ricerca, una mail, un passaparola e viene fuori il progetto di questa scuola tedesca, che ho conosciuto grazie a MICHELA, una ragazza marchigiana che abita in Germania da tanti anni.

Per completare il “Progetto Siena”, mancavano i fazzoletti delle contrade, e Michela è arrivata al mio blog, poi io mi sono messa in contatto con un gruppo di senesi, e tra un commento e l’altro alla fine abbiamo trovato il fornitore, Michela lo ha contattato e quello che è successo dopo leggetelo sotto…

A Michela con affetto

Stefania

Ciao Stefania, mi fa piacere che le foto ti siano piaciute. La mia amica pensava invece che non fossero tanto belle.

Ti dò allora alcune informazioni su questo progetto.

Prima di tutto alcune informazioni sulla scuola:

già tradurre il nome in italiano è difficile perché il sistema scolastico tedesco è diverso dal nostro e dopo 4 anni di scuola elementare (come qui in Baviera e in molti altri paese federali) si divide in tre indirizzi a seconda della media dei voti riportati dai bambini alla fine della quarta elementare. Come vedi qui in Germania le “selezioni” non sono ancora scomparse del tutto.

Quindi, in basso, c’è la Mittelschule, comparabile  al  nostro istituto tecnico-proffesionale poi la Realschule (quella del progetto) che è un po’ come il nosto  istituto tecnico commerciale e alla fine, più in alto di tutti, il Gymnasium, ovvero il nostro liceo. Sono tutte scuole dell’obbligo ma solo il liceo dà diritto al diploma e va fino alla dodicesima classe. Qui gli anni scolastici si iniziano a contare dalla prima classe.

La nostra scuola è una Realschule, va fino alla decima classe (16/17 anni), si chiama Maria Ward Schuleed è un istituto femminile. La scuola si trova ad Aschaffenburg, nella Baviera del nord.

Tutti gli alunni del nono anno devono preparare un progetto da presentare agli insegnanti a alle famiglie.

Le alunne della mia amica hanno scelto Siena come tema del progetto. Una classe parallela, ad esempio, aveva come tema Anna Frank. Mia figlia, che frequenta questa scuola ma in un’altra città, aveva come tema le storie e favole tipiche africane.

Per rendere la presentazione più colorata e originale le ragazze hanno cercato di trovare da qualche parte i fazzoletti delle contrade e qui sono entrata in gioco io.

La mia amica insegnante che si chiama Susanne Rieder-Zecha ha pensato a me perché fino allo scorso anno le ho dato lezioni di italiano ma non si è fidata molto delle sue conoscenze linguistiche e poi non avrebbe saputo a chi rivolgersi. E qui entri in gioco tu.

Ho visitato il sito e ho pensato che mi avresti potuto aiutare perché ho avuto subito l’impressione che dietro a quella pagina ci fosse un amore grande per la città, per le sue tradizioni e tante persone disponibili.

Torniamo alla presentazione…le alunne hanno presentato la città sotto l’aspetto storico, turistico ed economico, hanno presentato vari itinerari turistici e spiegato monumenti e architettura, poi hanno parlato del palio, hanno mostrato un video, hanno organizzato dei giochi e hanno preparato anche un angolo dedicato alla cucina a ai vini tipici della Toscana.

Alla fine della serata erano tutti soddisfatti, sopratutto le ragazze.

Ad organizzare il progetto e a realizzarlo insieme alle alunne è stato un altro insegnante, ma la mia amica le ha aiutate a costruire una specie di cartellone con la piantina di Siena dove ad ogni itinerario corrispondevano delle lucette colorate.

Se ti servono altre informazioni, scrivimi pure.

A proposito…se ti dovesse servire la traduzione di un eventuale articolo in tedesco e non avessi nessuno a portata di mano, fammi sapere.

Per il momento è tutto…un saluto dalla piovosa Germania  a Siena e alla mia Italia.

Purtroppo quest’anno non riusciremo a venire per visitare la mia famiglia che abita nelle Marche.

Chissà, forse il prossimo anno.

 

A presto

 

Michela

 

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