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Vinitaly 2011: pregi e difetti della fiera di Verona

11/04/2011

Non ero mai stata al Vinitaly due giorni e mi scuso con le persone che non ce l’ho fatta a passare a trovare: anche due giorni sono pochi per fare tutto! Voglio dividere questo post in due sezioni: le cose che mi sono piaciute e quelle che l’organizzazione di Verona Fiere, alcuni produttori e alcuni agenti-rappresentanti dovrebbero accuratamente evitare.

LE COSE CHE NON VANNO:

1 GLI STAND PIENI DI RUBY-RUBACUORI: si parla così tanto di questo argomento che ha stizzito mezza Italia, con tanto di manifestazioni in piazza e dibatitti su tutti i programmi televisivi, poi in alcuni stand ti ritrovi minigonne ascellari, tacco 12 e filate di ragazzotti a sbavare per le gambe chilometriche e non certo per il vino o la grappa!

2 LE FALSE IMMAGINI: qualche produttore, prima di fare i depliant, dovrebbe rendersi conto in che zona ha l’azienda! Fotografare delle vigne, che poi risultano di un altra azienda e da tutt’altra parte non è proprio bello!

3 BASTA CON GLI UBRIACHI! Si parla tanto di fiera di selezione, di prezzi dei biglietti alti e poi non si sa come mai il sabato dopo pranzo riescono ad entrare orde di ragazzi che importunano gli addetti ai lavori, vomitano e si accasciano fuori dai padiglioni! Che schifo! Si mormora che il prossimo anno la fiera vada dalla domenica al mercoledì! Speriamo!

4 GLI ASSAGGI CON IL SIGARO: ditemi voi come si fa a presentarsi da un produttore con tanto di sigaro in mano e blandirlo in aria, anche se spento, per tutta la conversazione! Mi sono alzata dopo due vini.

LE COSE BELLE DEL VINITALY

Prima di tutto i volti sorridenti dei tanti amici presenti in fiera, e la scoperta di nuovi produttori e grandissimi vini. Dalla Valle d’Aosta alla Sicilia, ecco i miei assaggi! Comincio a pensare che per fare il “giro” dei vini italiani il prossimo anno forse mi servirà anche il “terzo” giorno!

I complimenti a Vincent Grosjean, che con grande umiltà e passione ha fatto parlare i suoi vini: la brillantezza del Petite Arvine Vigna Rovettaz 2009, la spiccata personalità del Cornalin 2009, la rosa selvatica del Torrette Supérieur 2009, le complesse note speziate del Fumin 2009 e il Grad Cru: il Fumin Vigne Rovettaz 2008 con sentori di marasca e sottobosco in primis. Nel Pinot Noir Vigne Tzeriat, potato a guyot (capo e razzolo) si sentono tutti gli 800 mt di altitudine. Complesso, persistente ed equilibrato.
Agricoltura eroica nei sorprendenti Rossese di Dolceacqua Maccario 2010 e Terrebianche 2010.
L’esuberanza di Gianpaolo del Podere Saliceto, si riscontra nei suoi vini: il  Falistra, la scintilla in modenese,Lambrusco di Sorbara 2010, l’Albone, Lambrusco di Modena.
L’omaggio alla Toscana con il Chianti Classico: Lodolaio Vescine  Riserva 2007, Chianti Classico 2008 Tenute di Castelvecchi.  L’anteprima del 2009 de I FABBRI  di Susanna Grassi, con profumi e buona acidità. Le continue conferme di Monteraponi con il Chianti Classico 2008,  il Campitello Riserva 2008,la Riserva Baron Ugo 20o6 e 2007. Luca Martini di Cigala di San Giusto a Rentennano e i profumi del merlot in purezza La Ricolma 2008. Il sangiovese di Toscana Percarlo 2007. E ancora il Chianti Classico base e la Riserva 2008.
Ottimo il Brunello di Montalcino Caparzo 2006. Maestoso il Brunello 2006 di Palmucci “Poggio di Sotto” e affascinante il “Rosso di Montalcino” 2008. Accattivante il Rosso di Montalcino Le Ragnaie 2009.
 Tanti complimenti alla mia cara “cugina” Angela Fronti, che si è lanciata in una nuova e sorprendente avventura: I Tenimenti d’Alessandro. Un vino più buono dell’altro: Fontarca Viogner 2008, Cortona Syrah 2008, Il Bosco Sirah 2007 e 2008 e il “cru” Migliara 2007.
Ancora una volta ho visto volentieri Marilena Cocci Grifoni: fresco il Gaudio Magno, Offida Passerina Spumantizzato Brut 2010. Armonico il Colle Vecchio Offida Pecorino 2010.
La sorpresa di questo Vinitaly: il “Tintilia Macchiarossa” dell’az. I Cipressi. Un particolare colore rosso granato, profumi di frutta rossa e spezie.
Santi Dimitri dal Salento: affascinante il Fiano Ruah 2010: Fiano, che viene vendemmiato i primi di agosto all’alba. Peperone in purezza il Merlot 100%. Tutta la terrra salentina nel rosato Negroamaro “Aruca”. Paradisiaco il Serra dei Santi” aleatico passito, da abbinare con i cioccolatini del “Maestro” Salvatore Toma di Maglie: gelatine al mandarino, praline di cioccolato al latte e Olio EVO al mandarino, cioccolatini fondenti al Passito di Serra dei Santi.
Sempre un punto in più per il Nerone d Calabria di Criserà: anche con questo 2006 ha fatto centro.Una piacevole scoperta i vini siciliani di “Centopassi“: l’anima vitivinicola delle cooperative sociali, che sotto il segno di Libera Terra, coltivano le terre confiscate alla mafia. Ottimi il Catarratto 2010, il Grillo, e il Nero d’Avola 2010.
Ma è stato anche il Vinitaly dell’arte con i “Vinarelli” di Maurizia Gentili, ospiti della provincia di Piacenza, e le strutture in legno e plexiglass  degli originali portabottiglie di Simone Bonaccini, nello stand della provincia di Arezzo.

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