Ci sono ambienti “rari” nel cuore di Firenze, uno di questi è la TRATTORIA DILADDARNO che riesce ad avere un piccolo giardino dove mangiare all’aperto nelle afose serate in città.
A metà strada tra l’Arno e Porta Romana, questo locale, che fa anche da piccola “bottega” di specialità da portare a casa: è gestito da Tiberio Logli che è l’oste e Saverio Sabatini il cuoco, e insieme dalla primavera si sono lanciati in questa nuova avventura, quella di una “trattoria toscana” di tutto riguardo, ma con una sferzata di innovazione, che diciamocelo, non guasta mai.
Oltrepassata la parte dell’accoglienza, chiamiamola così, troviamo la sala da pranzo, arredata in modo semplice, ma dove spiccano le sedie colorate e i bei quadri alle pareti, ricchi di personalità. Ma la cosa che uno non si aspetta in piena Via dei Serragli, è la terazza-giardino dove mangiare all’aperto. Un piccolo gioiellino agghindato da vasi di fiori, ma soprattutto da erbe aromatiche di ogni sorta, ed è facile avvistare lo chef, che viene a prendere “gli odori” che gli servono sul momento.
Il menu, oltre ad essere originale nella presentazione, arricchita da disegni frizzanti e sbarazzini riguardo alle pietanze, e in cucina prendono il via originali interpretazioni che impreziosiscono portate toscane con un pizzico di genialità. Tra gli antipasti c’è la “Luna di Miele“, composta da formaggio fuso in forno, oppure i classici coccoli accompagnati da crudo e stracchino o la bufala con le alici. Tra i primi piatti oltre che alla pappa al pomodoro e alla pasta fatta in casa, merita l’attenzine il “sombrero”. E’ un disco di pasta molto, largo quanto un piatto piano, ricordo d’infanzia dell’oste, con all’interno un ripieno e si può condire con burro o salvia, oppure se vi piacciono i sapori decisi porcini e tartufo. Io l’ho preso condito con burro e salvia ed era davvero ottimo nella sua semplicità.Da provre anche lo “spaghetto mondiale” fatto con verdure , ma che si fa notare per la sua personalità, che viene fuori boccone dopo boccone.
Un morbido tuffo carnivoro tra bistecca, tagliata e filetto, ma anche fichi e ciliegie che si trasformano in un morbido giaciglio per l’aromatico petto di anatra, e una piccola attenzione anche per i “vegetariani” con l’insalata di frutta e verdura a cubetti guarnita di pesto al gelsomino, che volendo vi potete far portare come antipasto come ho fatto io. Sogni di dolcezza per terminare il pasto come le peschine, la torta cioccolato, peperoncino e ciliegie o la sfogliata di pere e cioccolato con gelato alla grappa.
E a mezzogiorno? Oltre alla carta viene proposto un menu del giorno con un primo e un secondo con acqua e caffè inclusi, tutto a 10 euro. Qualche esempio? fusilli all’ortolana/ ravioli burro e salvia + polpette in umido con fagiolini, trofie al pesto/ gnocchi di patate al ragù + bistecchina di maiale e patate arrosto, oppure il venerdì spaghetto sulle vongole + frittura di mare. E Bacco? Bacco ancora cerca una sua identità, intanto solo una piccola selezione di etichette, ma anche il vino della casa quì ha un suo perchè, per il futuro attendiamo curiosi. Si spendono sui 25-30 euro per tre portate.
Trattoria Diladdarno












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