San Pancrazio in Toscana è come dire “Podere il Mulino”, di pievi e chiese dedicate a questo Santo ce ne sono a bizzeffe, dal Neri, passando per Bucine fino a Firenze.
San Pancrazio vicino a San Casciano Val di Pesa invece è la pieve di cui vi parlo oggi, visitata un sabato mattina dopo una svolta dalla Via Cassia. Avete presente quei cartelli agli svincoli che leggete per anni e non avete mai il coraggio di prendere quella via perchè sempre di fretta? Perfetto quella ero io, poi una mattina che ero a “zonzo” con tranquillità, quella svolta l’ho fatta.
San Pancrazio alla fine non è solo una “pieve”, ma anche un piccolo paese con al bottega, il forno che domina la collina tra la Pesa e il Virginio. Appare bella e maestosa al centro della piazzetta questa chiesa, ma ahimè è chiusa. Pazienza mi dico, mi accontenterò di vederla di fuori…
Fortuna vuole che passi una coppia di fidanzati ai quali chiedo se è visitabile la struttura negli orari prima delle “funzioni”, cortesemente mi rispondono che nella canonica accanto abita il “sagrestano” che di solito la fa visitare. indugio un attimo, poi suono il campanello e ne esce una persona “anziana”, ma sveglia e alla mia richiesta di visitare la chiesa gli brillano gli occhi e mi dice venga con me.
Entriamo da una porta laterale e magia, si apre la chiesa a tre navate un tempo romanica, più volte rimaneggiata, ora di romanico c’è solo il campanile. Pilastri, matronei, fanno da contorno alle navate. Il sagrestano mi comincia a spiegare la storia della “Pieve” e successivamente i quadri e gli affreschi presenti raffiguranti Madonna tra San Sebastiano e San Rocco mentre all’altare una tavola con con la Madonna del Latte di Cenni, e ancora la Natività, l’Annunciazione e sull’altare maggiore, realizzato nel Settecento con marmi policromi, si trova un Crocifisso ligneo del XVI secolo.
La visita dura una mezzoretta, sto per ringraziare, quando il gentiluomo di chiesa mi dice: guardi che non è mic finita quì la visita, c’è anche lo “Studiolo del Pievano”. Usciamo dalla chiesa, passiamo dal corridoio interno, apre una porticina ed eccoci nella stanza di enorme valore lo studiolo del pievano affrescato da Cosimo Gheri con le rappresentazione dei sommi poeti , degli scenziati dell’età classica e delle arti liberali.
San Pancrazio val bene una sosta.













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