Evento Di Vino

Cena Billecart Salmon e Rosè all’Osteria Tornabuoni…

21/07/2009

 Dopo la mia cena-degustazione sul Selosse descritta quì, vi lascio al post dell’amico Capric  della cena, del 15 luglio, Billecart Salmon e Rosè che ha scritto sul suo blog e che vi riporto quì sotto.

Cena Rosè ieri sera nella cantinetta dell’Osteria Tornabuoni a Firenze: presentatore e cerimoniere della serata il grande Andrea Gori. L’Osteria si trova nella via dello shopping fiorentino d’alta moda (via Tornabuoni) e il locale è di conseguenza impostato con un certo stile: bella l’entrata con il bancone dei salumi e formaggi bene in vista, elegante (anche se un pò freddina) la sala principale e un pò più informale lo spazio dedicato ad Obikà, il mozzarella-bar col quale l’Osteria comunica attraverso un “passaggio segreto”. Scendendo le scale si arriva alla cantinetta dove sono costudite le circa 300 etichette presenti in carta: un unico tavolone nel mezzo alla sala, al quale ci siamo accomodati in una ventina di persone.

Dopo una intrduzione di Andrea sull’importanza del rosa e annessa teoria del chakra, siamo passati a degustare cibi e vini. Ad aprire le danze il rosè Acquagiusta 2008 della Tenuta La Badiola, accompagnato dalla mortadella di Prato (presidio Slow Food) e dei crostini con ragù di chianina. Il vino non mi ha suscitato particolari emozioni: sia al naso che in bocca lasciava una nota troppo alcolica e una vena acida piuttosto insolita per un rosè. Molto buona invece la mortadella, che nella preparazione viene cotta nell’Alkermes. Su questo antipasto è stata servita anche una birra rossa, la Lilith del birrificio Bruton: sicuramente una birra molto particolare (e che mi è piaciuta parecchio) che presentava all’impatto una forte nota di mou per chiudere con un lunghissimo finale amaro.

Passando al primo, sono state servite delle penne alla melanzana con pecorino a scaglie, abbinate con il rosè Belgvardo 2008 di Mazzei. Il vino rappresentava tutto quello che ci si aspetta da un rosè: note di frutta di bosco (mora, lampone) e sapore rotondo, tendente al dolciastro (forse una solforosa un tantino accentuata lo rendeva un po’ pungente al naso). Decisamente buona anche la pasta, con un bel piccante (che forse “faceva un po’ a botte” col vino…).

Il secondo era uno spiedino di pollo del Valdarno insieme ad una salsiccia del Casentino, il tutto accompagnato con il Rosè 2006 del dottor Brunello, ovvero Biondi Santi. Dell’esistenza di questo vino si fantasticava da anni, dicendo che se lo bevevano i Biondi Santi in famiglia, e solo pochi loro ospiti avevano avuto l’onore (?) di assaggiarlo: da quest’anno viene messo sul mercato con l’annata 2006. Questo vino è tutto ciò che non ti aspetti da un rosè (a partire dal prezzo, sui 50 € al ristorante): colore rosa antico, al naso esprime odori più vicini ad un rosso (humus, sottobosco). In bocca è tannico, per niente morbido, quasi evoluto: un vino decisamente non facile, ma che sicuramente rimane impresso per la sua originalità.
Rischia di passare in secondo piano la bontà del piatto, ma lo spiedino di pollo era formidabile: una carne così tenera e saporita è veramente difficile da trovare.

Prima di passare al dolce è stato servito il “bicchiere forte” della serata, ovvero lo Champagne Rosè Billecart-Salmon. Ve lo dico subito: non sarò obbiettivo nel descriervi questo nettare di Dio, in quanto è il primo Champagne che ho bevuto in vita mia (con questo signore qua)  e ci sono particolarmente affezionato. Di un’eleganza superiore, una bollicina fitta e piccolissima, un vino da bere a secchiate (se non fosse per il prezzo… sui 100 euro).

Per finire, con i biscotti di Prato e Sorelle Amari da Carmignano, è stato servito l’Angelo di San Lorenzo di Petra. Una piacevolissima sorpresa, con delle noti molto dolci contrapposte ad un salmastro che creavano un binomio molto gradevole. Ora dico una cattiveria: l’unico vino degno di nota di Petra (l’ho premesso che sarei stato un pò stronzetto…).

Note a margine: serata molto divertente, magistralmente condotta da Andrea che nel ruolo di intrattenitor-divulgatore di vino non è secondo a nessuno. Chiaramente insieme a me c’era anche Maicol: abbiamo avuto il piacere di conoscere Michele di Monteraponi e ci siamo ripromessi di andare a trovarlo in Azienda. Per finire, ecco una foto dall’album fotografico scattato da Andrea: per chi mi riconosce ricchi premi e cotillon!

Scritto da Capric alle 23:59, in Serate e Degustazioni

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