Prosegue il cammino attraveso le opere d’arte che il Castello di Ama possiede nella sua tenuta.
Nel post precedente, vi avevo illustrato le opere che sono negli spazi aperti intorno al borgo, mentre quì sono descritti gli allestimenti interni.
“Il Castello di Ama per l’Arte Contemporanea” è nato per passione, ma anche nell’intento di condividere il progetto con un sempre maggior numero di pubblico.
Il nostro viaggio parte dalla cantina nuova, e precisamente dalla “barriqueria”, dove è allestita “La lumieère intèrieurs du corps humain” del grande Chen Zen. Una nuvola di cristallo sopra la nostra testa, che propaga energia e allo stesso tempo leggerezza. Una miriade di increspature che si moltiplicano all’infinito nello spazio circostante.
Proseguendo il percorso troviamo la “Cappella” con il cerchio infinito di “Anish Kapoor“. Un cerchio di luce rossa che da l’idea di un’apertura verso il centro della terra. Provate a mettere una mano nel vuoto e sarete invasi da una sensazione di curiosità e mistero.
Villa “Pianigiani”, ospita la parte più ricca della collezione, e domenica tredici settembre, la sua cantina d’invecchiamento, si arricchirà con la nuova opera di “Louise Bourgeois“.
Si entra nella cantina da un vecchio portone in legno, e alla fine del corridoio, proprio dritto a noi, troviamo “L’Albero di Ama” di Michelangelo Pistoletto. Un grande tronco, sormontato da due specchi: il legno simboleggia il corpo, e gli specchi testimoniano il pensiero interno della nostra anima.
Nell’antica cantina, sotto le volte, dove trovano riposo le “piccole” barriques, domina la scritta a neon rosso “Revolution”, di Kendell Geers. Rossa come il vino, vuole rappresentare la rivoluzione della terra a ogni stagione.
Uscendo dalla cantina, troviamo la stanza con il “Paradigma” di Giulio Paolini. Un parallelepipedo di pietra, distinto fra la parte bassa tutta composta, e dalla parte alta, che mostra l’esplosione della materia….
Il viaggio continua fino a “Villa Ricucci”, dove nella sua piccola cappella, trova posto il trittico fotografico “Omnia Munda Mundis” di Giovanni Ozzola. Il ciclo della vita attraverso l’obiettivo della macchina fotografica.
Infine, sui muri della taverna della villa, sono sparsi gli “Amadoodles” di Nedko Solakov. Aforismi, doppi sensi, figure simpatiche e bizzarre, che danno vita a molteplici storie.
Inoltre vi ricordo che dal 16 settembre tutta la collezione sarà visitabile e aperta al pubblico su appuntamento ogni mercoledì e venerdì alle 10 e alle 14.
CASTELLO DI AMA
LOC. AMA GAIOLE IN CHIANTI SIENA
O577 746031










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