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Fantasmi di Toscana: tra lamenti, spettri e castelli

17/01/2012

Questo è il mio articolo sull’ultimo numero della rivista Toscana & Chianti News, che per un errore di stampa è stato attribuito ad un’altra redattrice.

Toscana: terra di vino, arte,personaggi storici, eccellenze gastronomiche, bien vivre e…fantasmi! Con la complicità di manieri, castelli, boschi incantati e torrenti, possiamo dire, che la regione italiana più visitata da conterranei e stranieri, raduna tra le sue rinomate qualità anche tante storie e leggende su spettri di cavalieri, dame e castellane.

 Siena, con i suoi palazzi tempestati  di effigie  bizzarre, con la cattedrale che conserva nella sua facciata simboli pagani e religiosi, tuttora da decifrare. Ma anche vicoli e strade, ricche di leggende e strane presenze, come “Lo spettro dell’Orto Botanico”, ovvero il frate pittore detto Giomo, che per aver immoralmente amato una suora, bussa sul muro della casa del custode  con un grosso martello. Ma anche tutta la provincia non ha nulla da invidiare al suo capoluogo: il Chianti e l’anima dannata di Bettino Ricasoli, confinato nel borro dell’Ancherona, che si divertiva far scherzi ai suoi contadini , facendogli cader pile di piatti in cucina al suono della sua risata.

Il Castello di Strozzavolpe in Valdelsa, ospita lo spirito di una volpe che nelle notti di luna piena, si aggira nei pressi del palazzo. La storia narra che il principe Bonifazio, volle ostinatamente costruire il castello, nonostante la presenza di un’astuta volpe che faceva fuggire i cavalieri più coraggiosi. Vani i tentativi per catturarla, ma alla fine Bonifazio, ci ruscì con un tranello e la strozzò con un laccio. Un mago predisse che il castello sarebbe durato quanto il corpo della volpe, allora si decise di imbalsamare l’animale , di riempirle il corpo di oro colato e di nascondere la povera bestia in un luogo segreto. Da quel giorno, gli spettri di tre cavalieri, appaiono, quando sopravviene il pericolo che qualcuno si impossessi del lauto tesoro.

Nel castello fiorentino di Vincigliata, lo spirito di Donna Bianca, si aggira nelle calde notti estive tra i giardini e le mura del castello, mentre a Monsanto, una finestra rimaneva continuamente aperta, anche se i custodi, la chiudevano sempre! Alla fine si è provveduto a mettere un lucchetto. A Cerreto Guidi, lo straziante lamento di Isabella de Medici, si ode per le stanze della villa dove fu strangolata dal marito.

Nelle terre di Arezzo, come non parlare di Anghiari , dove ogni 50 anni, il sei di settembre. tra le mura del Castello dei Sorci, appare il fantasma del condottiero Baldaccio d’Anghiari? E che dire della maliarda contessa Metelda, che dentro le stanze del castello di Poppi, amoreggiava con giovani fanciulli, per poi farli strangolare o gettare in un pozzo? Tuttora si dice che scelga le sue prede, posandogli le mani intorno al collo e dopo l’amplesso sparisce, facendo svenire l’amante. In una villa di Montemurlo, nel pratese, si narra di una giovane fanciulla murata viva, perché rimasta incinta prima del matrimonio, e nelle notti di dicembre molte persone attendono che si faccia vedere.

 A Pitigliano, in Maremma, sotto un monte dove sorge un complesso etrusco, alcuni studiosi sono entrati in contatto con il fantasma di una sacerdotessa dagli occhi azzurri, lunghi capelli, avvolta da veli sottili.

Nel vecchio sanatorio di Livorno, si hanno testimonianze di pianti strazianti e lamenti di uno spettro di ragazza. Mentre al castello di Rotaio, in Lucchesia, nelle notti di luna piena, appare tra le mura il fantasma di Groningen, catturato e ridotto in prigionia nel tredicesimo secolo. La castellana del maniero di Malaspina a Fosdinovo, nella zona tra Massa e Carrara si manifesta in uno spettro oscuro che scompare tra i muri dei saloni, dopo aver mosso alcuni passi. Mentre nel Castello di Mulazzo appare la sagoma del Sommo Poeta; Dante intento a lamentarsi con un libro in mano per le stanze dell’edificio.

 Infine a Lari, nel pisano, si narra  dei lamenti del fantasma  di un suicida, impiccatosi nel castello nel 1926. Questo è davvero un modo insolito, per visitare la Toscana, attraversando le dieci province, seguendo le tracce di antiche leggende, che sembrano uscite da libri  di tradizione anglosassone.

Stefania PIanigiani

SE AVETE QUALCHE ALTRO EPISODIO DA RACCONTARE SUI FANTASMI, SIETE LIBERI DI SCRIVERLO.

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