Cibo Chef e Cuochi

Rotte del Gusto due terre, una tavola: il patto tra Sicilia e Toscana per conquistare l’Europa

21/10/2026
Banchi di assaggio e showcooking a Borgo La Verrucola per la seconda edizione di Rotte del Gusto Sicilia e Toscana

L’asse strategico tra colline e vulcano: Rotte del Gusto accelera l’export da Borgo La Verrucola

L’export agroalimentare non si costruisce a tavolini isolati, ma condividendo massa critica e visione commerciale. Martedì 20 ottobre, l’interno delle sale di Borgo La Verrucola a Staggia Senese (Poggibonsi, Siena) è diventato il laboratorio operativo di Rotte del Gusto, la piattaforma di networking che ha unito 18 produttori d’eccellenza tra Sicilia e Toscana di fronte a una platea selezionata di buyer europei, distributori e giornalisti di settore.

Un luogo storico, La Verrucola di Staggia, che pian piano sta tornando a nuova vita, grazie a Guido Rambelli, che sta seguendo un accurato progetto di restauro e che pian piano sta aprendo le porte della tenuta al pubblico, offrendo la possibilità di partecipare a eventi e di visitare le cantine storiche.

La strategia: fare sistema prima di varcare i confini

Nata nella Real Cascina di Caccia di Ficuzza, nel Palermitano, l’iniziativa ha trovato nella tenuta senese di Vinità Italia Group il punto di raccordo naturale tra due patrimoni enogastronomici complementari. Il modello punta a superare la frammentazione tipica delle micro-imprese italiane:

«Rotte del Gusto nasce per accompagnare le aziende dove da sole faticano ad arrivare. Stasera Sicilia e Toscana hanno dimostrato di parlare la stessa lingua: qualità, territorio, voglia di crescere all’estero. Il passo successivo è portare questo format nei mercati europei, paese per paese.»

— Guido Rambelli, CEO di Vinità Italia Group.

I prossimi snodi operativi dell’iniziativa toccheranno infatti due mercati chiave per il  food&wine: Germania e Regno Unito, attraverso accordi commerciali mirati costruiti su misura per ciascun comparto produttivo.

L’evento ha visto la cooperazione attiva tra Vinità Italia Group, Agricola Vigne in Chianti, Home Italia Food and Wine, Azienda Agricola Giuseppe Basile e le Unioni Regionali Cuochi di Sicilia e Toscana (Federazione Cuochi Italiani).

Diplomazia del gusto: lo showcooking dei territori

A tradurre l’identità produttiva in proposta gastronomica immediata sono stati due interpreti della Federazione Cuochi Italiani: lo chef aretino Roberto Lodovichi (Presidente Unione Regionale Cuochi Toscani e fondatore di Italian Taste) e lo chef palermitano Giovanni Saporito (Unione Regionale Cuochi Siciliani, argento alle Olimpiadi di Cucina di Stoccarda 2024 con il Culinary Team Sicilia).

Il percorso a quattro mani ha valorizzato direttamente le materie prime degli artigiani presenti:

  • Sponda siciliana: Busiate con finocchietto selvatico e sarde “a mare”; Calamarata con crema di caponata e formaggio Ragusano DOP; cannolo tradizionale siciliano.

  • Sponda toscana: Paccheri mantecati al burro di tartufo bianco; Tonno del Chianti servito con giardiniera artigianale.

La filiera dell’accoglienza: il presidio dell’I.I.S. Don Calogero Di Vincenti

L’efficacia commerciale poggia su un servizio di sala impeccabile. Ai banchi di degustazione e al presidio del servizio vini hanno lavorato quindici allievi dell’Istituto Alberghiero “Don Calogero Di Vincenti” di Bisacquino (Palermo), guidati da tre docenti. Un innesto formativo reale sul campo, a diretto contatto con la committenza estera e le dinamiche di un tasting professionale ad alta intensità. Ed è stato bello vedere la loro emozione negli occhi. Ragazzi giovanissimi, partiti dalla Sicilia e messi alla prova nelle loro materie scolastiche: accoglienza, sala e cucina. 

I protagonisti del tavolo d’affari

Rotte del Gusto al Borgo della Verrucola è stata anche l’occasione per conoscere da vicino  tante piccole aziende e i loro prodotti.

Aziende siciliane:

Basile Azienda Casearia, che ha portato da Ventimiglia di Sicilia (Palermo) una selezione di formaggi particolari come la Tuma canziata, il Prumintio, il Nerello e il formaggio allo zafferano.

Cintolo Miele: l’apicoltura Cintolo ha la particolarità di produrre dei mieli che richiamano alla Sicilia più autentica. Il miele di cardo, robusto e autentico, il balsamico miele di eucalipto, passando per quello di sulla, fino ad arrivare al miele di millefiori dove si trova tutta l’essenza della flora selvatica siciliana.

Domini Mediterranei, Formaggi San Pietro, Fratelli Realmuto, La Dispensa dei Golosi, Mulino Nonno Mommo, Pietracava.

Prio Liquori: in dialetto palermitano significa gioia intensa, felicità, piacere. Sono questi gli elementi che accomunano l’Arancello e il Limoncello di Danila Grosso e del marito.

Donna Mimma: mettete per un attimo da parte la tradizionale caponata di melanzane e cominciate a pensarla fatta con il carciofo spinoso palermitano…Vi manderà fuori di cervello da quanto è buona. Questo carciofo è molto particolare e oltre a proporlo anche sottolio Donna Mimma ha lanciato anche una versione molto particolare con il finocchietto, altro ingrediente fondamentale della cucina siciliana.

Sancarraro Vini

È una storia di amicizia tra due persone che  nasce più di 40 anni fa all’Università di Pisa, rilanciando la cantina di famiglia.

La prima annata imbottigliata è il 2016. Sono otto vini, tipicamente siciliani. C’è una linea dedicata ai vitigni autoctoni per eccellenza, che sono il Grillo e il Nero d’Avola. Si chiama Lilibeum, che è il nome latino di Marsala.

Poi i vini dedicati al mare con i vitigni internazionali: il Viognier e lo Chardonnay e quelli dedicati al cielo dove i protagonisti sono lo  Zibibbo e il Catarratto.

Aziende toscane:

Agricola Bianchi, Azienda Vinicola Lorieri, Borgo La Verrucola, Fattoria Campigiana, Pasticceria Semprucci.

Il Cantuccio di Federigo Arsenale di Pasticceria Artigiana di San Miniato (Pisa)

«Si presume che questa ricetta possa essere all’incirca del 1870. Poi ritrovata  dopo, racconta Paolo Gazzarrini raccontando della sua famiglia. Il mio bis-bisnonno che era un fornaio, il mio bisnonno anche lui, il mio nonno e mio padre: questa è la quinta generazione, E per cui di scala si parla di Genesio, Vincenzo, Virgilio, Rino e Paolo .

Probabilmente questo cantuccio qui è nato con le nocciole, e forse in un secondo momento è stata sostituita la nocciola con la mandorla.

Però, a beneficio di inventario, io qui non ci sono… non sono riuscito a dipanare questo nodo gordiano. Si fa semplicemente mettendoselo in bocca: si sente la differenza rispetto agli altri, perché questo è croccante, friabile e non spaccadenti!

L’utilizzo dello zucchero è… una parte della ricetta, poi farina, uova, tuorlo d’uovo, e elementi caratterizzanti che sono la mandorla e l’uvetta, e poi una leggera presenza del seme di anice che dà quel piccolo gusto mentolato, fresco, però molto delicato, non è preminente.

Poi il cantuccio… il nome ha due valenze essenzialmente: il cantuccio è l’ultima parte del filoncino della prima stesura del cantuccio. Perché dall’impasto si fanno dei filoncini, si mettono nelle teglie, e dopo la seconda cottura si fa un taglio, una nuova disposizione sulla teglia, e lì avviene la biscottatura.

Ecco che poi si ritrova una fragranza molto semplice a questo punto. E solitamente non dobbiamo assolutamente intingere il cantuccino nel bicchiere di Vinsanto! Perché quella è l’abitudine promossa da coloro che fanno i cantucci duri. Allora con quel liquore il cantuccio bagnato si sfarina in bocca. Invece questo qui si sfarina letteralmente in bocca perché è croccante e friabile, e la migliore cosa è assaggiarlo, nient’altro.»

 

Gazzarrini Tartufi protagonista con un panettone salato al tartufo, e le salse per accompagnare i crostini, come quella al pomodoro e tartufo passando per il burro al tartufo adatto a mantecare la pasta.

Da Borgo La Verrucola la rotta è ormai tracciata: l’alleanza tra Toscana e Sicilia ha dimostrato che unire le forze rende possibile dialogare alla pari con i grandi canali distributivi europei.

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