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La Finestra di Stefania

L'enogastrogiardiniera

Ago 31

Villa Chigi Saracini: il giardino della musica

Ecco il mio articolo sul numero di agosto di Toscana e Chianti News

Ringrazio di cuore  STEFANIA PIANIGIANI E FEDERICA CORADDUZZA di Città del Vino per la loro preziosa collaborazione….

Sia che si arrivi dal Chianti, che dalle crete, il perimetro della Villa Chigi Saracini, abbraccia tutto l’abitato di Castelnuovo Berardenga: due  enormi cancelli in ferro battuto, sorvegliati ai lati da  guardinghe aquile in granito , e un altissimo muro in pietra fanno intravedere l’imponente villa, ma nascondono un tesoro inestimabile, il giardino della musica. Sparsi per i viali delimitati da siepi miste di viburno, bosso o pittosporo, si ergono i busti di musicisti famosi, come Vincenzo Bellini,e Antonio Vivaldi solo per citarne alcuni.

 Il complesso urbanistico è stato disegnato e costruito dall’architetto Agostino Fantastici, celebre anche per il parco di Villa Arceno, nel 1830, ed è animato da collinette, radure e un laghetto e delle fontane, che una volta formano dei curiosi giochi d’acqua. Radure, puntellate da statue oppure da alberi secolari, come cedri, pini e una curiosa varietà di thuja con il tronco che si snoda in cinque rami voluttuosi, che pare quasi danzare.

 Per tante cose ricorda un po’ Boboli :il bosco all’inglese, ricco di cipressi, phillyrea e alloro, i viali bordati da siepi e da enormi lecci secolari, il giardino all’italiana  sia superiore che inferiore, con bordure di buxus  e rose antiche, proprio davanti alla villa. Scendendo la doppia scala del giardino all’italiana, verso il lago, troviamo due nicchie, contenenti statue in cotto a sorvegliare un colonnato: è la “Kaffehaus”, un sala ricca di mobili, vasi e decorazioni.

 Guardando l’ingresso dalla Via Chiantigiana, la prima cosa che ci balza all’occhio è un viadotto a tre arcate che serve a sostenere il tratto di strada, che dalla villa ridiscende verso il cancello, dove nello spiazzo di fronte ad esso, domina la fontana del senese Tito Sarrocchi, composta da pesci, tritoni e putti. La villa, le scuderie, la Cappella Gentilizia, la stanza degli agrumi, dove tuttora è presente la collezione di limoni antichi e di quelli baby, il giardino all’italiana e il parco con il bosco alla maniera inglese, costituiscono il polo della residenza Saracini.

Dalla piccola via a mattoni detta della Berardenga, si accede dal paese e dalla Torre dell’Orologio alla tenuta, mediante un piccolo cancello che immette nel piazzale della residenza Chigiana,  dove ha la sede l’Associazione Nazionale Città del Vino, e la prima cosa che ci balza all’occhio, sono due antiche piante di tasso, poste proprio a sorvegliare lil complesso architettonico, dando un senso di austerità , ma allo stesso tempo di protezione.

Stefania Pianigiani

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