Scusate la latitanza di questi giorni sul blog, ma tra il Merano Wine Festival e il Wine in Progress dell’Ais a Firenze, sono stata un pochino indaffarata ;-), per farmi perdonare vi lascio questa ricetta dell’acquacotta.
Oggi è una giornata di quelle uggiose, proprio novembrine, quindi ho deciso di fare l’acquacotta della Casa di Caccia, regalo di un amica. La “Casa di Caccia”, da tempo si occupa di mettere i pitti della tradizione toscana sotto vetro: così dopo il successo del “lampredotto in zimino” di Luca Cai e della “ribollita alla fiorentina” di Paolo Gori, ecco arrivare l’acqua cotta maremmana.
Prepararla è facile: si versa il contenuto in una casseruola, si aggiungono 100 ml di brodo vegetale e prima che il composto arrivi ad ebollizione si uniscon delicatamente due uova crude, quindi si procede la cottura per altri dieci minuti. Si serve la “zuppa” ben calda su fette di pane toscano tostato.
Se invece ve la volete preparare da soli ecco la ricetta di questo piatto “nomade“, ovvero l’acquacotta che dalla montagna scende al piano, e i suoi ingredienti principali sono il sedano, la cipolla, il pomodoro e l’olio extravergine di oliva toscano.
peperoncino q.b (facoltativo)
olio extra vergine d’oliva toscano
sale
Nel frattempo abbrustolite le fette di pane toscano e mettetele nelle “scodelle”, quindi sgusciate le uova nella casseruola facendo attenzione a non rompere i tuorli. Quando l’albume si è rappreso, togliete le uova e mettetele da parte, quindi con un “romaiolo” mettete la zuppa nei piatti fondi,sopra il pane tostato, e aggiungete un uovo ad ogni piatto.







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