San Giovanni d’Asso è un piccolo gioiello architettonico incastonato nel cuore delle crete senesi: famoso in tutto il mondo per il suo pregiato tartufo bianco, tanto da essere preso d’assedio nel mese di novembre da moltissimi estimatori del prezioso tubero. Ogni anno a novembre e a marzo, il paese vede ospitare due importanti manifestazioni a livello nazionale: la “Mostra del Tartufo bianco delle Crete Senesi” e quella del “Tartufo Marzuolo”, richiamando migliaia di buongustai.
Vista l’importanza di questo prodotto, è nato il primo “Museo del Tartufo”: le sale offrono quattro percorsi che vanno dalla storia, al viaggio tra profumi, visioni e sapori. Il paese, contorna l’imponente e austero castello , e da sempre è legato allo scorrere del fiume Asso. Nella piazza principale, si affaccia la chiesa di San Giovanni Battista ed è qui che nell’ottava di Pasqua, da trecento anni si rievoca la festa popolare dello “Scricchio”.
Ma il borgo offre anche una vera e propria oasi di verde da scoprire: Il “Bosco della Ragnaia”, posto proprio alla fine del centro abitato sulla sommità della collina.. Il nome deriva dalla “ragna” una tela distesa sugli alberi che serviva per catturare gli uccelli. Appena alla fine del paese, nel 1996 l’artista americano Sheppard Craige, ha dato vita a questo giardino contemporaneo ricco di lecci secolari, querce, iscrizioni e statue. Craige si è trasferito qui da oltre venti anni e accantonato provvisoriamente la pittura, si è lanciato in questa impresa.
Con lui vive la moglie Frances, anche lei pittrice, che si è costruita un giardino tutto suo, proprio per lasciare il marito di interpretare i propri sogni e le proprie idee. In paese Sheppard è conosciuto da tutti come “Ghepard”, un ghepardo che ha incominciato questa stupenda opera di recupero del bosco, aiutato anche da tanti ragazzi di San Giovanni d’Asso, che si sono lasciati coinvolgere in questa impresa che all’inizio sembrava folle, e che invece si è trasformata in una bellissima opera d’arte a cielo aperto. Sono proprio i lecci piantati nel settecento che fanno da ossatura a questo giardino moderno. ma con richiami al rinascimento.
File di giovani cipressi, sono intervallate dalle azzurre siepi di “teucrium”, andando a formare figure geometriche ben definite, ma soprattutto seguendo una linea dolce e precisa nel terreno. Curioso scoprire opere come l’”Altare dello Scetticismo” l’”Oracolo di Te Stesso” che suggerisce un percorso riflessivo, la “Fontana del Buonsenso”, consiglia di non bere acqua oppure il “Centro dell’Universo”. Dentro una fitta siepe di bosso si congiungono travi di legno a formare u cubo cavo che rappresenta il padiglione del niente.
Tante domande, poche risposte, che portano sino all’”Altare dei Dubbi” posto sotto una gigantesca quercia, e sul quale è inciso il motto di Montaigne “Que sais je? Chi sono io? Vale la pena passeggiare tra i suoi camminamenti, protetti dalle fronde dei lecci e lasciarsi guidare tra fontane, gongs, colonne di acciaio e legno, citazioni antiche e moderne. Il parco è un giardino privato aperto a tutti e tra le regole da rispettare c’è quella del silenzio. La Ragnaia, è un omaggio ai “Saggi” che in tempi lontani governavano il bosco perché finivano i loro discorsi con una domanda sonora: Se Non Qui Dove?
Stefania Pianigiani








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