Marzo e viene subito in mente il tartufo marzuolo, ma voi lo sapete come riconoscere il tartufo e dove trovarlo? Il tartufo marzuolo e Cigoli, il piccolo borgo nel comune di San Miniato, nel pisano, da oltre 17 anni danno vita alla mostra mercato di questo prodotto e lo potete conoscere appieno il 14 e15 marzo. Ci sarà una mostra di modellini dei treni, le opere di Paolo Tinti, e il primo food contest legato al tartufo, e addirittura una camminata che partirà da Montopoli fino a Cigoli attraverso i boschi e incontrando i tartufai. E sarà anche l’occasione per ammirare questo bellissimo borgo, poco conosciuto, ma ricco di cose da vedere, come il Santuario della Madre dei Bimbi, detto anche della Madonna dei bambini.
Qualche giorno fa, l’Arga Toscana, ha organizzato un bel corso sul tartufo, coinvolgendo i tartufai e gli esperti, ed è stato molto utile, perchè con slide precise e parole adatte, ci ha introdotti in questo magico mondo del fungo ipogeo. Cosa è il tartufo?
Un po’ come il vino il mondo del tartufo è molto vario e complesso,
sono tante le frodi sul tartufo perché oggi c’è molto richiesta.
Ricordatevi che non è un tubero, ma un fungo ipogeo, ovvero sotterraneo, e l’interno é la polpa, e l’esterno è la scorza.
Il tartufo si trova in Italia, Francia, Ungheria, Marocco, USA, Cina, Albania e Sudafrica e in alcune zone della ex Jugoslavia e non tutti sono di qualità ottima.
In italia, ogni regione ha un proprio disciplinare sul tartufo, ma purtroppo c’è un invasione di tartufi di basso pregio provenienti dall’estero che contamina il mercato.
La cosa bella è che ogni tipo di tartufo, dal bianco pregiato al marzuolo, si raccolgono in periodi diversi, si trovano in terreni particolari e sono in simbiosi con alcune piante tartufifere.
Poi i tartufai ci hanno detto che il carpoforo è la parte adibita alla riproduzione e cresce sotto terra nel tartufo, quindi un fungo ipogeo.
Il tartufo ha delle spore o semi inconfondibili e quando trovano il terreno adatto germinano e producano filamentie che sono in grado di riconoscere la pianta di cui hanno bisogno e instaurano un rapporto di simbiosi: il filo si avvolge alla radice formando le micorrize e da li nasce il tartufo. Le piante con cui va daccordo sono il leccio, il pioppo bianco, il nocciolo, il cerro, la roverella, il tiglio e il carpino. Di solito i tartufi a seconda della specie, nascono nei pianelli, in fondo alle valli, e se non abbiamo il cane, il tartufo di solito non viene fuori: ricordatevi sempre, tartufaio, cane e vanghetto il trio armonico e terapeutico perfetto.
Curioso anche scoprire che in Toscana fino alla fine dell’Ottocento i contadini cercavano il tartufo con i maiali. Sono stato i romagnoli a introdurre il cane. E ricordatevi anche che il vanghetto deve essere stretto con le misure a norma, e le fasi lunari sono molto importanti per la sua crescita.













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