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Gurdulù e il Drunk Turtle, comparazioni tra cibo e vino

01/02/2016
vasi vinari in coccio pesto

vasi vinari in coccio pestoLe novità fanno sempre piacere, e se nella solita sera metti insieme qualcosa di nuovo tra cibo e vino, magari facendo anche comparazioni, l’occasione è ancora più stimolante. E così da Gurdulù a Firenze, il nuovo ristorante dove opera Entiana Osmenzeza per una sera si è unito il cibo insieme al vino dell’azienda Il Conventino di Montepulciano e ai vasi vinari in cocciopesto di DrunkTurtle.

L’idea del cocciopesto di DrunkTurtle cosa è? Semplice, mettere il vino in vasi in cocciopesto come facevano nell’antichità. Già usato dai Romani e ben conosciuto dai Fenici, questa antica miscela, composta da frammenti di inerti lapidei e laterizi macinati, sabbia di diverse granulometrie, legante cementizio in bassa percentuale e acqua declorata ha caratteristiche, come la longevità, la resistenza ed un’elevata porosità, che la rendono unica. E Moreno Chiarugi è l’ideatore di questa innovazione.

vasi vinari in cocciopesto

E dopo appena dopo pochi mesi dall’uscita sul mercato Drunk Turtle annuncia tre importanti novità: il nuovo vaso da 25 ettolitri che si va ad affiancare ancare a quelli da 10 e 17 ettolitri e da 100 litri, i
risultati delle prove di ossigenazione e di cessione dei materiali pesanti, e le valutazioni organolettiche.
filetto del gurdulù, foto di Roberta Perna
E la cosa interessante è stata la comparazione alla cieca tra il solito vino, il Merlot 2012 de Il Conventino tenuto per il solito periodo sia nel cocciopesto che in acciaio. Due vini uguali solo sulla carta, e completamente diversi all’assaggio, dove il Merlot nel cocciopesto ha trovato un identità diversa, vocandosi alla freschezza e all’armonia, e questa interessante relazione di confronto è  stata legata al cibo, in particolare insieme al filetto di vitella alla Rossini, spinaci, uvetta e pinoli tostati, il piatto magistralmente interpretato da Entiana Osmenzeza dove la cottura della carne e del foie gras erano semplicemente perfetti. Per dirla alla Roberta Perna, Chapeau!
Merlot 2012 comparazione, foto di Roberta Perna

 

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