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Nora Kravis:la signora delle paolonie e del cashmere

22/12/2011

IL MIO ARTICOLO SUL MENSILE TOSCANA & CHIANTI NEWS

http://www.toscanaechiantinews.com/

Nora Kravis, avrebbe mille sfumature per essere descritta, allevatrice, veterinaria, ecc.., a me piace definirla la “Signora delle Paolonie”, dato che intorno al suo podere,  La Penisola,  a due passi da Radda in Chianti, di queste piante inusuali per la zona ce ne sono tante…A far compagnia a questi splendidi alberi, cani “bolognesi”, un gatto e soprattutto 200 capre cashmere.. Bianche, nere, cappuccino..femmine, maschi, cuccioli, castrati, e l’ultima nata “Stella Cadente”, nata appunto il 10 agosto, notte di San Lorenzo.   Animali utili, che ripuliscono muretti e boscaglie, pascolano e soprattutto producono un cashmere di altissima qualità.

 Tutto è cominciato per caso, a metà degli anni novanta, quando Nora ha preso due capre, da li è stato amore a prima vista e pian piano ha deciso di allevare queste creature per farne del filato di cashmere sostenibile, e soprattutto perché questa razza è utile, in quanto è una “pulisci-boschi” naturale, mantiene puliti  i terreni materiali e saldi e il sottobosco, avendo per natura un antipatia nel vivere in stalla.  Il primo gruppo di capre è stato nel corso degli anni ampliato e migliorato nella qualità, andando a creare una vera e propria razza autoctona italiana, riuscendo alla fine a superare la Cina, per la qualità del filato prodotto. Un prodotto totalmente tracciabile, naturalissimo, in quanto per ogni animale viene scritto e registrato tutto il suo percorso dalla nascita in poi: nome, grammi di  cashmere prodotto ecc.., andando così nel corso degli anni a fare una vera e propria selezione dei migliori capi.

 Le capre hanno due follicoli peliferi, uno che da il pelo, l’altro che produce in cashmere, che cresce solo per sei mesi all’anno. Nora , tosa tutte le capre da sola ad una a una e poi, dopo varie lavorazioni, dove si “degiarra”il pelo, si arriva alla perfezione, per ottenere il filato eccellente, pronto per essere usato in “guglieria”.  I colori naturali che ne escono fuori sono tre, e ricordano tanto le sfumature della terra del Chianti, che varia dal crema al marrone chiaro.  Tra i colori, siamo arrivati anche al blu, usando esclusivamente un tintura naturale, fatta con i fiori di guado, ovvero la “Isatis Tinctoria” .

Tra le iniziative interessanti proposte da Nora, ci sono “Adotta un capretto” e soprattutto il “ Cashmere Workshop”: una settimana dal 14 al 21 aprile 2012, dove la mattina verranno pettinate le capre e nel pomeriggio verranno fatte le lezioni sulla genetica e sulla tessitura, insomma un modo diverso per conoscere queste simpatiche  caprette.

Stefania Pianigiani

http://www.chianticashmere.com/

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