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Il giardino delle cicadee: dai tropici all’Orto Botanico di Firenze

10/07/2011

IL MIO ARTICOLO SUL MENSILE  TOSCANA & CHIANTI NEWS

Definirlo solo “Orto Botanico”, è riduttivo, visto che questo “Giardino dei Semplici”, situato proprio nel cuore della città di Firenze, è uno dei più antichi del mondo insieme a quello di Padova e a quello di Pisa. Una volta, veniva definito anche il “Giardino delle Stalle ,in quanto collocato vicinissimo alle “Scuderie” reali. Varcando l’ingresso del giardino dal lato di Via Micheli,  ci troviamo subito di fronte ad un ampio tratto di terreno regolarmente suddiviso in aiuole, intersecate da viali e vialetti, fiancheggiati da alberi anche ultracentenari

. Nelle piccole serre calde si trovano numerose piante esotiche notevoli sia per la loro rarità che per il loro alto valore scientifico. Poste lungo un lato dell’edifico sono la serra calda, attualmente in restauro e la grande serra fredda detta anche tepidario, adorna da enormi finestre che spiccano sulle pareti giallo ocra e da un tetto in vetro. E’ qui dentro che è custodita la numerosa collezione delle “Cicadee”. La possiamo definire la collezione più preziosa, e la maggior parte degli esemplari sono stati donati all’Orto Botanico all’inizio del 1900 da G. Garbari. Altre acquisizioni significative, sono state effettuate in tempi recenti per mezzo del personale dell’Orto Botanico , sia da semi provenienti dalle zone di origine che da donazioni da parte dei privati.

Attualmente la collezione è costituita da trentanove specie appartenenti a nove degli undici generi esistenti, per un totale di 141 esemplari tutti in vaso. Le “Cicadee” comprendono specie tropicali e subtropicali, sono piante legnose dal fusto generalmente corto e tuberoide, avvolto in una sorta di rigida corazza legnosa, formata nel tempo dal sovrapporsi delle basi fogliari. Particolare bellezza, viene conferita a questi esemplari di piante  dalle foglie: normalmente sono riunite in ciuffi nella parte superiore del fusto, donandogli l’aspetto di una felce arborea oppure di una palma. Tra gli esemplari più significativi come non citare il Diooon Edule, originario del Messico, oppure la cicadea dal nome “brutto”, ovvero la Encephalartos Horrydus che viene dall’Africa Meridionale con delle singolari foglie munite di spine rigide e durissime, oppure la Cycas Revoluta, facilmente riconoscibile per le grandi foglie pennate e lucenti. Più avanti, prima di arrivare alle palme, troviamo ben disposta la collezione degli agrumi.

Qui notiamo colori vivaci, profumi inebrianti e soprattutto due mandarini molto particolari, provenienti dal Giappone. Proseguiamo ancora e arriviamo nell’area dedicata alle palme con i loro fusti slanciati e flessuosi, oppure assai corti, a seconda della specie. La regina è senza dubbio la palma “Agathis Robusta”, donata a Firenze nel lontano 1885 dall’Orto Botanico di Pisa, e date le sue dimensioni si narra che è stata trasportata nella città “gigliata” lungo l’Arno.

 In fondo alla serra, dove le palme, formano un grande spazio armonico, si può ammirare l’ultima collezione del tepidario, quella delle “Agave”. Le “Agavi”, sono piante caratteristiche dei climi aridi e desertici dell’America Meridionale. Sono caratterizzate da foglie grandi e carnose con i margini armati di rigidi denti e culminano all’apice con una spina dura e pungente.

Stefania Pianigiani

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