Non capita tutti i giorni di vedere una “battitura del grano” nella Conca d’Oro a Panzano.
Questa non una battitura finta, fatta per turisti e curiosi delle feste domenicali, questo è un rito vero che si ripete da una decina di anni, da quando il “vignaiolo” Renzo Marinai, ha cominciato a seminare il grano tra gli olivi come una volta.
Un grano alto, antico e di sostanza il “Grano Cappelli”, che dopo il rito della battitura, (con annessa colazione a base di prosciutto e vino, sotto un pero), viene trasformato in pasta dalle abili mani di Giovanni Fabbri di Strada in Chianti. Giovanni Fabbri, una passione nel fare la pasta, tanto da farti emozionare quando racconta tutti i passaggi, dal chicco al sacchetto.
I battitori impegnati a fare la barca o la mucchia, (dipende dal versante chiantigiano di appartenenza), quelli che mettono le manne o i covoni nel nastro, il macchinista, la persona a mettere il grano dentro le balle, quelli che portano via le presse, chi fa la catasta….tutti insieme appassionatamente a prender polvere e a portare avanti la tradizione.
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