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Barberino Val d’Elsa:una fortezza sulla via dei pellegrini

26/04/2011

Questo è il mio articolo sul “giornale” Toscana & Chianti News di aprile.

Barberino Val d’Elsa  è situato su un altura prospiciente la valle: posizionato strategicamente lungo l’antica Via Cassia, dalle sue mura fortificate e ben conservate lo sguardo si apre a 360° da Panzano Montespertoli, fino alle imponenti torri di San Gimignano lasciando distinguere all’occhio umano una compiacente varietà di borghi, vigneti, uliveti e dolci paesaggi: una terrazza aperta nel cuore della Val d’Elsa. I pellegrini romei giungevano a Barberino, dopo il dirottamento della Via Francigena su Firenze e si affacciavano alle due porte del paese.

Il paese allungato sulla Cassia, disponeva di uno “Spedale”, sorto intorno alla metà del XIV secolo, ora sede della biblioteca comunale, di locande e chiese dove i pellegrini potevano riposarsi e rifocillarsi. Barberino è nata sulle ceneri della vicina e potentissima “Semifonte”, distrutta dai fiorentini nel 1202. Il sito dell’antica Semifonte, è ricordato in modo originale: nel 1597 fu eretta una cupola simile a quella del Brunelleschi del duomo di Firenze, ma ben otto volte più piccola.

 I fiorentini, decretarono il suo abbandono e il divieto perpetuo di ricostruirla. Con le pietre di Semifonte è stato costruito questo borgo valdelsano,  secondo uno schema usuale: due porte , una cinta ellittica e una via principale. .Per accedere al paese dalla parte senese, ci imbattiamo in splendide aiuole di rose: nuvole rosa e rosse accompagnano il visitatore all’ingresso della trecentesca ”Porta Senese”. Da qui parte  via Francesco da Barberino, (giureconsulto, filoso e poeta) che conduce al Palazzo Pretorio.Nella centrale Piazza Barberini, si affacciano il Palazzo Pretorio, con la facciata decorata da numerosi stemmi podestarili e l’abside della Pieve di San Bartolomeo, recentemente ristrutturata. A fianco della canonica è conservato un busto bronzeo del Beato Davanzato realizzato da Pietro Tacca.

 La Chiesa è un capriccio neogotico con un imponente scalinata che dalla via sottostante, sale piano piano verso la facciata.  Durante la “salita”, il visitatore, viene scortato da piante di leccio “sentinella” e cespugli di oleandro. Piante e fiori, abbelliscono tutte le viuzze e le facciate delle case: ove è possibile c’è un vaso, una rosa rampicante, un piccolo tabernacolo fiorito. L’edificio religioso è consacrato a San Bartolomeo e nel mese di agosto si celebra la festa del patrono.

All’interno di Barberino si possono ancora osservare le antiche case-torri e i “palagetti” alti e ben piantati. Altra  cosa da vedere  è la sede del Municipio, dove al suo interno è custodita una tavola del “400” fiorentino e diverse urne e ceramiche etrusche. Grazie alla conformità strutturale del paese che lo permette, ogni anno a fine maggio, viene organizzata  una splendida festa medievale che coinvolge tutti gli abitanti.  Le finestre e le terrazze, vengono addobbate con bandiere e drappi colorati, viene tolta la corrente elettrica, e le strade  sono illuminate solo con torce e candele.

Non troppo distante dal paese , troviamo la pieve di Sant’Appiano, una delle più antiche chiese del contado fiorentino. Annesso alla pieve c’è un “Antiquarium” che unisce reperti etruschi rinvenuti in zona e dipinti sacri.

 Stefania Pianigiani

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