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Le granite sono nate a Boboli..e intanto Firenze festeggia il gelato…

26/05/2011

Passeggiando per il giardino di Boboli, ad un certo punto, per una viuzza laterale, viene spontaneo affacciarsi e scrutare queste due costruzioni strane, con il tetto rotondeggiante.

Hanno il tetto in cotto a piccoli “rombi”, sembrano le cupole del Brunelleschi in miniatura….le guardi, le contempli e alla fine scopri che sono le vecchie “ghiacciaie” o “ghiaccere”, dove veniva stipata la neve! Gli antenati dei frigoriferi!

La neve, veniva stoccata dentro alle costruzioni, pressata e separata tra uno strato e l’altro da uno strato di paglia. Sinceramente i due edifici, avrebbero bisogno di un bel restauro, e sarebbe bello che ci pensasse qualche “ditta” importante di gelato,proprio per valorizzare l’antico scopo per cui erano nate…dalla neve si fa presto a passare alle granite e al gelato!

Si vi voglio parlare delle granite di Boboli, perchè considerando la collezione storica di 500 vasi di agrumi , vuoi sapere che prelibatezze venivano fuori con il succo degli agrumi e il ghiaccio dell’epoca!

La collezione, vanta 500 agrumi che si dividono in grandi che sono in bella mostra all’ISOLA,  gli intermedi esposti alla LIMONAIA e i baby: l’agrume ha la caratteristica di mutare geneticamente da solo, ogni tanto un ramo si trasforma , creando un nuovo frutto. In più gli agrumi sono le uniche piante che portano per qusi tutto l’anno insieme fiori e frutti. Nell’elenco del 1936, gli agrumi di Boboli , erano circa 120, ora, sono 90, ma piano piano, grazie anche alla collezione della Villa di Castello, si sta tentando di ricreare tutti gli agrumi presenti nell’elenco.

Immaginatevi come saranno venute le granite con il succo del limone, del limone variegato, di quello  di Amalfi, del limone rugoso, quello di Nizza e addirittura uno che proviene dai Caraibi. Oppure la granita al cedro, al cedro odoroso, al pomelo, al limoncello, al chinotto e bergamotto, all’arancio amaro, all’arancio dolce, al lime, al mandarino….Poi vi invito a scovare anche le piante di Lumia e Lumetta e, senza dimenticarvi di cercare il Calamondino , lo Scannellato o la Mano di Budda!

All’inizio gli agrumi venivano adibiti a scopo decorativo, poi pian piano, nel 1500, hanno capito che con gli agrumi,   si poteva conservare la roba, e servivano da disinfettanti. Con i fiori, capirono che ci si poteva fare l’acqua, vedi te coome è nata l’acqua dei fiori d’arancio per la pastiera napoletana. Poi il super giardiniere di Boboli, Ivo Matteuzzi, mi ha anche spiegato come si annaffiano gli agrumi!

E’ sbagliato, bagnare limoni, aranci e cedri nel solito modo! Bisogna prendere un piccolo pezzo di ferro, batterlo sul vaso, rigorosamente in terracotta fatta a mano dell'”IMPRUNETA“, e in base al suono della conca, si capisce se la pianta è a secco oppure ha bisogno di un certo tot di acqua. Geniale!

Per tornare al gelato moderno, fino a domenica a Firenze c’è il FIRENZE GELATO FESTIVAL: in Piazza Pitti, le gelaterie artigianali, in Piazza della Repubblica, la Sammontana! Se ci andate ditemi se avete assaggiato il gelato tricolore…vi anticipo solo che il verde è del basilico, per il bianco e il rosso divertitevi a scoprirli da voi….

LEGGI ANCHE LE ROSE DI BOBOLI

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1 Comment

  • Reply La Finestra di Stefania Dove prendere il tè più buono a Firenze 06/02/2015 at 3:29 pm

    […] Il tè ve lo portano in una teiera molto particolare, dalla quale si bevono diverse tazze, e a seconda del tipo di miscela scelta, i prezzi variano dai 5 ai 10 euro, in base alla qualità di tè più o meno pregiata, e vi assicuro che la scelta è difficile. Io da brava giardiniera, ho preso il tè di Boboli, con spezie e agrumi, molto buono. […]

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