Firenze, non si impara mai a conoscere fino in fondo, tutte le volte che ci vado regala sempre emozioni nuove e luoghi inaspettati: ultimi in ordine di visita la bellissima Piazza di Cestello e l’enoteca-ristorante Pane e Vino.
Della simpaticissima e brava chef Barbara Zattoni e di Ubaldo e Gilberto Pierazzuoli, parlerò in seguito, si meritano davvero un post a parte i tre bravi padroni di casa! Questo post, invece, è dedicato a tutti i vignaioli presenti alla serata dei Pinot Nero dell’Appennino, anzi per dirla per bene è dedicato all’APPENNINO TOSCANO-VIGNAIOLI DI PINOT NERO!
Il pinot nero, un vitigno molto particolare, con molti sinonimi, come Borgogna nero, pineau, savagnin noir, blauburgunder ecc.., il quale nome sembra dovuto per la caretteristica forma a pigna del grappolo maturo. Un vitigno “tosto” che dei piccoli-grandi produttori, hanno saputo domare da Pratovecchio a Licciana Nardi, seguendo tutta la dorsale appenninica toscana.
In degustazione c’erano il MELAMPO 2008 di Casteldelpiano, MACEA 2007 di Macea, FORTUNI 2007 del Podere Fortuna, VENTISEI 2008 de Il Rio e il PINOT NERO 2009 della Fattoria Il Lago.Cinque pinot nero, simili nelle sfumature del rosso rubino, trasparenti, ma allo stesso tempo ognuno con una propria identità immediata e fruttata e un profumo proprio che varia dalla ciliegia a piccoli frutti di bosco neri.
Le province coinvolte in questo progetto,sono quattro: Arezzo, con il Podere della Civettaia di Pratovecchio, dove un incontenibile Vincenzo ha illustrato la difficile terra dell’Appennino con i gradi 4-5 di temperaturain meno rispetto ai territori normali. Sono curiosa di vedere l’etichetta della sua prima annata che uscirà a breve….dedicata ad una famosa pieve casentinese. Massa Carrara, dove Sabina Ruffaldi e Andrea Ghigliazza, hanno mollato Milano per trasferirsi in Lunigiana e nel 2006 hanno fatto la prima vendemmia a Casteldelpiano nel comune di Licciana Nardi. Lucca, con la bellissima Garfagnana e il Podere Còncori di Gallicano e Macea di Borgo a Mozzano…………..
Di Macea, apro un capitolo a parte, perchè è l’azienda di un caro amico, CIPRIANO BARSANTI, con il quale ci conosciam da anni: io giardiniera alle prime armi, lui a fare stage in un importante azienda del Chianti Classico. E’ stato bello ritrovarsi in due vesti completamente diverse….io a scrivere di vino, lui a produrre un vino tutto suo, molto buono, profumato e con una bellissima etichetta disegnata da suo padre.
La parte del leone a fa la provincia di Firenze con il Mugello: Il Podere Fortuna di San Piero a Sieve già lo conoscevo, poi ci sono Frascole e Il Lago di Dicomano di Filippo Spagnolie Il Rio e le Terre di Giotto di Vicchio.
Tutti produttori, o meglio, vignaioli indipendenti, si sono riuniti in questa associazione, dopo aver scoperto che da anni , più o meno all’insaputa uno dell’altro, ognuno di loro si stava cimentando in questa azzardata coltivazione del Pinot Nero nelle zone più irte e fredde della Toscana e credendo fortemente in questo ambito e non facile progetto. In bocca al lupo!
Il fuori-menu, il Pinot Nero GATTAIA del 2010! Per il menu della cena dovrete attendere l’altro post…
Ha presiedere la serata, l’istrionico CARLO MACCHI che insieme ai “Patron” di Pane & Vino, Ubaldo e Gilberto hanno guidato la degustazione con tanto di collegamento audio-video con Wine Word di New York.







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