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La Finestra di Stefania

L'enogastrogiardiniera

Feb 22

Anteprima Vernaccia San Gimignano 2011: le impressioni sui vini

Sarà un caso che i mandorli sono già in fiore quest’anno? Oppure hanno voluto rendere omaggio alla loro eroina, la Signora Vernaccia? E’ impossibile dimenticare il profilo delle torri di San Gimignano, così come è impossibile dimenticare il profumo di mandorla amara, che caratterizza questo vino.

Non ero mai stata a “Sangi” all’anteprima, e devo dire che la cosa mi è piaciuta assai….Nei saloni del museo di Arte Moderna e Contemporanea “De Grada”, è stato un piacere ritrovare Marco Giusti, dell’azienda “Fornacelle“, che avevo conosciuto l’anno scorso alla degustazione bendata. Vini schietti, genuini e freschi: interessante la Vernaccia Fornacelle 2010, la 2008 ancora in evoluzione, spettacolare la 2007, con un piacevole finale ammandorlato.

Della Castellaccia che dire ancora? Ci gioco quasi in casa, con i vini di Alessandro e Simona Tofanari, visto che ci legano a tante persone care…Mela, ginestra e mare nella Vernaccia “ASTREA” 2010, sempre una signora perfetta la 2006, setosa la “Riserva” 2008 (che da queste parti amano definire “Selezione”), ancora in evoluzione la 2010. Bellissima la bottiglia “boteriana” da 350, della 2008, da collezionare!

In postazione strategica, Mattia Barzaghi, intento a servire una gentile “Impronta” 2010, seguita da una più strutturata “Riserva” Cassandra 2009. Panizzi, con la Vernaccia 2010 appena sfumata di miele e la più audace “Vigna Santa Margherita” 2009.

Andrea Vecchione di San Quirico, un grande nelle riserve: prepotente I Campi Santi 2005, sempre spregiudicata e intrigante la “Selezione” Isabella 2004.

I complimenti più vivi all’organizzazione, ma soprattutto a chi ha intuito la potenzialità dei vini francesi di Calce: grenache blanc e gris, e maccabeu, dentro le bottiglie di questa terra che se ne sta sonnecchiosa tra i Pirenei e Il mare di Perpignan, pronta a esplodere con un nuovo Cru.  Succoso il “Matassa” Blanc 2007 del DOMAINE MATASSA, interessante il Cotes Catalanes 2008 del “DOMAINE OLIVIER PITHON“, da lasciare senza parole i vini del “DOMAINE GAUBY” , vivaci e complessi.

 Tanto di cappello all’italiano perfetto, parlato da Thomas Telbert del “DOMAINE DE L’HORIZON“, che ha descritto il suo vino, il VDP De Cotes Catalanes Horizon Blanc 2008, così bene, che al naso e in bocca, ritrovavi tutti i sentori delle erba e della camomilla…Da passare sicuramente a trovare se ve ne andate in vcanza da quelle parti.

 

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