La Finestra di Stefania

L'enogastrogiardiniera

ott 23

Janine Ruffino, il fiasco secondo Clet Abraham sfila al Teatro del Sale

Che mondo sarebbe senza l’arte? Firenze non se ne sta a sonnecchiare con tutto il ben di Dio che il rinascimento le ha lasciato, non campa solo di rendita con il Botticelli e Michelangelo, continua a regalare agli occhi arte contemporanea, è una cittĂ  che è sempre pronta ad aprirsi a quadri, sculture e fiaschi…

Fiaschi si! Anzi il fiasco! Il fiasco di vino Chianti di Ruffino, anche lui non sonnecchia, si adegua ai tempi, e dopo essersi dato un aria piĂą moderna, Clet Abraham, lo ha reso davvero originale. Clet, il famoso artista dei cartelli stradali “rivisitati” ha dato un volto al fiasco.

Così l’altra sera al Teatro del Sale, dal Picchi, tra una polpetta, un piatto di lampredotto, sgombri freschi di Livorno e pollo arrosto fatto come Dio comanda, è arrivata al tavolo Janine.

Janine Ruffino, un paio di occhi, un naso e una bocca molto sensuale, sono riusciti per mano di Clet a fare del fiasco di Ruffino un opera d’arte. E l’idea geniale è quella di mettere il fiasco sottosopra, sdraiato, dritto, per vedere come cambia l’espressione di Janine, specialmente quando si versa il vino.  Bravo Clet, ancora una volta hai saputo stupire.

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ott 22

Girogustando: dalla sala da ballo dello Zebù al Fòri Porta

Martina Cardinali  e Gianluca Volpi che allo Zebù di Umbertide sono abituati a danzare con le portate nei locali di quella che era una sala da ballo, quello di approdare a Girogustando a Siena è stato come un ballo per  debuttanti.

Ad accoglierli per la cena a quattro mani Giovanni Cini e Stefano Borsi del Fòri Porta in Valli: uno sposalizio gastronomico che ha visto prendere forma attraverso ricette che sono andate a passo di danza per tutta la sera.

Il tris di verdure ripiene di carne faceva il twist insieme al tortino di patate e carote lardellato, giro di walzer per la lasagnetta la ragĂą di agnello che si inchinava di fronte ai ravioli ripieni di piccione. Un tango di sapori tra in pancettone in porchetta e la nana muta all’uso medievale con tanto di casquĂ©. Infine un walzer lento per gustare al meglio il tiramisĂą di marroni e un insolito, ma delicato pan di Spagna alla menta con ricotta e pera caramellata. Chapeau!

Ma Girogustando non si ferma: stasera torna a ballare a Siena alla Grotta di Santa Caterina da Bagoga insieme Alla Sicilia.

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ott 20

Come si fa a diventare casaro

Category: Cibo,Corso di......

 Segnalo volentieri questo corso su come fare a diventare casaro. Il corso, progettato e realizzato da ERSAF – Ente Regionale per i Servizi all’Agricoltura e alle Foreste, in collaborazione con la Scuola Agraria del Parco di Monza, è rivolto a tutti coloro che intendano acquisire una adeguata preparazione e apprendere, nella teoria e nella pratica, le conoscenze e le tecniche base piĂą importanti per svolgere l’attivitĂ  di casaro di montagna, in una prospettiva capace di coniugare la tradizione con l’indispensabile innovazione.

Entrambe le parti teorica e pratica dell’attivitĂ  formativa si svolgeranno presso i locali del Caseificio Sociale di Graticelle, ubicato nell’omonima frazione del Comune di Bovegno (BS), in alta Val Trompia.

PRINCIPALI ARGOMENTI DEL CORSO
• Valorizzazione delle risorse foraggere di montagna
• qualità dei foraggi e alimentazione della vacca
• igiene e sicurezza in caseificio
• attrezzature e materiali per la caseificazione
• qualità del latte, latte vaccino e latte caprino
• tecnologia casearia
• difetti visivi sensoriali e azioni correttive sulla produzione dei formaggi
• procedure di produzione di formaggi, della ricotta, del burro
• pregi e difetti dei formaggi
• conservazione dei prodotti caseari.

Esercitazioni pratiche: produzione di formaggio caciotta da latte crudo e con aggiunta di fermenti, naturali o siero innesto; formaggio di montagna e ricotta.

Attestato: il corso, di impostazione teorico pratica, sarà finalizzato alla formazione della prima parte del profilo professionale di “operatore casaro d’alpeggio”, riconosciuto e normato da Regione Lombardia. Al termine del corso verrà effettuata una valutazione della formazione acquisita.
Agli allievi che avranno frequentato almeno il 75 % delle lezioni con esito positivo verrĂ  consegnato un attestato di certificazione delle competenze, rilasciato da Regione Lombardia tramite la Scuola Agraria del Parco di Monza.

Icrizione: il corso è a numero chiuso di 15 partecipanti con priorità d’iscrizione. Termine per iscriversi entro il 20 ottobre 2014.
Il programma dettagliato del corso, le indicazioni per la logistica ed il materiale necessario (abbigliamento da lavoro e dispositivi per la sicurezza) verranno forniti a seguito dell’iscrizione.
Inviare la scheda di iscrizione compilata e firmata alla Segreteria Corsi della Scuola Agraria del Parco di Monza tramite fax (numero 039.325309), oppure tramite e-mail segreteriaprof@monzaflora.it.

Quota d’iscrizione euro 500,00
Note Pernottamento e pasti: per il soggiorno è possibile usufruire della mezza pensione presso la casa delle Suore di Santa Dorotea di Bovegno, al costo convenzionato di Euro 35,00. In alternativa presso gli Hotel della zona. Pasti a prezzo convenzionato di Euro 12,00 a persona presso il ristorante “Tiratarde” di Graticelle.

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ott 19

Quale orchidea scegliere e come fare a farla rifiorire

L’orchidea è uno dei miei fiori preferiti, e lo regalo spesso, perchĂ© ha una lunga durata. Capisco che questa pianta a prima vista incute timore, molti di noi hanno paura di non essere capaci di farla vivere. Invece è abbastanza semplice farla campare fidatevi.

Ci sono le orchidee semplici da coltivare e quelle che richiedono qualche attenzione in più: un buona orchidea è una pianta che trasuda la salute. Le foglie devono essere di un bel verde brillante, lisce, compatte e senza macchie.  Le radici devono essere verdi o bianche e molto spesse. I fiori nella parte alta del grappolo devono essere ancora chiusi almeno vi godrete la fioritura fino in fondo.

Le orchidee hanno bisogno di luce, ma non dovrebbero essere messe alla luce diretta del sole. La temperatura della stanza deve essere  tra 16 ° e 20 °.

Quanta acqua vuole un’orchidea?

La pianta va bagnata una volta a settimana e va scolata poi dall’acqua in eccesso  bene. L’acqua stagnante fa molto male per le orchidee, danneggia le radici porta la pianta a marcire.

Quando rinvasare un orchidea?

Una volta all’anno è l’occasione giusta per rinnovare il terreno e per far respirare le radici. il momento giusto per rinvasare l’orchidea è quando nascono le foglie nuove, non si fa mai durante il riposo della pianta o la fioritura. Si tagliano le radici morte o danneggiate, si prende un vaso trasparente, si mettono sul fondo delle palline di argilla, poi si mette un po’ di terriccio specifico per le orchidee, si posiziona la pianta e si finisce di nuovo con il terriccio.

Come far rifiorire un orchidea?

La varietà Phalaenopsis può rifiorire in due mesi. Si deve tagliare la sfioritura dello  stelo appena sopra il secondo o terzo nodo. Dopo la seconda  fioritura , tagliare a zero per stimolare la formazione di nuovi steli e della foglie.

Il Cymbidium, altra varietĂ  molto diffusa, ama vivere fuori da maggio a ottobre, e per rifiorire, ha bisogno di un periodo di riposo in inverno in una stanza fresca con poca acqua.

Le Cattleya e suoi ibridi hanno bellissimi fiori scintillanti (giallo, arancione, rosa, viola) con petali ampi e colori spesso contrastanti. Sono più delicate rispetto al Phalaenopsis, hanno bisogno di più luce, temperature di 20-22 ° C durante il giorno, fresco di notte almeno 6 ° C. Per  nuova fioritura necessitano di totale riposo in inverno quindi meno sole, meno acqua e temperature più basse.

 

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ott 16

Parodi, Peronaci, ma anche Juls’ Kitchen alla Fiera di Firenze nel weekend

Da oggi fino a domenica a Firenze alla Fortezza da Basso, c’è la Fiera di Firenze. E tra i tanti eventi in calendario molti cookingshow tra cui quello della mitica Giulia Scarpaleggia, alias Juls’Kitchen, Cristina Parodi e Sonia Peronaci di Giallo Zafferano.

Il ricco calendario di show cooking gratuiti (su prenotazione: www.eventbrite.it/o/fiera-di-firenze-4739712355) avrà infatti come madrina d’eccezione la regina dei fornelli televisivi Benedetta Parodi che inaugurerà la cucina con due gustose lezioni in programma giovedì 16 a partire dalle ore 16.

 

Tutti gli show cooking sono parte integrante della golosa appendice della Fiera del Gusto che porterĂ  al Cavaniglia oltre 60 espositori con il meglio dei sapori italiani e esteri, punti di ristorazione attrezzati e la zona aperitivo con intrattenimenti per tutti i gusti. La Fiera di Firenze – Shop & The City prosegue poi negli altri padiglioni della Fortezza da Basso con il meglio di tutti i settori del commercio dall’arredamento fino all’oggettistica e all’abbigliamento passando anche per i libri e il collezionismo. Nell’occasione, gli espositori diventeranno veri e propri consulenti a disposizione dei visitatori creando proposte ad hoc per i clienti e dando la possibilitĂ  di concludere gli acquisti a convenienti prezzi fiera.

CALENDARIO SHOW COOKING 2014

GIOVEDĂŚ 16 OTTOBRE

ore 16.00: Benedetta Parodi

ore 17.00: Benedetta Parodi

ore 19.30: Cuisine Collectif: ricette ruffiane e senza stress

VENERDĂŚ 17 OTTOBRE

ore 15.00: Giulia Scarpaleggia di JulsKitchen.com: Cucinare bene low cost

ore 17.30: Sonia Peronaci di Giallo Zafferano

ore 20.30: The Florence Chefs: i dolci al cioccolato

SABATO 18 OTTOBRE

ore 11.00: Scuola di Cucina Lorenzo de’ Medici con lo chef  Stefano Pinciaroli

ore 15.00: Vittorio Caselli di Noodloves.it: il finger food

ore 16.30: Yelp Chef in collaborazione con il Mercato Centrale

DOMENICA 19 OTTOBRE

ore 11.00: Scuola di Cucina Lorenzo de’ Medici con lo chef Stefano Pinciaroli

ore 15.00:  The Florence Chefs: l’olio extravergine d’oliva

ore 18.00: Yelp Chef in collaborazione con il Mercato Centrale

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ott 14

Seminare il futuro nelle Marche: succede una domenica con la Prometeo di Urbino

Le cose belle arrivano davvero all’improvviso, come la proposta inaspettata di un’amica: cosa fai domani? PerchĂ© non vieni a seminare il farro con me? Nelle Marche?

Marche, al solo pronunciare la parolina magica, il mi cuore si è aperto, ed ho detto subito di si. Chi mi conosce sa bene quanto sia legata alle Marche, e poi ad Urbino era tanto tempo che non andavo. Così una calda mattina di ottobre abbiamo oltrepassato il passo di Bocca Trabaria, e il verde marchigiano era li che ci aspettava.

Massimo Fiorani, della Prometeo di Urbino, da oltre venti anni crede e investe nel farro e nei legumi, tanto da passare una parte della vita a ricercare le soluzioni e i prodotti migliori, e i contadini migliori per produrre farro biologico e legumi di qualitĂ . E per far capire che c’è farro e farro, e pietra e pietra, ha organizzato una semina collettiva, dove grandi e piccini hanno potuto mettere a dimora diverse specie di semi.

Oriana Porfiri è un’agronoma, la mente che ha ideato la giornata, preparato le particelle da seminare, gli attrezzi e i sementi. Sentirla parlare apre davvero la mente e dal suo discorso è emerso questo:

Il farro è il capostipite del frumento e il seme deve produrre una pianta sana e robusta e deve essere riutilizzato e riseminato.
Si devono conoscere sia i prodotti che i produttori e riappropriarsi del valore del cibo.
Bisogna prenderci davvero cura dell’ambiente  e essere vicini agli agricoltori.
La storia del frumento è la storia dell’agricoltura e la sua evoluzione. 
Le piante non sono museo ma sono vita.
Noi dobbiamo adattarci all’esigenza della terra e delle piante e alla stagionalitĂ . 

Per la semina abbiamo utilizzato il monococco e il dicocco o farro comune che è un frumento duro e il Turanico.
La Ruscia Abruzzese e Ruscia Siciliana come grani duri. Tra i grani teneri il Mentana, è una delle varietà più diffuse. 
La Rosciola e la Solina d’Abruzzo che è un grano molto resistente al freddo, un grano invernale.
Il Gentil Rosso molto diffuso nel centro Italia. La Iervicella.

E la cosa da ricordare sempre è che tutti i grani contengono glutine in quantitĂ  diversa e che c’è pietra e pietra. Non basta leggere farina macinata a pietra per dire che è un prodotto di qualitĂ , perchĂ© purtroppo ci sono anche le pietre non blocco unico, ma di graniglia mescolata a cemento e queste non vanno bene, perchĂ© rilasciano residui nella lavorazione.

Tra tutte queste lavorazioni, nascono i prodotti, tra cui I Turanici: una collaborazione tra due realtĂ  marchigiane, la Prometeo Urbino e la Pasta Mancini, e quest’ultima fa parte degli UNICI. Gli Unici sono sette amici produttori, interpreti delle piĂą virtuose realtĂ  della gastronomia italiana, uniscono i propri talenti lavorando insieme per raggiungere eccellenza nella qualitĂ  dei prodotti e dell’immagine, che è precisa ed originale.

http://www.prometeourbino.it/

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ott 11

Genova: come dare una mano per l’alluvione. Istruzioni per i volontari per aiutare la “Superba”

Dal denaro non nasce niente, dal fango rinascono i fior, come diceva De Andrè, e i fiori in questo caso sono gli “Angeli del Fango”, accorsi con pala e stivali ad aiutare i genovesi a tornare alla luce, e a fare si che Genova sia di nuovo “La Superba”.

Zena, visitata appena quindici giorni fa, piena di sole e di voglia di vivere e della spontaneitĂ  dei genovesi, una cittĂ  che sa regalare amore ed emozioni in tutti i campi, dal cibo all’arte. Ed ha bisogno di tutti noi per rialzarsi, con un cenno mediatico di conforto o una spalata di fango. Ognuno a proprio modo darĂ  un piccolo contributo affinchĂ© Zena torni a splendere.

Se volete raggiungere Genova, cercate di andare in treno via Pisa o Parma, perché ancora ci sono problemi sulla linea ferroviaria che collega Genova con le principali città del nord. Non andate in macchina, oppure usatene meno possibile.

Per tutti i volontari chiamate Luigi e seguite le sue indicazioni(da viale Brigate a Ponte Monumentale): 333 6739864

Ringrazio per le foto dell’alluvione Marco Carmassi, Andrea Alfano e Stefania Conti.

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ott 10

Metti una giornata di sole al Castello di Radda con la presentazione delle nuove annate

Succede qualche volta che ottobre porti delle belle sorprese, soprattutto se hai la fortuna di trovare una giornata di sole: invece che alle famose ottobrate romane, state per leggere un ottobrata raddese,  tenutasi qualche giorno fa al Castello di Radda.

Un giardino di vino, che per un giorno si è trasformato, dando così l’opportunitĂ  all’azienda guidata da Stefano Peruzzi, di presentare le nuove annate di importanti realtĂ  vinicole italiane  e straniere legate tra di loro da un filo conduttore. Così tra una fetta di prosciutto di Casa Porciatti,e una sosta sotto il grande glicine che guarda il paese di Radda in Chianti, tanti enotecari, ristoratori e addetti al settore del vino, hanno avuto il piacere di degustare degli ottimi vini come:

LO SPARVIERE: Extra Brut 2007; Dosaggio Zero 2007 e Cuvee 

CASTELLO DI RADDA: Castello di Radda Chianti Classico Riserva 2011; Castello di Radda Chianti Classico Gran Selezione 2010; GUSS 2011

ORLANDI CONTUCCI PONNO: Liburnio 2007 e Riserva Montepulciano d’Abruzzo 2008

AUTREAU: Champagne Brut 1er CRU; Grand CRU Blanc de Blancs; Brut Rosè; Grand CRU Riserva; Grand CRU Riserva Millesimato 2008; Gran CRU riserva Millesimato 2005 Les Perles de la Dhuy; Grand CRU 1670 millesimato 2005.

SEPP MOSER: Gruner Veltrilner Von den Terrassen 2013; Gruner Veltliner Gebling 2012; Riesling Von den Terrassen 2013; Riesling Gebling 2012; Muskatt 2013; Vendemmia terdiva Pinot Bianco 2012.

Rolly Gassmann (Alsazia): Pinot Bianco 2011; Riesling 2012; Pinot Grigio 2010; Pinot Grigio Rotleibel 2009; Gewurztraminer 2012; Gewurztraminer Kappelweg de Rorschwihr.

Ma la cosa piĂą bella è stato vedere tutta la squadra che lavora li all’opera con mescite e delucidazioni, perchè il vero segreto dell’azienda è lo spirito di squadra, dove regna armonia, e questa è una cosa importante, per un giorno non ci sono stati ne direttori, ne impiegati ne cantinieri, ma un gruppo omogeno che ha dato il megli di se per far riuscire l’evento. Quindi si meritano un plauso Stefano, Linda, Ludovico, Marco, Stefano, Angelika, Marco, Calogero e Alessandro, la super squadra che ogni giorno apre le porte della cantina per le degustazioni e per spiegar vini.

Castello di Radda

LocalitĂ  Il Becco, 101/A | 53017 Radda in Chianti (SI) Italy
P.IVA e CF 01113530529
Tel. +39 0577 738992 – Fax +39 0577 738985

Per ulteriori informazioni contattare:

info@castellodiradda.com

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