La Finestra di Stefania

L'enogastrogiardiniera

dic 16

Le foglie morte in giardino si possono riciclare in tanti modi

Le foglie hanno una loro vita, nascita, crescita e morte, anche se alla fine non muoiono, sanno riciclarsi per tante cose nuove.

E come sono belle con i loro colori che vanno dal rosso al giallo oro, non è vero? Si lo so che poi vanno raccolte, ma trovate il lato positivo, ginnastica all’aria aperta a costo zero! Allungamenti, addominali e sollevamento pesi, per una sana attività fisica e per lo più gratis.

Ma invece di buttarle nel cassonetto del verde, ci potete fare tante cose utili.

Prima di tutto abbiate l’accortezza di buttare via le foglie malate, da quelle sane. Mettetele in un contenitore nella parte più lontana del giardino per farci il compost, che vi servirà in futuro per concimare in modo naturale le piante.

Quelle foglie, togliete dall’erba se non fatele il compost, e usatele per pacciamare le radici delle piante più delicate, se sistemate a modo, sono anche decorative.

E quelle rosse dell’acero, le potete usare per fare dei cordoni natalizi per addobbare la casa durante le feste.

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dic 11

Da Vinci Ristorante a Eataly Firenze: il genio leonardiano di Enrico Panero

Soffia soffia il “Marin”, che ha attraversato carruggi, creuze ed è arrivato fin qui in via Martelli a Firenze, quasi a fianco del Duomo. Un vento questo Marin, formato da aria fossanese, zeneese e fiorentina, un vento nuovo, o meglio una ventata di novità che ci voleva a Firenze, portata da Enrico Panero, lo chef del Da Vinci, il ristorante al primo piano di Eataly Firenze.

Non abbiat timore o voi che entrate, abbiate il coraggio di salire le scale, oltrepassare il mondo del vino e catapultatevi tra antichi affreschi e arredi contemporanei, mixateli insieme a una cucina moderna, e niente sarà più come prima. Ah no? E perché?

Perché io, che ho avuto il piacere di ritrovarmi con il mare in bocca qualche sera fa, un mare forte intenso, tenuto a bada solo dallo Champagne. Barche, barche di pesce pronte ad invadere il porto nostro, il nostro palato; la fonduta di topinambur con acciughe del Cantabrico, è risultata molto delicata,il cannolo di cous cous, un omaggio alla Sicilia occidentale, uno dei capolavori dello chef, che nella sua semplicità ha dato piglio anche alle acciughe ripiene e fritte.

Come antipasto ho provato il mare d’autunno e note vegetali: lo sgombro marinato di agrumi, palamita affumicata e gambero biondo, tanti scoglietti di bontà adagiati su un mare di zucca.

Il piatto più particolare è senza dubbio il risotto mantecato al cavolfiore con lattuga di mare e ostriche di La Spezia: in un boccone ti ritrovi davvero con il mare in bocca, la Liguria che torna a far capolino nella cucina di Panero, un piccolo omaggio alla regione che lo ha ospitato per diverso tempo.

Ha provato a rivisitare il cacciucco, con un idea geniale: una leonardiana scomposizione con i pesci cotti separatamente e uniti solo dalla salsa all’ultimo momento. Gran finale con le consistenze agli agrumi, fatte dalla brava pasticcera della brigata, una bella squadra di giovani con tanta voglia di fare.

Durante la settimana a pranzo ci sono i menu orto, mare e territorio oppure la carta, e la sera il ristorante, diventa più romantico, dando spazio anche a serate con grandi vini. Quando sono andata io c’era lo Champagne Billecart-Salmon, presentato dalla ambasciatrice dello Champagne Chiara Giovoni, ma sono in programma serata con il Brunello, il Barolo ecc…

DA VINCI RISTORANTE di Enrico Panero

Via dei Martelli, 22, 50122 Firenze
Telefono:055 015 3603
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dic 10

A cena con Babette: assaggi di film con Giovanni Pellicci e Lorenzo Bianciardi

Libro-Pellicci Quando Giovanni Pellicci e Lorenzo Bianciardi si mettono in testa una cosa state sicuri che ne viene fuori sempre qualcosa di buono. Così dopo  gli assaggi di cinema al Nuovo Pendola a Siena e quelli alle Terme dell’Antica Queciolaia, questa volta gli assaggi li troviamo in un libro. image Giovedì 11 dicembre alle 18.00 presso la Libreria Carta Zucchero (Via Camollia 92-94)a Siena, c’è la presentazione del libro con gli autori e le incursioni di Duccio Balestracci e Simone Petricci “A Cena con Babette” per scoprire che gusto hanno i film Il libro di Lorenzo Bianciardi e Giovanni Pellicci edito da Morellini Editore non è un manuale di cinema o di cucina, ma un modo originale per far incontrare due mondi apparentemente lontani e suggerire insoliti abbinamenti enogastronomici ed esperimenti culinari tra le sequenze di grandi capolavori cinematografici Se state pensando di invitare qualcuno di speciale a cena – magari a casa vostra per vedere un film – non fatelo prima di aver letto “A cena con Babette”, il libro di Lorenzo Bianciardi e Giovanni Pellicci edito da Morellini Editore e appena uscito, che sarà presentato per la prima volta a Siena, giovedì 11 dicembre alle 18.00 presso la Libreria Carta Zucchero (Via Camollia 92-94) alla presenza degli autori e del professor Duccio Balestracci e Simone Petricci, presidente di Campo&ControCampo. Per non sbagliare ricetta e film, affidatevi con un pizzico di curiosità e una buona dose di incoscienza, alle 160 pagine dell’opera scritta a quattro mani da due amici giornalisti, Lorenzo Bianciardi cinefilo con la passione per il cibo e Giovanni Pellicci, esperto di enogastronomia sensibile alla magia del grande schermo, che non è né un libro di cucina né un manuale di cinema, ma un modo originale per far incontrare due mondi apparentemente lontani e suggerirvi insoliti abbinamenti enogastronomici ed esperimenti culinari tra la sequenza di un film e l’altra, scegliendo per voi deliziose pellicole “di gusto”, film indimenticabili in cui il cibo è l’attore protagonista. Per scrivere questo libro tutto da sgranocchiare, Lorenzo Bianciardi e Giovanni Pellicci hanno infatti “assaporato” alcuni capolavori della filmografia mondiale, per farci scoprire che il film cult di Ang Lee Mangiare bere uomo donna si sposa perfettamente con una invitante aragosta alla catalana e un calice fresco di Vermentino di Gallura; che Un’ottima annata, della mitica coppia Scott-Crowe, ci invita a gustare un piatto “lento” come il peposo, in abbinamento al Cannonau di Sardegna; e che se Tim Burton, nel suo La fabbrica di cioccolato, ci propone un delizioso cioccolato al peperoncino da abbinare ad un classico Barolo Chinato, Chocolat con Johnny Depp, invece, ci suggerisce un’audace combinazione di tagliatelle al cacao e Morellino di Scansano.

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dic 9

Coppette di panettone alla crema di kaki

Facendo la giardiniera, in questo periodo in molti giardini che curo, ci sono alberi di kaki (cachi, pomi o diosperi), belli carichi di frutti. Sono un albero di Natale alternativo se ci mettete le luci, oppure con i frutti maturi oltre che a mangiarli “nature”, ci potete fare questa ricetta semplice che vi risolverà il dolce per le feste di Natale, oppure quando vi ritroverete con gli avanzi del panettone finite le feste e non vi basterà più inzupparlo nel caffelatte.

Nonostante sia toscana, ho sempre avuto una grande passione per il panettone, e quando ero piccola, tutte le volte che  nevicava con il mio babbo ce ne mangiavamo uno intero. Il record l”abbiamo battuto nelle vacanze di Natale 1984-1985, il grande inverno, o meglio la grande ghiacciata, dove nel Chianti non siamo andati a scuola per quasi un mese.

Sapete che mi piace mangiare parecchio, e anche se cucino non posto spesso ricette, ma ogni tanto mi diverto a farlo, e questa volta facciamo un dessert a base di panettone. Che dite siete curiosi? Come panettone ho scelto quello di Sartori, che ha davvero la scorza dura e l’interno morbido come vuole la tradizione. L’ho usato per fare questa ricetta e poi ci ho fatto colazione, e se non lo metto via, ne rimaneva ben poco. ;-) Ecco, è meglio passare alla ricetta…

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Coppette di panettone alla crema di caki

Ingredienti per quattro coppette:

4 fette di panettone Sartori

4  kaki maturi belli grossi

140 gr di zucchero semolato

250 ml di latte

80 gr di farina di riso

2 uova intere

vanillina q.b

pezzettini di stecca di cannella per guarnire

Lavate i kaki,  puliteli e tritateli con un grosso coltello fino a spappolarli bene (in alternativa usate il frullatore, ma visto che i frutti saranno parecchio maturi, non vi servirà). In un pentolino sbattete le uova con lo zucchero, aggiungete la vanillina, e la farina di riso, sbattete bene con una frusta aggiungendo il latte, e per ultima la purea di  caki. Mettete il pentolino sul fuoco basso,  e continuando a mescolare, portate a bollore. Fate bollire fino a quando la crema, si sarà addensata, continuando a mescolare, quindi quando è pronta, toglietela dal fuoco e fatela raffreddare.

Con un bicchiere o uno stampino rotondo ricavate dei dischi dalle fette di panettone. Adagiate un disco nella coppetta, ricoprite con la crema, quindi mettete un nuovo disco di panettone, ancora della crema. Lasciate riposare in frigorifero per almeno un ora, servite le coppette guarnite con dei pezzettini di cannella.

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dic 6

Il Piccolo Principe e la storia degli amici cuochi: Gaetano Trovato, Franco Sangiacomo, Filippo Saporito e molti altri

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Ci sono gli chef, e poi ci sono gli chef-cuochi-amici, quelli che appena hanno occasione si ritrovano nelle cucine l’uno dell’altro, e se possono decidono di cucinare tutti insieme, magari per una buona causa.

E martedì 9 dicembre faranno una gran bella cosa, un regalo speciale. Cucineranno tutti insieme e il ricavato della cena degli auguri, andrà a il Piccolo Principe Associazione Autismo di Siena.

Tantissimi chef prepareranno la “Cena degli auguri con il Piccolo Principe’, in programma presso il ristorante Cuorcino di Monteriggioni (Si) il 9 dicembre, alle ore 20.00, convivio finalizzato alla raccolta di fondi per la progettazione e realizzazione di un centro residenziale permanente per autisti adulti in provincia di Siena.  Dal promotore Lazzaro Cimadoro del ristorante Casalta di Monteriggioni a Gaetano Trovato del ristorante Arnolfo di Colle Val d’Elsa, Franco Sangiacomo dell’Osteria del Castello di Brolio, da Alessandro Giani dell’Enoteca Pinchiorri di Firenze a Filippo Saporito della Leggenda dei Frati di Castellina in Chianti, da Gianluca Di Pirro del ristorante ‘La Torre’ del Castello del Nero di Tavarnelle Val di Pesa a Tommaso Ficai della Locanda di Tommaso di Castelnuovo Berardenga e tanti altri cuochi del territorio.

Questo il menu della cena degli auguri: tanti antipastini per aperitivi tipo finger food che ogni chef porterà a piacere, il baccalà di Arnolfo, il risotto zucca e tartufo, le casarecce al cacao con il cinghiale, la quaglia ripiena ai fichi secchi, la sfera di cioccolato con cheese cake e mousse ai frutti di bosco.

Contributo minimo per la cena 50 euro che andrà a favore dell’associazione.
Prenotazione obbligatoria ai numeri: 339.7149571 / 328.1171568 oppure spedendo una e-mail all’indirizzo: piccoloprincipe@autismosiena.it

 

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dic 4

Il Natale a Siena dura due mesi: mercato nel campo, visita ai musei di contrada, e tante sorprese

E come da tradizione il primo dicembre, per Sant’Ansano, il patrono della città, si sono accese le luci su “Tutto il Natale di Siena“, che ha un ricco programma di eventi.

Vi ricordo che avete ancora tre giovedi’ (compreso stasera), per andare a vedere il museo civico, ascoltare musica e degustare vino, per “Sette note in sette notti”.

Poi sabato 6 e domenica 7 dicembre, la Piazza del Campo, torna ad animarsi con il “Mercato nel Campo: Un moderno mercato della tradizione e delle eccellenze senesi con una proiezione “ideale” di quello che era il mercato settimanale al tempo della Repubblica di Siena. 
Con oltre 140 banchi vendita dislocati nella conchiglia di piazza del Campo, il cuore di Siena tornerà per due intere giornate ad essere area di commercio e di relazioni sociali. I prodotti saranno esposti su supporti per la vendita che si rifanno a quelli del passato, in sintonia con il decoro della piazza. Gli artigiani eseguiranno lavorazioni dal vivo, coinvolgeranno adulti e bambini in laboratori agroalimentari, riprodurranno le particolarità della vita rurale. La maestria degli artigiani affiancherà l’estro di artisti figurativi e musicisti, la professionalità dei ristoranti cittadini, l’eccellenza delle aziende vinicole.

VINARTE – Musica, arte e degustazioni sotto la Torre del Mangia

Il 6 e 7 dicembre ai Magazzini del Sale dalle 10 alle 22 spazio alle eccellenze vinicole del nostro territorio con possibilità di degustazioni accompagnate da tanta buona musica con gli allievi della Siena Jazz University e dell’ ISSM “Rinaldo Franci”.

Il prossimo 6 dicembre ci sarà il primo appuntamento, In CONTRADA, un progetto promosso e ideato dall’Assessorato al Turismo del Comune di Siena e dal Magistrato delle Contrade che,  intende proporre per la prima volta, un percorso attraverso l’arte, la storia, la tradizione dei 17 rioni senesi  utilizzando i contenuti multidisciplinari che tali itinerari offrono.ti multidisciplinari che tali itinerari offrono.

La visita partirà dal Cortile del Podestà per spostarsi attraverso i Magazzini del Sale fino alla Sala dei Costumi (mai aperta al pubblico) dove sono esposti i costumi del corteo storico  appartenenti all’autorità comunale di Siena. Uscendo sulla Piazza del Mercato inizia la visita  ai territori contradaioli, un rione per ogni giornata in programma.

IN CONTRADA è un progetto rivolto a coloro che sono interessati ad approfondire la cultura della città e verrà inaugurato con la prima visita ufficiale il giorno sabato 6 dicembre alle ore 15:00 con partenza dal Cortile del Podestà a cui seguiranno la seconda visita domenica 7 e la terza lunedì 8 dicembre. Il percorso durerà circa tre ore e si ripeterà ogni sabato e domenica fino al 25 gennaio nei seguenti orari: sabato dalle ore 15:00 alle ore 18:00 e la domenica dalle ore 10:00 alle ore 13:00. Diciassette giornate per diciassette rioni in cui Siena e le sue contrade si apriranno con la voglia di raccontarsi nuovamente al mondo.
Le visite potranno essere prenotate telefonando al 0577/286300 o via mail a incontrada@operalaboratori.com.

Per info www.magistratodellecontrade.it

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dic 3

Cantina Antinori a Bargino, visita guidata e degustazione in favore dell’ATT

La mia visita al Bargino (FI) alla nuova cantina di Antinori, risale a pochi mesi fa, insieme a una delle mie più care amiche, e sono rimasta a bocca aperta, da tanta grandiosità, innovazione e musica! Musica, perchè oltre al vino, in estate fanno dei bei concerti, quindi appuntatevelo per la prossima stagione.

Torno a parlarvi di questa cantina, per una giusta causa, e ringrazio Paola Neri per avermi informato:  domenica 14 dicembre  ci sarà un pomeriggio“Alla scoperta della cantina Antinori con l’A.T.T.”: (Via Cassia per Siena, 133 Loc. Bargino). La visita guidata con degustazione sarà a favore dell’Associazione Tumori Toscana A.T.T. 
Durata visita 1 ora – Orario 14.30 e 15.00
Max 50 persone per gruppo.
VISITA 
Offerta minima 15 Euro
Prenotazione obbligatoria: A.T.T. Firenze, Paola Neri, 3356586211

E-mail: attfirenze@associazionetumoritoscana.it

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dic 1

Chef and Blogger on the Road: in qualunque posto saranno, lasceranno sempre un’emozione

Quando l’amicizia è quella vera, indistruttibile, di quelle che attraversano il cuore, lascerà sempre un’emozione che non se ne vorrà andare più via.
Non so dire come, ma ogni volta che c’è “Chef on the Road” ed è il caso di cambiare titolo questa volta in “Chef e Blogger On The Road”, succede che tante persone provenienti da regioni diverse e realtà culinarie totalmente differenti, riescono a fare insieme un volo che le porta in alto. E non c’è distanza che tenga, in qualunque posto saranno al richiamo dello Chef Luca Borghini, tutti accorrerano e si ritroveranno vicini, tutti ai fornelli, uno accanto all’altro.

La strada li ha portati ancora una volta all’Osteria di Rendola, dalla Franca e da Simone Baldi, che insieme a Beppino (autore di una porchetta da urlo), sono il motore di questa bella realtà nel Valdarno, vicino a Montevarchi (AR). I padroni di casa, hanno fatto cambiare cucina agli chef e ai blogger, aprendogli quello che è diventato il nuovo ristorante di Rendola, e loro non hanno avuto paura, hanno trovato tutto l’occorrente per fare i “piatti della tradizione”.

Da Fossano, nel cuneese è tornato Willi La Paglia, che insieme a Luca Borghini hanno imbastito i  tortellacci con patate e formaggi al sugo rustico di patate e salsicce, (aiutati dalla vulcanica Maria Rosaria De Luca  del blog “Cucina Casereccia”), sia i maltagliati di semola al ragù rosso di Chianina. E se Luca è il punto di riferimento, il suo braccio destro è sempre Shady Hasbun  che si è divertito nel preparare le zuppe come l’acquacotta di Moggionaa base di pane, pomodoro e salsiccia, la zuppa lombarda con i fagioli zolfini e la zuppa di cipolle gratinate e non poteva mancare la pappa al pomodoro e la ribollita, quest’ultima nata anche grazie alle mani di un giovane, Giuseppe Lo Presti, che ha per la testa un progetto ambizioso, del quale sentirete presto parlare, se vi piace il pesce e la cucina vegana, seguitelo e scoprirete molte cose interessanti.

A far da cornice a tutto questo ben di Dio, la favolose decorazioni e l’allestimento delle pietanze di Serena Menci, giovanissima e già pronta a portare la sua pasticceria in giro per il mondo.
 E non dimentichiamo che insieme al companatico ci sta bene il pane, quello buono di  Vincenzo Petrizzelli. Anche lui è un veterano di questa brigata globetrotter,e finalmente ha coronato il sogno di aprire un suo locale, l’Osteria Da I’Pelo e dalle sue mani e da quelle di Flora Rondoni, sono nati i taralli pugliesi fatticon la semola di grano duro rimacinata, la schiacciata con la salvia a base di latte e ricotta, e la focaccia pugliese con origano e pomodoro, e una capatina a a d Oriente, ma imbottito d’Occidente, ovvero il pane indiano ripieno di finocchiona e gorgonzola.

Altra sorpresa la sbriciolata di ricotta di Francesco Gallo, che ha portato la Sicilia antica e sconosciuta ai più, dentro un dolce dalle forti emozioni, dove ricotta, farina di mandorle e cannella sono gli ingredienti principi di questo dolce  dall’impasto particolare…Senza dimenticare il tiramisù rivisitato di Rosa Cinque, blogger dallo spirito partenopeo.

Cosi’ il plotone  gastronomico vestito da “Solo Chef”, in qualunque posto sarà, non avrà confini, saranno sempre degli amici più vicini in cucina, e io so che loro ci credono, non hanno dubbi, che l’amicizia in cucina non finirà mai, sempre vivrà.

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