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La Finestra di Stefania

L'enogastrogiardiniera

Set 24

Dove si trova il deposito bagagli alla stazione di Padova? Al binario 1

Dove è il deposito bagagli alla stazione di Padova? Al binario 1, Where is the baggage store at Padua station? On track 1

Padova è tra le più importanti stazioni ferroviarie italiane per grandezza e volume di traffico ed è frequentata ogni giorno da decine di migliaia di persone.

Ecco cara Trenitalia, visto che queste due righe sopra, le hai fatte scrivere te su Centostazioni, ti sei dimenticata di segnalare dove si trova il deposito bagagli! Cari viaggiatori, non vi preoccupate, vi vengo io in soccorso.

Wo ist die Gepäckaufbewahrung am Bahnhof Padua? Auf Spur 1

Naturalmente questo post, nasce perché anche io ho dovuto domandare dove si trovasse il deposito bagagli. E in una stazione completamente ristrutturata, la cartellonistica è importante!

stazione di Padova, biglietteria

Allora il deposito bagagli alla Stazione di Padova è al binario 1, e proprio accanto ci sono anche i bagni.

Il Frecciaclub a Padova è al binario 1, The bathrooms at Padua Station are on track one, next to luggage storage

Entrando in stazione, con la biglietteria di fronte, svoltate a destra, seguite direzione Frecciaclub, e lungo il corridoio parallelo al binario uno trovate il deposito bagagli e accanto i bagni. Se guardate come è messa la foto non vi potete sbagliare.

I bagni alla stazione di Padova, sono al binario uno, accanto al deposito bagagli,Die Bäder am Bahnhof Padua sind auf dem richtigen Weg, neben der Gepäckaufbewahrung

Eccolo qua, tutto bellino pulito, e rispetto ad altre stazioni italiane i prezzi non sono alti. Io ho pagato 5€ per cinque ore, pensavo molto di più.

Padova's luggage storage timetable,42/5000 Padova's Gepäckaufbewahrung Zeitplan

Leggetevi gli orari: il deposito bagagli di Padova, chiude alle 18.00 e riapre il mattino successivo alle 6.30.

Binario uno di Padova, dove partono gran parte delle frecce e Italo

Italo e gran parte delle “frecce” di Trenitalia, partono dal binario 1. Controllate comunque il  tabellone. Per andare dal binario 2 in poi, c’è il sottopassaggio.

Padua Station

Ultima cosa, se dovete prendere un autobus, davanti alla stazione di Padova, c’è un grande piazzale, dove fanno capolinea parecchie linee di bus.

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Set 23

Da Fratelli Cuore a Firenze, si ordina dal menu grazie a Messanger con PassBot

cosa è passbot e come funziona

Il treno è il mio mezzo preferito per viaggiare, e spesso, aspettando una coincidenza per tornare a casa dalla stazione di Firenze Santa Maria Novella, un salto dai Fratelli Cuore, all’interno della stazione ce lo faccio. Che sia per bere un centrifugato, mangiare una pizza, oppure prendere una pizzetta d’asporto, è un posto aperto 24 ore su 24 e adatto a tutte le esigenze. Da qualche tempo poi, hanno portato una vera e propria novità nel prendere l’ordinazione, da Fratelli Cuore c’è “PassBot“.

Come ordinare al ristorante con Messanger

E cosa sarebbe questo “PassBot“? Semplice, si ordina semplicemente dal  menu della Pagina Facebook del ristorante con il cellulare, tramite Messenger.

E non c’è bisogno di scaricare nessuna applicazione, visto che Messanger sul telefono ce lo abbiamo quasi tutti. Ecco come funziona: il cameriere appena vi metterete seduti al tavolo, vi darà un codice, che vi servirà per confermare l’ordine che vedrete sul vostro schermo.

Vi appariranno le pizze, la pasta, insomma tutti i piatti che ci sono nel menu, vi basterà mettere un “tap” sul nome del piatto scelto, e zac, la comanda arriva subito in cucina. PassBot è in italiano e in inglese e se ci fosse una pesona con un’intolleranza, basta premere il tasto “chiama cameriere” per esporre il problema. E volendo, si può chiedere il conto tramite Paypal o la vostra carta di credito, senza andare alla cassa.

Dove mangiare la pizza a Firenze zona stazione

E quali sono i vantaggi?

Per il cliente, ci sarà la priorità dell’ordine, potrà chiedere più informazioni sul piatto ordinato al cameriere, e se vuole, potrà avvalersi dei premi fedeltà, accomulando punti.

E non dimenticatevi di assaggiare la pizza cotta nel forno a legna: impasto soffice, lunga lievitazione, caratteristiche che gli hanno valso i due spicchi nella Guida Pizzerie d’Italia del Gambero Rosso.

Fratelli Cuore

Stazione Santa Maria Novella

Firenze

Aperto 24h/24 tutti i giorni.

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Set 11

Venezia, le mostre di settembre e i giardini segreti

Cosa fare a Venezia in settembre, september in Venice

Svegliarsi tutte le mattine con una foto di Venezia sul comodino ha il suo perché. Una città con mille attrazioni culturali, dove ogni tanto bisogna tornare a farle visita. E settembre è uno dei mesi che preferisco, con l’aria più fresca, la luce più viva e i giardini che si riprendono dalla calura estiva. E poi ci son loro, le mostre, una più interessante dell’altra. Pronti per tornare ad ammirare la Serenissima?

Mostre sul vetro

Cominciamo con la mostra The Venice Glass Week, il primo festival internazionale dedicato all’arte del vetro.

Sono più di 100 le realtà, per un totale di 150 eventi, che dal 10 al 17 settembre 2017 partecipano alla prima edizione di The Venice Glass Week, vero e proprio festival internazionale dedicato all’arte vetraria con particolare riguardo a quella muranese, nato per celebrare il vetro, risorsa artistica e produttiva per cui la città lagunare è rinomata a livello globale. Il programma della “settimana del vetro” è composto dalle iniziative più variegate in tutta la città – la maggior parte delle quali aperte al pubblico – aventi tutte come tema principale il vetro artistico: 88 mostre, 21 aperture speciali, 7 conferenze, 11 visite guidate, 11 workshops, 4 attività per bambini, 3 spettacoli, 3 presentazioni, 1 cena a tema e 1 corsa notturna tra le calli di Murano. Il programma completo è su theveniceglassweek.com

Venezia i tesori dei Moghul e dei maharaja

Proseguiamo con la mostra TESORI DEI MOGHUL E DEI MAHARAJA: La Collezione Al Thani a Palazzo Ducale fino al 3 gennaio 2018.

Arriva a Venezia, per la prima volta in Italia, la prestigiosa e celebre mostra dedicata alle gemme e ai gioielli indiani, dal XVI al XX secolo, appartenenti alla Collezione Al Thani. Oltre 270 oggetti esposti a Palazzo Ducale ci raccontano cinquecento anni di storia dell’arte orafa legata, per origine o ispirazione, al subcontinente indiano. Gemme splendenti, pietre preziose, antichi e leggendari gioielli, accanto a creazioni contemporanee ci conducono in un viaggio attraverso cinque secoli di pura bellezza e indiscussa maestria artigiana, specchio della gloriosa tradizione indiana: dai discendenti di Gengis Khan e Tamerlano ai grandi maharaja che, nel XX secolo, commissionarono alle celebri maison europee gioielli d’inarrivabile bellezza e straordinaria modernità.

Venice' garden, giardini segreti di Venezia

È il momento di seguire i consigli  di Mariagrazia Dammicco, che ci porta alla scoperta dei giardini, parchi, e orti di Venezia, sia nel centro storico che nelle isole. Dall’Orto-giardino degli Scalzi, passando dalla corte di Ca’ d’Oro e arrivando alla Giudecca nei giardini e vigne di Casanova al Cipriani.

La biennale 2017 di Venezia

Inoltre, fino a domenica 26 novembre 2017, ai Giardini e all’Arsenale, c’è la 57. Esposizione Internazionale d’Arte dal titolo Viva Arte Viva, curata da Christine Macel e organizzata dalla Biennale di Venezia presieduta da Paolo Baratta.

La Mostra offre un percorso espositivo che si sviluppa intorno a nove capitoli o famiglie di artisti, con due primi universi nel Padiglione Centrale ai Giardini e sette altri universi che si snodano dall’Arsenale fino al Giardino delle Vergini. 120 sono gli artisti partecipanti, provenienti da 51 paesi; di questi 103 sono presenti per la prima volta nella Mostra Internazionale del curatore.

Mostra di sculture a Venezia

Inoltre fino al 1 ottobre, tra l’Hilton Molino Stucky  è l’ocra Hotel Excelsior, Venezia Lido, ci sará OPEN Esposizione Internazionale di Sculture ed Installazioni, che giunge quest’anno alla sua ventesima edizione.

OPEN ripercorre la sua storia attraverso alcuni dei nomi più significativi dell’arte contemporanea che hanno partecipato a OPEN come Yoko Ono che presenterà in anteprima mondiale INVISIBLE PEOPLE un progetto dalla lunga elaborazione: una visione simbolica e metaforica del viaggio dei migranti, tra immaginazione e poesia per non dimenticare. Il ritorno all’Hotel Excelsior ed il ritorno di ORLAN con un’installazione site specific basata su Le Plan du Film, una serie importante concepita nel 2001 alla ricerca di quello che Jean-Luc Godard ha chiamato “l’inverso del cinema”: un’opera sulla creazione di un film all’inverso partendo dalla comunicazione e dalla pubblicità di un’opera cinematografica, unici aspetti, in questa geniale finzione, che rendono il film reale. E ancora Igor Mitoraj, Luigi Ontani, Federica Marangoni, Marco Nereo Rotelli, Gianfranco Meggiato, Amin Gulgee, Ferruccio Gard e Marianne Heske che in occasione di OPEN 1999 fece viaggiare un enorme sasso di 4000 anni fa dal villaggio di Tafjord e che ancora oggi staziona al Lido di Venezia.

Mi sembra un bel programma, quindi mettetevi scarpe comode, fate una colazione abbondante e immergetevi nella bellezza di Venezia a settembre.

 

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Set 10

Ocra, gombo o okra, come coltivarla in giardino e usarla in cucina

Come è fatta l'ocra

Passeggiando nell’orto-giardino di un mio caro amico, mi sono imbattuta in una pianta dalle foglie che ricordano la zucca, i fiori che ricordano quelli di hibiscus e i frutti che somigliano a dei peperoncini verdi. Tutta questa accozzaglia di specie, è l’ocra, chiamata anche gombo oppure okra.

Fiore di ocra simile all'hibiscus

In effetti tutto questo concentrato di cose, rende l’ocra una pianta molto decorativa, e non poteva che avere i fiori gialli, come il famoso colore “giallo ocra”. Vi dico che mi sono innamorata dell’ocra, okra, oppure gombo, decidete voi come chiamarla.

Come è fatta l'ocra

L’ocra è fatta di una parte un po’ appiccicosa che la rendono un addensante naturale per fare degli stufati e delle zuppe. E come facciamo a coltivarla? Ricordatevi che cresce bene, dove l’estate è lunga e calda.

Come coltivare l'ocra, okra o gombo

Per fortuna le varietà che troviamo oggi in commercio, sono prive di spine e tra le più facili da reperire ci sono il “Cajun Delight” e l’Annie Oakley, mentre la varietà Burgundy, produce frutti rossi, che sono buonissimi fritti. Una cosa molto importante, ricordate che i frutti di ocra vanno consumati velocemente, conservateli in frigo massimo 2/3 giorni.

Se abitate in zone un pochino più fredde, è consigliabile che piantate i semi dell’ocra prima in vaso. E per favorire la germinazione, immergete i semi del gombo in acqua per almeno 24 ore. Quindi fate dei vasetti riempiti con della torba e metteteci due semi di okra per vaso. Appena spuntano le piantine mettetele al sole. Ricordatevi che l’ocra ha bisogno di spazio, perché può crescere fino a un metro e mezzo. Se invece abitate in zone calde potete seminare l’ocra direttamente in giardino oppure nell’orto, a una distanza di almeno 50 cm tra una pianta e l’altra. I baccelli dell’ocra sono pronti quando raggiungono una lunghezza di massimo 8 cm. Non lasciate i baccelli maturi sulla pianta, raccoglieteli via via che sono pronti.

Ocra, gombo oppure okra, come avete visto è una pianta decorativa e in giardino ci farà proprio un figurone e vi ricordo che è anche commestibile, quindi come si cucina?

Prima di tutto pulite i frutti di ocra con un tovagliolo di carta, lavateli, e tagliate la punta e il gambo prima di cucinarli. Se si desidera usarli come addensanti di zuppe i frutti, una volta cotti si possono tagliare a rondelle. Si mangia sia cruda che cotta l’ocra, e sta benissimo insieme ai pomodori, le cipolle, le melanzane e i peperoni. Si può emulsionare con limone, aceto, curry, origano e coriandolo per ottenere un condimento speciale per verdure al vapore oppure per l’insalata. Da sola, è ottima cotta a vapore per un massimo di 15 minuti, oppure fritta.

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Set 3

Plumbago e Dipladenia Bianca, i fiori dell’Onda

compositions of white and blue flowers. i colori della contrada dell'Onda

Fiori bianchi e azzurri, il colore del cielo e la forza del mare, i colori della Contrada dell’Onda, che ha vinto il Palio di Siena del 16 agosto 2017. Plumbago e dipladenia bianca, un accostamento delicato e che farà un figurone sul vostro balcone.

quali sono i fiori bianchi e blu resistenti al sole, which are the sunny white and blue flowers

Azzurro plumbago e dipladenia, sono delle piante molto belle e se avete la fortuna di abitare in zone non troppo fredde, sono anche longeve.

lust for wedding with plumbago and white flowers, addobbo per matrimonio con plumbago e fiori bianchi

I fiori bianchi della dipladenia durano tutta l’estate e vengono prodotti in grande quantità. Si può dire che la dipladenia è una pianta autopulente, le sfioriture cadono da sole, e così non c’è da perder tanto tempo a pulirle come per i parigini. Vi ricordo oltre che bianca, la dipladenia la trovate anche rosa e rossa.

Il cittino è dell’OndaIl cittino è dell'Onda

Come vedete sia il plumbago che la dipladenia, ricordano i colori della contrada dell’Onda. E questa foto che ho scattato sul sagrato del Duomo, a Palio corso, il 16 agosto del 2017, conferma che “Il cittino è dell’Onda”, come direbbero a Siena.

idee fiorite per vasi con colori bianco e azzurro, floral ideas for pots in white and blue colors

Mentre il plumbago produce tantissimi fiori azzurri che durano per tutta l’estate. C’è anche la versione con i fiori bianchi, ma quelli blu, sono molto più coreografici.

immagini del palio di agosto 2017 vinto dalla contrada dell'onda, images of the August 2017 stake won by the wave contrada

Il Palio, vinto dal fantino Carlo Sanna, detto Brigante, sul cavallo Porto Alabe, viene portato in trionfo dai contradaioli dell’Onda al Duomo di Siena. Un trionfo di bianco e azzurro.

cascate di fiori bianchi e blu, cascades of white and blue flowers

Vi ricordo due semplici cose: la Dipladenia ha uno sviluppo veloce, quindi ed è bene rinvasarla ogni anno in un vaso più grande. Mentre il plumbago, lo potete anche interpretare come un rampicante, se vi piace, vedere i suoi fiori su per un muro.

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Set 2

Carlotta Parisi, la “Carta InCanta” a Montalcino

arte a Montalcino, opere di Carlotta Parisi

Quando abbini le due parole, Parisi e Montalcino, potete stare sicuri, che dietro c’è sempre un tocco d’artista. Annibale, Giuditta e Carlotta Parisi, sono di quelle persone che incantano, attraverso l’abilità artistica. Che sia nel fare Brunello, che disegnare un’etichetta oppure creare sculture in carta, non c’è niente da dire, sono una famiglia davvero brava. Addirittura se andate a trovarli nella loro azienda NostraVita, potete vedere L’Arborario”, originale enciclopedia degli alberi della Toscana, 70 scrigni di legno realizzati da Mario Morellini e Annibale Parisi.

Il miglior Brunello di Montalcino, Carlotta e Giuditta Parisi artists

Tornando a Carlotta Parisi, dal 2 al 24 settembre, avete la possibilità di vedere alcune delle sue opere in carta alla Fortezza di Montalcino. Carta InCanta questa piccola favola, trenta lavori tra disegni e sculture in papier-mâché. Una personale alla quale Sergio Staino dedica un testo di presentazione giocato su affinità e dialettiche.

Opere d'arte in Toscana, Tuscany exhibition art

La mostra allestita secondo un percorso a “tappe” e articolata su due piani, si apre con  un autoritratto “Io sono Etrusca” citazione da Marino Marini, che affianca il racconto in poesia della mostra stessa e biografia dell’artista, prosegue nei due ambienti del piano superiore articolata intorno a quello che è il cuore della mostra, sia in temini di allestimento che di opere. Una lunga tavola bianca, una sorta d’installazione sospesa  ma al tempo stesso ancorata alla terra da tre tipi diversi di pietra locale. Una lunga ideale linea bianca che si allunga anche sulle pareti sulla quale la Parisi si racconta attraverso 9 rappresentazioni dal forte valore simbolico.

Art in Tuscany, Arte a Montalcino, Carlotta Parisi Nostra Vita

Questa donna che vedete qui sopra, è “Nunziatina“, e si chiama come la mia zia. Carlotta Parisi, inoltre ha riscosso un grande successo con il suo Paper Cirkus che ha girato l’Italia con il tour del celebre trasformista Arturo Brachetti riscontrando attenzione di critica e stampa. Quindi, andate a vedere queste meraviglie di carta.

“CARTA InCANTA questa piccola favola”

2-24 settembre 2017  – Tutti i giorni 10-19

Montalcino – Fortezza

Ingresso (alla Fortezza) 4 € 

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Ago 28

Eventi di arte nel Chianti: la nuova collezione della Galleria d’Arte Contemporanea Bianciardi

Charming hotel in Chianti, albergo di charme nel Chianti

E’ ancora in corso la mostra “Affinità Elettive“, che il gruppo di Evorart, non se ne sta seduto sugli allori. Ha gia messo in cantiere un nuovo evento di arte nel Chianti.

Curiosi di sapere cosa hanno combinato stavolta Augusto Bianciardi, Lorenzo Minucci e Antonio Carloni? Sabato 2 settembre alle 19.00, a Radda in Chianti , si presenta la nuova collezione artistica della Galleria d’Arte Contemporanea Bianciardi.

arte nel Chianti, Radda in Chianti Events, Chianti Artist Gallery

I saloni dell’albergo Hotel Radda de la “Compagnie des Hotels” in località La Calvana, alle porte del paese chiantigiano, saranno coinvolti dalle istallazioni artistiche. In questa occasione oltre alla pittura e la scultura,  una sezione verrà dedicata interamente alla maiolica con maestri che presenteranno pezzi unici realizzati ad hoc.

Oltre all’arte, si potranno gustare i piatti presentati dallo chef e degustare alcune realtà enologiche italiane: San Vincenti, Cantalici, Colle Bereto e Sassoregale, mentre la colonna sonora della serata, con classici della musica italiana ed internazionale, è affidata al gruppo “Jazz Trio” con Giacomo Rossi al contrabbasso, Riccardo Galardini alla chitarra e Walter Paoli alla batteria.

Ingresso 7 €

Per info e prenotazioni 0577 73511 oppure 3290281164

CDH Hotel Radda

Loc. La Calvana

Radda in Chianti, Siena

 

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Ago 27

In Emilia Romagna arriva Borgo Plantarum per gli appassionati della natura

eventi di giardinaggio a settembre, Gardening events in Italy in September

Torno a scrivere dopo qualche giorno nel blog, e lo faccio scrivendo di giardini e di verde. #ConIlVerde è di tendenza oggi su Twitter, ma per me è di tendenza tutti i giorni, quindi vi parlo volentieri di Borgo Plantarum, un evento di giardinaggio in arrivo a breve.

Ho fatto progressi in questi giorni: sto prendendo il cappuccino senza zucchero e piano piano sto prendendomi una pausa da Facebook. Entro su FB, una volta al giorno, mi pare che c’è troppa cattiveria in giro. Quindi mi riprendo la mia vita, parlo di fiori e giardini che sono la mia grande passione, e mi tengo fuori dalle polemiche.dove imparare a fare giardinaggio

Come vi dicevo, sta arrivando Borgo Plantarum, si svolgerà sabato 16 e domenica 17 settembre a Borgo Antico Le Viole, tra Reggio emilia e Modena e sarà curato da curato da Carlo Contesso, designer e collaboratore del Corriere della Sera e di Gardenia.

L’evento, ospiterà i migliori vivaisti e produttori italiani che porteranno in Emilia Romagna,  la propria competenza e offrire collezioni di piante particolari, spesso rare, e di grande qualità. Se, dunque, uno stand risplenderà con migliaia di capolini di settembrini e anemoni ibride, in un altro troveremo le fucsie da giardino, le dalie, i peperoncini, le ninfee, le restionaceae, le rose e tanto ancora.

Diventare giardiniere tra Modena e Reggio Emilia

Non vi dovrete perdere alcune chicche verdi:  il vivaio “Il giardino delle essenze perdute” presenterà in anteprima a Borgo Plantarum nuove varietà di Fucsia rustiche, come la bianco-rosata ‘Grayrigg’ e la più vistosa ‘Query’ con il suo calice violaceo, mentre le splendide Phalaenopsis botaniche e ricercati Bulbophyllum saranno tra le novità presentate in anteprima da “Le Orchidee del Lago Maggiore” che insieme ad altre specie provenienti dalla Malesia arricchiranno l’offerta di rarità presenti a Borgo Plantarum, gioielli botanici non solo per collezionisti.

Rare plants with purple flowers

Inoltre, Maurizio Vecchia, il più grande collezionista e ibridatore di passiflore racconterà tutti i colori che queste piante possono assumere. Daniele Dallai, Ricercatore di Botanica sistematica presso il Dipartimento del Museo di Paleobiologia e dell’Orto Botanico dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, affronterà il tema delle piante che stanno scomparendo dal territorio dell’Emilia.

Tutto il calendario degli eventi lo trovate qui.

Borgo Plantarum sarà aperto dalle 9.00 alle 19.00

Biglietti: intero €6 – bambini sotto i 12 anni gratuito

Parcheggio gratuito

Borgo Antico le Viole, Telarolo di Castellarano, Reggio Emilia

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