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La Finestra di Stefania

L'enogastrogiardiniera

Mar 21

World Cucumber Day di Hendrick’s: andiamo a seminar la buona pianta.

come piantare i semi di cetriolo

Io ho una carissima amica che ogni tanto mi coinvolge nei suoi esperimenti lavorativi! Se l’altra volta mi ha fatto oltrepassare l’Appennino per andare a seminare il farro, questa volta mi ha convinto a seminare i cetrioli: un gin tonic con l’Hendrick’s Gin e un cetriolo cresciuto da te, sarà ancora più buono ha detto! Ho il timore che la prossima volta, mi spedisca a raccogliere il luppolo chissà dove…

cetriolo per Gin Tonic

Tornando a noi, sapete che il 14 giugno si festeggerà il World Cucumber Day? E io per quella data i miei cetrioli li voglio vedere cresciuti.

Da dove cominciamo?

come far confiare una pastiglia di torba compressa

Per prima cosa versate 30 ml di acqua calda sulla vostra pastiglia di torba.

processo naturale della torba bagnata

Vedete come la terra a contatto con l’acqua calda, tende a gonfiarsi?

terra adatta agli ortaggi

Torba pronta all’uso.

pomice per mettere sul fondo dei vasi

Mettete poi due sassolini per “drenare” in fondo al vaso”.

mettere la torba nel vaso

Mettere la terra nel vaso.

come sono fatti i semi di cetriolo-cucumber

Prendete tre semi e piantateli.

cucumber plant

Ecco come piantare i semi di cetriolo.

vaso finito

Aspettate che crescano le piantine, e una volta che saranno alte 10 cm, trapiantatele con delicatezza in un vaso più grande o in piena terra.

Continuate a seguirmi e vedrete gli sviluppi! E per scoprire cosa ha scoperto sui cetrioli Graham Brown!

Se non avete tempo di andare dal fioraio o dall’ortolano a comprare i semi di cetriolo, oppure non ce la fate a ordinarli su Amazon, allora avete la possibilità di usufruire del “Servizio di adozione del cetriolo di Hendrick’s.

Ok detta così sembra una frase di Harry Potter, invece in tre mesi, le persone dal pollice verde che hanno adottato un cetriolo saranno in grado di piantarlo, coltivarlo e raccoglierlo attraverso Facebook. Durante tutto il periodo della crescita, il Servizio di adozione del cetriolo di Hendrick’s invierà foto e video delle piante agli orgogliosi proprietari e fornirà stimolanti esperienze e nozioni di base in relazione ai cetrioli per affascinare e divertire tutti.

Per adottare un cetriolo cliccare qui sopra!

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Mar 14

Quale sarà “Il Magnifico” olio del 2017?

Category: EVENTI

Premio il Magnifico 2017

Tutto pronto per decretare l’olio più buono del mondo del 2017.

Il 16 marzo 2017 alle Cantine Antinori di San Casciano Val di Pesa verràsvelato l’olio più buono al mondo della produzione 2016.
Per decretare il premio quest’anno è stata istituita una giuria finale composta dai migliori assaggiatori professionisti mondiali ovvero “TOP PANEL”.
Il Premio il Magnifico ha l’ambizione di essere portabandiera di un
fermento culturale che ne gli anni sta rivoluzionando il mondo oleario, portando sulle tavole di tutti i giorni il miglior olio prodotto.
Tra le molteplici manifestazioni internazionali che annualmente dedicano la loro attenzione alla cultura gastronomica del nostro stivale risalta d’assoluta importanza il Premio Il Magnifico Extra Virgin Olive Oil Award – concorso oleario organizzato dalle Associazioni APM(Associazione Premio il Magnifico) e AIRO (Associazione Internazionale Ristoranti dell’Olio) che decreta il MAGNIFICO OLIO ovvero il miglior olio
al mondo che il mercato oleario possa offrire.
QUESTI I TOP PANEL
Franco Pasquini (presidente Anapo e Capo Panel della commissione, Toscana) Fiammetta Nizzi
Griffi (olio dop chianti classico, Toscana)
Marco Pampaloni (olio dop chianti classico, Toscana)
Dales D’alessandro (Dop Chianti Classico, Toscana)
Jobst Von Volckamer (Capo Panel Merum, Germania)
Selin Ertur (Turchia)
Marco Oreggia (Flos Olei, Lazio)
Duccio Moroso della Rocca(Olive bureau, Lazio)
Giulio Scatolini (Capo Panel Aprol, Umbria)
Alfredo Marasciulo (Capo Panel Assoprol, Puglia)
Vasilisis Kamvisis (Grecia)
Adina Petrioli (Anapoo, Toscana)
Enzo Tesi (Anapoo, Toscana)
Luca Socci (Anapoo, Toscana)
Marzia Migliorini (Anapoo, Toscana)
Orietta Pavan (Capo Panel Aipo)
Barbara Alfei (Capo panel Assam, Marche).
I principali premi assegnati saranno:
– ll Magnifico 2017- Miglior olio dell’anno.
premio il magnifico 2017
– Premio alla Carriera 2017 “Marco Mugelli” a Nicola Titone.
– 8 medaglie d’oro, 8 medaglie d’argento, 8 medaglie di bronzo
– Selezione AIRO 2017 – i 4 migliori oli al mondo secondo il criterio della differenziazione sensoriale.
produttore di olio

Premio al personaggio dell’olio dell’anno per Tullio Maria Giordana (che sarà presente alla premiazione) in quanto produttore di olio biologico e grande appassionato di olio.

 

– Premio Packaging 2017
Scopriremo anche quale sarà
– il ristorante dell’olio dell’anno
– il pizzaiolo dell’olio dell’anno
– lo chef dell’olio dell’anno.
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Mar 13

Emanuele Vallini ambasciatore della cucina toscana a Praga

Emanuele Vallini chef Il Giardino restaurant Praha

Se dovessi farvi capire chi è lo chef Emanuele Vallini, ve lo descriverei così: un cuoco dove la curiosità per i prodotti e le materie prime, e la complicità con la sua brigata di cucina e di sala, sono ben impressi nel suo DNA.

Caratteristiche che lo hanno portato a diventare l’ambasciatore della cucina toscana a Praga.

C’è chi non crede nelle combinazioni della vita (io invece si), c’è chi dice che è tutto scritto, c’è chi sostiene che sono scelte. Pensatela come volete, sappiate soltanto che la cucina toscana del Vallini, del ristorante La Carabaccia di Bibbona, ha preso il volo, e dal Mar Tirreno è approdata a Praga, nelle sale del “Ristorante Il Giardino” dell’NH Hotel.

Tutto è cominciato nel 2012, quando il proprietario dell’Hotel è andato a mangiare alla Carabaccia, e dopo un po’ di frequentazione del ristorante, ha capito che i tempi erano maturi per fare qualcosa di bello: portare la cucina toscana in quel di Praga. Vallini è volato nelle cucine del ristorante Il Giardino e insieme a Daniel Bukowski stanno collaborando da un paio di anni a piatti fatti con materie prime di qualità e piccole realtà toscane. E il progetto più ambizioso, sarà quello di vivere e pensare la cucina alla maniera italiana.

Il Giardino Italská restaurace v Praze Praha

E cosa ha portato Emanuele Vallini della cucina toscana a Praga? Ecco i piatti toscani in carta:

Coccoli e salvia fritta

ricetta coccoli toscani

Pappa al pomodoro

ricetta pappa al pomodoro

Paccheri al sugo di nana (anatra): l’unione perfetta tra la cucina toscana e quella della Repubblica Ceca.

ricetta sugo di nana

Cinque e Cinque

cinque e cinque versione finger food

La Carabaccia, non poteva assolutamente mancare!

ingredienti della zuppa di cipolle toscana

Baccalà alla livornese

baccalà alla livornese gourmet

Naturalmente c’è anche una versione del tiramisù rivisitata con i frutti di bosco e la sfoglia croccante, ma il finger food di torta di ceci, il cinque e cinque mi pare più azzeccato, anzi veramente toscano.

Marzo sarà il mese  dedicato alla cucina toscana ed è stato inaugurato con una cena di gala alla presenza di molte autorità locali tra cui l’ambasciatore italiano a Praga, Aldo Amati, e terminerà il 26 marzo con un brunch in puro stile toscano.

 

Prague, Emanuele Vallini chef

Una piccola intervista per farvi capire con chi avete a che fare.

Emanuele cosa hai portato di Bibbona a Praga?

Il cucinare alla maniera italiana, la genuinità,  ma anche la pappa al pomodoro, perché pane e pomodoro sono pure combinazioni toscane. E la “nana”, perchè l’anatra unisce la Toscana con Praga e la Repubblica Ceca, in quanto è uno dei piatti principi.

Le frattaglie, come convinci le nuove generazioni a mangiarle?

Si comincia dalle ricette facili. Hai presente la trippa fritta? Nessuno sa resistere. Dopo diventa più facile mangiare le frattaglie.

Portare la cucina toscana a Praga è un’opportunità, oppure una grande responsabilità?

Una grande opportunità, in quanto sempre più persone della Repubblica Ceca stanno arrivando in Toscana. Questo è un modo per farli mangiare di nuovo alla maniera toscana, una volta tornati a casa. E nel modo vero, proprio come hanno potuto constatare in Italia. Ma è anche una responsabilità, anzi questo sarà l’obiettivo per far capire ai clienti de Il Giardino, che mangiare quì sarà un percorso non solo fatto di ricette e ingredienti, ma un’unione tra il gusto e la ricerca della vera Toscana, genuina e schietta.

Artigiano oppure artista della cucina?

Sarò sempre un artigiano della cucina, alleato con altri artigiani del territorio.

brigata vallini

E altra cosa che ci tiene ha sottolineare è il lavoro di squadra, che è importante, anzi fondamentale. La dimostrazione l’abbiamo nel vederlo complice nel cucinare insieme alla sua brigata. Insegnare, ascoltare, dialogare, sono i principi che ogni giorno ripete ai suoi ragazzi, Tony Uccello e Mirco Verardi. Di questi due giovani, ne sentiremo parlare, perchè hanno tanta voglia di imparare e soprattutto umiltà e molta, ma molta curiosità.

Ornella Cazzola Vallini

Poi c’è lei, Ornella Cazzola Vallini. Parlo di lei per ultima, solo per un motivo: moglie , Sommelier, la pefetta padrona di sala della Carabaccia. Genovese di Quarto, è  il trait d’union perfetto tra il cliente e la cucina.

Emanuele Vallini a Praga

Le bellissime foto dei piatti sono di Marco Provinciali.

Il Giardino restaurant, NH Prague City, Mozartova 1, 150 00, Prague 5 (Prague, CZ), tel. +420 257 154 262

La Carabaccia

Via della Camminata Est, 15/23
Bibbona LI
Telefono: 0586 67037
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Mar 12

Italian Tapas a Firenze: dal “gattò” di patate, passando per le frattaglie e il sushi

Italian Tapas a Firenze

Siete appassionati di tapas? Bene, perchè quello che state per leggere, vi lascerà l’acquolina in bocca.

ricette per fare le tapas

Non centra nulla la Spagna, qui si parla di tapas italiane, anzi di Italian Tapas,  un locale fiorentino, poco distante da Santo Spirito, che ha avuto l’idea di riproporre piatti della tradizione in un format diverso, adatti per un aperitivo o pasti veloci.

Dalla cucina a vista, si vedono preparare le tapas ordinate, e quando sono pronte un macchingegno strillante posto sul vostro tavolo, vi avvertirà. Tra le specialità di tapas in carta, potete trovare anche una tapas d’autore, il “Gattò  di patate con acciughe e rigatino” ideato dalla regina del pesce povero, Cristina Galliti.

E come sono suddivise le tapas? Vi metteranno tutti in accordo, perchè ci sono di pesce, carne, frattaglie, verdure ma anche quelle per i vegani.

Curioso è il “Firenze-Rolls” con cavolo nero, lampredotto e salsa verde. La seppia in zimino è un classico, reinterpretato in chiave creativa. Per i “veg” la tartara di verdure con l’olio nuovo non è per nulla scontata, la sarda a beccafico è un evergreen, mentre le arancine cambiano con la stagione, ora sono manzo e tartufo, al gorgonzola e con i carciofi. Da bere c’è una piccola selezione di vini scelti con cura e birre artigianali, ma se vi piace osare, abbinate alle tapas drinks creativi come il Cynart o il Bian-Chino.

frattaglie per aperitivo

Dalle frattaglie al sushi per Fuori di Taste

Inoltre vi segnalo che oggi e domani, lunedì 13 marzo,  a pranzo e a cena da Italian Tapas si potranno gustare tre tapas creative: Nighiri di diaframma, tempura di cervello e filoni con salsa teriyaki all’aceto balmasico, verdure con sesamo in agrodolce. Tutto accompagnato da “Ginger sake“, drink abbinato creato per l’occasione e una degustazione di sake originali del Giappone. Evento in collaborazione con Sake on the Table e la Tripperia del Mercato centrale di Firenze. Prezzo 22 euro.

finger food di pesce

Italian Tapas, Via Sant’Agostino, 11r

Firenze

Tel 055.0982738

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Mar 7

Come hai detto che ti chiami? Simona Fruzzetti fa cinquina!

Come hai detto che ti chiami cartaceo

Ci sono persone che hanno la passione per le targhe automobilistiche (io) e persone che sono fissate con il significato dei nomi come Simona Fruzzetti.

Simona: chi porta questo nome è una persona affascinante, quasi mai con i piedi per terra, piena di vita! (Ok nel libro c’è un’altra versione, ma ve la dovete andare a leggere con i vostri occhi!). Mica male vero, il significato di Simona? Pensate invece a una che si chiama Giulia Agrippina Augusta Randazzo, non avrà vita facile vero?

Avete fatto centro, e io questa Giulia A. A. Randazzo come la capisco, dato che mi sono salvata in extremis, visto che potevo essere un Ulisse Pianigiani oppure una Lucilla! Invece me la sono scampata, Stefania Pianigiani alla fine hanno registrato all’anagrafe! (Preciso che non ce l’ho con chi si chiama Lucilla, semplicemente a me non piace).

Ma chi è questa Giulia Agrippina Augusta Randazzo? Ma la protagonista del quinto libro di Simona Fruzzetti, “Come hai detto che ti chiami?”

Ognuno di voi ci rivedrà tra le  oltre 350 pagine, (356 per l’esattezza) qualcuno che conosce, un parente, un amico, se stessa/o, e se qualcuno di voi è registrato all’anagrafe con un nome o cognome bizzarro, magari entrambi, non potrà che essere solidale con questa Giulia, che fa la barista,  e sostiene che le donne sono più pallose nella scelta delle paste a colazione. Perché? Ricordatevi la prossima volta che andate al bar di non far domande assurde del tipo: quella pasta con quei puntini, cosa sono? Cioccolato? Sbagliato! Sono punti neri! E’ un croissant che sta attraversando la pubertà!

Non vi racconto di più, perchè se ci penso rido ancora, di tutte le cose scritte nel libro, che ho divorato in un paio di giorni.

La trama ufficiale dice:

Giulia fin da piccola ha dovuto fare i conti con qualcosa di scomodo: il suo nome che non è semplicemente Giulia, ma Giulia Agrippina Augusta. Appassionata conoscitrice del significato dei nomi, figlia di un insegnante di storia e di una istruttrice di pilates vegetariana fissata con la forma fisica, vive in un appartamento della nonna insieme al fratello gemello.
La comparsa di Erika, nuova fidanzata del fratello, e l’arrivo di Valerio, il nuovo coinquilino, scombineranno le carte e l’equilibrio già precario della sua vita.
Tra scontri per lo spazio della casa, gelosie, tradimenti e prese di coscienza, Giulia riuscirà nella difficile impresa di collocare al posto giusto tutti i pezzetti dell’intricato puzzle famigliare e a ricredersi sull’idea dell’amore.
Situazioni comiche, scene grottesche e personaggi bizzarri fanno da cornice a una commedia romantica, ironica e frizzante dove la famiglia ne esce protagonista in ogni sua sfaccettatura.

presentazione libro di Simona Fruzzetti

Io non vi svelo più nulla, dovete leggere, e se  la volete incontrare dal vivo la Simona,  venerdì 10 marzo, sarà insieme a Sara Missorini a Calci (Pisa): ale 18.00, nella Sala Consiliare, presenterà il libro, risponderà alle vostre domande, vi farà ridere e regalerà segnaibri!

Simona Fruzzetti scrittrice

Bellini vero? Fanno pendant con il vestito in copertina!

Il libro lo trovate su Amazon, e per fortuna dopo “Chiudi gli occhi

anche “Come hai detto che ti chiami?”, oltre a essere in versione eBook è anche in cartaceo!

Poi vorrei aggiungere: non prendete impegni per il 9 di aprile, e cara Piemme vedi di stampare gli altri libri della Simona Fruzzetti in cartaceo!!!

Stay tuned….

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Feb 24

A piedi in Val D’Arbia: il compromesso naturale di Serena Pianigiani

A piedi in Valdarbia

Oggi nel blog, c’è un racconto speciale, quello di mia cugina, Serena Pianigiani. Ci porta a piedi in Valdarbia, in un compromesso tra l’errare senza rimproveri e i sentieri indicati della Via Francigena, intorno a Buonconvento, nelle Terre di Siena.

itinerari-in-Toscana.jpg

Stamani ho trovato la forza per indossare le mie vecchie scarpe da ginnastica e uscire per una passeggiata di un’ora nella campagna “buonconventina”.
In una domenica dove in molti hanno scelto  Montalcino per degustare il nuovo Brunello, io ho preferito non assaporare vino, ma la natura con i sui profumi e colori di febbraio.
Già i campi con le zolle sfumate di marrone si stanno preparando ad accogliere grano e girasoli come ogni anno, e ai margini della strada le prime margherite e anche dei fioricini celesti piccoli piccoli, di cui non
conosco il nome.

La Via Francigena nei dintorni di Buonconvento

Ho iniziato il mio breve percorso incamminandomi sulla Strada Provinciale 34 a passo quasi veloce lasciando il paese di Buonconvento alle mie spalle e rallentando sopra il ponte che attraversa il fiume Ombrone. Sono ancora ben visibili i danni arrecati dall’alluvione e per fortuna i miei tristi pensieri sono stati subito sopraffatti dalla vista della torre ottagonale di Castelrosi edificato nel XII secolo e immerso nel suo boschetto.

Non sono andata però in quella direzione ma ho svoltato a destra verso La Piana, camminando per un km circa sullo stesso percorso che fanno i ciclisti della gara L’Eroica e i pellegrini. Infatti al bivio è ben visibile un cartello turistico che indica proprio la Via Francigena.

pini marittimi in Valdarbia Sono arrivata davanti all’ingresso della fattoria fortificata della Piana, questa è stata nel Medioevo una delle ville della famiglia Tolomei di Siena donata intorno al 1315 all’ospedale di Santa Maria della Scala. C’è una grossa croce in ferro battuto al centro di una rotonda: sulla destra la fattoria, a nord la strada prosegue in direzione Ponte d’Arbia, io provengo da sud e scelgo la direzione di sinistra fino ad arrivare alla Pieve di Sant’Innocenza di Piana. Quest’ultima è una struttura anch’essa fortificata con una piccola chiesa annessa, una lapide ricorda che qualcuno già vi abitava nel X secolo.

itinerari-in-valdarbia.jpg

Da qui ho ripreso la strada del ritorno, il pranzo domenicale mi stava aspettando ma non mi stanco mai di ammirare queste affascinanti architetture che armoniosamente dominano una piccola porzione della Valdarbia e che proprio stamani mi hanno ricordato per l’ennesima volta in quale meraviglia di luoghi siamo nati e viviamo ogni giorno.

Testo e fotografie di Serena Pianigiani.

P.s: i piccoli fiori celesti citati nell’articolo, sono “Gli occhi della Madonna”.

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Feb 20

Andrea Giuseppucci e le sue Marche: viaggio gastronomico itinerante post terremoto

viaggio nella cucina marchigiana con lo chef Andrea Giuseppucci

La Val di Chienti entra di diritto nella cucina di Andrea Giuseppucci, lo chef marchigiano, ospite per tutto febbraio all'”Osteria di Sopra” di Eataly Firenze, che ha visto il suo ristorante, “La Gattabuia” di Tolentino, subire ingenti danni a causa del terremoto.

Il Chienti, un fiume, che parte dall’Appennino Umbro-Marchigiano, per arrivare fino all’Adriatico, porta con se un paesaggio mozzafiato da Serravalle, Caldarola, Serrapetrona, Belforte, Tolentino, Macerata, Corridonia, Morrovalle ecc, e tante prelibatezze enogastronomiche lungo il suo tragitto. Saperi e sapori di antica tradizione che lo chef ha voluto nei suoi piatti, e che vogliono essere fatti conoscere a chi non è delle Marche.

Così il “ciauscolo” del lago di Caccamo si fonde insieme alla crescia calda, i vincisgrassi hanno il sapore autentico delle massaie maceratesi, il coniglio in porchetta con finocchietto si scioglie in bocca, fino ad arrivare alla crema all’anice  Varnelli, l’anice secco speciale, come recitano i cartelli sulla “Statale 77”, azienda duramente colpita dal terremoto come il ristorante di Giuseppucci. In Toscana  sarebbe un dolce da ribattezzare “Il brigidino al cucchiaio”, dato il suo profumo e gusto inconfondibili. Queste sono le “Marche Autentiche”, il primo approccio con la tradizione, ma ci sono altri omaggi alla regione in carta.

dove mangiare a Firenze

Andrea Giuseppucci, si è portato dietro tutta la sua brigata, fatta di giovani volonterosi che tra sala e cucina, preparano e servono la polenta con ragù di maiale e finocchietto, il tagliolino all’uovo marchigiano con baccalà, olive e patate, e un baccalà mantecato all’anconetana, fatto come Dio comanda. Lo Chef Andrea Giuseppucci sarà tutti i giorni all’Osteria di Sopra di Eataly Firenze, fino a martedì 28 febbraio. Tel: 055 0153603

Mail: osteriadisopra@eataly.it

Giovedì 23 febbraio dalle ore 20.00, c’è in programma una cena speciale all’Osteria di Sopra:

Menu
Crema di patata, fonduta e sfilacci di pecorino “Fontegranne”
Tortellino in brodo di cappone
Coniglio in porchetta
Latte e biscotti
In abbinamento, i vini della Cantina Colonnara
Verdicchio Brut
Verdicchio Cuprese 2015
Moscato Colonnara Class
27 € (vini inclusi)

dove lavora lo chef Andrea GiuseppucciE dopo Firenze, cosa bolle in pentola? Andrea Giuseppucci, non si ferma, e insieme alla sua brigata, sarà ospite nei vary Eataly: dopo Firenze, saràil turno di Eataly Lingotto a Torino dall’1 al 31 marzo, per proseguire a Eataly Smeraldo a Milano, dall’1 al 30 aprile,  poi la Germania a Eataly Monaco di Baviera per 2 mesi, maggio e giugno, Eataly Roma Ostiense per tutto il mese di luglio e forse anche Eataly Copenhagen…

La Gattabuia, un progetto nato nel giugno del 2014, nel centro storico di Tolentino, nelle Marche,  nei locali delle ex carceri del paese, che  vengono completamente ristrutturati. Il giovanissimo chef Andrea Giuseppucci, ha una vera e propria filosofia, la tradizione marchigiana. Andrà alla scoperta di produttori di nicchia nascosti nei Monti Sibillini o lungo l’Adriatico. Agnello, tartufo, pasta tirata a mano, maiale, pesce azzurro sono stati ingredienti centrali nei primi menu del locale.

la brigata di Andrea GiuseppucciPassa poco tempo, e nel  giugno del 2015 Giuseppucci, viene invitato a partecipare alla finale del noto concorso nazionale Chef Emergenti, dove di fronte ad una giuria composta dai maggiori critici nazionali, si piazza al secondo posto ricevendo la menzione speciale come chef emergente per il centro-sud Italia.

Vino Lacrima di Morrovalle

Il 30 ottobre 2016 il terremoto  cambierà tutto, anche “La Gattabuia”, portando alla chiusura del ristorante per inagibilità dei locali. Ma Giuseppucci e il suo staff, si rimboccano le maniche, fanno
una serie di pranzi e cene di beneficienza in tutta Italia, prima di raccogliere l’invito di Eataly.
Mettere al centro la genuinità e la semplicità unica dell’ingrediente e far conoscere la cucina marchigiana nel mondo, è la loro prossima missione.
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Feb 19

Profumo di giaginto in casa

come coltivare i giacinti in casa

Finalmente le temperature, hanno cominciato a risalire. Non so da voi, ma qui in Toscana quest’anno l’inverno è tornato, con temperature molto basse, come non succedeva da diversi anni.

Diciamo che avevamo perso un po’ l’abitudine al freddo, ma non pensiamoci più, e guardiamo avanti, guardiamo alla primavera.

Non lo sentite il profumo di giacinto nell’aria? Dai primi freddi, avete visto e comprato quei bulbi curiosi. Molti di voi, li avranno già da tempo piantati in giardino oppure nei vasi in terrazza, ma chi di voi non ha spazio li ha messi in casa, e ha aspettato di vederli fiorire. Perché, usando una tecnica antica, questi  già credono nella primavera a metà del mese di gennaio.

fiori che attraggono le api

Se non volete comprare le confezioni gia pronte dal fioraio, potete preparare i vostri bulbi in casa da soli, creando delle belle composizioni. Non solo giacinti, basta comprare piano piano anche muscari, narcisi e crochi.

bulbi che profumano la casa

Avendo i bulbi a disposizione, bagnate leggermente il bulbo, mettetelo in un vaso di vetro di quelli da marmellata, rivestitelo con della juta o della carta bianca, o anche della carta di giornale e legatelo con un filo di rafia. Se invece vi piace vedere le radici dei bulbi che crescono, prendete un vasetto tasparente, metteteci dei sassi piccoli per drenare, del tericcio e poi il bulbo.

giacinto per profumare l'aria in casa

Allineate i bulbi di giacinto sui davanzali di casa se potete, perchè vogliono luce. E quando saranno tutti fioriti, profumeranno la casa di primavera.

Io ora li ho trasferiti un po’ sul balcone, mi piace prendere il caffè al sole e sentire il profumo dei giacinti, guardare le api che vengono a cercare il polline. Mi piace questo assaggio di primavera. Buona domenica.

 

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