La Finestra di Stefania

L'enogastrogiardiniera

lug 24

La gelateria Edoardo a Firenze, il biologico in piazza Duomo

Siete in pieno centro a Firenze e state pensando, ma che caldo fa, devo trovare qualcosa per rinfrescarmi? Il rimedio giusto √® il gelato, e la citt√† gigliata, √® anche la citt√† delle gelaterie artigianali. Scoperta per caso, praticamente in piazza Duomo, √® stato amore a prima vista il gelato biologico di Edoardo per due motivi: il primo √® che √® una gelateria di alto livello in una delle piazze pi√Ļ turistiche del mondo, ed oltre a proporre eccellenti gusti fa anche i coni da sola, fatti a mano uno a uno. Ingredienti biologici a km zero, provenienti da piccole aziende del territorio, ne fanno un locale di qualit√† e attento alle esigenze del cliente, inoltre quel contrasto tra il freddo della crema e il caldo della cialda, √® qualcosa di indescrivibile, che se non lo provate, non lo potete capire.

Uno sposalizio tra Piemonte e Toscana ha dato vita a questa piccola realtà dove i gusti variano a seconda delle stagioni, si omaggiano i territori con la crema gianduja e il sorbetto al Chianti, e non spaventatevi se vedete la fila fuori, vale la pena aspettare. I gusti sono sedici che vanno dallo zabaione, alla nocciola, alla crema di una volta e alla cannella per le creme, e non mancano gusti con la frutta stagionale: e ogni settimana accanto ai classici c’è un gusto nuovo come lo yogurt variegato ai frutti di bosco, oppure il cocco-ciocco a base di cocco variegato con nocciola e cioccolato. Se tutto questo non vi basta, fanno anche granite e crepes, e alla fine Edoardo risulta un piccolo tempio goloso a tutto tondo.
Gelateria Edoardo
Piazza del Duomo 45/R
Firenze
Aperta tutti i giorni
http://www.edoardobio.it/

foto 1(3)

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lug 21

Il museo delle bambole a Suvereto

Suvereto, a due passi da casa, e non ci ero mai stata. Complice una domenica estiva ventilata, ho deciso di farci un salto. Il paese √® antico e molto bello, tanto da meritare un post a se, e tra le tante cose che mi hanno colpito c’√® da menzionare il “Museo artistico della Bambola“.

Da quanto ho capito è aperto e gestito da volontari e la collezione è stata donata da Maria Micaelli, una straordinaria conoscitrice delle arti delle bambole e una figura importante per il paese.

Ci sono bambole antiche con le facce di porcellana e una vasta collezione di bambole in pannolenci dell’omonima Casa Lenci di Torino.¬† Minuziosit√† e fantasia nelle vesti, nei ricami e nei volti delle bambole, riportano la mente a quando eravamo bambini, facendoci staccare¬† dalla realt√† per qualche minuto.

Orario apertura:
dal 15 luglioal 30 agosto  2014

DALLE ORE 21.00 ALLE ORE 22.30, io di domenica l’ho visto aperto anche prima di cena.

Tel 0565829923

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lug 20

Cosmos, quando seminarli e perché averli in giardino

Cosmos, tutti i colori dell’arcobaleno. I¬†Cosmos hanno molte qualit√†, sono di facile coltivazione, e i suoi colori vivaci ¬†durano diversi mesi.

Sono piante annue che fioriscono tutta l’estate e ricordano un p√≤ le dalie. E’ una pianta che si appresta a essere usata per recidere i fiori e farne delle composizioni.

Si semina ad aprile e una volta che le piantine sono nate si mettono a dimora nella terra appena ci sembrano pronte e vigorose.

 

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lug 19

Quattro maggiore sotto un cielo di stelle che danza

 

Eccomi, eccomi, mi scuso se sono stata un pochino latitante negli ultimi tempi nel blog, ma sono stata un pò presa dal lavoro e da impegni vari.

Segnalo volentieri questo evento, che si terr√† a Firenze, marted√¨ 22 luglio nei Giardini della Gherardesca al Four Seasons, andr√† in scena “Quattro Maggiore”, lo spettacolo di danza pi√Ļ atteso del Florence Dance Festival.

Il balletto ispirato alle “Quattro Stagioni” di Vivaldi sar√† accompagnato dall’Orchestra da Camera Fiorentina.

Prima dello spettacolo, a bordo piscina ci sar√† un’aperitivo con cena a buffet e concerto.

Per informazioni e prenotazioni

Tel 055 2626450

ilpalagio@fourseasons.com

 

 

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lug 9

La dolce strada per sapere tutto sui dolci senesi

 

Mandorle, storie di mandorle, di pane, di profumo, di lievitazione.

Vedere gonfiare il pan coi santi, mettere il miele nell’impasto delle mandorle, annusare i profumo dei canditi, perdersi in tutta la magia dei dolci senesi.

Tutta la storia di questi riti √® stata raccolta in un libro “La dolce strada“, da Nicola Natili e Veronica Grandetti. Per le illustrazioni ci ha pensato Giulia Baratella. E’ disponibile anche la versione inglese curata da una cara anica, Annalisa Coppolaro Nowell.

Un itinerario che si snoda attraverso i secoli, alla ricerca delle radici culturali che fondono il moderno con l’antico. Riscoprire le tradizioni significa ricalcare il percorso di tutti quegli uomini che le hanno create e trasformate, riuscendo a trasmetterle e tramandarle di generazione in generazione. Colpisce come a tutt’oggi nella maggior parte delle tavole senesi, nei giorni di festa, vengano preparati i dolci della tradizione locale, con la stessa cura e passione di un tempo.

A raccontare l’intreccio tra storia, memoria, tradizioni orali e culinarie √® Caterina, una bambina curiosa delle cose.¬†Caterina ama sporcarsi le mani, fantasticare sui racconti scolastici e prima ancora su quelli dei nonni, del babbo, della tata.

Grazie a Caterina riusciamo a gustare i piaceri semplici e genuini che ci incantavano ieri come oggi, ma che troppo spesso dimentichiamo, perdendoci nelle incombenze, nelle mansioni e nei doveri della vita quotidiana.

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lug 7

Montespertoli, il comune pi√Ļ vitato della Toscana che guarda avanti

Nella vita, come nel vino, non ha senso guardarsi indietro, a Montespertoli, sulle colline fiorentine, si guarda avanti e si cerca di valorizzare il vino e le altre eccellenze del territorio come l’olio e il pane.

Sono finiti i tempi oscuri, e dei produttori per caso, finalmente si cerca di dare un identità al vino di Montespertoli, posto su troppi confini reali e immaginari, portando a conoscenza il progetto del Parco Agrario, per ricostruire un punto di attenzione tra produttori e consumatori.

Grazie a un terreno comunale molto vario e articolato si sta definendo una mappatura vinicola che consente di stabilire e confrontare le potenzialit√† del vino. Una volta i vini di Montespertoli, erano pi√Ļ duri, ora prevale la nota acida e la morbidezza, si va a formare la “Montespertolitudine“, il protocollo di Sangiovese in purezza.

Ogni azienda ha selezionato un proprio vigneto e di cercano confronti e similitudini tra i vini.

E’ stato utile confrontare tra di loro il Chianti Docg, Il Chianti Montespertoli Docg base e riserva, e alcuni Igt: Tenuta Maiano, Le Fonti a San Giorgio, il Podere Ghisone, Tenuta Moriano, Guiducci, Tenuta di Morzano, il Podere dell’Anselmo, Ammirabile, il Castello di Sonnino, Casa di Monte, Valleprima e la Cantina Sociale dei Colli Fiorentini.

Produttori pronti come un flipper a essere sparati in una nuova dimensione, pronti a scalare un iceberg fino alla cima, con un nuovo ri-lancio e una riconverzione stata a sonnecchiare per troppo tempo. Montespertoli, guarda avanti.

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lug 6

Gerani rampicanti, si può fare si può fare

Quando li ho visti che coprivano i muri i gerani parigini e a edera, come dei rampicanti, non credevo ai miei occhi. Siamo abituati a metterli nei vasi e a farli cadere da terrazze e balconi.

Ritengo che “forzarli”, piantandoli in un aiuola e mandarli all’ins√Ļ sia una cosa assolutamente da fare: √® originale e in inverno proviamo a coprirli con il tessuto non tessuto, farete restare a bocca aperta chiunque venga nel vostro giardino.

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lug 5

Pici con le briciole e acciughe San Filippo

pici con le briciole

La mamma di una cara amica i pici adora farli a mano: i pici non sono altro che degli spaghetti grossi fatti a mano con acqua e farina molto diffusi a Siena e nella parte sud della provincia, dalla Val d’Orcia a Chiusi fino a Montepulciano. Si impasta acqua e farina e quando la consistenza √® giusta si prende un pezzo e si comincia ad allungare la pasta, facendola ruotare velocemente con le mani fino a formare uno spaghettone lungo.

Se non avete tempo di farli a mano e volete fare un piatto toscano, esistono ancora dei piccoli pastifici che fanno un prodotto di qualit√†, come la Pasta Panarese di Gallina, dove passa il 48¬į parallelo, nel cuore della Val d’Orcia.

Ingredienti per 4 persone

400 gr di pici Panarese

3 fette di pane toscano raffermo

4 acciughe San Filippo

Olio Extravergine di Oliva 6-8 cucchiai

Mettere a cuocere la pasta in abbondante acqua bollente. Prendete una padella con poco olio e fate tostare le briciole di pane senza farle bruciare. Spegnete il fuoco e tenete da parte. In una padella capiente mettete l’olio, aggiungete le acciughe San Filippo e fatele “disfare” completamente. Mescolarvi le briciole, aggiustare appena con sale e pepe se necessario.

Scolate i pici, lasciando da parte un po’ d’acqua di cottura, gettateli in padella, mescolate al sugo con le briciole e servite. Se il sugo rimane troppo denso, allungate con l’acqua di cottura della pasta.

 

 

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